venerdì 23 gennaio 2015

Genitori: incontri ravvicinati di terzo tipo?



Sempre più frequentemente succede, lavorando a scuola, di scontrarsi con genitori ostici e oppositivi.
Situazione tipo: ragazzo ribelle e diciamolo pure ineducato, molteplici tentativi di arginare la situazione con metodi soft, interventi specifici, santa pazienza et cetera. Poi non ce la si fa più e si convoca il genitore, trovandosi davanti non solo un muro di gomma ma un continuo aggredire con atteggiamento minaccioso (quando non vere minacce).  
Cresce l'impressione di avere a che fare con un modo di fare pre-civile, in cui il cortile wathsapp ha sostituito il normale canale comunicativo tra l'istituzione scolastica e le famiglie. Si crede a una parola riferita piuttosto che alla circolare debitamente firmata e anche se il docente o addirittura la dirigente assicura una certa versione dei fatti, dall'altra parte c'è diffidenza e incredulità. Ci si permette di alzare la voce con un preside e di mettersi a tu per tu con un professore, sol perché il ragazzo non è gratificato e viene rimproverato! Apriti cielo! O perché non si è d'accordo con le decisioni prese a scuola, sospettando che ci sia sempre un secondo fine.
Mi chiedo dove possa risiedere l'origine di tale barbarie così diffusa: nell'ignoranza forse. Sempre più mi convinco che la mancanza di fiducia nelle istituzioni è dovuta alla totale incomprensione dei meccanismi, delle motivazioni e del background che le sorregge. Che non è il tornaconto né del resto un indistinto far stare bene i ragazzi, senza alcuna regola. Vi sono insomma delle regole, delle procedure e un modus vivendi dettato da criteri totalmente altri rispetto a quelli che agitano i dibattiti dei talk-show o gli annunci sensazionalistici di Facebook.
Che ne pensate?

lunedì 19 gennaio 2015

Assaggi di Puglia

Quattro giorni non bastano per una città, figuriamoci per una regione. E una regione come la Puglia, ricca -come tante altre in Italia- di paesaggi, tradizioni e attrazioni. Ma per un primo assaggio tutto sommato vanno anche bene, e ti lasciano il desiderio di tornare.

Primo giorno, arrivo ad Altamura. Un paese animato nonostante il freddo da neve (che infatti si è presentata il secondo giorno di permanenza), un corso pieno di negozi, una bella cattedrale con un presepe antico, viuzze molto suggestive. Noi alloggiavamo al Claustro cioè un cortile circondato da palazzetti i cui locali, tutti collegati, appartenevano alla stessa famiglia da cui il cortile prende il nome.

I nostri itinerari ci hanno portato il primo giorno a Matera, città (non pugliese) antichissima che come un relitto sembra essersi arenato sulla montagna e di averne assorbito i segni del tempo e le tracce della millenaria storia fino a non permettere più di distinguere le pietre dalle costruzioni:




Il secondo giorno abbiamo visitato le Grotte di Castellana addentrandoci nel ventre della montagna: non si potevano scattare fotografie e conservo la memoria di un luogo quasi fuori dallo spazio, in un perfetto equilibrio di temperatura costante, senza aliti di vento e correnti d'aria. Peccato per la completa assenza di una rete di servizi turistici che ci siaspetterebeb da un sito così bello nonostante la nostra visita si sia svolta di domenica. Non uno shop specializzato, non un museo né un negozio di souvenir o bar interno. La nostra guida, ammirevole e bravissimo omone, ci confessa che tutto quello che sa lo ha imparato per la sua grande passione e che l'amministrazione inquadra le guide specializzate come lavoratori stagionali! In Europa attorno alle Grotte avrebbero costruito un intero regno!
Ci siamo spostati poi ad Alberobello, che di inverno assumono ancora di più l'aspetto di villaggio delle fate che possiedono anche nella bella stagione:



Fate o streghe... vista la simbologia ancestrale che domina gli spioventi!

Il terzo giorno quasi in completa solitudine (a causa del freddo) abbiamo visitato Ostuni assorta in una nebbia silenziosa:



Un'ultima notazione per l'incontro con la cucina pugliese: l'avevo già conosciuta in occasione della visita di Castel del Monte, ma il ricordo si era sbiadito. Piatti semplici, sapori  definiti e tradizionali, ma ottimi! Ci siamo affezionati in particolare al ristorante con volte di tufo Ai tre archi di Altamura, dove siamo più volte ritornati, ma voglio menzionare anche Il Fidelio di Alberobello posto in una bella villa con giardino. 

martedì 6 gennaio 2015

Educare con il cinema: Saving Mr. Banks

Film del 2013, racconta del lungo assedio che Walt Disney (Tom Hanks) a Pamela Travers, autrice di Mary Poppins, per ottenere i diritti cinematografici della celebre storia della tata dei Banks. Un assedio durato vent'anni e che sembra sfumare ancora una volta, nonostante il viaggio della scrittrice ai Disney Studios di Los Angeles per rivedere il copione.
Ma non sono né il denaro né la notorietà che possono convincere Pamela.

Nei personaggi del suo libro, Pamela ha messo le sue sofferenze di bambina: per motivi diversi, né il padre né la madre sono stati in grado di darle la sicurezza di cui aveva bisogno. Anzi, nel rapporto con il padre, idealizzato, aveva ricevuto solo illusioni, inevitabilmente crollate in conseguenti delusioni.
Anche allora c'era stato bisogno che una figura esterna, come Mary Poppins, portasse nella sua disastrata famiglia un po' di ordine. Solo che in quell'occasione con la zia non era arrivata la salvezza sperata.
Ella, quindi, prende su di sé il fardello dell'intera sua vicenda familiare, come simboleggia l'aver scelto il nome del padre come cognome del suo pseudonimo. E immagina che quella tata volante, dall'enorme borsa piena di tesori, possa davvero venire a salvare non lei bambina, ma il padre. 

Il suo libro migliore le servì per salvare la sua infanzia, per salvare la sua famiglia, per salvare ogni Mr. Banks, ogni padre che fallisca nel suo compito.

Ognuno di noi porta un bambino dentro di sé, dice a un certo punto Walt Disney nel film, intendendo la parte spensierata e giocosa che sopravvive in tutti nonostante l'avanzare dell'età. Ma il bambino che porta dentro Pamela, come tutti, non è solo quello fanciullesco, ma anche quello ombroso, quello composto di tutte le ombre che hanno popolato l'infanzia, quello che va perdonato.
Quello che va lasciato andare, se non si vuole vivere rivolti al passato.

Film consigliatissimo.

venerdì 12 dicembre 2014

L'ora di lezione


"C'è stato un tempo in cui -scrive Recalcati - [...] l'autorità dell'insegnante era garantita dalla potenza della tradizione alla quale si appoggiava: il modello pedagogico prevalente era quello correttivo-repressivo, fortemente gerarchizzato", fondata sull'alleanza genitori-insegnanti.

Oggi prevale un modello, destabilizzante, in cui "i genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine, a rappresentare quel che resta della differenza generazionale e del compito educativo". 

Il difficile è che non c'è una bacchetta magica in grado di restituire ai docenti l'autorità perduta e non ci sono strategie valide per tutti gli alunni e per tutte le classi. Tanti sono i consigli di classe in cui emerge quest'impotenza: non va bene il pugno di ferro e non va bene il clima amicale. I casi più difficili sono proprio quelli in cui i genitori o sono ininfluenti o hanno abdicato alla loro potestà.
Penso al papà che di fronte all'atteggiamento oppositivo e aggressivo del figlio riesce a dire solo che "a scuola si va per divertirsi e giocare non per fare monellerie" e penso alla mamma che non fa altro che piangere completamente arresa alle malefatte riferitele.
Un recente articolo inglese parla dei genitori spazzaneve, che passano la vita a spalare la neve dalla strada che il figlio deve percorrere, cercando cioè di rimuovere ogni possibile ostacolo e controversia:



Voi cosa ne pensate?

(con questo post partecipo ai #venerdidellibro)


domenica 7 dicembre 2014

Studiare musica in casa

L'ascolto della musica  a casa nostra è una costante. Anche in passato abbiamo fatto qualche esperienza di ascolto guidato.
Con l'adolescenza l'homeschooling part time cambia del tutto, non si può più imporre niente, occorre contrattare, ascoltare, cedere, a volte desistere. Poi a volte, come per incanto, è il ragazzo stesso a esprimere un bisogno e può accadere che venga fuori il piacere di imparare a suonare uno strumento o studiare la storia della musica. È qui che i genitori non devono abdicare al loro ruolo non di insegnanti dei figli, ma di educatori. Educare vuol dire tirar fuori, far crescere. A partire anche dalle proprie passioni. Per esempio, mio marito ha la passione della musica classica e della storia della musica in genere. Così, una parola tira l'altra, e siamo arrivati all'ascolto.

Partendo dalle origini, scaliamo l'albero:


Oggi gregoriano e polifonia rinascimentale. Si ascolta, si parla, si discute, si riflette insieme. del resto sia io che il papà abbiamo per anni cantato in un coro polifonico.
Il libro da cui è tratto l'albero è questo:


E per lo strumento? Rimaniamo sempre in famiglia... il nonno sa suonare il pianoforte e speriamo di poter organizzare per qualche lezione. E voi, che mi dite? Fate esperienze di questo tipo con i vostri figli? Raccontatemele, lasciando un commento anche con un link a un post.

venerdì 5 dicembre 2014

Il giardino dei ciliegi di Cechov




Quest'anno grande novità... ho fatto l'abbonamento a teatro!
Scorsa settimana ho visto Il giardino dei ciliegi di Cechov, che rappresenta la dolente caduta di un mondo, quello dell'aristocrazia russa, travolta dai cambiamenti sociali che hanno portato gli ex servi della gleba a diventare i nuovi padroni. 
Tratto da esperienze personali dell'autore, che si vide espropriare della casa di famiglia e in particolare di un giardino di ciliegi a cui teneva moltissimo, era stato concepito come una farsa e invece malgrado le intenzioni autorali fu da sempre portato in scena come una tragedia.
Rappresenta - dicevamo - un periodo di trapasso epocale, ma anche la relazione personale con il passato: Ljuba, anima incastrata nella tragedia della perdita del figlio e nella nostalgia inconcludente di un'epoca ormai finita, simboleggiata proprio dal giardino dei ciliegi, presenza incombente ma mai esplicita; Charlotta, saltimbanco senza certezze sulle proprie origini; Firs, maggiordomo totalmente rivolto a un passato che non esiste più di cui continua a ripetere formule come un disco rotto... Da leggere, e se potete, da gustare a teatro.

lunedì 1 dicembre 2014

Serata delle stelle a scuola

Dovete sapere che l'anno scorso quando, diventata dirigente, ho cominciato ad addentrarmi nella conoscenza della scuola, mi era stato detto che avevamo due telescopi abbastanza potenti.
Da subito ho cercato di trovare delle idee per utilizzarli e renderli operativi per i ragazzi e con la prof che si occupa del laboratorio scientifico avevamo ideato una serata di osservazione della volta stellata. Ci siamo rivolti all'Associazione Astrofili, ma tutte le volte che con notevole difficoltà avevamo tentato di fissare una data e messa in moto la macchina organizzativa, quando arrivava il fatidico momento, il cielo si presentava completamente coperto... fino al 27 novembre scorso, quando finalmente è andata in scena la serata delle stelle!
Dapprima i ragazzi di potenziamento (coloro che nelle classi terze sono già a un buon livello di competenze) hanno partecipato a un incontro introduttivo tenuto da un prof dell'Associazione Astrofili e laureato in astrofisica, che attraverso alcune slides ci ha spalancato il mondo dell'astronomia, "porta dell'infinito". 



 Al termine della conferenza, gli alunni hanno potuto rivolgere domande e osservazioni. 
"Qual è stata la scoperta più importante che voi scienziati avete fatto negli ultimi anni?" - ha chiesto un alunno. Il professore ha ricordato la recente scoperta dell'energia oscura che ha rivoluzionato tutte le conoscenze scientifiche e cioè tutto quello che gli scienziati credevano di sapere. Quest'energia fa sì che l'universo nell'espandersi non rallenti, ma anzi acceleri, contrariamente a quanto le convinzioni scientifiche date finora per assodate facessero ritenere. 
Io ho voluto ricordare ai ragazzi la magnifica impresa dell'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che in questo momento si trova nello spazio e lavora per tutti noi, portando avanti il cammino della scienza. Per farlo ha dovuto scegliere "la strada più difficile", quella dello studio e dell'impegno. 
Dopo la conferenza introduttiva, i ragazzi e i docenti di matematica hanno potuto osservare gli oggetti celesti in diretta, con l'ausilio dei due telescopi: la Luna, Vega e una stella doppia.
Uno degli allievi ha anche fotografato con l'Iphone l'immagine dell'obiettivo del telescopio, che io ho ricevuto su whatsapp:


Ma non è meravigliosa?
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