venerdì 27 gennaio 2012

A Book of One's Own/Facciamo un libro

Ne avevo già parlato della mia antipatia per il cartellone didattico, un sussidio che ritengo efficacemente sostituibile. Come? Con un lapbook o con un libro handmade.
Ecco qui la mia recensione con le mani in pasta di Facciamo un libro:







La mia pazza idea è di utilizzare queste tecniche in classe, anche se sono un po' scoraggiata dalla fatica fatta per spiegare come si piega il foglio per il compito in classe... eppure qualcosa mi dice che nel caso di un'attività sensata e attraente come questa, la spiegazione sarà compresa... che ne dite?

Con questo post partecipo ai Venerdì del libro di Homemademamma

martedì 24 gennaio 2012

Strewing



(immagine dalla newsletter di Homeschooling Ideas, che vi consiglio vivamente)


Strewing in inglese vuol dire sparpagliare. Questo termine è stato utilizzato da Sandra Dodd,   blogger di riferimento nel campo dell'unschooling, per definire un metodo semplicissimo eppure poco utilizzato: mettere materiali di interesse didattico a disposizione del bambino o del ragazzino affinché egli possa scoprirlo, utilizzarlo, osservarlo con libertà. Qui qualche esempio con foto (testo in inglese).
Sandra spiega in questa pagina che, per prima cosa, gli interessi dei genitori circondano e coinvolgono i figli quasi senza far niente, semplicemente per il fatto stesso di essere vissuti, condivisi, e per il fatto di parlarne insieme. Il mio interesse per gli oli essenziali e per le cure naturali che quando Laura era piccola mi faceva apparire ai suoi occhi come una specie di strega d'altri tempi, ora fa parte della sua vita. Ha imparato i trucchi, i rimedi senza dover studiare. Così è accaduto per la musica, vera passione del papà. E così sta accadendo per i film, interesse che condividiamo insieme.
Ma cosa si può "mettere in mostra"? Giochi educativi, libri, file sul desktop di un computer, screensaver da cambiare periodicamente, francobolli, CD, oggetti naturali...
La pratica è adatta anche ai "bimbi grandi", preadolescenti o teens: i film sono interessanti a tutte le età, così come i giochi elettronici e non, gli esperimenti scientifici, le visite didattiche, le esperienze di scambio di mail e lettere con ragazzi stranieri, i viaggi...

domenica 22 gennaio 2012

Learning by playing: love of learning

Imparare giocando: questo il tema di Love of Learning. I precedenti potete leggerli in questa pagina o cliccando sul link sotto il titolo del blog.
Imparare è direi per definizione una gioia: spero che tutti quelli che mi leggono abbiano provato quella particolare intensità e quel particolare stato d'animo proprio di una mente concentrata a scoprire, approfondire o capire qualcosa di nuovo.
Se poi si impara divertendosi, è il massimo.
Come partecipare? Inserendo il link esatto al post o all'articolo che volete segnalare nell'apposito spazio in fondo alla pagina (vedi Mr. Linky). Vi sarei grata se inseriste anche il bannerino dell'iniziativa, copiando incollando il codice sotto l'immagine.

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Vi suggerisco delle idee da cui partire...


 -In questo tipo di gioco, per fortuna non c'è differenza di genere. Un maschio o una femmina possono giocare indifferentemente. Uno spunto di riflessione sulla tematica di genere, in questo articolo.


-Si può imparare giocando senza accorgersene... perché il gioco stesso mette in moto delle abilità che sviluppano la mente... penso a questo:


Ne esiste una versione touch screen per android che è davvero bella: ci abbiamo giocato in tutti i tempi morti della nostra vacanza... avete presente le lunghe ore in macchina o quei minuti ad aspettare al ristorante?






-Vi sono poi attività che sono di apprendimento ma che possono essere vissute sotto forma di gioco...






In questo gruppo di attività metto anche una recente scoperta, le lezioni di inglese di Peter Sloan, che trovate su you tube (sono esilaranti e efficaci):




-Anche in classe è possibile introdurre delle attività di apprendimento-gioco. Con semplicità: dovevo fare comporre delle favole ai miei alunni, così ho dato loro due piccoli pezzi di carta dove ho chiesto di scrivere il nome di un animale, vero o inventato. Poi ho messo tutti i pezzetti arrotolati in un sacchetto e li ho fatti sorteggiare: ognuno ha pescato due animali e con quelli ha inventato la sua storiella.


Ora tocca a voi: lasciate i vostri links!
Link your post about learning by playing: play activities, learning play activities, classroom activities...






Love of Learning Participants

1. Sybille: playing history
2. Sybille: in Marco Polo footsteps
3. Sybille: Viking's voyages
4. Sybille: photosynthesis
5. Sybille: carbon dioxide
6. I miei post su Learning by playing
7. Mammozza: indicatori di ph naturali
8. Mammozza: handmade scarabeo
9. MammaElly: succo d'uva
10. Mammozza: trenini
11. MammaElly: minestrone di Didò
12. Mammozza: sommergibili o sottomarini
13. MammaElly: tabelline e vita quotidiana
14. MammaElly: orologi del tempo
15. MammaElly: miscugli e piccoli esperimenti con l'acqua
16. argelide: gioco dell'oca
17. Leptir: Plants & Garden
18. Leptir: Croazia
19. france: art
20. france: giocare con i testi
21. france: UNICEF serious game
22. Vogliounamelablu: gioco musicale
23. Vogliounamelablu: tombola dell'alfabeto
24. Caccia al tesoro delle parole tracciate - Vogliounamelablu
25. Spunti di libero apprendimento e gioia di imparare
26. Montessori-Inspired Arctic and Antarctic Unit
27. 6cuorieunacasetta
28. tatagioiosa
29.ascuolaconmatilde
30.sunshine
31.mamma voli pindarici
32. HomemadeMamma

venerdì 20 gennaio 2012

Learning about the Middle Ages (+venerdì del libro)

Medioevo, quanto mi piace!
E in genere piace anche agli alunni. Specie dopo le saghe di Eragon e Le Cronache di Narnia...
Vediamo cosa ci offre il web per rendere più attraente ancora lo studio e per ricordare meglio...


Ancora un bel libro:




- da vogliounamelablu: il rosone mandala.


Middle Ages I like it! And also the students like it... Let's look for the web resources about it!
-colouring pages, other pages
-fantastic fonts and runes
- make a stained glass window out of paper
-a rose window-mandala

lunedì 16 gennaio 2012

Hands on Science

Qualche giorno fa siamo stati invitati all'Open Day del Liceo Linguistico S. Orsola (presso cui io ho svolto elementari e medie - così si chiamavano a quei tempi). Io e Laura abbiamo in particolare osservato gli esperimenti scientifici che fanno durante l'ora di scienze; due parole scambiate con la docente (alla quale dedico un urrà) mi hanno confermato in una mia grande convinzione: se si fa scienza non ci si può limitare alla lettura degli esperimenti sui libri, bisogna mettere le mani in pasta... fare didattica hands on, insomma... studiare con le mani! Io cerco di farlo in materie che "naturalmente" non sono pensate e predisposte per "sperimentare", ma figuriamoci con le scienze! 
Tristemente invece noto che i docenti in genere si limitano a far studiare l'esperimento sul libro (in cui se per esempio deve avvenire che l'acqua cambi di colore, c'è scritto anche di che colore diventerà... e l'osservazione diretta?) o nel migliore dei casi a far vedere l'esperimento a una classe-uditorio. E la classe-laboratorio diventa qualcosa di innovativo, mentre si tratta di un'idea formulata e messa in pratica già alla fine dell'Ottocento!
Non si tratta di una questione da poco: ne va non del successo scolastico, ma dell'approccio scientifico, della capacità di osservare, fare ipotesi, trarre conclusioni, ragionare...
Al ritorno dall'Open Day, Laura mi dice che vuole fare anche lei degli esperimenti. Così, fedele al mio homeschooling part time, ci siamo messi alla ricerca di facili esperienze da poter svolgere a casa.
Ecco il risultato delle nostre ricerche:
-una raccolta di links molto interessanti, a cura del sito da cui sono tratte le immagini qui presenti e che farà da punto di partenza per le nostre libere sperimentazioni
-un classico: il sito Scientificando della professoressa Annarita, da cui trarremo importanti indicazioni sul programma che effettivamente viene svolto in I media...
-atri blog scientifici: Vera Scienza, Libri e Scienza
-gli itinerari scientifici di Laboratorio on line, che attraverso delle animazioni flash spiega le scienze in maniera visiva ed efficace
-simulazioni java di esperimenti e fenomeni
-semplici semplicissimi esperimenti da realizzare a casa (Try Science) (non ci sono scuse, scienziati dilettanti, sono cose fattibilissime): la pagina specifica degli esperimenti di Try Science è qui.
-raccolta di video scientifici: Cassiopea Project. Altri video, su you tube, qui.
-Emmeciquadro, rivista on line
Tra l'altro per la maggior parte si tratta di siti multilingue, il che non guasta!

Qui potete trovare i miei post sulle scienze.
Immagini da qui e da qui

venerdì 13 gennaio 2012

Venerdì del libro: Middle Ages

Questo post partecipa - a modo suo - al primo venerdì del libro del 2012
Ho intenzione di proporre un lavoro di gruppo. Porterò questi libri che negli anni ho raccolto e sono in bella mostra nella biblioteca per homeschooling part time.
Sono questi:




Ma si è aggiunto anche questo:




Quest'ultimo è stato un affare! Era un povero "remainder" da ibs, per € 3,72! (credo sia ancora disponibile).
Ultimamente cerco di introdurre pratiche di libertà nella mia didattica, per esempio lasciando possibilità di scelta tra tre o quattro brani di antologia, assegnando degli approfondimenti di storia in più a piacere oppure dando un libro, come questi qui e chiedendo di scegliere da soli l'argomento più interessante per loro. Semplice, no?

giovedì 12 gennaio 2012

Medieval miniature in the classroom

In classe siamo al monachesimo. A proposito, per una di quelle inspiegabili congiunture di questo mondo del web, il post sul monachesimo medievale è uno dei più letti di questo blog...
L'attenzione dei miei variegati alunni è stata attratta da un aspetto dell'argomento, il lavoro degli amanuensi, la preparazione della pergamena, il palinsesto, la miniatura. Così dopo aver approfondito l'argomento ho risposto alle loro domande con l'aiuto di Google: abbiamo trovato tante belle immagini di capilettera miniati, di codici preziosi. Mi chiedono sempre dove si trovano, in quale museo, in quale città o biblioteca. Li ha divertiti questa:


E questa: 



Nella seconda parte della lezione ho proposto loro di realizzare la miniatura dell'iniziale del loro nome. Così ognuno voleva che cercassi su Google immagini della loro lettera. 
Ho trovato un bell'esempio del lavoro in questa pagina.
Una delle mie due alunne marocchine voleva che trovassi la zeta, ma le ho spiegato che questa consonante non esisteva nell'alfabeto latino... e allora lei ha voluto scriverla in arabo! Ho detto loro di decorare la lettera con qualcosa che li rappresentasse, che fosse come uno stemma della loro personalità: chi ha disegnato draghi, chi serpentelli, chi la colonna di un tempio greco, chi ha appeso alla lettera delle scarpine da ballo o ha rappresentato degli scacchi... un tripudio di fantasia!
Eccone qualche esempio:




Questo post partecipa a:



martedì 10 gennaio 2012

Little women

Dovete sapere che la mia è una classe veramente multiculturale: 
-c'è il Piccolo Conte Transilvano, creatura d'altri tempi e di nascita rumena, massimo conoscitore della lingua italiana che scrive e parla perfettamente con un delizioso accento straniero
-c'è il Fenicio, tunisino dagli occhi azzurri che avrebbe voluto vivere a Cartagine
-c'è Rapper Distratto, di madre americana e sempre tra le nuvole, tranne quando decide - in modo imprevedibile - di scendere tra noi



E poi ci sono due donnine marocchine: una, Paciocca, abbastanza in pace con se stessa e sorridente; l'altra, Rivoluzionariadentro, mi fa sempre delle domande che gelano.
Spiego il monachesimo e lei: -Prof, ma anche le donne potevano scegliere di non sposarsi e entrare in monastero?- (n.d.r. Prof, ma io posso scegliere di non sposarmi?).
Oppure: - Prof, ma il lavoro di battere le pelli e fare le pergamene i monaci lo facevano fare alle donne?- (n.d.r. Prof, ma potrà esistere un mondo in cui la donna islamica non dovrà lavorare a servizio di un maschio?)
Ovviamente le mie risposte la lasciano interdetta: no, lavoravano anche i monaci... sì, anche le donne potevano non sposarsi e anche oggi è così.
Non vi dico il nodo che mi si stringe nel petto.

sabato 7 gennaio 2012

Share one day: to do list




Cose che vorrei fare, cose che devo fare...

Tra le prime:

-almeno una volta al mese: una bella gita. Sull'Etna, sui Monti Nebrodi, in qualche paesino sperduto della mia bella isola, sconosciuta ai suoi stessi abitanti (ma questo è un male italiano, in genere)



-dedicarmi a qualche hobby rilassante: la maglia, che ho avuto la fortuna di imparare (grazie a alla nonna e alla mamma) fin da piccola, ma vorrei ritornare a un grande amore di gioventù, il disegno. Mi piaceva tanto inventare forme, colorare.

Tra le seconde:

-studiare per il "maledetto" concorso, di cui qui e qui: dovrò prendere qualche lezione di diritto (costituzionale e amministrativo), dovrò imparare qualche rudimento di diritto civile e penale, sto continuando il corso di inglese on line, qui. Non sarò sola, sono stata accompagnata finora da validi amici.

A proposito, insegnanti di inglese e anglofoni vari, correggetemi se sbaglio, non mi offendo per niente.


E voi? Volete condividere qualcosa della vostra lista di cose da fare?




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Copiate incollate il banner e inserite il vostro post nell'apposito spazio...

Things I would like to do, things I have to do.
Among the former:
-at least once a month: a nice trip. To Etna, to Nebrodi Mountains, to some lost little village of my beautiful island, still unfamiliar to her own people.
-dedicate myself to some relaxing hobbies: knitting (I learned it from my grandmother and from my mother when I was eleven years old), drawing...
Among the latter:
-studying for the competitive examination to become school principal: I have to learn law, I'm studying English on line. I will not be alone, till now I have been in the company of great friends.
What about you? Link your post...


(P. S. Monica, grazie delle correzioni!)





Share one day Participants

1. tatagioiosa
2. Raffy87
3. 6cuorieunacasetta
4. Catia5. Lena ~ La Magia del Vento ~
6. Patrizia
7. Caffenero
8. Twinsbimamma9. sabrinalivia
10. busshin
11.
12. A casa con la mamma 13. lafelicestagione
14. Il mio grande caos

giovedì 5 gennaio 2012

Holidays: Innsbruck!

L'Epifania tutte le feste porta via? E noi cerchiamo di fermarle!
Durante queste vacanze abbiamo passato tre giorni a Innsbruck... in particolare abbiamo camminato per le strade di questa splendida cittadina, antica capitale del Tirolo, che ho imparato ad amare fin da piccola ma che ho riscoperto grazie a Sybille. La storia di questa regione, così ricca e compressa tra diverse appartenenze nazionali; ma la ragion di stato non rende conto delle tante sfaccettature dell'identità tirolese e ladina di questa gente.







Passeggiando per Innsbruck ci siamo imbattuti in queste originali decorazioni natalizie, tutte sul tema delle fiabe:





Insomma, bastava alzare lo sguardo e... si poteva giocare a indovinare o a ricordare le fiabe rappresentate!
Un saluto"imbacuccato" da me e da L@... a proposito, il suo blog è momentaneamente sospeso per ragioni tecniche che stiamo risolvendo!




venerdì 30 dicembre 2011

2011 in a nutshell


Le precedenti puntate, o meglio i precedenti anni... qui: 2009 e 2010.
Ve lo propongo anche quest'anno... proviamo a condensare il 2011 in queste poche righe:
1) il libro che ha lasciato il segno
2) il luogo che non dimenticheremo
3) la nuova ricetta che è diventata nostra
4) un nuovo interesse che abbiamo coltivato
5) la frase che abbiamo aggiunto al repertorio delle citazioni preferite
6) i blog che abbiamo trovato

1) Il libro... mumble mumble... ma sì, questo:


2) il luogo che non dimenticheremo: Innsbruck!





3) la ricetta è sicuramente: petti di pollo al marsala. Si prendono i petti di pollo a fette e si infarinano, poi si rosolano, si sfuma con marsala e poca acqua e per ultimo si aggiungono uvetta e pinoli (da Cotto e Mangiato).

4) un nuovo interesse... Pinterest!


Source: flickr.com via Erica on Pinterest


5) la frase? 




Source: weheartit.com via Prof on Pinterest


6) anche quest'anno per i blog non voglio pronunciarmi... i miei blog roll parlano da soli. Ma vorrei dedicare un saluto particolare alle bloggers conosciute di persona: Claudia e Sybille.
UPDATE del 31-12: oggi ho conosciuto anche Catia e la sua simpatica famiglia... abbiamo passato una bellissima giornata.


E voi, che ne dite? Cosa mettete nel vostro riassunto dell'anno?

martedì 20 dicembre 2011

Prof, com'è morto Giustiniano?

Non so se avete notato anche voi, colleghe insegnanti e mamme homeschoolers e non, che le attuali generazioni sono attratte da tutto ciò che è horror, vampiresco, streghesco, maghesco... Proliferano le domande su - com'è morto? - Le insane e cruente abitudini degli Unni spopolano. Teodorico con la sua crudeltà diventa interessante.
Non ne sto facendo pretesto per imbastire una ramanzina-predicozzo... anzi! Constato e approfitto per suscitare interessi, approfondire, rilanciare la storia e le storie che studiamo!
Ebbene, com'è morto Giustiniano?
Morì a metà novembre del 565. Wikipedia registra il fatto senza aggiungere macabri particolari quindi desumo che morì per malattia o causa comune. Lo storico Evagrio annuncia con gioia l'evento:
"Cosi morì questo principe, dopo aver riempito il mondo di fragore e di torbidi; e avendo ricevuto, alla fine della sua vita, la ricompensa dei suoi misfatti, andò a cercare dinanzi al tribunale dell'inferno la giustizia che gli era dovuta". Del resto, anche lui non scherzava per crudeltà e spietatezza!
Dalla risposta a questa domanda partiamo via web in un viaggio a ritroso nel tempo. troviamo:
-un video ovo che riassume in tre minuti la vita dell'imperatore
-un breve racconto ambientato nella Ravenna dell'epoca che ha per protagonista una ragazzina, Onoria

La nostra connessione wireless ha ancora qualche problema ma speriamo di risolverlo a breve, per poter fare sempre più viaggi nel tempo con la nostra LIM (vedi qui e qui)...

lunedì 19 dicembre 2011

Ultime notizie dal concorso per dirigenti scolastici




Source: littlebgcg.com via sand on Pinterest


Non vi ho riferito degli ultimi sviluppi del concorso per diventare dirigenti scolastici...
Ebbene, in Sicilia le prove scritte sono state caratterizzate da una certa serietà nei controlli e nelle ispezioni (della commissione, della polizia a campione, dei colleghi vigilanti).
Sono stati trovati pizzini, temi e temini rimpiccioliti. Sono stati trovati codici commentati e libri di temi mascherati da codici (abilmente dissimulati da tipografi ben pagati)... cose dei pazzi. E sono stati annullati compiti.
Non mi dilungherò sulle prove che erano abbordabili, bastava aver studiato e avere discrete capacità di organizzazione delle idee e di scrittura professionale.
Ma vorrei riflettere su questo: è mai possibile che in un concorso per diventare dirigenti, si debbano vedere certe cose? La serietà e l'onestà dove sono finite in quest'Italia così sventurata?
Sentire colleghi che commiseravano i candidati espulsi per essere stati trovati a copiare, poverini, in fondo che male c'è..., mi fa davvero sorridere. Perché proprio non ci può essere alcuna risposta sensata da dare a queste considerazioni.
Per non parlare della "paura del raccomandato", della paura che il tuo compito non venga letto con attenzione in quanto realmente e sostanzialmente anonimo, della paura che venga letto, giudicato ottimo (speriamo) o buono (come credo) e poi declassato di qualche punto per non sfavorire i soliti noti. Non è un'accusa alla commissione, lo voglio dire. Si tratta più che altro del peso delle passate esperienze che getta un'ombra sul futuro.
La speranza che questa commissione voglia fare le cose per bene c'è, ma poi ci si guarda intorno e si vede la Sicilia, l'Italia, Report, la bagarre in parlamento, le notizie della Tangentopoli mai finita... e la speranza si affievolisce.

sabato 17 dicembre 2011

Per insegnare non basta sapere


Source: etsy.com via Melanie on Pinterest


Cara Povna, la mia sarà una vocina discorde, ma spero di apportare un contributo al dibattito che hai iniziato:

per insegnare non basta sapere. Ci vuole la capacità, che si impara, di costruire un ponte tra te e l'alunno. Questa capacità non è innata. Insegnanti non si nasce, si impara a esserlo giorno dopo giorno.
Ti dico anche come ho cambiato idea: prima la pensavo esattamente come te.
Un giorno ho detto a una classe che una certa idea era accattivante. Poi ho parlato parlato parlato. E notavo facce smarrite. A un certo punto una ha detto: "prof, ma perché ha detto che quell'idea era cattiva?"
Un'altra volta ho detto "ovvero" e ho subito avvertito che loro non avevano capito il significato della parola.
Così ho compreso che per farmi capire devo sapere a chi sto parlando e devo anche immaginare che non mi capiscano. Inoltre devo controllare che l'impressione cha abbiano capito corrisponda al vero. E che tutti abbiano capito, non solo il primo che dice "sì, ho capito" (quello bravo, in genere).
Altra considerazione. Quando ti dicono: "prof, ma a che serve?" Non vogliono veramente sapere a cosa serve. Più che altro hanno paura di non farcela, non hanno capito, pensano che non riusciranno, e si ritraggono, dietro una domanda. Le domande non sempre significano quello che appare. Così come certe reazioni, di nervosismo, di iperattività. A gestirle si impara.
Se insegnare è una capacità innata, imparare accade casualmente.
Chiamale tecniche, strategie, trovate... ma si imparano. Così come si impara a leggere l'esametro o a scrivere un testo coeso.
Quel ponte si costruisce studiando, approfondendo, sbattendo la testa con la didattica e le teorie dell'apprendimento.
P. S. All'università ho studiato solo letteratura, teoria della letteratura, linguistica generativa e chi più ne ha più ne metta, mi sono sempre rifiutata di fare didattica. Non ho mai studiato psicologia, non sono diplomata al magistrale, il dottorato l'ho fatto di filologia dantesca... per dire che naturalmente sarei portata ad altro tipo di studi...
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