martedì 2 settembre 2014

Che mangino brioches



S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche! 


Ma in effetti, perché il popolo italiano sopporta ancora che una classe politica fannullona, capace solo di autoalimentarsi e nutrire la casta autoreferenziale che la circonda, possa apostrofarlo in mille modi con l'invito a sostituire il pane con una piú dolce brioche? Parole invece di fatti, riforme inutili invece di cambiamenti, prese in giro sottoforma di slogan e slides, austerità a convenienza. 
Vorrei vivere in uno Stato in cui chi governa intenda fare gli interessi dei cittadini, che abbia idee non geniali, ma almeno ispiratrici, che in qualche modo indichi una direzione.
E invece vedo ancora sprechi, ingiustizie, inerzia insopportabile.

Che le brioches vi vadano di traverso e che la peste (o una bomba incendiaria) vi colga al piú presto!

Londra: incontri e scoperte

Londra è un'infinita sollecitazione per lo sguardo: gli occhi curiosi si posano su tipi strani, su animali vivi e non, persino su piedi interessanti!


Quando si visita un museo immenso come il British Museum, il rischio è quello di non guardare nulla, ma di fare un'indigestione di mille immagini senza trattenere alcuna emozione. Ma poi, basta soffermarsi. E vedi un particolare, un'espressione, uno sguardo proveniente dalla profondità dei secoli, che sembra volerti dire qualcosa. Forse un grido soffocato o un avvertimento accorato: non perdere il tuo tempo! Tutto finisce ingoiato dalla macchina tritatutto del tempo che scorre inesorabilmente. Non perdere il tuo tempo!

Anche la varietà degli incontri con gli animali ti lascia stupito: sei in una città enorme, densa di popolazione, folle e grattacieli e poi ti basta girare l'angolo e sei immerso nel verde di un parco meraviglioso. Là puoi incontrare anatre, pellicani, pavoni e persino scoiattoli che, abituati alla presenza umana, ti si arrampicano sulle gambe!



Ma Londra ti fa incontrare anche gatti egizi, statue di galli blu e cavalli bianchi e persino dinosauri!

giovedì 28 agosto 2014

Londra: percorsi alla Tate Modern

Entrare alla tate Modern è già un'esperienza surreale: sei in una centrale elettrica ristrutturata per accogliere esposizioni artistiche, permanenti (gratuite) e temporanee (a pagamento), e senti in sottofondo il rumore basso delle turbine ancora in funzione. La disposizione negli spazi delle opere ti costringe a riconsiderare i tuoi punti di vista: dell'arte e della bellezza.
Le tele e le installazioni sono raggruppare secondo un criterio tematico. Basta seguire il filo del discorso e ti ritroverai ad apprezzare l'arte più strana:


Forme essenziali, oggetti e materiali tra i più disparati, persino un motore glitterato e un bicchiere. Ma anche, perché no, una scarpa da ginnastica dimenticata tra cubi colorati.
Poi, può anche accadere che il filo del discorso ti porti a ripensare alla tua esperienza, alla maternità e alle gioie e dolori ad essa connaturati. Scorgi una piccola minuscola creatura nel grembo della madre e partecipi al pianto disperato di una donna che ha perso suo figlio, mirabilmente ritratta da Picasso:


Sito della Tate modern: a proposito, se andate a Londra prossimamente non perdetevi i Cuts-out di Matisse (ma solo fino al 7 settembre).

martedì 26 agosto 2014

Appena fuori Londra: Hampton Court Palace

Se nel vostro soggiorno a Londra avete del tempo per fare una breve gita fuori porta, non perdetevi Hampton Court Palace, la reggia voluta da Enrico VIII.
Farete un viaggio molto interessante nella vita quotidiana di questo castello, entrerete nelle cucine, negli indaffarati uffici che amministravano l'ambaradam di merci e pietanze che entravano e uscivano incessantemente, i più piccoli potranno indossare vesti in tema e saranno guidati in divertenti attività adatte a loro:


E poi, last but not least, uscirete a riposare e, se volete, a pranzare, negli splendidi giardini:



Difficile inquadrare il complesso personaggio di Enrico VIII, conosciuto per il divorzio dalla prima moglie Caterina e per il nuovo matrimonio con Anna Bolena, non concesso dal Papa e che pertanto diede inizio allo scisma anglicano. Questo antipapista anche dopo lo strappo dalla chiesa romana, continuò a partecipare ogni giorno alla S. Messa e volle sul suo stemma la frase Dieu est non droit, Dio è il mio diritto: sapeva bene che il suo scettro era inferiore a quello divino.
Difficile anche descrivere appieno la bellezza, la pace, la varietà dei giardini: curati da solerti giardinieri (li abbiamo visti all'opera), popolati da animali meravigliosi, offrono a chi vuole lo spazio immenso per un pic nic d'eccezione o per un riposino regale.

Sito di Hampton Court Palace (compreso nel London Pass, ma anche in un biglietto cumulativo con altri palazzi reali).

domenica 24 agosto 2014

Itinerari a Londra: per iniziare


Se dovessi suggerire a chi va a Londra per la prima volta un itinerario panoramico per farsi un'idea della città e cominciare a gustarne la magica atmosfera, direi sicuramente di iniziare da Southbank. Si può scegliere di attraversare il Tamigi da Westminster o da Hungerford Bridge (le arcate moderne che vedete nella foto), ma il risultato sarò comunque una bella passeggiata e delle vedute panoramiche dell'altro lato del fiume che offrono una visuale privilegiata sulle mete più conosciute e sullo skyline della città:


incontrerete le zone vivaci e sempre affollate del Southbank Centre, passerete accanto ai ponti più centrali, attraverserete allegri spiazzi come Gabriel's Wharf, vedrete la Tate Modern, lo Shakespeare's Globe, la scheggia in vetro dello Shard e poi la zona più in penombra della prigione medievale.

Un altro modo per sfruttare bene il tempo a disposizione è fare il London Pass, abbonamento che permette l'ingresso alle attrazioni a pagamento più visitate in città. Noi lo abbiamo fatto per tre giorni (c'è anche la formula per uno o sei giorni) e possiamo dire che la scelta ha i suoi pro e i suoi contro. Per i pro:
-permette di avere uno sconto sull'ingresso piuttosto esoso di molte attrazioni imperdibili (come Westminster Abbey, Tower of London, Windsor, Hampton Court...)
-la promessa è quella di saltare completamente le file
-costringe a ottimizzare il tempo a disposizione visto che si tratta di un abbonamento che scade
Per i contro:
-lo sconto non è una gran cifra
-le file ci sono lo stesso anche se in misura molto minore (c'è la fila prioritaria del London pass e quella dei "comuni mortali" che è moooolto più lunga
-alcune attrazioni ne sono escluse (St. Paul, il Museo delle cere di Madame Thussaud - se interessa -, il London Eye)
-costringe a correre un po', bisogna dirlo. Altrimenti non si sfrutta a pieno.


Detto questo, alla fin fine, se non avessimo avuto il London pass alcune cose forse non le avremmo viste e vi avremmo rinunciato scoraggiati dal ticket di ingresso: lo Shakesperare's Globe per esempio, i Kew Gardens e Hampton Court Palace. E sarebbe stato un vero peccato!

lunedì 11 agosto 2014

Victoria & Albert

Rileggo con sguardo critico e ottimizzatore il programma del prossimo viaggio per Londra e incontro più volte i nomi della regina Vittoria e del consorte Alberto.



Si amavano? Il loro era vero amore? La collezione del Victoria & Albert Museum è il frutto dei loro viaggi e delle loro conoscenze?
Li osservo nelle fotografie d'epoca e mi appaiono intabarrati in abiti pomposi, con espressioni innaturali che non lasciano trasparire la realtà dei sentimenti e dei legami:


Lei, regina per un sessantennio tanto da dare la definizione di vittoriana all'epoca che la vide regnare, figlia unica nasce a Kensington Palace nel 1819. Forse le motivazioni che spingono Alberto a sposarla non erano limpide e disinteressate, ma il loro matrimonio è stato felice comunque.
La regina amava l'Irlanda, di cui affronta l'oscuro periodo della Grande Carestia, coinvolgendosi personalmente. Alla morte del principe consorte, nel 1861, entra in uno stato di lutto permanente da cui non si risolleva più. Vivrà quasi solo nelle residenze in campagna, interessandosi di botanica, cani e arti manuali.
Introdusse il trasporto ferroviario e il francobollo.
A lei sono dedicati uno stato in Australia, il lago Vitttoria e le omonime cascate, oltre che diverse città nel mondo. Molteplici i monumenti da Buckingham Palace all'India.
Il Victoria & Albert Museum mi incuriosisce molto: è un museo ed è anche il frutto del lavoro del principe consorte che trasformò la raccolta per l'esposizione universale in una collezione permanente e immensa. Andrò anche all'Albert Memorial e alla Royal Albert Hall e vi dirò cosa vi ho trovato, se dietro le facciate ornamentali e la ricchezza dei beni conservati  si percepisce una traccia del legame che in qualche modo li ha generati.

venerdì 8 agosto 2014

Riflessioni di mezza estate




"(I nuovi ricchi) erano cittadini alla Potëmkin, l’astuto favorito russo che aveva eretto villaggi di tela e cartone per dare a Caterina la Grande l’impressione che l’Ucraina fosse un paese fiorente. Secondo un giovane e controverso architetto di nome Adolf Loos, la Vienna della Ringstrasse era un’enorme città alla Potëmkin contemporanea, una grandiosa finzione in cui le facciate erano paramenti senza alcun rapporto con gli edifici, in cui il cemento voleva spacciarsi per pietra, una messinscena in cui il parvenu «s’illudeva che gli altri l’inganno non l’avrebbero scoperto». Nella sua crociata, Loos ottiene l’appoggio di Kraus, che parla di «incarognimento della vita pratica per mezzo dell’ornamento», un incarognimento che ha infettato con questa «confusione... catastrofica» anche il linguaggio. «Le frasi a effetto sono l’ornamento dello spirito». Edifici ornamentali disposti in maniera ornamentale, sfondo di una vita ornamentale: Vienna era diventata pacchiana". (De Waal, Un'eredità di avorio e d'ambra).



La descrizione di Vienna calza perfettamente con altre facciate ornamentali, come i discorsi e le azioni di facciata dei politici e dei governi. E nel nostro piccolo con le frasi fatte con cui rimpolpiamo senza successo il vuoto dei nostri discorsi. Eppure ogni tanto come un raggio di sole in un bosco fitto si sente la voce di un pazzo, di uno scemo, di un bambino che esclama che il re è nudo.
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