giovedì 25 giugno 2009

Un suono dal passato


Si sa che nei condomini ci sono suoni e odori tipici: gli aromi dei cibi in preparazione sui fornelli, mobili che vengono spostati agli orari più improbabili, litigi furibondi, c'è chi ha anche la fortuna di avere come vicino un cantante che deve provare per il piano bar.
Io ho il privilegio di ascoltare l'inconfondibile ticchettìo di una macchina da scrivere. Sento le dita muoversi in mdo spedito sui tasti al di là di una tenda svolazzante, ma non so chi esattamente la usi e perché. Immagino un uomo di mezza età che tiene i conti del bilancio domestico, appuntando le spese, oppure un redattore di un diario quotidiano in cui fermare gli istanti sfuggenti della vita...
Vi vengono in mente altre spiegazioni?

Nel frattempo che pensate fatevi una risata in tema... con questo:


E. Hopper, Office at Night, oil on canvas, 1940

giovedì 18 giugno 2009

Riassumiti in 3 tag

Prendendo spunto da un articolo di una rivista femminile, che ha chiesto a personaggi del mondo della musica di riassumere se stessi e la propria vita in tre tag, vi chiedo di rispondere anche voi, qui o sul vostro blog (ma segnalatelo...). Ebbene, se dovessi stare tutto/a in tre tag, quali sceglieresti?
Si tratta di un esercizio di estrema semplificazione: "fai pulizia - dice l'articolo citato - individua i concetti dominanti di ogni contesto in cui vivi, mettili in evidenza e cancella tutto il resto".
I contesti in cui vivo, famiglia e amici, scuola e tutto il resto del tempo potrebbero essere riassunti in tre etichette?
-Ho visto cose (con le varianti... ho vissuto cose, ho letto cose, ho incontrato cose: la vita, in fondo, non è la somma degli avvenimenti che ci sono capitati?)
-Persone e momenti di persone (la vita, in fondo, non è la somma degli incontri che ci sono capitati, delle vite che abbiamo incrociato? A volte sono momenti, e resta il rimpianto di certi "sentieri interrotti"...)
-Tu (la vita, in fondo, è rapporto con qualcosa, con un Tu... per semplificare, che qualcuno potrebbe chiamare Dio o addirittura Padre, ma altri potrebbero definire semplicemente Mistero o Realtà).
Insomma, eccomi qua in tre tag.
Ora tocca a voi!

lunedì 1 giugno 2009

Ponte del 2 giugno

Passeggiata in una stradina di campagna:



L'ombra di un albero:



Fiori e piante:



Arrivo al mare in un porticciolo deserto per il cielo plumbeo. La spiaggia come si vede è formata dalla colata lavica:



Oggi vado a comprare i vasi per piantare le talee raccolte.

venerdì 29 maggio 2009

Hanno portato le lavagne interattive!

In una parola: la lavagna diventa un touch screen. Penso che la utilizzerò molto, per una volta mi sento entusiasta. Le ideee che mi vengono alla mente subito sono: cercare su google o wikipedia in diretta, allestendo utili webquest... utilizzare video e immagini per facilitare l'attenzione e visualizzare i contenuti... datemi idee, ho tutta l'estate per prepararmi! Ecco qui un video per assaporare il futuro:



L'autore del video è autore anche del blog Lavagna interattiva multimediale. Se ne parla anche qui. Ma in assoluto il post più esaustivo è questo.

lunedì 18 maggio 2009

Pastrocchi grammaticali


Oggi grammatica. Solita solfa dei manuali di scuola media: verbo transitivo uguale l'azione passa sul complemento oggetto/ verbo intransitivo uguale l'azione non passa.
Cheppalle.
Sensini (L'italiano di tutti, ed. A. Mondadori) a onor del vero introduce timidamente il concetto di argomento del verbo, dicendo che il verbo transitivo ha bisogno quantomeno di due argomenti (di cui uno è il soggetto) mentre a quello intransitivo ne basta uno.
Nella mia ormai decennale esperienza ho potuto notare che questo concetto del passa/non passa è molto aleatorio. Esempio: Matteo ha scritto un tema. E vabbé, l'azione di scrivere passerebbe sul tema. Ammettiamolo pure. Ma se dico: Matteo ha subito un'ingiustizia, ci vuol coraggio a sostenere che l'azione ha subito passa sul complemento oggetto... Così ho sostituito complemento oggetto con sintagma nominale e spiego che il verbo è direttamente attaccato al sintagma nominale che ne completa il significato, saturandone le "richieste". Il verbo scrivere nella maggior parte dei casi richiede di essere completato con un argomento che indica cosa si sta scrivendo. Questo argomento è direttamente unito al verbo senza ricorso ad alcuna preposizione, dunque nella grammatica tradizionale il verbo si classifica come "transitivo". Altrimenti, quando il verbo è monovalente (ha una sola richiesta, quella del soggetto), ad es. Marco corre, è detto "intransitivo". Ci sono verbi che richiedono altri sintagmi non nominali, ma preposizionali (in cui il nome è preceduto da una preposizione) e anche questi sono detti tradizionalmente intransitivi. Esempio: Giulia scende dal letto. In effetti dal letto completa il significato del verbo, ma in modo diverso dal tema di cui sopra, ha bisogno infatti di una preposizione per essere attaccato al verbo. Occorre poi far notare ai ragazzi che i sintagmi che indicano circostanze (tempo e luogo) per quanto possano essere tanto nominali che preposizionali (esempi: nel 1987, questa settimana, tutto il giorno, per la via, sulla strada, nel giardino...) possono essere tranquillamente tolti dalla frase senza alterare il senso del verbo e dunque sono un arricchimento della frase da considerare in modo diverso dagli argomenti del verbo.
E voi, cari bloggercolleghi di lettere come ve la cavate con i pastrocchi grammaticali dei manuali?

martedì 12 maggio 2009

Non dire questo, non fare quest'altro


Devo smettere di rispondere "dimmi" se qualcuno mi rivolge la parola: ho notato che nevrotizza l'interlocutore. Non per giustificarmi ma ricevo molti messaggi verbali anche contemporanei e la richiesta di esporre il quesito di turno, dal mio personale punto di vista, facilita la conversazione.
Devo smettere di dire "eh?!" se prendo il telefono mentre guido mentre sorpasso mentre sono in bagno mentre correggo i compiti mentre cucino... Risulta alquanto poco chic, dicono.
Devo smettere di avere una faccia stanca se sono stanca.
Devo anche fare simpatia a tutti. Devo ammttere che non è mai stato uno dei miei obiettivi principali: so di avere una certa scorza. Non tutti si curano di oltrepassarla ma chi lo fa scopre in me un'amica. Non sapete quante volte mi sono sentita dire: "Lo sai, prima non ti conoscevo e a prima vista mi facevi antipatia... ma ora ho scoperto che sei davvero in gamba..."
Agli altri, quelli che si fermano alla scorza, continuo ad apparire scostante.
In mezzo ci sono quelli che devono per forza cambiarmi. Che non si accontentano di non essere miei amici. Mi danno questi continui suggerimenti per un restyling. Li metterò nel messaggio di avvio del mio cellulare, per ricordarmeli. Ma che noia però.

mercoledì 6 maggio 2009

Una rosa per M.


La mia alunna malata di leucemia non ce l'ha fatta. Nel suo diario, letto al funerale, scriveva del periodo passato a lottare contro la malattia, un calvario di due anni tra reparti ospedalieri e chemioterapia. In classe ognuno ha scritto una lettera per lei e abbiamo recitato insieme una preghiera. Oggi per sbaglio ho chiamato il suo nome nell'appello. Non ho il cuore di cancellarlo dal registro.
(Ne avevo parlato qui.)

venerdì 1 maggio 2009

Peccché?


Ehi, proooof?! Perché sulla mappa di Firenze non trovo la torre di Pisa?


venerdì 24 aprile 2009

Immaginare un viaggio: Languedoc-Roussillon.

Se avessi potuto sarei partita. Che brutto il periodo ipotetico. Provo a renderlo più accettabile immaginando il viaggio che avrei voluto fare e che, chissà, un giorno farò. Sempre, quando si parte, si ha un programma, organizzato dall'agenzia di viaggi o pensato autonomamente, e documentarsi sulla meta facilita la comprensione e il godimento della permanenza. In questo week end vi regalerò un viaggio non ancora fatto. 
Se dovessi andare nella regione francese della Languedoc-Roussillon, da dove comincerei?
Da un sito, SunFrance, dedicato alla regione. Qui è possibile farsi un'idea abbastanza precisa dei luoghi più belli, prenotare un hotel o una chambre d'hotes (B&B), richiedere le brochure gratuite o scaricarle direttamente sul pc. Poi si può cominciare a fare una scelta. In genere non si sbaglia fidandosi dei siti indicati dall'Unesco. E in questa parte meridionale della Francia ce ne sono di meravigliosi.

-Pont du Gard: acquedotto romano sul fiume Gard. Costruito 2000 anni fa per portare l'acqua da Uzes a Nimes, sfruttando un dislivello di soli 34 cm per km, si è perfettamente conservato a testimonianza dell'ingegnosità degli architetti romani. La cosa impagabile è che si può fare il bagno nel fiume all'ombra dei suoi maestosi archi. Un luogo dove corpo e anima si rinfrancano all'unisono. Ci sono già stata ma ci tornerei volentieri, nel tardo pomeriggio, quando i gitanti vanno via.

-Canal du Midi: anche questo un'opera di alta ingegneria per collegare l'Atlantico con il Mediterraneo. Fu ideata da Pierre Paul de Riquet e realizzata durante il regno di Luigi XIV. Le querce e i platani che ne ombreggiano le rive rendono indimenticabile la passeggiata o la crociera. Visitate questo sito, e ne saprete di più. Per la crociera cliccate su Les Bateaux du Soleil


-Città di Carcassonne: uno dei paesi medievali più belli al mondo. La visione da lontano è spettacolare. Addentrarsi tra le sue vie è come tuffarsi nel Medioevo.

- Le fortezze catare: testimonianza di una strenua quanto sterile resitenza dell'eresia, sfociata in un bagno di sangue. Esse, distrutte, furono ripristinate dalla corona francese come cittadelle difensive. L'ultima roccaforte a cadere fu Montsegur. L'ultimo cataro fu arso vivo nel 1321.
- Cammino di San Giacomo: si può percorrere in Languedoc un tratto del pellegrinaggio per Compostela sulla "via Podiensis" o Chemin de Puy, sulla via Tolosana o Chemin d'Arles. Le tappe da non perdere sono l'abbazia di Saint Gilles, il Pont du Diable e Saint Guilhem le Desert. Un'altra abbazia da non perdere è Saint Michel de Cuxa.
-Dall'Oppidum d'Enserune, insediamento preromano, si può osservare il sito dello Stagno di Montady, ricoperto per ragioni di insalubrità. Si tratta di un avvallamento in cui i campi ricalcano la morfologia circolare del terreno.
-Le città: Montpellier e Narbonne. Montpellier con la sua zona pedonale tra le più grandi e belle della Francia. Narbonne, antica capitale della Gallia Narbonense.

Ci sarebbero tanti tanti altri luoghi da scoprire, ma questo è solo il sogno di un viaggio, non una guida dettagliata. A voi completarlo...
P.S. Progettare un viaggio è anche un ottimo laboratorio di geografia per i nostri studenti nativi digitali che spesso usano Internet solo per chattare e ne sconoscono l'utilità.

sabato 18 aprile 2009

Voglia di cambiare

Voglia di cambiare è il titolo. Seguiamo l'esempio degli altri paesi europei il sottotitolo. In questo libro edito da Chiarelettere, l'autore, Salvatore Giannella, ci porta a fare un viaggio molto istruttivo alla luce del principio della sana emulazione, per cui copiare qualcosa di buono è non solo accettabile ma giusto. Partendo dalla Svezia, dove in ogni impresa viene nominato un delegato alla sicurezza che ogni giorno, ricevute le segnalazioni degli operai, interviene risolutivamente per eliminare le problematiche. Risultato? Gli incidenti sul lavoro si sono dimezzati e continuano a diminuire. Si potrebbe passare poi per la Germania dove, a dispetto di condizioni meteo sicuramente meno favorevoli delle nostre, si sta investendo sulle energie ecosostenibili, come quella eolica o solare. E se volessimo fare una capatina nel Regno Unito? Potremmo copiare la politica britannica della casa popolare: non palazzoni di dubbio gusto e cattedrali nel deserto di quartieri deprivati, ma case ecologiche, belle a vedersi e desiderabili anche per i ceti più abbienti in modo da favorire una reale integrazione sociale e non la ghettizzazione delle fasce più deboli. Non dovremmo dimenticarci della Spagna che con la corsia dinamica (ossia utilizzabile all'occorrenza in entrambi i sensi di marcia) ha eliminato le code in ingresso e in uscita da Madrid. E che rimborsa il biglietto se il treno arriva con un ritardo superiore ai 5 minuti. Sì, 5. Avete letto bene. La Francia poi ci ha ampiamente superati nella classifica delle mete più frequentate dai turisti. Come? Con un coordinamento centralizzato e accorto delle politiche del turismo, con la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio, per esempio le stazioni termali (che attirano turisti anche d'inverno), i fiumi e i canali navigabili, le tracce che artisti e scrittori hanno lasciato negli angoli più reconditi, con l'eliminazione di ciò che è brutto e la promozione del bello, a cominciare da Parigi.
Perché l'Europa non arriva anche da noi?

martedì 7 aprile 2009

Un dolore di tutti: 6 aprile 2009

«Io vengo, carissimi fratelli e sorelle, per dirvi che siamo vicino a voi per darvi un segno di quella speranza, che per l’uomo deve essere l’altro uomo. Per l’uomo sofferente, l’uomo sano; per un ferito, un medico, un assistente, un infermiere; per un cristiano, un sacerdote. Così un uomo per un altro uomo. E quando soffrono tanti uomini ci vogliono tanti uomini, molti uomini, per essere accanto a quelli che soffrono. Non posso portarvi niente più di questa presenza; ma con questa presenza si esprime tutto». 

(Giovanni Paolo II in Irpinia, 1980)

Una proposta concreta qui.

Esercizi di grammatica

-Allora ragazzi, facciamo insieme gli esercizi. Prendete il libro a p...
-A paginAAAA?
-(grrr) A pagina 234. Bene, leggiamo cosa chiede l'esercizio... (lo dico perché, come sanno tutti gli insegnanti, i ragazzi pensano che si può fare l'esercizio senza leggere la consegna...)
Trattavasi di esercizio in cui occorreva sottolineare di rosso i verbi al passato prossimo e di blu quelli al passato remoto.
-Leggi tu, Nonhocapito.
-"Leonardo dipinse la Gioconda nei primi anni del Cinquecento".
-Allora, qual è il verbo?
Prima che Nonhocapito potesse rispondere, parla Tontoboy: "La!"
-E scusa che verbo sarebbe "la"? Comunque, avevo chiesto a Nonhocapito...
-Dipinse.
-Bene (mi ero illusa che stessimo cominciando a ragionare, ma non sapevo cosa mi aspettava...)
- Ma prof non ho capito (già) una cosa...
-Sì?
-Ma perché è così importante la Gioconda?
-Non c'entra questa domanda (è la frase che gli ripeto più spesso), questa è un esercizio di grammatica...
Ma ormai il dibattito era stato scatenato. A raffica ho sentito le seguenti amenità: "già, tutta quest'importanza a un quadro...", "mia zia mi ha detto che è anche piccolo", ce l'ha rubato Napoleone", "come rubato?" "e perché non ce lo restituisce?!", "vabbè, ma tanto non è importante"... 
(ma cosa ho fatto di male nella mia precedente vita perché mi toccasse tutto questo?). Il mio urlo per zittirli è stato mitigato ( ma neanche tanto) solo dal pensiero delle vacanze imminenti.