lunedì 23 luglio 2007

Più in là

Questo è il tema di un'alunna di seconda media:

Qualche uccello di mare se ne va,
né sosta mai,
perché tutte le immagini portano scritto più in là
(E. Montale)
Commenta questi versi di Montale e presenta un'esperienza che te ne ha fatto comprendere il valore.

Questi versi di Maestrale, magnifica poesia di Montale mi colpiscono molto. Pensandoci meglio non sono questi versi che mi colpiscono, ma la capacità del poeta di rendere il mare, le rocce, gli uccelli... cose vere, profondamente comprensibili al nostro pensiero. Montale riesce a vedere i desideri dell'uomo nelle cose belle della vita. Come quando una maestra, per far capire meglio agli alunni l'argomento di cui sta parlando, fa un paragone con qualcosa che i piccoli studiosi conoscono e possono capire meglio. Così il poeta esemplifica in un piccolo particolare i grandi misteri della vita e le profonde domande che riempiono gli animi degli uomini da sempre.
Questi versi parlano dell'infinito. Delle cose, tutte, che sono nel grande universo che ognuno di noi ha la grazia di poter esplorare.
Noi siamo gli uccelli e a noi è data la possibilità di scegliere di stare appollaiati sul ramo di un albero ad ammirare le montagne e la linea dell'orizzonte, oppure di aprire le ali, sfruttare la corrente e svoltare dietro la montagna per vedere ciò che prima non vedevamo e varcare l'orizzonte per scoprire ciò che prima non immaginavamo. Due possibilità che si possono definire con due nomi: pigrizia e curiosità. Di certo è la curiosità che ci dà una buona impressione: tutti vorrebbero volare e varcare l'infinito, ma come è difficile staccarsi da quel ramo che con le sue foglie ci dà ombra e con i suoi frutti ci sfama! Quel ramo ci dà la sicurezza, mentre il vento che ci aiuta a volare è insicuro e ci fa paura.
Una persona che era logorata dalla curiosità era mia mamma. Lei amava tutto ciò che sulla terra è bello, giusto, vero, infinito, misterioso e irraggiungibile. Irraggiungibile, questa parola mi mette ansia, ma a lei infondeva gioia. La vedevo con i suoi occhi azzurri come il mare che scrutavano il cielo durante un temporale, mi sembrava cercassero qualcosa, vedevo i suoi occhi che guardavano i miei e mi sentivo letta dentro. Lei cercava il bello in ogni cosa e non sostava mai perché sapeva che c'era quel bello. Anche nelle amicizia cercava il profondo che per lei era Dio. Mia mamma era il poeta che trova le risposte alle grandi domande nelle piccole e grandi cose della vita.
Questo tema mi dice di raccontare un'esperienza che mi ha fatto comprendere il valore di questi tre versi: non è un'esperienza, ma è un rapporto che me ne ha fatto capire l'importanza. E' il rapporto con mia madre, che era un rapporto tra madre e figlia, tra amica e amica, tra maestra e alunna, e che lo sarà sempre. Voglio imparare a rendermi conto che tutte le immagini portano scritto più in là, volgio staccarmi dal ramo e aprire le ali per volare fino all'irraggiungibile, proprio come faceva mia madre.
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