martedì 27 novembre 2007

Metatesi

Alunna Bravina in un test di analisi del periodo: "subordinata isplicita". E l'emplicita, come sarà? Questa è al livello di "madre Pio"...

domenica 25 novembre 2007

Lo sguardo di qualcuno




Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco, non ce la fai più.


E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato ad un divino nascosto.


E tutto diventa improvvisamente più semplice.
Andrej Tarkovskij
Ci penso spesso a questa semplice e grande verità. Quello che ottiene uno sguardo o un abbraccio non lo potranno mai ottenere mille corretti ragionamenti. Ieri ho partecipato alla giornata Nazionale della Colletta Alimentare: gli alunni che mi hanno aiutato insieme a qualche genitore di buona volontà hanno sperimentato quello sguardo umano, altrimenti non sarebbero venuti. Alla fine della faticosa giornata eravamo tutti più contenti. Come ha detto mia figlia, che si è alacremente occupata di distribuire il volantino con il "grazie", è filato tutto liscio come l'olio.


Chicche storico-pugliesi

L'Alunno Pomeridiano dice: "La legge e la religione EBREICHE non si possono separare..."
Io aggiungerei: "Lo SEPEVETE?"

martedì 20 novembre 2007

Il webquest

Dopo aver pubblicato sul blog didattico un post sulla rivoluzione industriale (in cui ho organizzato una serie di link sull'argomento facilitando ai ragazzi la ricerca nella Rete di siti utili all'approfondimento), ho scoperto che questo procedimento si chiama webquest. Lungi da me volermi appropriare di una pratica didattica già sperimentata e soprattutto inventata da altri. Sono due studiosi anglosassoni ad averla codificata. Si chiamano Bernie Dodge e Tom March e qui potete trovare notizie e ragguagli sulla loro proposta di e-learning.
Dodge per la prima volta in un articolo del 1995 parla del webquest come di una risorsa didattica efficace per un nuovo modo di trasmettere conoscenze: l'insegnante selezionerà all'interno del ciberspazio le informazioni utili all'apprendimento di un argomento e le proporrà all'alunno sottoforma di percorso guidato. Niente di più semplice e niente di più geniale. (qui la pagine che illustra in italiano il pensiero di Dodge e eventualmente l'articolo in lingua originale).

venerdì 16 novembre 2007

Dialogare davvero significa essere disposti a cambiare idea

Vi è mai capitato di parlare con qualcuno che la pensa in modo diverso da voi e di percepire con chiarezza che questa persona non prende neanche lontanamente in considerazione il fatto che potrebbe avere torto, almeno in parte, e che voi potreste avere ragione?
Se vi è capitato, conoscerete anche la sensazione che deriva da un simile incontro: ci diciamo che non vale la pena parlare e che eviteremo in futuro altri scambi con un interlocutore tanto granitico e impenetrabile.
Ma i ruoli spesso si invertono: a chi, infatti, non è capitato di irrigidirsi allo stesso modo sulle proprie posizioni in una conversazione?
Bisognerebbe invece cominciare un dialogo con l'idea che il nostro interlocutore potrebbe insegnarci qualcosa, potrebbe farci crescere e migliorare; con la disponibilità di modificare almeno in parte il nostro modo di vedere le cose.
Mi fa piacere esordire come contributor nel blog di Palmy con un post su questo argomento, perché io e Palmy, lo dico con orgoglio e compiacimento, abbiamo un lungo esercizio in fatto di conversazioni che partono da posizioni apparentemente inconciliabili, ma alla fine ci siamo sempre incontrati a metà strada, abbiamo imparato l'uno dall'altra, superando i pregiudizi e modificando convinzioni radicate. Attenzione, però: la discussione a volte dura molto, raggiunge toni aspri (ma questo capitava tanto tempo fa), e, soprattutto, si svolge in più match. E il silenzio durante gli intervalli è essenziale per ragionare in modo davvero sereno. A me è successo, ad esempio, durante uno di questi intervalli, di rendermi conto che Palmy aveva ragione, che io mi sbagliavo e che questa scoperta non mi provocava dolore. Al contrario, il confronto, che ha comunque sempre il suo prezzo in termini emotivi, mi aveva aperto una nuova prospettiva: la mia mente aveva una strada in più, che porta a mete diverse e prima impensate, e tutto è adesso più luminoso di prima. Valeva la pena scontrarsi. Ne vale ancora la pena.
Ora, questa riflessione me ne suscita un'altra. Non ha senso parlare sempre con le stesse persone, non serve a molto discutere con chi la pensa come te, con chi appartiene al tuo giro, al tuo partito, con chi condivide la tua ideologia. In simili contesti, infatti, non si fa altro che annuire, non si fa altro che confermare le proprie convinzioni (il che in sé può essere importante), ma non c'è un vero esercizio dell'intelletto, e raramente si impara qualcosa di veramente nuovo. Chi discute solo con persone del proprio giro, poi, è poco preparato a trasmettere la propria cultura (conoscenze, convinzioni, scoperte...) a chi non appartiene a quel giro, e forse è anche meno disponibile ad ascoltare.
Queste considerazioni hanno importanza anche nell'ambito dell'insegnamento scolastico (il post, dunque, non è completamente OT), dato che a scuola si trasmette cultura. Ma dovrei dire, a questo punto, che a scuola la cultura si scambia e si crea. Ma questa è materia per un altro post.

Chi volesse vedere il più recente degli scambi fra me e Palmy può sbirciare fra i commenti ad un recente post sul mio blog:
http://salvomenza.wordpress.com/2007/11/07/i-ragazzi-conducono-mentalmente-e-inconsapevolmente-delle-dimostrazioni-per-assurdo-che-poi-non-riescono-a-descrivere/

mercoledì 14 novembre 2007

Test di storia

Argomento: l'età napoleonica e il Congresso di Vienna.
Il dono della sintesi di un alunno (ovvero come riassumere in poche righe l'intera storia della rivoluzione francese): Il termine "stato assoluto" significa che il re non aveva ostacoli nelle sue scelte, non doveva chiedere il permesso a nessuno, la "monarchia costituzionale" è dove il potere non ce l'ha il re ma è diviso in più persone, la "repubblica" è uno stato dove i cittadini hanno tutti diritti uguali, nella "dittatura" i cittadini non hanno diritti e il potere veniva esercitato da una sola fazione. Un po' rozzo, ma farà strada...
La confusione mentale di un altro: Lo Stato assoluto è: Il governo di uno solo, cioè quest'uomo aveva il potere su di tutto, come per esempio da una frase molto famosa Lo Stato sono io. No comment.

sabato 10 novembre 2007

Andamento della classe

Consiglio di classe sulla situazione di partenza: siamo a novembre, l'anno scorre dolcemente verso le vacanze di Natale, di cui già i cartelloni pubblicitari annunciano le incombenze consumistiche e a scuola si parla di situazione di partenza, ma fa niente. Parliamone.
In ogni consiglio di classe che si rispetti, i personaggi sono sempre gli stessi, : c'è il Prof Geremiadi ("ah, ma questa classe è terribile, c'è distrazione, i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta..."); c'è il Prof Conmesicomportanobene (che sottintende:"io sono bravo, il problema è tuo"); c'è il Prof Abbaco ("secondo me dopo tre note si deve fare la sospensione"); ma non può mancare il Prof Mangiastipendioatradimento, che in genere, quando è della specie Sullorlodiunacrisidinervi ha la buona creanza di non proferire parola, ma se è della specie Fuoricomeunbalcone ha pure il coraggio di appoggiare Geremiadi. E là può succedere di tutto: tu che ti levi la vita e che sei benvoluto dai ragazzi passi per un Buonogiovaneingenuo (in una parola: fesso), quello che in classe scalda la cattedra diventa il paladino del Regolamento di Istituto e Abbaco ha la strada spianata per la sua crociata giustizialista. A Buonogiovaneingenuo, che ha ancora ben presenti le scuole a rischio dove ha fatto la gavetta, scappa da ridere.
Per fortuna, a volte, nei Consigli di Classe, interviene lui, il Sommo Capo: "Ve le farei fare iiiiiio tre ore in cerrrrrrte scuole e così poi la smettereste di lamentarvi delle vostre claaaaassi: cosa volete, come alunni? Delle mummie egizieeeeee?". Silenzio. Fuoricomeunbalcone, ovviamente, con un sano trasformismo dà improvvisamente ragione al Capo. Abbaco ci rimane davvero male. Geremiadi si indigna, ma internamente. Conmesicomportanobene aveva ragione fin dall'inizio. Buonogiovaneingenuo ha il suo momento di felicità.
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