lunedì 24 dicembre 2007

Un brindisi con Dio

E. Hopper, Eleven a.m. (1926), oil on canvas.

"Viene Natale. Nella sempre dura, e sempre stupefacente vita degli uomini. Nel teatro della nostra passione e della nostra pena. Viene Dio in questo serraglio umano. Come se cercasse qualcosa, qualcuno. Come se avesse voglia di passare del tempo con noi, che lo guardiamo dai nostri tavoli, dalle scrivanie, dai nostri letti, dai ponti sulle autostrade un po’ sospettosi. Come se alzasse un bicchiere per fare un brindisi, e attendesse con i suoi occhi di fuoco e di oceano, che anche nei nostri velati si facesse largo, vedendolo qui, la letizia di brindare alla esistenza, di dolore e gioia in parti uguali fatta". (Davide Rondoni)

giovedì 20 dicembre 2007

La settimana del festino



Tutto quello che di umano e disumano si può fare materialmente in 24 ore si concentra senza pietà alcuna nell'ultima settimana prima delle vacanze di Natale. Tutto parte dall'affastellamento di circolari su spettacolo per le terze al Cineteatro del paese, spettacolo di bolle (?) e illusionisti offerto dal Comune... senza dimenticare gli appuntamenti di recite alle sezioni dell'infanzia, concerti di Natale dell'ensemble musicale dell'istituto, di cui due in sequenza per le classi prime, seconde e terze e poi per le classi quarte e quinte della primaria e uno pomeridiano per la secondaria e i genitori. Ma a tutto questo si può anche aggiungere una megamanifestazione sportiva al mega palasport della provincia che prevede l'accorrere di un'intera scolaresca insieme a rappresentanti delle forze armate (il titolo era Sport e legalità), oltre che il rituale collegio docenti dell'ultimo giorno non senza un degno finale con consiglio di istituto di cui ahimè faccio parte e verbalizzo le sedute. Il bello è che potrebbe anche verificarsi che il caro Ministero (della Pubblica distruzione) faccia scadere i termini di presentazione di un importante progetto al 21 dicembre, con intempestiva coincidenza con tutta la suddetta attività natalizia. Bè, che dire... se arriviamo alla vigilia di Natale mentalmente ancora capaci di intendere e di volere vi porgerò i miei più sinceri auguri.

domenica 9 dicembre 2007

Ode al lavoro di gruppo

Insegno ormai da quasi dieci anni e via via che sono diventata più sicura (all'inizio si è un po' ingessati, forse per timore di sembrare inesperti e spesso si cede eccessivamente a metodi "dittatoriali") ho sperimentato con ottimi risultati il cooperative learning, per gli italofoni "apprendimento cooperativo".
Lo gestisco così: sistemiamo i banchi a gruppi di quattro in modo da formare dei bei rettangoloni, dispongo i gruppi sulla base dei suggerimenti e delle preferenze espresse dagli alunni (mi riservo la facoltà di qualche piccolo aggiustamento per il solo fine di garantire una certa eterogeneità interna) e assegno del materiale su cui fare un lavoro ben preciso, in genere preparare una relazione da condividere con il resto della classe in un momento successivo. Ho anche fatto costruire dei test di diverso tipo che ho poi utilizzato per una verifica scritta (scegliendone qualcuno da ogni gruppo e poi proponendoli a tutti). Ho assegnato anche lo stesso lavoro a tutti e ho semplicemente ritirato il compito svolto. Ho proposto anche lo studio di gruppo: il capitolo sulla rivoluzione industriale è stato diviso in parti e ogni parte è stata assegnata a un diverso gruppo che poi l'ha insegnata al resto della classe, che prendeva appunti.
Nell'arco dei tre anni in cui ho seguito la mia attuale terza media ho potuto notare che rispetto all'inizio ora loro capiscono perché certe volte cambio i loro "compagni" di gruppo e lo accettano senza fare eccessive rimostranze, ho visto persone che prima non collaboravano minimamente iniziare a farlo con soddisfazione, anche se c'è ancora chi non ha ancora tratto profitto da questo modo di apprendere, ma sono davvero pochi...
Un link interessante per chi vuole approfondire, qui (edscuola), ma anche qui (ospitiweb).
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