giovedì 2 ottobre 2008

Il cardellino e la libertà


"Quando ritornò nel nido, con un piccolo verme in bocca, il cardellino non trovò più i suoi figlioli. Qualcuno, durante la sua assenza, li aveva rubati..
Il cardellino incominciò a cercarli dappertutto, piangendo e gridando; tutta la selva risuonava dei suoi disperati richiami, ma nessuno gli rispondeva.
Un giorno un fringuello gli disse:
- Mi pare di aver visto i tuoi figlioli sulla casa del contadino.
Il cardellino partì, pieno di speranza, e in breve tempo arrivò alla casa del contadino. Si posò sul tetto: non c'era nessuno. Scese sull'aia: era deserta. Ma nell'alzare la testa vide una gabbia appesa fuori dalla finestra. I suoi figlioli erano lì dentro, prigionieri.
Quando lo videro, aggrappato alle stecche della gabbia, si misero a pigolare chiedendogli di portarli via; e lui cercò di rompere col becco e con le zampe le sbarre della prigione, ma invano.
Allora, con un gran pianto, li lasciò.
Il giorno dopo, il cardellino tornò di nuovo sulla gabbia dov'erano i suoi figli. Li guardò. Poi, attraverso le sbarre, li imboccò uno per uno, per l'ultima volta. 
Infatti egli aveva portato alle sue creature il tortomalio, che era un'erba velenosa, e i piccoli uccellini morirono.
- Meglio morti - disse - che perdere la libertà". (Leonardo da Vinci)
Carel Fabritius, Il cardellino, 1654, L'Aja, Mauritshuis. (chi volesse approfondire il tema del cardellino nella storia dell'arte può visitare www.ilclubdelcardellino.org)

La lettura di questa favola in classe è stata l'occasione per un'inaspettata discussione sul tema della libertà. Quanto è importante la libertà? Quando si perde la libertà? Cos'è la libertà? Per rispondere a quest'ultima domanda il libro di antologia suggeriva di partire da questa frase: "Io mi sento libero quando...", visto che è più facile partire dalla descrizione di un aggettivo che di un nome astratto. Ebbene, il dibattito è stato molto interessante. Ragazzi di I media (tutti del 1997, tutti ancora con facce da bambini)  hanno dato risposte interessanti e per nulla scontate.  Libertà è vivere sentendosi voluti bene, è non essere costretti a fare qualcosa, è fare quello che si desidera ma rispettando gli altri e sé stessi, ci si sente liberi quando si è felici. Grazie ragazzini.

3 commenti:

  1. ommammamia che storia triste. E che genitore drastico, anche - se non ha obbedito a una richiesta precisa dei figli, secondo me ha fatto malissimo.

    Comunque ora me la stampo e vediamo che cosa riesce a cavarne una terza ^___^

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  2. @ murasaki: altro che... una storia drammatica, ma nella sua drammaticità rende l'idea molto chiara e stimola la reazione...

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