mercoledì 27 febbraio 2008

Che significa?

In questo post di milady è descritta la tipica situazione di quegli insegnanti che, spinti da un'insana curiosità, formulano la classica domanda :"ma questa parola, che significa?". Là può succedere di tutto. Cioè può succedere che parole che tu hai dato per scontato che fossero comprese, non lo sono affatto.
Ecco perché ho deciso di dedicare circa due ore a settimana all'arricchimento del lessico. Ovviamente, com'è mia abitudine negli utimi tempi, ispirandomi al metodo Montessori, che per la grammatica prevede l'uso dei "comandi". Uno dei comandi della Montessori è per esempio quello di mimare l'azione del verbo che l'allievo trova sul suo cartellino.

Primo esercizio:
Disegna il verbo
Cerca il vocabolo sul dizionario e imaagina un breve dialogo in cui si usi quel verbo, se vuoi sotto forma di fumetto.
Io ho immaginato che i verbi siano scritti su carte singole e che ogni alunno possa pescarne una alla volta e lavorare finché non avrà esaurito il mazzo.
posare gettare lanciare scagliare
aprire spalancare chiudere socchiudere serrare disserrare
respirare sospirare inspirare espirare
appendere affiggere sospendere sollevare alzare
avvolgere involgere svolgere volgere capovolgere
sbuffare soffiare fiatare alitare
mormorare sussurrare brontolare
toccare tastare sfiorare
spargere spruzzare aspergere cospargere
barcollare dondolare oscillare
acchiappare acciuffare afferrare prendere
mescolare emulsionare stemperare sciogliere
apprendere comprendere studiare memorizzare
apprezzare valutare stimare giudicare
assaggiare mangiare divorare desinare
assottigliare affinare acuire ridurre
autorizzare permettere giustificare legittimare
avanzare progredire superare sporgere
bandire annunziare pubblicare avvisare
calamitare attrarre affascinare
cancellare rimuovere annullare distruggere
polemizzare cavillare sottilizzare
collaborare contribuire partecipare
contemplare guardare vedere scrutare osservare
danneggiare nuocere ledere guastare
denigrare calunniare diffamare screditare
dubitare sospettare diffidare
consumare sprecare dissipare dilapidare
annuire confermare acconsentire
simulare dissimulare fingere
distinguere separare differenziare dividere dirimere
dissuadere distogliere sconsigliare
divergere convergere divagare
presumere credere ritenere presupporre
pretendere esigere ambire
programmare prevedere progettare presagire
impedire vietare proibire
proporre suggerire designare
rinviare prorogare continuare differire
proteggere difendere riparare
soccorrere sopperire favorire provvedere
rimpiazzare sostituire
ripudiare disconoscere rinnegare respingere
pregare implorare ricorrere supplicare
sfavillare brillare rilucere baluginare splendere
schivare evitare sfuggire sottrarsi
attenuare smussare addolcire attutire
spronare sollecitare incitare istigare
volare sorvolare soprassedere
tacere sottintendere zittire
sovvertire ribellarsi innovare rivoluzionare
sparire dileguarsi apparire

sabato 23 febbraio 2008

Question mark fits best with comma

Ho fatto il test anch'io. Ecco il mio risultato (salvomenza)






You Are a Question Mark



You seek knowledge and insight in every form possible. You love learning.

And while you know a lot, you don't act like a know it all. You're open to learning you're wrong.



You ask a lot of questions, collect a lot of data, and always dig deep to find out more.

You're naturally curious and inquisitive. You jump to ask a question when the opportunity arises.



Your friends see you as interesting, insightful, and thought provoking.

(But they're not always up for the intense inquisitions that you love!)



You excel in: Higher education



You get along best with: The Comma

mercoledì 20 febbraio 2008

I am a comma




You are open minded and extremely optimistic.You enjoy almost all facets of life. You can find the good in almost anything.You keep yourself busy with tons of friends, activities, and interests.You find it hard to turn down an opportunity, even if you are pressed for time.Your friends find you fascinating, charming, and easy to talk to.(But with so many competing interests, you friends do feel like you hardly have time for them.)You excel in: Inspiring peopleYou get along best with: The Question Mark.


Sono una virgola: è il risultato di un test suggerito da catepol (vedi links a fianco)... se lo voleste fare cliccate qui.

martedì 19 febbraio 2008

Momenti di scoramento

-L'hai fatto l'esercizio? (notare il singolare: mi sono convinta forse per stanchezza che assegnare un solo esercizio avrebbe facilitato lo svolgimento dei compiti, del resto alcuni che i compiti li fanno sempre non avrebbero bisogno neanche dell'unico esercizio, perché sovraccaricarli?)
-No (faccia contrita, che non riesce a suscitare in me il benché minimo senso di pietà, anzi...)
-E perché?
Adesso: ci sono delle frasi che fanno emergere il peggio di noi. In particolare per me in scala ascendente le seguenti:
1) Perché non ci sono arrivato.
2) Me lo sono dimenticato.
3) Non lo sapevo.
Grandissimo testa di cutipicchiu, non ci sei arrivato a fare che? E lo dici a me, che in una giornata sono mamma, moglie, professoressa, funzione strumentale, facilitatore del PON, verbalizzatrice del Consiglio di Istituto, donna delle pulizie, confidente, consigliera e certe volte anche contemporanemante due o tre di queste mansioniiiiii?
Dimenticato che? Te lo dimentichi il panino col salame piccante delle nove di mattina? Te lo dimentichi il cellulare?
E poi... non lo sapevi? Io scrivo i compiti sul registro di classe come una scribacchina fiorentina e tu dici che non lo sapevi? Qui sarebbe il caso di raccontarti quella volta che avendo io, fresca di patente sulla Fiat 127 ereditata dal nonno, preso un senso vietato da poco istituito ed essendo stata fermata dal vigile, dissi incautamente: "mi scusi, non lo sapevo" e lui: "signorina, che le pare che ad ogni segnale nuovo le dobbiamo mandare l'avviso a casa?".

mercoledì 13 febbraio 2008

La busta del verbo o i pizzini montessoriani

Ho costruito (e fatto costruire in classe) il mio primo montessori material, scusate uso l'inglese perché, fa impressione, ma i siti con materiali montessoriani si trovano solo in english. Gli obiettivi del mio lavoro sono diversi: offrire ad alunni di terza una buona base per distinguere secondarie esplicite e implicite (in prima media disgraziatamente i verbi li ha pseudospiegati un supplente che ha creato un gap), istruire gli allievi ad una prima forma di archiviazione che elimini le ambiguità, recuperare le conoscenze sulla classificazione e coniugazione dei verbi mediante una didattica diversa (non dico innovativa perché Montessori è vissuta qualche decennio fa!). Ecco un resoconto per immagini:



Qui è raffigurata la busta principale, ottenuta in modo rudimentale con l'ausilio di foglio A4 colorato, nastro adesivo e forbici dalla punta arrotondata.

Il successivo passaggio consiste nello schedare i modi, possibilmente distinguendo il colore del foglio usato per i modi finiti dal colore usato per i modi indefiniti. Un mio alunno a questo punto ha detto: "Ah, prof... è come per le directories del pc, stanno una dentro l'altra... questo sembra un file win zip!" (da quel momento a ogni busta infilata dentro l'altra c'era uno che diceva con orgoglio e soddisfazione: "archiviamo, prof?")

Dentro la busta principale stanno, quindi, le buste dei modi:
1) finiti (schedati con un numero romano da I a IV, dalla dicitura modi finiti e dal nome del modo posto sul davanti della busta)
2) indefiniti (schedati con un numero romano da I a III seguito da una i in corsivo per ricordare che trattasi di una tipologia diversa dai precedenti modi, dalla dicitura modi indefiniti e dal nome del modo)

Infine in ogni busta-modo stanno i rispettivi tempi rappresentati da buste di manifattura ancora più rudimentale (dette "carpettine" dai miei alunni) perché alla fin fine sono foglietti ripiegati e chiusi da nastro adesivo sotto), anche questi schedati senza ombra di ambiguità: un numero romano richiama la busta in cui vanno riposti (I=indicativo, II=congiuntivo, III=condizionale...), se si tratta di tempo semplice o composto (TS o TC), seguito da numero arabo per indicare la corretta coniugazione classificatoria e infine denominato (presente, imperfetto...).

Il prossimo sabato dovrei infine distribuire i pizzini con le voci verbali (nel caso della foto c'è il presente del verbo avvertire) che l'alunno riporrà al posto giusto.

Risultato: qualcuno ha voluto portare la busta a casa per farla vedere ai genitori o ai fratelli più piccoli, chi l'ha lasciata in classe lo ha fatto per timore di rovinarla o perderla. Nel successivo compito di analisi del periodo le difficoltà nell'individuare i modi finiti o indefiniti erano quasi del tutto scomparse, nonostante ancora non siamo arrivati a inserire l'ultimo passaggio, quello del cosiddetto pizzino.

Un'ultima notazione di costume: in certi ambienti parlare correttamente l'italiano o peggio un italiano specialistico senza intercalari dialettali è sinonimo di... come dire... effemminatezza. Uno dei miei alunni, che è convinto di questa corrispondenza esistenziale, dopo il lavoro montessoriano pronunciava come se niente fosse parole come gerundio, modo indefinito, tempo composto... io stessa guardandolo ho avuto l'impressione che a parlare fosse un'altra persona!

martedì 5 febbraio 2008

Dicono di noi (2)

Oggi tecnologieducative ha indicato il mio blog didattico nello spazio dedicato al link del giorno. Ecco quello che hanno scritto:

Come utilizzare la tecnologia in chiave formativa? Realizzando il blog della classe, organizzando un viaggio avvalendosi dell'uso di internet, ricercando un sito interessante presentato da ogni studente in un post.E poi...Cosa ne pensano gli alunni di una terza media dei voti che si ritrovano in pagella? Questi sono solo alcuni degli argomenti di un blog da cui traspare motivazione ad apprendere. Da leggere!

Grazie a Linda, l'amministratrice del sito, per le belle parole e per il commento che ci ha lasciato!

lunedì 4 febbraio 2008

Didattica della geografia

Insegnare geografia per i più della mia formazione (laurea in lettere) è una rogna. Ma industriandosi si trovano cose interessanti:
-cattura il luogo è un gioco didattico che consiste in un planisfero interattivo ove è possibile puntare con il mouse dei luoghi e con passi guidati riconoscerli e successivamente individuarli senza aiuti;
-earth view dà la possibilità di osservare il pianeta in tempo reale (cioè, per esempio, si vede l'avanzare della notte);
-di diverso genere la raccolta di bandiere e vessilli, corredate dalla spiegazione dei simboli in essi contenuti (gli alunni, in genere, trovano interessante capire perché uno stato abbia un determinato colore o un'immagine nella propria bandiera);
-su sapere.it si trova una serie molto completa di carte tematiche che possono essere utili per focalizzare alcuni aspetti particolari;
-outline maps offre invece delle carte in pdf, anche mute (without lebels) per favorire la memorizzazione;
-in inglese anche un classico: national geographic;
-sempre in inglese un puzzle con cui puoi ricostruire i continenti;
-panoramio, invece, aggiunge agli zoom di google earth le foto dei visitatori, per viaggiare senza muoversi dalla scrivania
Altri siti si trovano su dienneti/risorse e materiali.
Per rimanere in tema geografico, avrei anche qualche ideuzza per l'anno prossimo... quando ricomincerò con una prima media. In seguito a una proficua discussione con il prof generativo, ho scoperto il mondo del metodo Montessori (a proposito, ministri, ma invece di scervellarvi per capire come rinnovare la scuola italiana, perché non vi mettete a studiare la Montessori? perché non formate gli insegnanti con il suo metodo, visto che è diffuso in tutto il mondo con ottimi risultati, tranne che da noi?). Uno dei cardini del suo metodo di insegnamento, se ho ben capito, consiste nella coincidenza tra obiettivo e lavoro: non c'è bisogno di proporre astrattamente degli obiettivi, perché il discente li conquista nella praticità della sua attività, questa sì preparata dall'insegnante (sono i materiali montessoriani). L'applicazione manuale aiuta l'apprendimento. Vorrei farmi aiutare dagli stessi alunni nella realizzazione pratica del materiale pensato da me, anche se so che questo è poco ortodosso rispetto ai dettami della Montessori.
Avrei pensato alla realizzazione (con materiali di recupero o di semplice reperibilità) di modellini di enti geografici: l'isola, la penisola, il mare, il lago, l'emissario, l'immissario, il delta, l'estuario... pensavo proprio a piccoli presepini con carta stagnola, cartoncini colorati, etichette da associare...
Accanto un quadernino-rubrica dove apporre le definizioni trovate.
E poi a dei bei puzzle con le regioni italiane incollate su cartone spesso e colorate.
Accetto suggerimenti...
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