domenica 30 marzo 2008

Lezione islandese di geografia

L'Islanda è un libro vivente di geologia e di geografia. Puoi vedere la dorsale medio oceanica separarsi in due pareti contrapposte, come a Thingvellir o lungo la costa occidentale della penisola di Reykianes, in cui un ponte ti permette di passare dalla placca eurasiatica a quella nordeuropea, o ancora in un'esplorazione subacquea. Il tour geologico dell'Islanda è ben illustrato da questo sito in inglese. Altrimenti, in italiano, il sito di un geologo inamorato dell'isola di ghiaccio. Si possono vedere fenomeni geotermici di tutti i generi, eruzioni subglaciali, lave di ogni tipo. A Seltun per esempio è chiaro l'effetto dello zolfo sulle rocce. C'è anche il ghiacciaio più grande d'Europa, il Vatnajokull. Si possono fare bagni indimenticabili in lagune naturali riscaldate dalle fonti geotermali.

sabato 15 marzo 2008

Oggi film: Central do Brasil



In geografia siamo all'America meridionale. Abbiamo studiato in particolare il Brasile, soffermandoci sulle contraddizioni di questo immenso paese, ricchissimo di risorse eppure incapace di eliminare le immense diseguaglianze tra i ceti sociali. Ho spiegato il fenomeno delle favelas e dei meninos de rua, portando anche l'esempio positivo del progetto AVSI di risanamento della favela di Belo Horizonte, sovvenzionato dalla stessa Banca Mondiale, per la meritevolezza dell'azione umanitaria. 
Oggi abbiamo visto il film Central do Brasil. Nel rivedere questo film ho potuto apprezzare dei particolari che non avevo notato prima: mi ha colpito il rapporto tra Josuè, il ragazzino e Dora, la donna che lo accompagna nell'improvvisata avventura della ricerca del padre. Lei si scoraggia e si dispera. E Josuè scappa. Dora si pente di averlo lasciato andare e si inoltra nella folla per riacchiapparlo, ma poi sviene. La scena si riapre su una strana Pietà: il ragazzino sul marciapiede polveroso con il volto di lei tra le braccia, lei addormentata mentre lui lo accarezza. 
Strano, ma vero che nel rapporto tra adulto e ragazzo, tra educatore e giovane, spesso a ricevere e ad essere aiutato è proprio l'adulto. Se il rapporto è sano è reciproco. Altrimenti l'adulto, paternalista e saccente, ha finito di imparare. E in questo modo non educa più.


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martedì 11 marzo 2008

Tronisti in pericolo

Oggi verifica orale sulla Prima Guerra mondiale.
-Qual è stata la causa scatenante della Grande Guerra?
-L'attentato di Sarajevo del giugno 1914: uno studente serbo ha ucciso i due tronisti dell'Austria.

domenica 9 marzo 2008

Ascolto di canti alpini!

foto da http://agostino169.blog.kataweb.it/files/2007/09/alpini-tn.jpg

Ieri era sabato e chi bazzica un po' di scuola sa che per qualche arcano motivo il sabato la scuola sembra deserta: forse perché, come "il zappatore" de Il sabato del villaggio, ognuno "seco pensa al dí del suo riposo", forse per la moltitudine di prof che hanno il giorno libero, ma fatto sta che c'è aria di smobilitazione. Approfitto per attività alternative. Ieri ho proposto l'ascolto di canti alpini della prima guerra mondiale, che stiamo svolgendo in storia. Prima reazione: risatine. Interrompo l'ascolto e dico: "Bè, ragazzi lo so che la vostra musica è unz...unz...unz... ma sapete, esistono anche altri tipi di musica (lo sanno, trattasi di sezione a indirizzo musicale), per esempio il canto di montagna. Immaginatevi i monti. E gli alpini, costretti a partire e a fare la guerra". Si appassionano, ascoltiamo alcuni canti più volte e con le note davanti proviamo anche a cantarli. Faccio ascoltare anche qualche canto d'amore: rimangono stupiti dalla concretezza dei sentimenti espressi e dalle allusioni. Insomma, mai arrendersi alla prima reazione...

mercoledì 5 marzo 2008

Un poeta ungherese

Attila József nacque a Budapest nel 1905 e morì suicida a Balatonszarszo nel 1937. Cresciuto nella miseria, fece vari mestieri, riuscì a compiere gli studi universitari, partecipò al movimento operaio ma ne fu espulso perché ritenuto non in linea con l'ortodossismo. I suoi versi furono raccolti postumi con il titolo Tutte le poesie e traduzioni poetiche (1938).

Mio Signore

Dinanzi alle mie cose ti nascondo
mio Signore, e ti voglio tanto bene.
Fosse lo strillonaggio il tuo mestiere,
io ti sarei di aiuto nel gridare.

Se ti mettessi a lavorare i campi,
ti aiuterei anche allora, per ogni
necessità. Sarei guida sapiente
e buona ai tuoi cavalli, li amerei.

O piuttosto arerei sulla tua traccia
anch'io la mano ferma sulla stiva:
starei attento, se il terreno è riarso
dal sale, per pigiar più forte il ferro.

Custodisci i germogli? Eccomi pronto
a scacciar metà delle cornacchie.
Mai, di nessuna delle tue fatiche
ti coglierebbe stanchezza, con me.

Se tu ridessi, anch'io sarei felice:
ti siederei accanto dopo cena,
tu ti faresti prestare la pipa,
un poco: io tutto ti direi, a lungo.
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