lunedì 21 settembre 2009

Il mio lavoro


Continua la saga delle peregrinazioni dei genitori. Mi rendo conto che ognuno che si presenta porta dietro tutto se stesso: in genere sfoga la propria aggressività con toni da Uomini e donne di Maria De Filippi (o meglio della sua versione comica di Zelig), si arriva anche alla minaccia da Forum ("vadodaicarabinieri"). Di fronte al mio tentativo disperato di riportare il colloquio su toni civili l'interlocutore viene di solito spiazzato e cerca di ricomporsi, cercando di addossare la colpa su qualcun altro ("losochenonècolpasua"). Ognuno porta sulla mia scrivania le frustrazioni della sua vita non sempre vissute in modo limpido, spesso anzi nello scaricare le preoocupazioni sul "povero" figlio in realtà sottintende la propria sconfitta di genitore. Per esempio, la signora che non vuole più il tempo prolungato per il figlio in terza media (perché "sa, devo accontentare un po' anche lui, sì la scuola è importante - io glielo dico sempre - però lui vuole fare attività sportiva") non si rende conto che ponendosi così a parole dice al figlio che la scuola è importante e con i fatti lo nega.
Ci sono anche squarci di umanità varia in cui con sincerità si chiede un aiuto o un consiglio e sono i momenti in cui è più chiaro per me cosa ci sto a fare lì. Si tratta di persone, spesso papà, spesso con le mani indurite da lavori faticosi, ma anche mamme per lo più sole, che non hanno dimenticato di avere una ferita nel cuore, di essere al mondo per camminare anche arrancando, che non si sentono già arrivati e che ti guardano da uomo a uomo.
Sono questo sguardo vivo di intesa, la lacrima di sconforto, una fronte pensierosa poggiata sulla mano, un commosso grazie che mi danno la cifra del mio lavoro.

H. Matisse, Lezione di musica (1917)

3 commenti:

  1. Il tuo, il mio, il lavoro di tanti e tante come noi trovano il loro senso in quelli che tu chiami "squarci di umanità varia", a volte basta così poco per avere la conferma che quello che stiamo facendo non cade nel nulla ma lascia qualche frutto!
    Come te ho a che fare con molti genitori, sapessi quant'è difficile anche per me trovare le parole e le risposte alle loro infinite domande che non avranno mai delle risposte così come vorrebbero loro, ci sono poi le loro ansie e le apprensioni, le aspettative per il futuro del loro bambino/a...Come ti capisco!
    Ti mando un caro abbraccio di condivisione e incoraggiamento!
    Ciao...

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  2. meno male che ci sono certi momenti, sennò ...

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