venerdì 18 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (2)


Tra le tappe del viaggio abbiamo toccato anche il primo campo di concentramento voluto da Hitler a Dachau. Colpisce il contrasto tra la bellezza del villaggio e la desolazione del campo di sterminio, ma anche la fredda eleganza delle residenze delle SS. Aleggia su questo luogo la presenza di coloro che vi sono passati. Migliaia di vite stroncate o irrimediabilmente segnate, come quella del sacerdote Karl Leisner, ordinato all'interno del campo e beatificato da Giovanni Paolo II. Recita così wikipedia:
"Quando Gabriel Piguet, vescovo francese, fu confinato nel campo di concentramento, il sogno di Karl Leisner divenne realtà. Il 17 dicembre 1944 fu ordinato prete a Dachau, con la necessaria autorizzazione del vescovo Von Galen, da cui dipendeva Leisner, con il quale ci fu uno scambio epistolare segreto: Von Galen richiedette una cerimonia di ordinazione regolare della quale doveva rimanere una prova certa. Il nuovo sacerdote celebrò la sua prima Messa il 26 dicembre 1944, festa di Santo Stefano, in una cappella gremita di fedeli, con le congratulazioni dell'intera comunità religiosa cristiana confinata nel campo, che comprendeva sia cattolici che protestanti".
Una storia che mi fa riflettere: non c'è nulla di esterno che possa sopprimere il cuore dell'uomo e la sua libertà.
Per un diario dettagliato del viaggio leggete qui.

5 commenti:

  1. Concordo con il tuo pensiero "Viaggiare è conoscere", peccato che spesso dimentichiamo l'importanza di andare a ricercare certe testimonianze e preferiamo optare e scegliere altri tipi di svago e viaggi. La storia e la memoria vivono nei luoghi che sono stati palcoscenico delle vicende che ricordi in questo profondo post! Anch'io amo "viaggiare per conoscere", solo così si può sentire pulsare il cuore delle persone che hanno vissuto sulla loro pelle simili esperienze e tragedie, solo così si può percepire che il tempo anche se passa non cancella la memoria della storia.
    Un caro saluto
    Miriam

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  2. un viaggio che si dovrebbe sempre fare, ricordare esercitare la memoria per non ripetere mai gli errori e orrori della storia

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  3. Eccomi!
    Quando scrissi il racconto sulle deportate di Dachau, mi ripromisi un giorno di andare a visitare quei luoghi di 'memoria', dove ho sofferto e ho pianto le atrocità che sono state compiute per una macroscopica luccida follia. Io non voglio dimenticare, perché ricordare mi aiuta ad essere migliore.
    Ciao
    Lilly

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  4. Eccomi!
    Tempi addietro, quando scrissi la mia storia, decisi con la mia migliore amica di andare in quei luoghi impregnati di quelle 'umane vergogne' e di atroci sofferenze. Ora non so più se avrei il coraggio di varcare quel cancello...Mah!
    Comunque grazie per la tua visita
    ciao
    Lilly

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