sabato 31 gennaio 2009

Essere o non essere perdente posto


Ieri ho presentanto l'istanza per l'attribuzione del punteggio nella graduatoria interna di istituto, sapendo che viaggio su un piano inclinato verso il girone dei perdenti posto. Il caos è totale: le iscrizioni scadono tra un mese, non si sa quanti saranno esattamente i frequentanti di I media dell'anno prossimo, salta il tempo prolungato eccetto che in un corso, le cattedre dovrebbero essere ricondotte a 18 ore frontali.
Credevo di aver ormai lasciato alle spalle le domande di trasferimento e soprattutto quelle di assegnazione provvisoria e... invece no.
Gli scenari possibili sono vari e in ordine di gradimento:
1) resto dove sono e a ogni collega che va in pensione accendo un cero a santa Rita.
2) vado e arrivo in qualche scuola media vicino casa, per lo meno nel mio comune di residenza, dove tutto sommato mi trovo bene.
3) vado e salto al superiore: ragazzoni alti e scapestrati, spero almeno in un liceo.
4) vado e vengo spedita in un paesazzo sperduto della provincia, che per arrivarci impieghi un'ora e mezza, ma almeno si lavora bene. Spero che il prezzo dei barili di petrolio si mantenga stabile, per non spendere metà stipendio di benzina.
5) vado e vengo spedita in una scuola media del mio comune, della serie sezione distaccata del carcere minorile.

Grazie, Maria Gelma... se ti dovessi incontrare per strada scappa, perché covo dentro di me un odio incommensurabile.

mercoledì 21 gennaio 2009

Domanda


Domanda: se l'anno prossimo tutte le cattedre dovranno essere ricondotte a 18 ore frontali come si sostituiranno i colleghi assenti?

E. Munch, Der Schrei der Natur (Il grido della natura), cartone con olio, tempera e pastello, 1893

martedì 13 gennaio 2009

Gelminiiiiii!?

Gelmini, muta! Adesso basta, devi finirla, capitoooooo?
Con lo Schema di Regolamento per la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico... insomma con il tuo uovo con due rossi adesso hai e-sa-ge-ra-to!
Leggo: Quadro orario per la Scuola secondaria di I grado... Italiano, Storia e Geografia: 9 ore.
NO-VE-O-RE.
Per: grammatica, letture antologiche, narrativa, insegnare a scrivere in modo decente, insegnare a parlare in modo passabile, la storia dalla preistoria a Cristoforo Colombo solo in I media e via dicendo fino ad arrivare alla morte di Giovanni Paolo II in prossimità degli esami, l'intero scibile geografico dalla tettonica a placche (che non si capisce perché io che sono laureata in lettere dovrei sapere meglio del mio collega di matematica... ma ssst... non lo facciamo sapere a Maria Dolores se no ci toglie un'altra ora!) alle problematiche degli Stati Uniti dopo il crollo delle Twin Towers. Spiegare, rispondere alle domande, rispiegare, soffermarsi, interrogare, controllare qua e là qualche compito assegnato a casa, correggere o fare degli esercizi in classe e chi più ne ha più ne metta.
Nove ore vuol dire: 2 ore di storia, 2 ore di geografia, rimangono 6... oh, no che dico? cinque ore che potrebbero essere divise in 2 di grammatica, 2 ore di antologia, 1 ora di laboratorio di scrittura con buona pace della narrativa. 
In più l'occhialuto manico di scopa ci elargisce un'ora di approfondimento in materie letterarie, scorporandola dal monte ore suddetto. Lancio una sfida. Secondo voi perché non hanno scritto 10 ore? Io penso di sapere il perché, e voi che ne dite?

venerdì 9 gennaio 2009

A chi resta


Vita mia che mi hai dato tanto amore, gioia, dolore, tutto
 ma grazie a chi sa sempre perdonare sulla porta alla mia età
 e che la vita ti riservi ciò che serve spero
 e piangerai per cose brutte e cose belle spero
 senza rancore e che le tue paure siano pure
 e l'allegria mancata poi diventi amore...

(Tiziano Ferro, Alla mia età)

E. Hopper, The Lee shore (1941), oil on canvas

giovedì 1 gennaio 2009

A chi va



Possa la strada farsi incontro a te,

possa il vento essere sempre alle tue spalle,

possa il sole splendere caldo sul tuo viso,

possa la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.

E fino a quando non ci incontreremo di nuovo,

possa Dio tenerti nel palmo della sua mano.

(Antica benedizione celtica)

E. Hopper, The Long Leg(1935), oil on canvas

Il 2008 è finito!


Ho lasciato per strada cose che non avrei mai voluto lasciare e mi porto dietro ricordi che non avrei mai voluto avere. Dio ti ringrazio per aver fatto finalmente involare questo anno che relego volentieri al passato, se non fosse per il fatto che certe disavventure non si possono dimenticare come si dimentica cosa si è mangiato a cena il giorno prima (sto facendo il Brain Training di Nintendo DS... a proposito la mia età cerebrale è attualmente di 26 anni). 
Comunque sia, oggi inizia il 2009. Comunemente si pensa che chissà per quale convenzione debba cambiare qualcosa solo perché il datario scorre di un'unità. Io non ci ho mai creduto, men che mai quest'anno. Il cambiamento di me stessa accade ogni giorno a prescindere dalle date sul calendario, mi volgo indietro e mi accorgo che sono diversa, anzi più me stessa. Attraverso i solchi del mio cammino come ferite sempre più profonde ma non mi sono ancora perduta. E questo è quello che conta. 
Un augurio a tutti coloro che in questo anno appena concluso hanno temuto di perdersi.

J. Vermeer, The Astronomer, olio su tela, Parigi, Musée du Louvre, 1668.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...