venerdì 24 aprile 2009

Immaginare un viaggio: Languedoc-Roussillon.

Se avessi potuto sarei partita. Che brutto il periodo ipotetico. Provo a renderlo più accettabile immaginando il viaggio che avrei voluto fare e che, chissà, un giorno farò. Sempre, quando si parte, si ha un programma, organizzato dall'agenzia di viaggi o pensato autonomamente, e documentarsi sulla meta facilita la comprensione e il godimento della permanenza. In questo week end vi regalerò un viaggio non ancora fatto. 
Se dovessi andare nella regione francese della Languedoc-Roussillon, da dove comincerei?
Da un sito, SunFrance, dedicato alla regione. Qui è possibile farsi un'idea abbastanza precisa dei luoghi più belli, prenotare un hotel o una chambre d'hotes (B&B), richiedere le brochure gratuite o scaricarle direttamente sul pc. Poi si può cominciare a fare una scelta. In genere non si sbaglia fidandosi dei siti indicati dall'Unesco. E in questa parte meridionale della Francia ce ne sono di meravigliosi.

-Pont du Gard: acquedotto romano sul fiume Gard. Costruito 2000 anni fa per portare l'acqua da Uzes a Nimes, sfruttando un dislivello di soli 34 cm per km, si è perfettamente conservato a testimonianza dell'ingegnosità degli architetti romani. La cosa impagabile è che si può fare il bagno nel fiume all'ombra dei suoi maestosi archi. Un luogo dove corpo e anima si rinfrancano all'unisono. Ci sono già stata ma ci tornerei volentieri, nel tardo pomeriggio, quando i gitanti vanno via.

-Canal du Midi: anche questo un'opera di alta ingegneria per collegare l'Atlantico con il Mediterraneo. Fu ideata da Pierre Paul de Riquet e realizzata durante il regno di Luigi XIV. Le querce e i platani che ne ombreggiano le rive rendono indimenticabile la passeggiata o la crociera. Visitate questo sito, e ne saprete di più. Per la crociera cliccate su Les Bateaux du Soleil


-Città di Carcassonne: uno dei paesi medievali più belli al mondo. La visione da lontano è spettacolare. Addentrarsi tra le sue vie è come tuffarsi nel Medioevo.

- Le fortezze catare: testimonianza di una strenua quanto sterile resitenza dell'eresia, sfociata in un bagno di sangue. Esse, distrutte, furono ripristinate dalla corona francese come cittadelle difensive. L'ultima roccaforte a cadere fu Montsegur. L'ultimo cataro fu arso vivo nel 1321.
- Cammino di San Giacomo: si può percorrere in Languedoc un tratto del pellegrinaggio per Compostela sulla "via Podiensis" o Chemin de Puy, sulla via Tolosana o Chemin d'Arles. Le tappe da non perdere sono l'abbazia di Saint Gilles, il Pont du Diable e Saint Guilhem le Desert. Un'altra abbazia da non perdere è Saint Michel de Cuxa.
-Dall'Oppidum d'Enserune, insediamento preromano, si può osservare il sito dello Stagno di Montady, ricoperto per ragioni di insalubrità. Si tratta di un avvallamento in cui i campi ricalcano la morfologia circolare del terreno.
-Le città: Montpellier e Narbonne. Montpellier con la sua zona pedonale tra le più grandi e belle della Francia. Narbonne, antica capitale della Gallia Narbonense.

Ci sarebbero tanti tanti altri luoghi da scoprire, ma questo è solo il sogno di un viaggio, non una guida dettagliata. A voi completarlo...
P.S. Progettare un viaggio è anche un ottimo laboratorio di geografia per i nostri studenti nativi digitali che spesso usano Internet solo per chattare e ne sconoscono l'utilità.

sabato 18 aprile 2009

Voglia di cambiare

Voglia di cambiare è il titolo. Seguiamo l'esempio degli altri paesi europei il sottotitolo. In questo libro edito da Chiarelettere, l'autore, Salvatore Giannella, ci porta a fare un viaggio molto istruttivo alla luce del principio della sana emulazione, per cui copiare qualcosa di buono è non solo accettabile ma giusto. Partendo dalla Svezia, dove in ogni impresa viene nominato un delegato alla sicurezza che ogni giorno, ricevute le segnalazioni degli operai, interviene risolutivamente per eliminare le problematiche. Risultato? Gli incidenti sul lavoro si sono dimezzati e continuano a diminuire. Si potrebbe passare poi per la Germania dove, a dispetto di condizioni meteo sicuramente meno favorevoli delle nostre, si sta investendo sulle energie ecosostenibili, come quella eolica o solare. E se volessimo fare una capatina nel Regno Unito? Potremmo copiare la politica britannica della casa popolare: non palazzoni di dubbio gusto e cattedrali nel deserto di quartieri deprivati, ma case ecologiche, belle a vedersi e desiderabili anche per i ceti più abbienti in modo da favorire una reale integrazione sociale e non la ghettizzazione delle fasce più deboli. Non dovremmo dimenticarci della Spagna che con la corsia dinamica (ossia utilizzabile all'occorrenza in entrambi i sensi di marcia) ha eliminato le code in ingresso e in uscita da Madrid. E che rimborsa il biglietto se il treno arriva con un ritardo superiore ai 5 minuti. Sì, 5. Avete letto bene. La Francia poi ci ha ampiamente superati nella classifica delle mete più frequentate dai turisti. Come? Con un coordinamento centralizzato e accorto delle politiche del turismo, con la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio, per esempio le stazioni termali (che attirano turisti anche d'inverno), i fiumi e i canali navigabili, le tracce che artisti e scrittori hanno lasciato negli angoli più reconditi, con l'eliminazione di ciò che è brutto e la promozione del bello, a cominciare da Parigi.
Perché l'Europa non arriva anche da noi?

martedì 7 aprile 2009

Un dolore di tutti: 6 aprile 2009

«Io vengo, carissimi fratelli e sorelle, per dirvi che siamo vicino a voi per darvi un segno di quella speranza, che per l’uomo deve essere l’altro uomo. Per l’uomo sofferente, l’uomo sano; per un ferito, un medico, un assistente, un infermiere; per un cristiano, un sacerdote. Così un uomo per un altro uomo. E quando soffrono tanti uomini ci vogliono tanti uomini, molti uomini, per essere accanto a quelli che soffrono. Non posso portarvi niente più di questa presenza; ma con questa presenza si esprime tutto». 

(Giovanni Paolo II in Irpinia, 1980)

Una proposta concreta qui.

Esercizi di grammatica

-Allora ragazzi, facciamo insieme gli esercizi. Prendete il libro a p...
-A paginAAAA?
-(grrr) A pagina 234. Bene, leggiamo cosa chiede l'esercizio... (lo dico perché, come sanno tutti gli insegnanti, i ragazzi pensano che si può fare l'esercizio senza leggere la consegna...)
Trattavasi di esercizio in cui occorreva sottolineare di rosso i verbi al passato prossimo e di blu quelli al passato remoto.
-Leggi tu, Nonhocapito.
-"Leonardo dipinse la Gioconda nei primi anni del Cinquecento".
-Allora, qual è il verbo?
Prima che Nonhocapito potesse rispondere, parla Tontoboy: "La!"
-E scusa che verbo sarebbe "la"? Comunque, avevo chiesto a Nonhocapito...
-Dipinse.
-Bene (mi ero illusa che stessimo cominciando a ragionare, ma non sapevo cosa mi aspettava...)
- Ma prof non ho capito (già) una cosa...
-Sì?
-Ma perché è così importante la Gioconda?
-Non c'entra questa domanda (è la frase che gli ripeto più spesso), questa è un esercizio di grammatica...
Ma ormai il dibattito era stato scatenato. A raffica ho sentito le seguenti amenità: "già, tutta quest'importanza a un quadro...", "mia zia mi ha detto che è anche piccolo", ce l'ha rubato Napoleone", "come rubato?" "e perché non ce lo restituisce?!", "vabbè, ma tanto non è importante"... 
(ma cosa ho fatto di male nella mia precedente vita perché mi toccasse tutto questo?). Il mio urlo per zittirli è stato mitigato ( ma neanche tanto) solo dal pensiero delle vacanze imminenti.

giovedì 2 aprile 2009

Primaria vs secondaria: mi devo sfogare


Al piano terra del nostro plesso di scuola media sono ospitate due quinte della scuola primaria. Ebbene: bagni distrutti, interruttore della luce e termosifoni divelti, pasticci nei muri. Ma no... le maestre dicono che non è possibile che siano stati i loro bambini (ma li hanno comprati? li considerano figli o propaggini del loro essere?); la vicepreside, che è un'ex maestra sostiene che i loro bambini fino alla quinta sono inquadrati e che poi sfasano in I media. Devono per forza essere quelli della scuola media che vanno a distruggere i bagni. Ma voi ve lo immaginate un bambino educato, buono e studioso diventare un delinquente nell'arco di un 'estate? Ma l'hanno spiegato alle maestre che se gli alunni si comportano male in bagno devono essere rimproverati e che non importa di chi siano alunni, ma i genitori andrebbero come minimo avvisati con una lettera scritta? Pensano forse che le punizioni e le bocciature fiocchino in I media perché gli alunni diventano improvvisamente cattivi e svogliati o piuttosto perché finalmente vengono sanzionati?

Pablo Picasso, Weeping Woman, 1937

mercoledì 1 aprile 2009

Il primo libro


In questo post Chichita, una collega blogger, ci chiede quale libro ci abbia segnato di più, al quale non rinunceremmo, insomma il primo nella classifica della nostra biblioteca ideale.
Ovviamente non è semplice scegliere, ma pensandoci meglio c'è un libro che mi accompagna, del quale mi ricordo le frasi, a cui ricollego spesso i fatti che mi accadono. La sua autrice è sconosciuta ai più, nonostante abbia ricevuto nel 1928 il Nobel per la letteratura: si tratta di Sigrid Undset. Danese di nascita, norvegese d'adozione ha profuso tutta l'atmosfera del Medioevo nordico nel suo capolavoro, "Kristin, figlia di Lavrans" , portando in un'altra epoca il lettore senza indulgere ai topoi più datati del romanzo storico. Il segreto, attualissimo, del libro, è tutto nel titolo: Kristin, il suo percorso, i suoi amori, le sue difficoltà sono definite dal rapporto con il padre segno di una positività che sta la fondo della vita pur attraverso le mille contraddizioni e approssimazioni. Perché leggerlo?
Perché, come dicevo, offre un affresco di un Medioevo lontano nel tempo e nello spazio. Perché ci catapulta in un affascinante e splendido paesaggio nordico della cui esoticità tutto parla, dalla toponomastica ai nomi di persona. E per la profondità di analisi dell'animo umano, soprattutto della protagonista, "una donna amata, che si getta via in una volubilità di sentimenti". Non a caso l'autrice è stata accostata ad un altro grande autore nordico, Ibsen.
Parla anche del rapporto con Dio, che Kristin capisce di aver amato  come suo padre "non tanto come la sua libertà, ma abbastanza per soffrire quando tra di loro sorgeva un dissenso". L'amore di Dio, infatti, non conduce alla perfezione, ma trascina con sè e purifica nel fuoco tutte le imperfezioni, la sporcizia, le ombre di cui siamo stati capaci. Accettare l'imperfezione, soffrirne senza preoccuparcene, questa è la santità in senso cristiano.

Caspar David FriedrichDonna alla finestra, Berlino, Nationalgalerie
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