venerdì 29 maggio 2009

Hanno portato le lavagne interattive!

In una parola: la lavagna diventa un touch screen. Penso che la utilizzerò molto, per una volta mi sento entusiasta. Le ideee che mi vengono alla mente subito sono: cercare su google o wikipedia in diretta, allestendo utili webquest... utilizzare video e immagini per facilitare l'attenzione e visualizzare i contenuti... datemi idee, ho tutta l'estate per prepararmi! Ecco qui un video per assaporare il futuro:



L'autore del video è autore anche del blog Lavagna interattiva multimediale. Se ne parla anche qui. Ma in assoluto il post più esaustivo è questo.

lunedì 18 maggio 2009

Pastrocchi grammaticali


Oggi grammatica. Solita solfa dei manuali di scuola media: verbo transitivo uguale l'azione passa sul complemento oggetto/ verbo intransitivo uguale l'azione non passa.
Cheppalle.
Sensini (L'italiano di tutti, ed. A. Mondadori) a onor del vero introduce timidamente il concetto di argomento del verbo, dicendo che il verbo transitivo ha bisogno quantomeno di due argomenti (di cui uno è il soggetto) mentre a quello intransitivo ne basta uno.
Nella mia ormai decennale esperienza ho potuto notare che questo concetto del passa/non passa è molto aleatorio. Esempio: Matteo ha scritto un tema. E vabbé, l'azione di scrivere passerebbe sul tema. Ammettiamolo pure. Ma se dico: Matteo ha subito un'ingiustizia, ci vuol coraggio a sostenere che l'azione ha subito passa sul complemento oggetto... Così ho sostituito complemento oggetto con sintagma nominale e spiego che il verbo è direttamente attaccato al sintagma nominale che ne completa il significato, saturandone le "richieste". Il verbo scrivere nella maggior parte dei casi richiede di essere completato con un argomento che indica cosa si sta scrivendo. Questo argomento è direttamente unito al verbo senza ricorso ad alcuna preposizione, dunque nella grammatica tradizionale il verbo si classifica come "transitivo". Altrimenti, quando il verbo è monovalente (ha una sola richiesta, quella del soggetto), ad es. Marco corre, è detto "intransitivo". Ci sono verbi che richiedono altri sintagmi non nominali, ma preposizionali (in cui il nome è preceduto da una preposizione) e anche questi sono detti tradizionalmente intransitivi. Esempio: Giulia scende dal letto. In effetti dal letto completa il significato del verbo, ma in modo diverso dal tema di cui sopra, ha bisogno infatti di una preposizione per essere attaccato al verbo. Occorre poi far notare ai ragazzi che i sintagmi che indicano circostanze (tempo e luogo) per quanto possano essere tanto nominali che preposizionali (esempi: nel 1987, questa settimana, tutto il giorno, per la via, sulla strada, nel giardino...) possono essere tranquillamente tolti dalla frase senza alterare il senso del verbo e dunque sono un arricchimento della frase da considerare in modo diverso dagli argomenti del verbo.
E voi, cari bloggercolleghi di lettere come ve la cavate con i pastrocchi grammaticali dei manuali?

martedì 12 maggio 2009

Non dire questo, non fare quest'altro


Devo smettere di rispondere "dimmi" se qualcuno mi rivolge la parola: ho notato che nevrotizza l'interlocutore. Non per giustificarmi ma ricevo molti messaggi verbali anche contemporanei e la richiesta di esporre il quesito di turno, dal mio personale punto di vista, facilita la conversazione.
Devo smettere di dire "eh?!" se prendo il telefono mentre guido mentre sorpasso mentre sono in bagno mentre correggo i compiti mentre cucino... Risulta alquanto poco chic, dicono.
Devo smettere di avere una faccia stanca se sono stanca.
Devo anche fare simpatia a tutti. Devo ammttere che non è mai stato uno dei miei obiettivi principali: so di avere una certa scorza. Non tutti si curano di oltrepassarla ma chi lo fa scopre in me un'amica. Non sapete quante volte mi sono sentita dire: "Lo sai, prima non ti conoscevo e a prima vista mi facevi antipatia... ma ora ho scoperto che sei davvero in gamba..."
Agli altri, quelli che si fermano alla scorza, continuo ad apparire scostante.
In mezzo ci sono quelli che devono per forza cambiarmi. Che non si accontentano di non essere miei amici. Mi danno questi continui suggerimenti per un restyling. Li metterò nel messaggio di avvio del mio cellulare, per ricordarmeli. Ma che noia però.

mercoledì 6 maggio 2009

Una rosa per M.


La mia alunna malata di leucemia non ce l'ha fatta. Nel suo diario, letto al funerale, scriveva del periodo passato a lottare contro la malattia, un calvario di due anni tra reparti ospedalieri e chemioterapia. In classe ognuno ha scritto una lettera per lei e abbiamo recitato insieme una preghiera. Oggi per sbaglio ho chiamato il suo nome nell'appello. Non ho il cuore di cancellarlo dal registro.
(Ne avevo parlato qui.)

venerdì 1 maggio 2009

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