lunedì 28 settembre 2009

Il patto di mezzanotte


L'ho appena finito. Si tratta del romanzo d'esordio di un promettente venticinquenne, primo libro di una trilogia di cui a questo punto attendo le prossime uscite. I protagonisti, Mark e Lily, abitano ad Agorà, microcosmo chiuso governato dalla Gilda degli Astrologi e dall'inflessibile legge del libero scambio. Per ottenere qualsiasi cosa occorre barattarla con qualcos'altro fino al limite della spietatezza: i nullatenenti sono costretti a vendere le proprie emozioni o i figli, per intenderci. Indebitarsi equivale a diventare emarginati e, di fatto, a morire. Nel cinismo imperante Lily, orfana dalle misteriose origini, individua una possibile via d'uscita, commovente nella sua semplicità:
" Se ci fosse anche una sola persona in grado di mostrare che esiste un'altra strada, Theo [...]. Se qualcuno, nel bel mezzo della città, sotto gli occhi di tutti, facesse qualcosa senza ricevere niente in cambio, ma rendendo felici gli altri... forse sarebbe l'inizio di un cambiamento impossibile da fermare. Indurrebbe la gente a vedere e a riflettere... a cambiare... a smetterla di lasciare che l'Agorà sia una città dove bambini di sei anni vengono portati via nel cuore della notte, completamente soli..." (p.111)
Questa frase, espressione di un sogno impossibile eppure già storicamente accaduto (penso senza mezzi termini all'istinto dell'uomo verso il prossimo e al sacrificio cristiano), mi ha riportato alla mente la testimonianza di un sacerdote che viveva in URSS prima della caduta del muro di Berlino. Alla domanda su come sia potuto accadere il cambiamento del 1989 ha risposto che esso era solo la faccia eclatante di una rivoluzione silenziosa fatta di tanti che hanno cominciato nel loro piccolo a riconquistarsi la libertà, per esempio dicendo no ad una richiesta di delazione o a palesi ingiustizie perpetrate grazie all'omertà di molti.
Infatti, "un granello di sabbia - dice il Direttore delle Ricevute, una sorta di governatore supremo di Agorà -, una singola azione o pensiero, possono sollevarci o scagliarci nell'abisso" (p.165).

lunedì 21 settembre 2009

Il mio lavoro


Continua la saga delle peregrinazioni dei genitori. Mi rendo conto che ognuno che si presenta porta dietro tutto se stesso: in genere sfoga la propria aggressività con toni da Uomini e donne di Maria De Filippi (o meglio della sua versione comica di Zelig), si arriva anche alla minaccia da Forum ("vadodaicarabinieri"). Di fronte al mio tentativo disperato di riportare il colloquio su toni civili l'interlocutore viene di solito spiazzato e cerca di ricomporsi, cercando di addossare la colpa su qualcun altro ("losochenonècolpasua"). Ognuno porta sulla mia scrivania le frustrazioni della sua vita non sempre vissute in modo limpido, spesso anzi nello scaricare le preoocupazioni sul "povero" figlio in realtà sottintende la propria sconfitta di genitore. Per esempio, la signora che non vuole più il tempo prolungato per il figlio in terza media (perché "sa, devo accontentare un po' anche lui, sì la scuola è importante - io glielo dico sempre - però lui vuole fare attività sportiva") non si rende conto che ponendosi così a parole dice al figlio che la scuola è importante e con i fatti lo nega.
Ci sono anche squarci di umanità varia in cui con sincerità si chiede un aiuto o un consiglio e sono i momenti in cui è più chiaro per me cosa ci sto a fare lì. Si tratta di persone, spesso papà, spesso con le mani indurite da lavori faticosi, ma anche mamme per lo più sole, che non hanno dimenticato di avere una ferita nel cuore, di essere al mondo per camminare anche arrancando, che non si sentono già arrivati e che ti guardano da uomo a uomo.
Sono questo sguardo vivo di intesa, la lacrima di sconforto, una fronte pensierosa poggiata sulla mano, un commosso grazie che mi danno la cifra del mio lavoro.

H. Matisse, Lezione di musica (1917)

venerdì 18 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (2)


Tra le tappe del viaggio abbiamo toccato anche il primo campo di concentramento voluto da Hitler a Dachau. Colpisce il contrasto tra la bellezza del villaggio e la desolazione del campo di sterminio, ma anche la fredda eleganza delle residenze delle SS. Aleggia su questo luogo la presenza di coloro che vi sono passati. Migliaia di vite stroncate o irrimediabilmente segnate, come quella del sacerdote Karl Leisner, ordinato all'interno del campo e beatificato da Giovanni Paolo II. Recita così wikipedia:
"Quando Gabriel Piguet, vescovo francese, fu confinato nel campo di concentramento, il sogno di Karl Leisner divenne realtà. Il 17 dicembre 1944 fu ordinato prete a Dachau, con la necessaria autorizzazione del vescovo Von Galen, da cui dipendeva Leisner, con il quale ci fu uno scambio epistolare segreto: Von Galen richiedette una cerimonia di ordinazione regolare della quale doveva rimanere una prova certa. Il nuovo sacerdote celebrò la sua prima Messa il 26 dicembre 1944, festa di Santo Stefano, in una cappella gremita di fedeli, con le congratulazioni dell'intera comunità religiosa cristiana confinata nel campo, che comprendeva sia cattolici che protestanti".
Una storia che mi fa riflettere: non c'è nulla di esterno che possa sopprimere il cuore dell'uomo e la sua libertà.
Per un diario dettagliato del viaggio leggete qui.

mercoledì 16 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (1)


Viaggio è svago, è contatto con la bellezza naturale e architettonica, ma è anche un itinerario di conoscenza. Capita che si veda un luogo o una targa o un dipinto che accenda la curiosità, il desiderio di approfondire la storia che vi sta dietro. Capita anche che la visita di una città richiami alla mente pagine di storia da rispolverare e che al ritorno si vada alla ricerca di nuovi particolari con cui arricchire la propria cultura.
La prima tappa del mio viaggio estivo è stata Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, ma anche di Luca Pacioli, matematico inventore della partita doppia, studioso della sezione aurea e della geometria euclidea, collaboratore di Leonardo. In particolare girovagando sul web per documentarmi su questo genio rinascimentale mi sono imabattuta nel mistero del suo ritratto, famoso tra l'altro per la virtuosistica raffigurazione del rombicubottaedro riempito di acqua per metà.
La seconda scintilla di curiosità mi è balenata alla visita delle miniere di sale del Bad Durrnberg.Si tratta di un luogo dalla storia millenaria basti pensare alle sue origini che si devono ai cataclismi preistorici che formarono le Alpi racchiudendo al loro interno ciò che prima era terra sottomarina, creando così la mniera di sale imprigionato nella roccia, ma anche al fatto che furono sfruttate dai Celti, poi nel Medioevo e infine dagli Arcivescovi di Salisburgo (che appunto vuol dire "città del sale") che ne fecero una miniera di "oro bianco". L'aura del luogo è impressionante se si pensa che per costruire i cunicoli, le camere per l'acqua (utilizzata per sciogliere il sale e separarlo dala roccia), i laghi sotterranei e le discese per gli operai, sono state necessarie ore di instancabile e immane lavoro a testimonianza di quanto l'uomo sia sempre portato a superare se stesso, a gettare il cuore oltre l'ostacolo anche a prezzo di enormi fatiche. Fino al 1989 la miniera era ancora funzionante, poi è stata recuperata per renderla visitabile: si entra con un trenino da minatori dopo essersi “agghindati” con dei ridicoli tutoni necessari per il freddo (la temperatura sotto è di 10 gradi e l’areazione naturale è costante tanto che ci sono delle porte antivento) e per non rovinare i propri vestiti. Alcuni tratti del percorso si fanno a piedi e in piano ma le discese con dei rudimentali scivoli di legno (27 e 42 m di “caduta libera”) sono molto elettrizzanti. Si attraversa pure un lago di acqua salina con una chiatta di legno. In particolare vi è stato ritrovato un reperto preziosissimo, un uomo mummificato nel sale. L'idea del sale come
fil rouge per studiare la storia è davvero interessante...
Un altro squarcio sulla storia questa volta trita e ritrita della scoperta dell'America mi si è aperto alla vista di un quadro botanico esposto a Hellbrunn. Esso raffigura un girasole, come esempio di rarità vegetale importata dal principe Markus Sitticus per stupire i suoi ospiti. Il dipinto era datato all'inizio del 1600 il che non deve stupire in quanto se è vero che il continente americano fu scoperto nel 1492, le nuove specialità botaniche cominciarono ad affluire in Europa con il tempo. Il girasole, in particolare, approdò in Spagna nel 1510 e solo nel 1568 fiorì per la prima volta in Europa all'orto botanico di Padova.


lunedì 14 settembre 2009

Genitori di oggi

Mamma allarmata 1: "Perché mio figlio non è stato messo con i suoi compagnetti dell'asilo? Si trova solo in una classe... non ha i suoi amichetti. Io lo conosco mio figlio, domani non vorrà venire a scuola..."(risposta: si formerà nuovi amichetti, signora.. ha sei anni; su signora lo incoraggi che domani verrà)
Mamma allarmata 2 accompagnata da papà allarmato: "Mio figlio non può stare con quell'altro compagno perché litigano"(risposta: adesso vedo se lo posso far spostare nella sez. C; signora:" ah, no per carità, nella sez. C c'è un altro compagno che gli ha alzato le mani e neanche la sez. B va bene perché c'è quell'altro...; risposta: allora, signora, lo lasciamo dov'è?)
Mamma e papà allarmati: "Io avevo chiesto indirizzo musicale ma anche spagnolo, perché avete messo mia figlia con il francese?" (risposta: l'indirizzo musicale ha inglese e francese; signora: "allora non voglio il corso musicale").
Colloqui del genere si ripetono molte volte al giorno. Il bambino viene percepito dai genitori come un essere senza alcuna risorsa interiore, cui bisogna evitare ogni eventualità di conflitto o difficoltà, bisogna spianargli la strada, deve essere circondato da persone che conosce e se si potesse anche avere un tappeto rosso sarebbe il massimo.
La cosa grave è che anche di fronte ad atti di bullismo commessi dal proprio santo figlioletto il genitore tenta di sminuire le accuse e di riversarle su altri. Ma andando avanti di questo passo dove si andrà a finire? Siamo di fronte a un'intera generazione che vive l'incapacità di educare i propri figli.

lunedì 7 settembre 2009

Anno nuovo vita nuova

Quest'anno c'è una novità: per una serie "sfortunata" di eventi (trasferimenti, perdenti posto, riduzione di organico...) udite udite ho fatto un inaspettato salto di carriera, sono stata nominata vicaria del Dirigente Scolastico, insomma per dirla in parole povere, vicepreside.
Primo pensiero, al gagliardo gruppo di alunni di prima che avevo appena conosciuto e che lascerò per via dell'esonero. Secondo pensiero, alle rogne che mi toccherà gestire, tenuto conto che il nostro Istituto Comprensivo gode della sovrabbondanza di 1300 alunni dislocati in quattro plessi.
Ma, terzo pensiero, accolgo con trepidazione il nuovo compito che mi è stato affidato, non intendo sottrarmi alle rogne che ne faranno parte e spero di portare la mia missione a compimento anche in queste nuove circostanze...
Fatemi un in bocca al lupo... da parte mia sarò lieta di rendervi partecipi del mio nuovo punto di vista sull'universo scuola.
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