lunedì 11 gennaio 2010

Imparare sempre: l'unschooling.



Avete sicuramente sentito parlare dell'homeschooling, cioè della scelta di istruire personalmente i propri figli senza iscriverli alla scuola pubblica. Tecnicamente possibile, si tratta di un'opportunità poco sfruttata in Italia. Si tende invece a delegare la scuola non solo sull'istruzione ma anche sull'educazione dei figli, tirandosi indietro da una responsabilità che è innanzitutto della famiglia e all'occorrenza addossando alla scuola le colpe di una propria ritirata. Per questo mi sembra interessante la proposta dell'unschooling, che estremizza l'homeschooling, portando avanti un modo libero, esperienziale, pratico di imparare. In questa visione si impara sempre. Ogni spunto è utile e il genitore è sempre in servizio, non tanto per fare lezioni, ma per accompagnare il figlio nelle sue scoperte.
Cosa ne possiamo trarre noi?
La tesi di fondo è che occorre liberarsi dalle false regole dell'apprendimento scolastico, accettate da tutti come indiscutibili e insostituibili. Ma proviamo a pensare. Il mondo non è diviso in classi, la realtà è solo per comodità classificata in materie :" math is science is art is history is literature is FUN!" - dice Sandra Dodd. Nessuno ti può costringere a imparare niente se tu non vuoi: allora perché non eliminare la costrizione e ridare a chi deve imparare la libertà di scelta? Come? Partendo dalle proprie passioni. Ti piacciono i cavalli? Comincia da qui. Come noi adulti abbiamo imparato le cose di cui siamo appassionati? Chiediamoci questo e traiamone le conseguenze. Se ho una passione è facile e divertente per me reperire tutto ciò che mi serve per coltivarla: libri, illustrazioni, modellini, filmati, links... e mettermi a lavoro. Perché questo non può diventare l'abituale modo di imparare? Da ciò che ci appassiona si giunge a tutto: il cavallo nella preistoria, il cavallo nella geografia, nella biologia, nella zoologia, nell'economia... Trovare e intessere connessioni è il secondo assioma del percorso di de-schooling e un-schooling. Non solo è permesso, ma è auspicabile che un bambino impari perseguendo le sue passioni. Il bambino impara perchè imparare è il modo che la specie umana ha di crescere e sopravvivere. Imparare accade in ogni luogo e in ogni momento, non solo in classe!

Oltre al sito di Sandra Dodd vi consiglio anche Living Joyfully, questi articoli di The beach school e Radio free school.

7 commenti:

  1. Già...
    Tu ci hai mai pensato di farlo ?
    Io (ignorante), dico la verità, ho scoperto l'esistenza di questa possibilità da pochi mesi...
    Mi sembra fantastica, ma, sinceramente mi piacciono anche gli spazi dove i bambini si incontrano e stanno insieme...

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  2. Ciao, bello e condivido... ma applicarlo... come faccio ad entusiasmare mia figlia a fare le espressioni con monomi e polinomi se le sue passioni sono in canto e le perline? Occorre molta fantasia....
    Ciao

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  3. @ alchemilla: io ci ho pensato... ma non credo in tutta sincerità che sia fattibile per me non mandare mia figlia a scuola...per quanto riguarda la socializzazione, non è scontato che la scuola sia un luogo in cui è facile fare amicizia. troppo spesso si tratta di un luogo di competizione o frustrazione.
    @ valerio: le mie informazioni a riguardo sono poco approfondite, è una domanda che è sorta anche a me. In America il problema di fare tutta la matematica non si pone per via del valore legale del titolo di studio che non esiste. Da noi l'esame finale del percorso scolastico è obbligatorio anche per chi si prepara individualmente, quindi è necessario seguire il curricolo ufficiale. Per questo credo che l'unschooling estremo sia inapplicabile come metodo di istruzione in Italia. Ma come approccio allo studio e come opportunità di sostenere e incoraggiare le passioni dei figli mi pare un ottima via da seguire.

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  4. Purtroppo l'unschooling in Italia è un miraggio, come dice palmy l'obbligo dell'esame a fine anno condiziona molto. Ottima via è quella di parlare apertamente con il dirigente del circolo a quale fate riferimento. Ho iniziato un blog sulla scuola a casacon consigli e racconti - se interessa- www.controscuola.it

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  5. Ciao, grazie per il tuo splendido e appassionato lavoro!
    Rossella

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  6. ti ringrazio anche qui. Si, ho scoperto l'acqua calda, si vede! Però ci credo profondamente all'iportanza della motivazione e dell'emozione nel sostenere attenzione e memoria, Me lo dice l'esperienza diretta, personale. In 11 anni di università (tra laurea e specializzazione) più il ricco liceo classico e tutti i corsi e corsini extrascolastici, che cosa mi è rimasto in testa? E perché? Cosa ne pensi di questo?
    http://www.ted.com/talks/ken_robinson_changing_education_paradigms.html

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  7. Ciao noi ci stiamo provando a fare unschooling! Gli esami annuali non sono davvero obbligatori http://lacasadiserendippo.altervista.org/scuola-familiare-parentale-home-schooling-burocrazia-esami/ e ho creato anche un diario-blog se può essere utile a qualcun altro: http://lacasadiserendippo.altervista.org/

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