sabato 27 marzo 2010

Comunicare


Comunicare con i propri figli, comunicare con le persone a noi vicine, comunicare con i colleghi. Perché a volte è così difficile?
Perché è un gesto apparentemente semplice che invece, per essere soddisfacente, richiede la sintonizzazione di diversi fattori. Questo video lo spiega in modo magistralmente immediato.
Pensiamo all'esperienza positiva: quando sentiamo con innegabile certezza interiore che l'altro sta parlando al nostro cuore con verità e sappiamo sia di aver compreso, ma contemporaneamente che l'altro ci ha compreso. Ed è tutto. Questa è comunicazione.
Spesso invece uno degli elementi non si sintonizza: per esempio, io dò alle mie parole un senso che l'altro recepisce in modo non corrispondente alle mie intenzioni comunicative; oppure dico una cosa giusta nel modo sbagliato; o ancora il contesto della relazione è così deteriorato che qualsiasi messaggio è difficoltoso.
Allora, che fare?
Innanzitutto capire i termini della questione.
Situazione-tipo: dopo una giornata di lavoro trovo la stanza di mio figlio completamente sotto sopra. Giustamente mi arrabbio e dico: "Sei il solito disordinato! Lo fai apposta, sei un'egoista..." e via dicendo. Così facendo però dico la cosa giusta nel modo sbagliato, ottenendo dall'altra parte l'erigersi di una barricata. Non è la strategia migliore. Per di più è avvilente anche per chi ha ragione. Meglio sarebbe focalizzarsi sul comportamento che infastidisce: "Hai lasciato la stanza in disordine. Per favore, adesso metti apposto e la prossima volta fallo prima che io torni." Ritorniamo alla formula magica del linguaggio koala: Mi sento (in questo caso infastidita)... perché (hai messo in disordine)... non è stato rispettato il mio bisogno di riposo.
Prendiamo coscienza di ciò che blocca la comunicazione, cerchiamo di rimuovere gli ostacoli. Evitiamo di giudicare l'altro e di incasellarlo in una definizione tombale ("sei il solito...") . Diamogli la scappatoia ("la prossima volta...").

P. Picasso, Madre e figlio (1905)



18 commenti:

  1. Se solo ci fosse una sveglia che suona e ci ricorda cosa fare nei momenti critici....

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  2. Ho guardato con interesse il video che hai proposto, davvero ottimo! Già, la comunicazione....spesso non è un processo così scontato e automatico, richiede tempi di assimilazione(e qui mi riferisco alla comunicazione per via telematica)e di conoscenza reciproca. Per fortuna siamo persone adulte, peccato che nonostanete ciò si commettono errori di valutazione e si cade nel "giudizio" dell'altro piuttosto che nell'ascolto e nell'accoglienza del contenuto che l'altro vuole rivolgere, a nulla o quasi servono i segnali di vario tipo che si tenta più volte di trasmettere.
    Personalmente non lascio mai niente d'intentato, al contrario amo la chiarezza reciproca e il rispetto prima di tutto, forse anche in modo da sembrare esagerata e forse assurdamente pignola ma poi, quasi sempre, i frutti arrivano e sono molto buoni!
    Col mio lavoro sono sempre sotto esame, i bambini non ammettono errori, talvolta non perdonano o non sono in grado di fare un buon processo di feed-back, sta a noi mediare e facilitare le strategie di comunicazione e decodificazione sia verbale che mimico-gestuale.
    Grazie per questa bella riflessione!

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  3. Eccellente. È proprio questa una delle tematiche che sto approfondendo per cercare di formarmi come adulto ancor prima di pretendere di "educare", peccando d' incoerenza, un piccolo uomo. Il linguaggio verbale, ma, aggiungerei, ancor prima il linguaggio corporeo è il fulcro su cui si basa e ruota tutto il nostro modo di relazionarci con l' esterno e il modo in cui esso si reinderizzerà su noi stessi. Le parole sono importanti, piu' importanti di quanto si pensa. Molto importanti, sotto molti punti di vista. Si nota che sono d' accordo con quello che scrivi?!?

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  4. Condivido pienamente i consigli che offri circa la comunicazione madre-figlio, pienamente consapevole della difficoltà che spesso si incontra ad attuare certi propositi.
    Riesco discretamente a curare la mia comunicazione e questo, come ben sai, è dovuto principalmente al nostro lavoro.
    Credo che sia fondamentale proporsi e, quindi, tentare di comunicare nel modo giusto, cominciando a piccoli passi ed accettando le possibili sconfitte.
    Condivido il pensiero di chi dice che le parole sono importanti anche se i fatti, i comportamenti restano, per fortuna o purtroppo, la conferma di ciò che diciamo.
    Ti auguro una buona domenica:O)

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  5. video interessante, grazie per averlo condiviso.

    ahhhh la comunicazione...quanto ci sarebbe da dire, quanti bei corsi che ho seguito e, devo dire utili non solo per la professione ma soprattutto per la gestione della vita quotidiana....
    mi permetto di segnalarti due tra i tanti libri sull'argomento...uno poco conosciuto ed un classico:

    il classico:
    Watzlawick-Beavin-Jacobs: Pragmatica della comunicazione umana

    il meno conosciuto:
    A. Lucato: se hai qualcosa da dire parla se no taci

    alla prossima comunicazione,
    bb

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  6. @ Alchemilla: è vero, si va avanti a tentoni, per approssimazioni e sbagli... ma esercitandosi, meditando e lavorando su sé stessi diventa più facile, più abitudine...

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  7. @ miriam: sicuramente da te e dalla tua esperienza ho solo da imparare. Il fatto che abbia scritto questa riflessione non vuol dire che posseggo in modo completo questa virtù della comunicazione... anzi! Cerco di ricordarlo a me stessa, cerco di riflettere e di conoscere...

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  8. @ anna: fai bene a documentarti... anche se devo dire che la realtà di trovarsi davanti un figlio è tuttìaltra cosa. Purtroppo il mestiere di genitori è un po' come quello di uomini: si impara facendo e non c'è modo di riavvolgere il nastro o di fermarsi un giro!

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  9. @ barbara: ti ringrazio dei libri che mi hai consigliato. Mi fa sempre piacere poter imparare qualcosa in più rispetto alla mia formazione prettamente letteraria, visto che a lettere non ho mai dato alcuna materia di psicologia... Mi incuriosisce soprattutto il titolo di Lucato!

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  10. Sono passata per vedere un po' cosa ne pensavi del mio punto di vista e guarda cosa trovo...
    Mi preme dirti con tanto affetto e semplicità che sono assolutamente una persona che non ama insegnare niente a nessuno, tantomeno a te e ai miei amici blogger. sapessi quanti errori e gaffe...
    Di tutto quello che ti scrivo cogli solo la lealtà del pensiero che ti rivolgo, tutto il resto non conta e non chiede niente di più che di essere condiviso senza pretendere nient'altro!
    Un carissimo abbraccio!!!

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  11. @ miriam: ti ho risposto sul tuo blog... ho compreso il tono del tuo commento, forse mi sono espressa male nella risposta... era solo per dire che non non sono così brava come sembra! Continua a dre tutto ciò che desideri, sentiti completamente libera!

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  12. ITERESSANTISSIMO POST!sia i genitori che gli insegnanti dovrebbero riuscire sempre a comunicare nel modo giusto e come qualcuno ha commentato anche nei gesti e nel comportamento bisognerebbe fare attenzione,mi hanno consigliato 2 libri al riguardo e io li giro a te:Educazione che arricchisce la vita di Marschall B.Rosenberg e sempre di questo autore:Le parole sono finestre(oppure muri). Quando vuoi passa da me ,ho un pensierino da darti...

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  13. @ mamma e mimma: il pensierino è stato graditissimo, grazie dei libri che ci consigli!

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  14. Non ho ancora visto il video, ma appena ho due minuti lo faccio.

    Ultimamente mi è capitato di rispondere spesso a mia figlia, che si spazientiva perchè suo fratello non capiva ciò che lei continuava a ripetergli con un monosillabo, che se vogliamo che gli altri capiscano, siamo noi che dobbiamo spiegarci meglio non sono gli altri a doverci leggere nella mente...LOL!

    In ogni caso trovo che per imparare a comunicare, sia necessario prima, imparare ad ascoltare.

    Grazie per gli interessanti spunti che dai sempre!
    ...e grazie anche per gli auguri :)
    una gioiosa giornata
    StefiB

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  15. Ma che begli spunti che dai!
    Personalmente a parte la "tecxnica" trovo che per migliorare la comunicazione sia necessario migliorare l'ascolto.
    Oggi giorno pare che ascoltare sia un verbo dimenticato ;)
    una radiosa giornata
    StefiB

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  16. @ Stefi: ciò che dici sull'ascolto è davvero giusto, oggi è sempre più difficile trovare persone che sappiano ascoltare, non solo un altro che parla... ma l'altro. L'altro in tutte le sue manifestazioni, a volte mute...

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  17. scusa il doppio commento, ma non capivo se era partito... ogni tanto perdo colpi;)
    StefiB

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