giovedì 21 ottobre 2010

Ricevere constatare riconoscere


Da qualche giorno ho aggiunto questi tre verbi all'intestazione del blog. Osservare la realtà è sempre stato un fil rouge della mia vita. Mi è sempre piaciuto guardare gli altri in azione, capirne le ragioni e le intenzioni. Saper il perché di un atteggiamento, di una scelta. Mi incuriosisce anche il funzionamento delle cose anche se non riesco ad addentrarmi più di tanto nelle leggi della fisica perchè non me lo hanno mai insegnato per bene. Mi stupisco delle sfaccettature del creato, come un diamante dalle mille sfumature.
Osservare è anzitutto ricevere: abbracciare la realtà così come ti viene incontro. Non è scontato: buona parte delle nostre energie le impieghiamo per opporre resistenza alle cose così come ci si presentano. Perchè non sono come le vorremmo. Non è sbagliato certo cercare di affrontare o di risolvere un problema, ma per farlo occorre prima di tutto prenderne atto, subirne in qualche modo la portata, capirlo, o solo accorgersene. Solo così ci si mette in cammino.
Occorre constatare quindi: accorgersi delle cose, non farsele scivolare addosso anche se ci infastidiscono.
Occorre riconoscere, dare un nome, sfondare il limite della realtà fino al nocciolo che la sostanzia.
Attraverso il particolare, non eclatante, non straordinario, non necessariamente bello o edificante.
Io per esempio la mattina vorrei un segno grande, come la cometa, inequivocabile, bello fulgido e splendente. Ma la realtà mi raggiunge tra facce già conosciute e abitudini. Attraverso la normalità E questo è il vero miracolo.

foto di mio marito: Dog's Bay beach, Ireland

10 commenti:

  1. Forse non te lo avevo ancora detto ma mi piace la nuova impostazione del blog.
    Per il "club del libro" rimandiamo a novembre?

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  2. Questo post è splendido. E sai perché lo dico? Perché sono convinta che se avessimo tutti la tua consapevolezza saremmo più felici:O)
    Brava.

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  3. Della serie, prima di lamentarsi per qualcosa, per una situazione che non ci piace, per un "fantomatico problema", si dovrebbe guardare a cio' che ci è arrivato, alla nuova esperienza che ci si pone davanti, come ad un tassello in piu' nella nostra avanzata, come ad un aiuto per le nostre vere aspettative, e non come ad un ostacolo. È straordinariamente vero tutto cio' che dici, ma, ancor di piu', è magistrale il tuo modo d'esprimerlo. Grazie

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  4. @ alchemilla: Ok, a novembre...

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  5. @ luly: hai ragione e scriverne mi aiuta a ricordarlo meglio...

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  6. @ anna: a volte è dura ammetterlo, ma senza aver attraversato alcuni problemi, oggi non saremmo gli stessi

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  7. Molto bello e illuminante il contenuto del tuo post cara Palmy! Non potevi trovare pensieri e parole più efficaci per sottolinerare anche il mio pensiero...soprattutto quando affermi che il vero miracolo, in fondo, non è altro che la normalità!
    Grazie per il tuo commento da me!

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  8. Cara palmy,

    mi permetto segnalarti una (a mio parere) bellissima frase di Carlo Delfrati - grande pedagogista musicale vivente, nonchè mio personale amico:

    "Sovra-contesto (o semplicemente contesto) se considerata dal punto di vista delle altre forme, la musica è forma simbolica primaria, forma di pensiero, partecipazione all'esperienza della realtà sub specie sonora".

    A questo punto io aggiungerei il verbo "ascoltare" alla fine del tuo convincente "crescendo rossiniano" delle azioni che ci fanno penetrare la totalità della realtà.

    Un abbraccio

    nf

    P.S. Uno dei "miracoli" più grandi che mi capita di osservare quotidianamente (per la posizione ottimale del balcone del mio salone) è il sorgere del sole.
    Un segno spettacolare della fedeltà del Creatore verso di noi...
    Troppo spesso mi (ci) dimentico(chiamo) che se "Non finisce mica il cielo" ci sarà un perchè

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  9. @ Nf: Achille Campanile ha scritto una memorabile pagina sullo spettacolo più bello del mondo, il sorgere del sole, uno spettacolo che il più delle volte non ha spettatori anche se è completamente gratis...
    Comunque hai ragione: ascoltare dovrebbe essere inserito, anche alla luce dell'idea di San Tommaso sulla comunicazione della verità, che più che attraverso gli occhi avviene più facilmente attraverso l'udito...

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  10. Non potevo non accogliere questo Post di alto significato che hai saputo veicolare con una forma linguistica squisita...
    Riflessioni che ci riportano alla relazione con la ricchezza di ciò che ci circonda: persone, cose, eventi...che a volte ci scivolano addosso...
    E in riferimento all'ascoltare, credo che esso sia compreso nel verbo osservare... Guarda cosa ho trovato:
    "Quando l'orecchio si affina diventa un occhio."
    Rumi, poeta e mistico persiano del XIII secolo.

    france

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