Fare un viaggio come ho detto qui qualche tempo fa è anche occasione di conoscenza, di approfondimento di un aspetto della realtà.
I Celti per esempio. Questo popolo dalle antichissime origini, probabilmente collegati alla migrazione dei popoli del mare avvenuta intorno al 4000 a. C. stanziatisi poi nella zona di Hallstatt, mi ha sempre affascinato.
Hallstatt, patrimonio dell'Unesco, si trova nel Salzkammergut in Austria (a destra una mia foto). Qui le catastrofi geologiche delle ere primordiali hanno racchiuso il mare imprigionando smisurate quantità di preziosissimo sale (hal in celtico). Le miniere della zona e Bad Durrnberg in particolare (anche di queste ho già parlato) testimoniano ancora il loro passato celtico.
Da qui i Proto-Celti si espansero nella Penisola Iberica, nelle Isole Britanniche, nell'odierna Francia, nella Penisola Balcanica. "Galli" era il nome con cui i Romani chiamavano i Celti. Ma erano Celti anche i Celtiberi (Spagna), i Pannoni (Penisola Balcanica), i Britanni. Mentre i Galli e i Celtiberi furono profondamente latinizzati, perdendo la propria identità, gli abitanti delle isole britanniche sono da considerarsi gli odierni eredi dei Celti, di cui conservano la lingua, nei due rami gaelico e britannico. In tutto il resto d'Europa Germani e Romani prevalsero, stringendo i Celti "come due immense macine da mulino" (Francisco Villar).
La re-celtizzazione della Gran Bretagna ad opera di gruppi provenienti dall'Irlanda, mai entrata nei domini di Roma, tutelò la presenza celtica, integrandola con elementi cristiani. La successiva anglicizzazione, ad opera di vichinghi e sassoni (di stirpe germanica), ha forgiato poi le attuali popolazioni delle isole britanniche.
Il viaggio della scorsa estate nella zona celtica dell'Austria ci ha portati ad immaginare un prossimo viaggio in Irlanda, come seguendo le orme di questo antico popolo dai capelli biondi e dagli occhi chiari.



















