venerdì 30 aprile 2010

Cronache di una vicepreside


Vabbè, a parte che la faccia della vicepreside non ce l'ho. Se c'è una bidella supplente di solito mi chiede se sono un'assistente di segreteria.
Comunque, bando alle ciance.

Ieri il malocchio ha avuto il sopravvento sulle mie energie positive.
Nell'alzarmi dalla sedia, ripeto, nell'alzarmi dalla sedia, sono rimasta bloccata con dolore lancinante alla spalla.

I telefoni sono momentaneamente (da un mese circa) fuori uso. Chiamavo aiuto ma non mi sentiva nessuno. Così con la poltroncina a rotelle (da ufficio) sono arrivata in corridoio e là sono stata notata.
Da qui devo dire con gratitudine che sono stata soccorsa in tutti i modi.
Millericci ha suggerito di mettermi distesa sul divano della presidenza. Io l'ho fatto ma poi non potevo più rimettermi in piedi, così in due hanno dovuto aiutarmi.
Bellapsiche, psicologa dello sportello di ascolto è corsa a casa a prendere le medicine adatte all'uopo.
Piccolamela mi ha fatto la puntura più indolore che io abbia mai ricevuto.
Si è attivato anche Minavagante, prof di scienze motorie, colonna portante della scuola nonché mix micidiale tra un caterpillar, un uragano Katrina e una radio di gossip, che mi ha steso su una scrivania e, coadiuvato da Piccolamela e Star, mi ha somministrato un "leggero" massaggio alla spalla, con minaccia di pubblicare un video su youtube se non fossi rimasta immobile.
Solo così ho potuto guidare fino a casa.
Ovviamente mezzora dopo Minavagante aveva già raccontato tutto nei minimi dettagli, anche quelli inventati, a più non posso.
Un'ultima nota: l'occasione ha favorito qualche confessione pubblica, di quelle che sono una costante nella mia vita... "Comunque, bisogna dire che all'inizio dalla faccia eri sembrata altezzosa, ma invece sei simpatica e alla mano".

martedì 27 aprile 2010

Segnalazioni

worldatlas.com



Per chi insegna e per chi studia geografia, per chi viaggia... consiglio World Atlas, un sito ricchissimo di mappe, carte, grafici, timeline, informazioni, immagini, distanze...

E poi vi consiglio questo video: la storia del pianeta in 7 minuti.

sabato 24 aprile 2010

24 aprile: 95 anni dal genocidio degli Armeni


Sono passati 95 anni dal genocidio degli Armeni ad opera della Turchia che, rinnegato un passato di tolleranza verso le minoranze presenti all'interno dell'impero, passò alla tattica dello sterminio di massa nei confronti del popolo armeno, di fede cristiana. Hitler prese spunto proprio dall'oblio in cui era caduto il massacro per giustificare la stessa tattica: "Chi si ricorda del genocidio degli Armeni?".

Per la storia del popolo armeno ci viene in soccorso wikipedia.
Per un'introduzione sul genocidio invece consiglio l'articolo Campi nel mondo, il genocidio degli Armeni di M. C. Nasi o il sito Armenian Genocide, in inglese.

Un aspetto molto importante riguarda, come dicevamo, il fatto che il genocidio fu presto dimenticato e ancora oggi negato dal governo turco. Non dimenticare il genocidio armeno racconta di come lo scrittore Orhan Pamuk è stato osteggiato per averne parlato.
A proposito di scrittori, un modo appassionante di addentrarsi nella storia degli uomini e non solo delle date è quello di leggere un libro. Sulla storia del popolo armeno ce ne sono diversi:
- La masseria delle allodole di Antonia Arslan
-I quaranta giorni del Mussa Dagh (sull'unico episodio di resistenza). Vi consiglio di guardare anche il sito Zatik, Associazione di Amicizia Italo- Armena, che si batte per il rconoscimento del genocidio e per preservare la memoria del popolo armeno e delle sue usanze.

La diaspora dei sopravvissuti ha portato molti armeni anche in Italia. Qui qualche notizia sulla comunità armena residente in territorio italiano.

Anche l'espressione artistica del popolo armeno merita la nostra attenzione. Pensiamo ai khatchkar, le caratteristiche croci di pietra decorate e bellissime. Qui un'esauriente spiegazione delle forme e delle decorazioni di queste croci, che possiamo apprezzare anche in questa galleria fotografica. Ma anche di queste testimonianze è stato fatto scempio, e non all'inizio del '900, ma nel 2002 per mano del governo dell'Azerbaigian! Anche questo passato sotto silenzio: se volete documentarvi leggete questi articoli, di cui uno proprio della scrittrice italo-armena Antonia Arslan. Leggiamo le sue parole:

"Gridano le migliaia di antichissime croci di pietra distrutte coi bulldozer nel Nakhicevan, e da ogni frammento si alza il lamento di una civiltà distrutta; e guardano atterriti gli armeni, dovunque la dura legge della diaspora li abbia disseminati, l'irriconoscibile spianata disseminata di irriconoscibili frantumi.

Al genocidio del sangue segue il genocidio della memoria".



Perché quest'omertà diffusa? Per ragioni politiche, per non inficiare il processo di integrazione della Turchia all'interno della Comunità Europea, che invece rimane un argomento molto controverso e discutibile.

mercoledì 21 aprile 2010

Intervista ad Alchemilla


Vi avevo già detto che Alchemilla mi aveva intervistata, chiedendomi di esplicitare le ragioni di questo blog e di raccontare un po' del mio lavoro e del mio compito di genitore. Essendo io un po' restia a parlare di me, la cosa mi aveva fatto piacere perchè mi aveva dato la possibilità di condividere qualcosa di importante. Adesso ricambio! Sono io a intervistare Alchemilla. Leggiamo cosa ci dice di sé nel suo profilo su La casa di Alchemilla:
"Ciao, sono una Donna di quasi 36 anni, vivo in Lombardia, sono sposata da 14 anni e ho due figlie di 10 e quasi 8 anni.
Da circa due anni, per scelta, sono una casalinga. Amo definirmi una "casalinga in carriera" perché le mie giornate sono piene di interessi e di impegni e, anche passando molto tempo in casa, non mi annoio mai.
I miei interessi sono soprattutto nel campo dell'apprendimento, mi piace leggere e fare corsi di vario genere.
Nel 2010 ho deciso di creare questo sito-blog per vari motivi. Prima di tutto perchè scrivere è una mia grande passione, ed anche condividere, e poi per "monitorare" alcuni lati della mia vita che non stavano andando nel verso giusto...
Da ragazza volevo cambiare il mondo, adesso ho capito che per cambiare il mondo devo prima trovare un'armonia dentro di me e con le persone che mi circondano.
Sogno una vita semplice, a contatto con la natura, in un luogo tranquillo e sereno, non potendo partire (o non avendo il coraggio di farlo) vorrei creare questo luogo dove già vivo, valorizzare quello che c'è e migliorare quello che non va".

Ma ora, bando alle chiacchiere... cominciamo l'intervista!

1) PRESENTAZIONE DEL BLOG: Il tuo blog ha molte sfaccettature, si presenta in modo articolato. Come mai hai fatto questa scelta di suddividerlo in capitoli, qual è il capitolo a cui tieni di più?
Alchemilla: Mi piacerebbe avere tantissimi blog, uno per ogni mio interesse. Mi piace tanto scrivere, raccontare, fare ricerche e riflessioni.
Sono naturalmente più affezionata a La Casa di Alchemilla perché lì parlo di tutto ciò che mi appassiona mentre Obiettivo 2010 è nato per aiutarmi a perdere peso ma non sta funzionando molto bene, quindi lo trascuro. Con Io Scrittrice sto cercando di raccogliere tutti i miei scritti di ragazza sperando di ritrovare la passione di inventare storie e racconti. Mi piace perché ogni volta torno un po' bambina e un po' adolescente e questo mi fa bene.

2) PRESENTAZIONE DELLA BLOGGER: ti definisci una casalinga in carriera, potresti spiegare questa simpatica definizione e come sei arrivata alla scelta di esserlo? Ci parli un po' di te?
Alchemilla: La mia definizione di Casalinga in Carriera è un modo un po' scherzoso per dire che non sono la classica casalinga che dedica anima e corpo alla cura della casa e dei suoi abitanti. Anche se sono a casa a volte è come se non ci fossi, impegnata a inseguire qualcosa di nuovo, a cercare nuovi modi per vivere meglio e nuove idee per contribuire a cambiare il mondo. Ma anche in giro alla ricerca di corsi e strumenti per imparare qualcosa. E anche in giro e basta...
Ho studiato ragioneria perché ero molto brava con i numeri anche se le mie materie preferite sono sempre state quelle umanistiche. Senza falsa modestia posso dire di essere sempre stata efficente anche nel mio lavoro di impiegata,ma mi stancavo facilmente. Una volta imparato un lavoro e cercato di svolgerlo al meglio, mi annoiavo terribilmente nella quotidianità e mi sentivo di buttare il tempo a restare in un ufficio quando a casa e fuori c'erano tante cose da fare. Desideravo molto fare questa scelta ma non potevo per motivi economici, invece grazie al cambiamento lavorativo di mio marito e al fatto che la mia ditta chiudesse abbiamo scelto di provare a risparmiare un po' (e spendere tutti i soldi delle liquidazioni...). Prima di cercare un lavoro. E adesso sarà molto difficile che ci provi...

3) I MOLTEPLICI RUOLI DI DONNA: rimpiangi qualcosa di quando lavoravi fuori casa? cpsa ti piace invece della tua vita di adesso, a cosa non sapresti più rinunciare?
Alchemilla: No, non rimpiango niente di quando lavoravo fuori casa. Il fatto di avere impegni ed interessi mi permette di essere comunque a contatto con la gente, il fatto di "studiare" cose nuove tiene allenato il mio cervello e mi sento veramente libera. Anche quando i figli sono in vacanza io posso permettermi di essere felice di questi momenti, senza dover correre in giro a chiedere aiuto. Mi sento fortunata. La mia testa è piena di progetti, aprire un negozio come dico io, creare un centro come dico io, inventare questo o quello ma poi penso alle ore che dovrei dedicare e cambio idea in fretta...Fondamentalmente sono molto pigra e mi piace la tranquillità. Penso che non saprei più rinunciare alla possibilità di gestire il mio tempo in (quasi) totale autonomia.

4) RAPPORTO BLOG/VITA: sapresti vivere senza i tuoi blogs? I tuoi blog rispecchiano la tua vita e i tuoi interessi. In cosa ti sono utili per il tuo percorso?
Alchemilla: Sono un po' dipendente dai miei blog e da quelli degli altri, oltre che dalla rete in generale....Sì i blog rispecchiano la mia vita ed i miei interessi. Anzi credo che la vera me sia proprio quella dei blog, mentre nella vita reale nascondo un po' questi miei interessi perché non mi sento circondata da persone con cui condividerli. Forse pecco un po' di presunzione e dovrei aprirmi di più senza pretendere di essere subito condivisa e capita.
Da quando ho aperto La Casa di Alchemilla ho ricevuto tanti spunti dai blog che leggo e anche dai commenti ai miei post. Sto imparando molto e mi piace sapere di essere virtualmente circondata da persone speciali.

5) MIGLIORARE IL MONDO: pensi che i nostri piccoli/grandi gesti possano migliorare il mondo in cui vivamo? Come?
Alchemilla: Sono convinta che possiamo migliorare il mondo tutti i giorni, con tutti i piccoli gesti. Credo molto nella possibilità di votare ogni giorno con i nostri acquisti e i nostri consumi.
Poi secondo me il nostro maggior potere è quello di crescere nel migliore dei modi la nuova generazione. Se siamo genitori abbiamo la grande fortuna/responsabilità diretta ma anche se non lo siamo abbiamo la possibilità di essere d'esempio e di stimolo ai bambini e ai ragazzi. Non dovremmo mai dimenticare che loro ci guardano sempre.
Ho sempre pensato che non serve manifestare contro la guerra se non mettiamo la pace nei gesti di tutti i giorni, che è inutile criticare i nostri parlamentari se siamo i primi a non riuscire a trovare soluzioni e accordi efficaci e a rispettare le regole della nostra piccola vita. Poi non credo che serva conoscere i fatti di cronaca se non conosciamo i nostri vicini di casa, se non siamo pronti ad intervenire quando vediamo una persona in difficoltà (soprattutto psicologica).
Quindi sono convinta che ognuno di noi abbia un grosso potere. Ma è più facile lamentarsi del mondo che esercitare il nostro potere.
Dopodiché spesso mi trovo disperata e paralizzata di fronte a certe notizie, a certi sprechi, a certi avvenimenti ma sto imparando a "dimenticare" concentrandomi su episodi o risvolti positivi, altrimenti...

Per concludere non posso che ringraziare la cara blogger, augurandomi di essere riuscita a farvi apprezzare e conoscere un tantino in più la sua presenza nel web, con le riflessioni sul compito educativo, la ricerca di un benessere ampio e profondo, il mettere amabilmente in discussione le abitudini consolidate (penso per esempio alla scelta vegetariana).

domenica 18 aprile 2010

Primo esperimento di libero apprendimento

Vi ricordate che avevo promesso un resoconto dell'argomento prescelto da mia figlia per il suo momento di libero apprendimento? Detto così sembra un proclama illuminista, ma per capire un po' meglio di che si trattava, basterà leggere qui.


Non sarà niente di speciale, ma è l'argomento che mia figlia ha scelto e che ha studiato da sola, senza alcuna costrizione o necessità.


giovedì 15 aprile 2010

Lapbooking


Ho già parlato (qui) della mia ponderata idiosincrasia per l'uso didattico del cartellone. Mi dispiace dirlo, ma ho potuto notare che in genere la propensione per i cartelloni è nel docente inversamente proporzionale alle reali capacità didattiche. Nel corso di un esperimento, un gruppo di bambini è stato accolto in un'aula tapezzata di cartelloni mentre un altro in un'aula con un angolo dedicato a mettere in mostra i libri fatti da altri bambini. I cartelloni non sono stati minimamente notati, mentre l'angolo dedicato alle ricerche dei coetanei ha suscitato non poca curiosità.
Meglio un libro costruito dal bambino, quindi... anzi un lapbook. Lap nel senso di largo, ampio, formato quadernone (o più) per intenderci.
Per conoscere meglio l'argomento e sperimentarne le potenzialità in classe (o a casa), seguiamo le orme di Jimmie, che dedica una pagina all'argomento.

Innanzitutto va detto che il lapbook ha delle caratteristiche vincenti:
-è versatile (si adatta a diverse discipline e a diverse età o livelli)
-è assolutamente cheap
-è hands-on (che non significa appena manuale, ma con le mani in pasta)
-è riutilizzabile e consultabile come un libro (jimmie consiglia di riporre i libricini in una carpetta pieghevole o in un contenitore-schedario)
-è un lavoro di cui andare fieri, quindi automotivante


Come fare?
Il modo più semplice per capire come realizzare dei lapbooks è... guardarli. Flickr e il web ci vengono in aiuto: date un'occhiata alla collezione di prayingmother, a quella della stessa jimmie, alla pagina di sugar plum's e al blog Our homeschool style: lapbooking. Si tratta di esempi ammirevoli nella loro semplicità, ma anche nei dettagli delle informazioni raccolte, catalogate ed esposte nei manufatti mostrati.

Ci soccorre anche youtube con diversi video.

Si tratta di fogli di carta piegati ad arte in modo da presentare una copertina attraente e all'interno delle finestrelle pop up, dei minibooks per i dettagli o i sotto argomenti del topic principale. Il lapbook quindi non è altro che una collezione, una raccolta di minibooks (i cui tipi vengono mostrati da jimmie in quest'altra pagina). Un bel po' di istruzioni per l'uso si trovano in questo sito o in questo pdf. Nel sito Making Books with Children si trovano vari esempi e un video.
Vi sono anche dei software on line che permettono di costruire un lapbook: ReadWriteThink.
Un'opportunità è quella di ricalcare anche visivamente nella forma l'argomento di cui si parla, il che risulta particolarmente adatto ai bambini più piccoli. Sono gli Shape Books.

Nella fotografia per esempio abbiamo un lapbook che tratta dellla figura del cavaliere medievale e che ha la forma del cavaliere.
Forme di ogno tipo (dal pollo alla pergamena) da stampare e ritagliare si trovano in Simple Shapes Coloring Pages.

Ci serviranno anche molte immagini da stampare. Tra tanti segnalo il sito Akidsphoto, ma anche i siti raccolti tra i miei links a sinistra (in basso: Res non verba).
In particolare vi segnalo World Atlas, forse la più completa raccolta di mappe e risorse per la geografia mondiale che io abbia mai visto, e Montessori materials (figure, immagini e materiali per tutte le materie).

Come materiale ci serviranno poche cose: forbici, fogli di diverso colore, colla, colori, nastro adesivo di carta o scrivibile, immagini, materiale di studio (libri o nozioni scaricate dal web). Se si vuole realizzare qualcosa di più sofisticato ci si procurerà una macchinetta plastificatrice.

Se i lapbooks vengono incollati alle pagine di un raccoglitore ad anelli, come nella foto sotto, soluzione a mio parere ottimale, il quadernone si chiamerà notebook.



Foto da qui e da qui. L'ultima da qui.

lunedì 12 aprile 2010

Share April day

Condividi un giorno di aprile... prendendo spunto da The magic onions, che ogni venerdì pubblica la rubrica Friday's Nature Table, vi propongo uno scambio, anzi un post condiviso.
Come?
Semplice, inserendo il link al vostro post qui sotto nell'apposita casella. Non dovete fare altro che inserire il vostro nick o il nome del vostro blog e il link del post che volete condividere.
Se l'idea vi piacerà potremmo continuare con maggio, giugno, luglio...

Il vostro post potrà riportare il racconto di un giorno di aprile particolarmente significativo, un appuntamento che volete segnalare, una ricorrenza importante, una riflessione... insomma scegliete una pagina dal vostro diario nella massima libertà, l'unico vincolo è che sia di aprile...
Può partecipare anche chi non ha un proprio blog, linkando un sito o un blog interessanti. E allora... via!



Comincio io, con una foto scattata qualche giorno fa, a Pasquetta. Dopo pranzo per smaltire gli eccessi abbiamo esplorato un po' la zona attrono alla casa che i miei hanno preso in affitto. La costa è formata dalla colata lavica ed è alta e frastagliata. Su uno scoglio prominente c'è una torre di vedetta e per arrivarci si percorre un sentiero circondato da muretti a secco in mezzo alla macchia mediterranea. L'aria salmastra si mescola con i pungenti profumi dei fiori selvatici, convolvoli, erbe spontanee, fichi, bocche di leone...



Fatto? Lasciate se volete una parola di presentazione o commento...

domenica 11 aprile 2010

L'uomo sindonico


Ieri, sabato 10 aprile è stato il primo giorno di ostensione della Sacra Sindone che rimarrà esposta al pubblico fino al 23 maggio.
La Curia torinese ha realizzato un ottimo sito di presentazione, la Santa Sindone, che vi consiglio. In esso troverete i riferimenti biblici al sudario, notizie delle ricerche scientifiche sulla sua datazione, sulla provenienza e sulle caratteristiche del tessuto. Lo studio della Sindone è oggetto di una disciplina specifica, la sindonologia, cui è dedicato un sito specializzato (Sindonologia.it), con una bella intro, video, spiegazioni, notizie storiche, immagini...
Un altro sito spiega in dettaglio lo studio dello straordinario volto dell'uomo sindonico, la struttura del telo, la controversa questione della datazione al carbonio 14, le probabilità statistiche che si tratti del Gesù evangelico, la formazione dell'immagine, le ultime conquiste della ricerca scientifica.
Anatomopatologia, ossia la scienza che studia le cause della morte di un uomo, e palinologia, ossia lo studio dei pollini sono le discipline che più hanno dato contributi validi alla conoscenza di questo preziosisssimo documento storico. Qui un'esauriente e imperdibile discussione sull'impossibilità del falsario scultore o carnefice, come sull'assurdità dell'ipotesi che si tratti di opera di Leonardo da Vinci.
Un aspetto particolarmente interessante è il ruolo dei Templari nella tradizione del lino di Torino.

Fin da piccola ero affascinata da questo sudario, unico, di straordinaria fattura, non riproducibile, immagine indelebile (sono stai provati 25 solventi senza risultato) di un volto umano, troppo umano per non essere divino.
Capisco anche che possa innervosire l'identificazione dell'uomo della Sindone con il Gesù evangelico. Ma cosa si teme in fondo? Anche una provata identificazione non potrebbe sostituire la libera scelta del credere o no. Gesù è esistito, no?
Oltre ai Vangeli e alle prove del culto primitivo avremmo un sudario. Ma ciò non dà la fede, né la costringe. Altrimenti tutti coloro che hanno visto Gesù da vivo sarebbero stati suoi seguaci. E ciò non è stato.

Immagine da qui.


venerdì 9 aprile 2010

Osserviamo la natura


La Primavera è la stagione giusta per fare una bella passeggiata in mezzo alla natura. E approfittare per osservarla, per imparare, per goderla appieno.
Vorrei cominciare con una frase che potrebbe essere il manifesto di questo blog: "Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Poca osservazione molto ragionamento conducono all'errore" (di Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina: chi volesse conoscerne la storia legga qui).
Un ottimo punto di partenza per un metodo di approccio non troppo improvvisato è la "solita" Jimmie. La cito per correttezza, ma poiché si tratta di un link in inglese, ne tradurrò i suggerimenti più interessanti.
Bene, lo studio della natura, secondo l'idea della pedagogista Charlotte Mason, si compone essenzialmente di due parti (D+D):
1) doing, fare (cioè camminare nell'ambiente naturale)
2) documenting, far documentare (con un diario), senza forzare i più piccoli, incoraggiando i più grandi
La passeggiata va fatta con costanza, a cadenza regolare, per esempio settimanale, nelle diverse stagioni e in diverse condizioni atmosferiche, per registrare i cambiamenti e le novità. L'ideale sarebbe circoscrivere la zona, se non materialmente, idealmente, fissandosi i punti di riferimento di una porzione di terreno. Un'esperienza di osservazione di un'area ben definita si trova in questo post di buntglas.
Cosa accade durante la passeggiata? I bambini fanno quasi tutto da soli: lasciamo spazio per osservare, meravigliarsi, toccare, commentare, scoprire. Potranno raccogliere dei piccoli tesori da utilizzare per le successive osservazioni o per piccole collezioni. I genitori (o gli insegnanti) diranno il meno possibile, intervenendo solo per indicare, nominando correttamente gli oggetti, per sottoporre all'attenzione qualcosa che sia sfuggito o tralasciato, comunicando con spontaneità il proprio stupore.
Due accorgimenti possono facilitare il diretto dialogo con la natura:
1) sedersi e mandare in avanscoperta i bambini, chiedendo loro di osservare un dato spazio e di tornare a riferire le scoperte compiute (il che aiuta a riflettere e a memorizzare)
2) far disegnare qualche schizzo delle cose osservate riproducendo una foto mentale (dicendo ai bambini di chiudere gli occhi e provare immaginarsi la scena, se non si ricorda bene qualcosa si osserverà di nuovo). Quest'attività mette in gioco diverse competenze e permette di imparare molteplici cose quasi senza accorgersene!

Tante le difficoltà. Una per tutte: "ma io vivo in città!"
Ebbene, la soluzione c'è. Ed è comodissima. Fare una volta ogni tanto un pic nic fuori porta non è vietato, ma si può osservare la natura anche senza muoversi di casa. Se si ha la fortuna di poter osservare una porzione di mondo naturale dal balcone, si potrebbe cominciare da qua. Ma vanno bene anche le piante del balcone stesso. Va bene anche seguire lo sviluppo di una pianta fin dalla semina (ecco un pdf con esperimenti botanici casalinghi: Houseplants from the Kitchen), insomma dedicarsi al giardinaggio.
Nell'annotare non si dimenticheranno la data, il luogo esatto, le condizioni meteo, il tipo di habitat. Si potranno inserire disegni, foto, piccoli reperti...
Come fare un notebook di appunti sulla natura? Ecco un esempio stampabile. Ecco anche un album di foto su un nature journal. E uno splendido pdf con tante pagine da colorare e completare sul tema suolo. Un altro notebook divertente e colorato. Ancora un'altra idea, davvero originale per un minibook.

Immagine da qui. La foto è mia ed è stata scatta sul Konigsee in Germania.

lunedì 5 aprile 2010

L'arte per i bambini

Durante le vacanze pasquali ci dedichiamo a qualche attività di nostro interesse...



Questo è un altro post a metà tra il part time homeschooling e il rispettoso suggerimento di qualche idea in più per insegnare...

I bambini sono naturalmente portati per l'arte: ricordo ancora mia figlia che quando ancora parlava a stento riconobbe una stampa 'ngon gog (Van Gogh) a casa di un amico. In fondo io le avevo solo fatto sfogliare un bel libro illustrato.
Insegnare l'arte ai bambini. Una delle tante lacune della nostra scuola primaria che, come sapete, io amo tanto ;-P

E noi che ci stiamo a fare? Rimbocchiamoci le maniche, non è difficile. Qualche suggerimento attraverso jimmie da Charlotte Mason, colei che ha teorizzato l'homeschooling:
-lo studio dovrebbe comprendere molteplici opere dello stesso artista, coprendo qualche settimana
-in un primo approccio basterà fornire qualche breve indicazione sull'epoca dell'artista, sulla sua vita e sulla sua arte e poi lasciare parlare l'opera stessa
-il bambino osserverà l'opera e proverà a descriverla
-le figure rimarranno poi a disposizione del bambino
-il bambino sceglierà un soggetto e proverà a riprodurlo

Sulla riproduzione qualcuno entrerà in confusione, ma per farvi un'idea vi suggerisco di guardare un'attività su picasso proposta dalla nostra buntglas, diverse interpretazioni di paul klee di art project for kids, oppure di cominciare da questo tipo di libri:

Per osservare l'opera d'arte nei particolari si potrà seguire uno schema di analisi basato su semplici domande: cosa vedi in quest'opera? con quali aggettivi la descriveresti? come sono le linee, i colori, le figure? qual è il colore prevalente? quali oggetti sono in primo piano? quali sullo sfondo? quale titolo daresti a questo dipinto?)
Per un'introduzione sulle "regole" dell'opera pittorica potete guardare questo video.
Ricordo anche enchanted learning, di cui ho parlato qui: da questo sito si possono scaricare delle pagine da colorare modellate sui capolavori dei pittori più famosi.

Facendo conoscere gli artisti ai nostri figli li educheremo al senso del bello e allo spirito di osservazione mettendo in esercizio anche il loro lato creativo.

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua a chi passa di qua

Vi porgo i miei auguri di Buona Pasqua, con un video realizzato da una classe quinta e pubblicato su you tube:

venerdì 2 aprile 2010

Contro l'ora di matematica

Mentre stavo per varcare la soglia della scuola, Collegamica (con cui ho condiviso il corso koala) mi ha allungato questo libricino chiedendomi cosa avessi da fare per le incipienti vacanze di Pasqua. Ho guardato il libro e, osservandone le modestissime dimensioni, ho pensato sorridendo che lo avrei letto in poco meno di un pomeriggio. E così è stato. Per le mie doti di lettrice (ebbene sì, leggo assai e volentieri) ma di più per il libro stesso: interessante, rivoluzionario, coinvolgente.
"Perché - si chiede l'autore - non vogliamo che i nostri figli imparino a fare matematica? Forse perché non crediamo in loro? Perché pensiamo che sia troppo difficile? A quanto pare però riteniamo che siano in grado di elaborare riflessioni e raggiungere conclusioni su Napoleone. Perché non possono farlo sui triangoli? Io penso che dipenda semplicemente dal fatto che la nostra civlità ignora che cosa davvero sia tale disciplina" (p. 27).
Qualche pagina dopo (p. 31) aggiunge con semplicità che anche la maggior parte dei docenti di matematica non sa cosa sia la matematica. E dal mio limitato ma reale punto di vista purtoppo non stento a crederlo. "Insegnare non significa fornire informazioni. Vuol dire avere un rapporto intellettuale onesto con i propri allievi (...), la capacità di essere autentici. E, se non si è in grado di essere autentici, non si ha diritto di disturbare dei ragazzini innocenti con la propria incapacità". Il punto non è rendere interessante la matematica, poiché la matematica è un'arte e come tale è interessante. Il punto è che quella che si insegna a scuola è un surrogato della vera matematica ed è questo surrogato a non essere interessante.
Potrei sostituire tutte le volte la parola matematica con la parola grammatica, la cenerentola degli "appassionati di letteratura" che insegnano italiano oggi, e il teorema non cambierebbe.
Le cose si imparano facendole, e ci si ricorda di quelle per cui si prova interesse: Montessori docet. L'interesse per i numeri si può sviluppare giocando a scacchi, come l'interesse per le parole si può sviluppare con i test di grammaticalità. Non è che tutta la tradizione sia da buttare e che ogni alunno possa rifare il lungo processo che ha portato al teorema di Pitagora, ma "il fatto è che le persone imparano meglio quando dal processo scaturisce un prodotto. Non si diventa poeti imparando a memoria una serie di poesie, ma componendone di proprie" (p.43).
Oggi nell'insegnamento della matematica (e della grammatica) "al posto della scoperta e dell'esplorazione, abbiamo regole e norme" (p. 47). Del resto, non è difficile essere d'accordo, la noia dell'ora di matematica è qualcosa che fa parte della nostra esperienza di scolari.
E allora?
L'autore sfodera qui la parte più emozionante del libro: dice cos'è per lui la matematica. "La matematica è qualcosa che si fa" (p.77) La matematica è un'arte che si occupa di oggetti fantastici (i numeri), non esistenti nella realtà e perciò in grado di fare tutto ciò che noi vogliamo. Ma è meraviglioso! Li osserviamo, notiamo schemi interessanti e tentiamo elaborazioni eleganti del loro comportamento. A che serve? A divertirsi. Scoprire una cristallina verità matematica non serve assolutamente a niente. "Il significato profondo è che abbiamo compiuto qualcosa di bello e affascinante (...) per un istante breve e splendido abbiamo sollevato il velo e intravisto una semplice bellezza senza tempo. Non è qualcosa di prezioso?" (p. 101)
Il suggerimento per gli insegnanti di matematica è semplice e diretto: cominciare a giocherellare nella realtà matematica. Del resto, se la materia che si insegna non dà i brividi, non dà emozioni come si può pretendere di trasmetterla?

giovedì 1 aprile 2010

Avviso: ho rilasciato un'intervista ;-)

Alchemilla mi ha intervistato, qui. Un'occasione per curiosare tra le pieghe di questo blog e per fare visita all'ottimo e accogliente blog La casa di Alchemilla.
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