venerdì 25 giugno 2010

Ferie


Per qualche tempo non avrò a disposizione la connessione a Internet... dopo un primo momento di sconforto ho deciso di approfittarne, per riposare mente e corpo e tornare più vispa di prima!

Così vi auguro buone buonissime vacanze...

E che sia un tempo pieno di intensità del vivere e di significato, che ci sia tempo per sorridere a qualcuno, per leggere un libro, che ci sia spazio per non avere fretta, per rilassarsi e osservare.
Ritemprarsi e ricominciare.

Quando potrò... mi rifarò viva, non temete per me ;-)

UPDATE: vorrei spiegare il perché di questa foto: è una torretta di avvistamento posta come si vede su uno sperone di roccia lavica, che vedo dal balcone della casa dove mi trovo in questo momento... Nonostante ancora non abbia potuto davvero riposare, per diversi impegni da ultimare, quando sono a casa godo del profumo, del colore e del rumore del mare...

(Foto di mio marito)

martedì 15 giugno 2010

Un giorno da turista nella tua città


Quasi mai godiamo appieno della città dove abitiamo: vediamo le strade trafficate e ci avventuriamo per quelle meno conosciute per evitare le file; passiamo distrattamente davanti a monumenti importanti e ci sorprendiamo quando scorgiamo un turista intento a fotografare; a volte sconosciamo del tutto certi angoli pittoreschi del nostro luogo di origine.
Ma per un giorno si può vivere la città da turisti e riscoprirla con occhi nuovi. Proviamo?
Ci dà l'idea il blog A travel around the world, che mi accingo a tradurre...
Visitiamo i siti di informazione che si occupano delle risorse turistiche della nostra città.
Andiamo all'ufficio locale del turismo e ascoltiamo le proposte raccomandate.
Scegliamo una zona o un sito di interesse artistico o storico dove non siamo mai andati o che non visitiamo da parecchio.
Mangiamo fuori, in un posto dove non siamo mai stati.
Se c'è la possibilità di un tour su un bus o su una nave turistici approfittiamone.
Scattiamo qualche foto ad angoli che non avevamo notato o su cui non avevamo avuto il tempo di soffermarci.
Portiamo i nostri bambini con noi...

foto di mio marito dal balcone di casa

sabato 12 giugno 2010

Riposo

Mare, silenzio, riposo, letture. Due giorni.
Poi si ricomincia: scrutini, esami, rogne.
Ma per oggi la parentesi deve essere ancora aperta... alla chiusura ci penseremo lunedì.

Foto di mio marito.

giovedì 10 giugno 2010

Vivere il presente


Ho conosciuto davvero pochissime persone in grado di vivere pienamente il presente, come fosse l'unico momento del tempo, e di parlare con l'altro come se fosse l'unica persona al mondo. La sensazione è di grande pace e dalla loro persona trasuda pienezza.
La concentrazione e la semplicità di queste persone così speciali mi è stata più chiara dopo aver letto questo passo del libro Dovunque tu vada ci sei già, di Jon Kabat-Zinn (del quale consiglio assolutamente a tutti i genitori il saggio Il genitore consapevole):

Sono frequentemente spinto dall'impulso di inserire un elemento estraneo in una determinata situazione (...). Ho imparato a riconoscere questo impulso e a diffidarne (...). Mi costringe a far colazione con gli occhi fissi alla scatole di cereali, leggendo per la centesima volta la composizione dietetica del contenuto (...), è un impulso alimentato da qualsiasi pretesto (...). In quei momenti mi estranea dagli altri, facendomi perdere il gioco delle luci sulla tavola, gli odori nella stanza, le energie del momento (...). Amo praticare la semplicità volontaria (...). Questo significa fare una sola cosa per volta e assicurarmi di essere partecipe. (...) Semplicità volontaria significa recarsi in meno anziché in più luoghi in un giorno, vedere meno per vedere meglio, far meno per fare meglio (...).

Mi ritrovo in queste parole, soprattutto in quelle della scatola di cereali (!), ma anche nel desiderio di ritrovare il presente, di accorgermi di esso e di ciò che in esso (non nei miei pensieri distratti) accade.

foto da qui

lunedì 7 giugno 2010

Tatiana e Alexander


Come sempre un buon libro apre le porte di un mondo. Ho appena finito di leggere un'intensa saga d'amore e di guerra: l'ambientazione è a metà tra una Leningrado nevosa, affamata sotto l'assedio tedesco  e l'assolata e rampante Arizona. La vicenda percorre un secolo intero raccontandoci attraverso mille peripezie la vita (o le vite) dei due protagonisti, Tatiana e Alexander.


Si tratta della trilogia della scrittrice russa Paullina Simons: Il cavaliere d'inverno, Tatiana Alexander e Il Giardino d'Estate, attualmente editi da BUR.
L'inizio, il primo incontro, che introduce una novità irriducibile nella vita dei due, le difficoltà che appaiono insormontabili, la morte, il matrimonio, le fughe, la prigionia sono al centro del primo volume. Una nuova vita in America e il rapporto coniugale si snodano nel secondo romanzo, mentre l'ultimo riannoda nella vita del primo figlio i fili intrecciati dalla coppia. 


La storia e le date salienti del Novecento si incrociano con la vita di Tatiana e di Alexander: l'asfittico regime sovietico, l'ideologia comunista, l'intraprendenza e l'arrivismo americano, la guerra fredda sorreggono la trama, dispiegandosi limpidamente ma senza annoiare.


I risvolti psicologici della guerra, della fame, della paura di morire, della prigionia e delle atrocità, i fantasmi che inseguono dal passato, la vita intima (descritta anche questa in modo particolareggiato ma non volgare) condiscono una storia d'amore grandiosa ed epica.
Sull'autrice e sulla trilogia c'è anche un blog: http://ilcavalieredinverno.blogspot.com/


Alcune immagini rimangono in mente: Tatiana che pur non avendo ricevuto un'educazione religiosa si fa il segno della croce davanti alla morte; il boccone di Padre Nostro che diventa l'unica ancora di speranza cui aggrapparsi nella morsa della fame: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"; il primo incontro di Tatia e Shura (vezzeggiativi russi dei nomi completi)...; le illusioni dei genitori di Alexander che loro malgrado trascinano il figlio in una spirale di sventura; Alexander a capo di un battaglione penale, composto cioè da ex prigionieri mandati allo sbaraglio in avanscoperta; gli interrogatori subiti da Alexander; l'amore come perdono quotidiano e senza limiti...


foto da qui
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