sabato 30 ottobre 2010

Imparare a leggere giocando (2)


Ancora idee per imparare le abilità di lettura giocando. Gioco vuol dire divertimento e non c'è scritto da nessuna parte che per imparare si debba necessariamente fare cose noiose o faticose.
"I bambini imparano a leggere quando tu e loro vi divertirete nel farlo. Essi imparano anche dal vedere altri leggere con piacere e curiosità e giocare con libri, lettere, parole, mappe, cruciverba, giochi da tavolo e fumetti" (Luz Shosie)

Fun with letter cards

Ritaglia dei rettangoli di cartoncino e scrivi su ognuno una lettera dell'alfabeto. Le possibili attività da fare sono molteplici: riprodurre il suono indicato, organizzare le carte dividendole in vocali e consonanti, metterle in ordine alfabetico riferendosi ad un cartello con l'alfabeto e poi senza...

Alfabeto di compensato

Taglia un pezzo di compensato in strisce che possano contenere quattro lettere. Leviga il compensato. Usando uno stencil o a mano libera disegna le lettere, quattro per striscia. Fai decorare i contorni ai bambini con la pasta (farfalle o conchiglie). Dipingi le tavole con pittura glitterata, lacca o pittura opaca colorate. Usa diverse tecniche decorative per personalizzare le lettere: perline, confetti. Dipingile di oro alla fine. Il risultato sarà un alfabeto tattile in cui le lettere, dorate e decorate potranno essere percorse con le dita dai bambini.

Letter hide and seek

Compra o realizza un set di lettere con cartoncino, cartone o altro materiale. Nascondi le lettere in vari posti nella stanza e chiedi ai bambini di trovarle. Una volta prese, chiedi loro di dire di che lettera si tratta. Lo stesso lavoro si può fare con i numeri.

immagine da qui

mercoledì 27 ottobre 2010

Imparare a leggere giocando (1)

Da poco ho comprato questo libro:

Il capitolo 4 è dedicato alla literacy, come saper leggere e scrivere. Literacy è anche, secondo la definizione dell'UNESCO, capacità di "identify, understand, interpret, create, communicate, compute and use printed and written materials associated with varying contexts. Literacy involves a continuum of learning in enabling individuals to achieve their goals, to develop their knowledge and potential, and to participate fully in their community and wider society". (identificare, capire, interpretare, creare, comunicare, elaborare e usare materiali stampati e scritti associati in vari contesti. Literacy implica un continuum di apprendimento in persone autorizzate a perseguire i propri obiettivi, sviluppare la conoscenza e le potenzialità, e partecipare pienamente alla propria comunità e alla più ampia società).
Una cosa seria, essenza della persona umana, che ci distingue dalle specie animali.
Che tuttavia si può imparare giocando.
L'autrice, Linda Dobson, ci dà qualche idea da applicare nell'homeschooling anche part time e nell'età prescolare dei nostri figli, ma anche in classe, perché no?

La prima: Pocket Alphabet

Per bambini di due o tre anni.
Il gioco consiste nel chiedere al bambino di riporre degli oggetti nella tasca con la lettera iniziale del nome dell'oggetto.

La seconda: Starts with...?
Per bambini di quattro anni.
Basta partire con una domanda: Con cosa comincia la parola...? Poi si potrà focalizzare l'attenzione sul suono e su altre parole che hanno la stessa iniziale. Gli homeschoolers inglesi pongono molta attenzione sullo spelling, pratica tipicamente anglosassone.

La terza: Tactile Letters
Ritaglia delle lettere da della carta vetrata. Non appena il bamabino avrà identificato al lettera, dagli un pastello temperato e un foglio di carta bianca. Ponendo il modello in carta vetrata sotto la carta bianca e passando il pennarello il bambino otterrà una copia per strofinamento della lettera. Lo stesso si potrà fare con i numeri.

La quarta: The World Is Full of Letters

Quest'attività trae ispirazione da un libro di Stephen Johnson, che si intitola Alphabet City.
Dai ai tuoi bambini una macchina fotografica usa e getta e dai loro il compito di fotografare figure di lettere presenti nel mondo, senza usare segni o simboli dotati di significato, ma utilizzando cose come screpolature nel marciapiede che sembrano "B" o tubi raggomitolati che sembrano "Q". Poi sviluppa le foto e incolla ogni figura su cartoncino colorato che farà da cornice alla foto. Le carte ottenute potranno essere utilizzate in diversi modi.


immagine da qui

lunedì 25 ottobre 2010

Paura dell'interrogazione


Chiamasi in verità verifica orale: consiste nel migliore dei casi in un'esposizione congrua e dettagliata delle conoscenze acquisite nello studio. Tradizionalmente uno dei cardini della valutazione nelle scuole italiane, da qualche anno sempre più soppiantata dai famigerati test, o verifiche scritte.
L'aspetto positivo è che abitua a parlare in pubblico e a seguire un filo logico, relazionando su un argomento che si possiede.
L'aspetto negativo nella pratica didattica è che la verifica orale diventa occasione per la classe di fare un sonnellino ristoratore, mentre si possono trovare per questo soluzioni alternative:
-la verifica-discussione, in cui tutti sono partecipi del dibattito guidato dal docente
-la verifica-relazione in cui un alunno o un gruppo di alunni riferisce su un approfondimento al resto della classe
-la verifica partecipata, in cui anche gli alunni possono fare domande al compagno

Sorvolo sul metodo domanda-risposta che sa tanto del cagnolino di Pavlov: spesso mi sono trovata di fronte a un alunno muto sol perché non lo imboccavo con la domanda sul sottoparagrafo o sul capoverso seguenti.

Per superare la paura non basta la memoria, ci vuole soprattutto padronanza dell'argomento. Ecco qualche consiglio per prepararsi al meglio...
Il libro di testo è fatto come una directory in cui sono contenuti grandi unità di argomento, a loro volta suddivise in capitoli, che si distribuiscono in paragrafi e infine in sequenze. Ogni sequenza, corrispondente in genere a un capoverso costituisce l'unità minima di significato, da cui si può estrapolare un concetto-base.
Come digerire il testo? A bocconi... Ogni sequenza può essere ridotta a un titolo e in genere le sequenze rispondono a specifiche domande, le famose 5 W inglesi (what? who? when? where? why?). Pensiamo a un argomento di storia: probabilmente se state studiando la scoperta dell'America, il libro si soffermerà dapprima sul fenomeno, sul personaggio di Colombo, sull'epoca in cui avvenne l'impresa, sul dove (il percorso del viaggio, la meta, le conseguenze sul luogo), collegando lo spirito d'avventura dei grandi navigatori alle progredite conoscenze tecniche e all'espansione economica del periodo in questione.

Una volta ridotto il testo all'osso, si potranno rimpolpare le nostre conoscenze:
- annotando su un bel quadernone i concetti chiave e accanto quelli secondari
-con mappe o schemi che mettano in evidenza i rapporti logici di causa-effetto, prima-dopo...
-con lo studio delle immagini, delle carte o dei grafici presenti sui libri di testo e che spesso aiutano a focalizzare un aspetto o l'altro
-con una ricerca sul web per approfondire qualche aspetto che ci ha incuriosito o che non abbiamo ben capito (anche questi diventeranno concetti da annotare). Lasciamoci guidare dai problemi che pongono domande di comprensione o dalla curiosità! "La curiosità, diceva Maria Montessori, è impulso ad apprendere".

Il quadernone così composto diventerà uno strumento flessibile su cui aggiungere, correggere, puntualizzare, annotare le proprie libere esplorazioni e su cui ritornare per imbastire il nostro discorso. Vi posso assicurare che l'argomento ben padroneggiato fluisce quasi senza sforzo e l'interrogazione andrà da sé. Provare per credere...

The Geographer di Johannes Vermeer


giovedì 21 ottobre 2010

Ricevere constatare riconoscere


Da qualche giorno ho aggiunto questi tre verbi all'intestazione del blog. Osservare la realtà è sempre stato un fil rouge della mia vita. Mi è sempre piaciuto guardare gli altri in azione, capirne le ragioni e le intenzioni. Saper il perché di un atteggiamento, di una scelta. Mi incuriosisce anche il funzionamento delle cose anche se non riesco ad addentrarmi più di tanto nelle leggi della fisica perchè non me lo hanno mai insegnato per bene. Mi stupisco delle sfaccettature del creato, come un diamante dalle mille sfumature.
Osservare è anzitutto ricevere: abbracciare la realtà così come ti viene incontro. Non è scontato: buona parte delle nostre energie le impieghiamo per opporre resistenza alle cose così come ci si presentano. Perchè non sono come le vorremmo. Non è sbagliato certo cercare di affrontare o di risolvere un problema, ma per farlo occorre prima di tutto prenderne atto, subirne in qualche modo la portata, capirlo, o solo accorgersene. Solo così ci si mette in cammino.
Occorre constatare quindi: accorgersi delle cose, non farsele scivolare addosso anche se ci infastidiscono.
Occorre riconoscere, dare un nome, sfondare il limite della realtà fino al nocciolo che la sostanzia.
Attraverso il particolare, non eclatante, non straordinario, non necessariamente bello o edificante.
Io per esempio la mattina vorrei un segno grande, come la cometa, inequivocabile, bello fulgido e splendente. Ma la realtà mi raggiunge tra facce già conosciute e abitudini. Attraverso la normalità E questo è il vero miracolo.

foto di mio marito: Dog's Bay beach, Ireland

martedì 19 ottobre 2010

Ancient Greece craft

L'Antica Grecia richiede un ulteriore approfondimento...
Mi sembrano interessanti le proposte di "lavoretti" artigianali da fare con bimbi e ragazzini:
-una maschera greca, di facile realizzazione, spunto per studiare il teatro classico
-uno scudo decorato
-un vaso semplice ispirato alla ceramica greca, altri tipi qui e qui. Un tipo disegnato qui.
-un costume greco buono anche per carnevale
-personaggi greci realizzati con cartoncini dei rotoli di carta igienica

Ancient Greece from Jimmie

Per lo studio dell'Antica Grecia vi traduco anche le proposte di Jimmie, homeschooler americana attualmente residente in Cina (Jimmie's collage, è il suo blog):
- sul sito del Birmingham Museum potete trovare un divertente gioco che permette di dipingere un vaso greco, scegliendone forma, colori e stili
-pagine stampabili con bei disegni a tema
- dei bellissimi lapbooks cui ispirarsi: quello di To Be Busy at home, slideshow da Tracy, un altro di homeschoolibrary.
-immagini da classroom cliparts
-file audio per ascoltare i miti greci, ma in inglese (si potrebbe copiare l'idea in italiano, no?)
-libri che illustrino l'Iliade e l'Odissea per ragazzi

lunedì 18 ottobre 2010

Ancient Greece for homeschooling part time


Ricordate le mie peripezie con i compiti di storia della mia bambina (che ormai dovrei chiamare ragazzina)? Grazie al lavoro fatto, le cose sono molto migliorate.
Visto che con lei ormai in quinta siamo arrivati allo studio dell'antica Grecia, vi rendo partecipi delle risorse on line che abbiamo trovato utili:

-disegni da colorare sugli antichi Greci
-filmato a cartoni con interessanti mappe interattive e voce narrante: Conosciamo i Greci. In particolare il sito propone un filmato generale e altri più approfonditi su tematiche specifiche (Atene, Saprta, arte, religione, sport...), con una mappa del tempo e altre figure stampabili.
-una mind map sull'argomento, con tanti links da cliccare per approfondire
-tanti links divertenti da ciaobambini
-una raccolta di links in inglese, ma molto comprensibili, con collegamenti in particolare alla sezione della BBC dedicata agli studenti di scuola primaria (da guardare anche per altri popoli antichi) e al sito del British Museum, che ha una parte dedicata all'antica Grecia. Questa sezione è divisa in argomenti e ad ogni argomento corrispondono diverse possibilità. Per esempio sotto la voce Acropoli si può esplorare una mappa interattiva e costruire un tempio prendendo decisioni sullo stile e sulle dimensioni delle colonne, oltre che sulle decorazioni da apporre. Sorprendente la parte relativa alla geografia: qui cliccando su Challenge si può esplorare con l'aiuto di un sommozzatore il fondale marino ricco di reperti e resti antichi. Sotto Time si trova invece una linea del tempo multimediale e una descrizione anch'essa interattiva delle principali attività del contadino, divise per stagioni. Anche la casa greca è ben descritta con immagini molto istruttive (Daily life).
-in inglese anche historyforkids con figure su cui cliccare e approfondire. A proposito, vi segnalo questo sito, che parte per delle esplorazioni a cominciare da una domanda curiosa, come "chi ha inventato il denaro?", o "dov'è Timbuctu?". Non tratta solo di storia ma anche di scienze.
-è possibile anche esplorare un Partenone in 3

disegno da qui

Mi sono imbattuta anche nella pagina di un homeschooler americano che segue un metodo eclettico. Il suggerimento di questo approccio è la globalità, intesa come superamento del nozionismo, per spaziare da un campo all'altro e studiare l'argomento da diversi punti di vista, utilizzando i diversi sensi. Per cui l'apprendimento della civiltà greca significa non solo lo studio della storia, ma anche di altri aspetti che a scuola sono del tutto ignorati o per lo meno non collegati alla loro origine. Per questo l'autore del post suggerisce di cominciare dalle materie scientifiche: gli antichi astronomi greci, i pianeti nel modello geocentrico e successivamente eliocentrico. Sempre in ambito scientifico, si può approfondire la matematica (Euclide, Pitagora), la medicina (Ippocrate).

UPDATE: consigliato da Sybille questo sito in inglese

giovedì 14 ottobre 2010

A scuola senza zaino?

"Ma cosa mi resta se non alzare la voce?": questa la domanda sconsolata che una maestra, tra le più brave, mi ha rivolto di fronte a una prima classe piuttosto variegata, con molti bambini incapaci di fare attenzione e stare seduti. Ci tengo a ribadire che si tratta di una maestra forse un po' all'antica ma comunque molto capace e appassionata al suo lavoro. Eppure, uscire dall'impasse di una didattica basata sul rimprovero e sull'obbedienza alle regole, sulla lezione frontale cui corrisponde la classe ben allineata ai banchi sembra impossibile.



differenza tra un'aula tradizionale e un'aula laboratoriale


"Molti insegnanti - dice Marshall Rosenberg in Educazione che arricchisce la vita - si sentono impotenti quando viene loro suggerito di evitare premi, punizioni, sensi di colpa, sensi di vergogna, obblighi, per motivare gli studenti. Cosa ci resta? si chiedono".

Non sono così sicura che il corpo vada... "anestetizzato, disciplinato, reso inoffensivo: molta parte dell’azione scolastica è volta a far sì che i corpi stiano fermi ai banchi, in modo che sia la testa e il pensiero disincarnato a prevalere. Il sapere non passa dal corpo, ma da testa a testa…" (M. Orsi, A scuola senza zaino)

Quei bambini costretti a stare nei loro banchi fino alle 14,00 stavano solo giocherellando un po', ma alla maestra non viene in mente che possa non dico rivoluzionare ma almeno diversificare il suo metodo, per esempio creando delle isole di attività più ludica o dividendo il tempo a disposizione in unità di apprendimento diverse tra loro?
Io non ho voluto rispondere niente, anche se avrei voluto parlarle, farla riflettere, insinuarle la possibilità di una didattica diversa, più libera, meno irreggimentata... non vorrei dover dire sempre la stessa cosa, ma la Montessori aveva a che fare con classi difficili, non con bambini modello.
"Quello che resta - continua Rosenberg - sono le connessioni tra le persone e il desiderio di contribuire alla propria realizzazione ed al benessere degli altri".

Uno dei corsi PON che faremo quest'anno per gli insegnanti è proprio sul metodo Montessori, spero che sia accolto in modo positivo, poi vi saprò dire. Nel frattempo, sul sito Aesse potete vedere la differenza tra una classe tradizionale e un ambiente laboratoriale. Oppure potete leggere le idee di Marco Orsi, ideatore del progetto, sul sito SenzaZaino.

martedì 12 ottobre 2010

52,98

52,98: sono questi gli euro da moltiplicare per il numero dei docenti presenti a scuola (per la scuola secondaria, attenzione: per la primaria sono 28,63) in modo da ottenere l'incredibile cifra messa a disposizione dal ministero per pagare le ore eccedenti in sostituzione dei colleghi assenti!
Allora! Il ministero sa dalle rilevazioni mensili quanti sono in media gli assenti da sostituire, sa anche che alla scuola secondaria non si può chiamare un supplente per assenze inferiori a dieci giorni, sa altresì che le ore a disposizione non esistono più. Dunque?
Se non possono pagare le ore eccedenti, alle scuole rimangono queste tre soluzioni:
-utilizzare gli insegnanti di sostegno
-previa autorizzazione dei genitori fare entrare le classi un'ora dopo o fare uscire un'ora prima
-distribuire gli alunni della classe scoperta nelle altre classi
Tre cose che non si potrebbero fare, ma che si fanno ugualmente per preservare in qualche modo la sorveglianza degli alunni. Sorveglianza, appunto. Didattica non se ne parla neanche.
Altrimenti il ministero potrebbe: abbassare il limite di dieci giorni di cui sopra, arginare il problema dei certificati medici facili, rivedere le miriadi di permessi per L. 104 dati a destra e a manca senza controlli seri, obbligare chi usufruisce di permessi retribuiti a mettersi d'accordo con i colleghi per le sostituzioni.

sabato 9 ottobre 2010

La graduatoria che vorrei


Lo dice il Corriere della Sera: i docenti saranno chiamati a pubblicare il proprio curriculum on line, o come dice La prof... ollàin. Non mi associo alle voci che gridando allo scandalo paventano controlli da grande fratello; questa volta dirò una cosa di destra: nelle scuole di oggi ci sono insegnanti che hanno la terza media e un diplomino preso non si sa dove e sono pagati più di me che ho il dottorato.
Io non ho alcuna paura di pubblicare il mio curriculum, se lo guardi pure la ministra!
Invece ho due obiezioni:
-ancora una volta si richiedono certificazioni che lasciano il tempo che trovano: a prendere l'ECDL siamo capaci un po' tutti, ma che competenze informatiche abbiamo realmente? Io leggo in inglese e lo parlo in modo da farmi capire, ma non ho alcuna certificazione, devo correre a prenderla?
-alla pubblicazione del curriculum seguirà finalmente un nuovo sistema di valutazione nelle famigerate graduatorie di anzianità o l'ignorante e nullafacente nato prima di me (ogni riferimento a persone è puramente fatto apposta) sarà sempre prima di me in graduatoria?

Ministra, faccia qualcosa di veramente nuovo! Rivoluzioni le graduatorie sulla base del curriculum e delle competenze! Smetta di penalizzare i giovani!

R. Magritte, Golconde, olio su tela, 1953

mercoledì 6 ottobre 2010

La scuola che vorrei


Se fossi ministro della Pubblica Istruzione, il che è impossibile visto che qualcosa di scuola capisco, farei la seguente:

1) promuovere un'opera di formazione seria e intensiva destinata agli insegnanti di ogni ordine e grado dal titolo Montessori for everyone (dal nome del noto blog) con durata almeno triennale. Questa formazione sarà poi anche il corso universitario di accesso alla professione docente. Tale azione di rivoluzione delle menti sarà adeguatamente spiegata ai genitori attraverso ogni mezzo possibile, anche con scritte sui pacchetti di sigarette, e miriadi di testimonial, tronisti e Maria De Filippi compresi.

2) al termine dei tre anni di transizione l'immediata eliminazione delle classi e la loro trasformazione in aule-laboratorio, differenziate per età:
- per la primaria (3-6 anni e 6-9) : lettura-scrittura per i primini, arte, musica, grammatica, aritmetica e geometria, psicomotricità, geografia, inglese, giochi intelligenti (domino, dama, scacchi, monopoli...), cucina, scienze, storia, biblioteca e sala di lettura, museo naturale.
- per la secondaria (10-13 e 14-17) : aula di musica, grammatica, matematica, astronomia, fisica, chimica, storia, geografia, arte, lavori manuali, lingue, espressione corporea, giochi intelligenti, intelligenza emotiva, biblioteca e sala-studio.
In ogni aula saranno presenti insegnanti per bambini con bisogni speciali, oggi detti H, più specializzati degli altri, sarebbe meglio logopedisti e psicomotricisti formati all'estero.

4) i discenti potranno scegliere cosa fare ogni giorno ritirando una tessera di diverso colore (in numero corrispondente ai posti disponibili in aula) e nell'aula prescelta passeranno almeno due ore, sedendo a tavoli singoli o di gruppo, con il supporto di uno o più insegnanti in servizio presso il laboratorio. Nella'aula saranno pronte delle proposte di studio per la mattina e divise per livelli o fasce di età, bacheche con le attività più gettonate o consigliate. L'alunno sceglierà in assoluta autonomia cosa fare e, avendolo scelto, lo farà. L'insegnante prenderà degli appunti sull'attività svolta dall'allievo in modo da poter certificare alla fine dell'anno cosa l'allievo sa o non sa ancora fare. Aiuterà l'allievo a progredire, facendo con lui.



5) le attività proposte potrebbero essere ogni tanto anche a tutto il gruppo, per esempio la proiezione di un documentario, la celebrazione di un evento, la realizzazione di un manufatto, la spiegazione di un esperimento...

6) le LIM e i PC dovrebbero essere in ogni dove

7) gli insegnanti saranno assolutamente eccellenti:
- didatticamente: in grado di progettare e proporre attività interessanti e didatticamente efficaci, hands on, approfondimenti, web quest...
- nell'arte della relazione: faranno a scelta corsi di intelligenza emotiva, meditazione, biodanza, senso religioso, yoga almeno due week end l'anno

8) a livello di personale senza buttare fuori nessuno escluderei dalla formazione iniziale coloro che andranno in pensione nei successivi tre anni e senza tagliare alcun posto (del resto è difficile in tal senso fare di più dell'attuale ministro), approfitterei dell'ondata di pensionamenti collegata al baby boom del dopoguerra (nati dal '50 in poi) per svecchiare la classe insegnante con selezioni durissime in ingresso (l'uso tutto italiano delle graduatorie di anzianità unitamente alla mancanza assoluta di meritocrazia è la causa principale dei mali della scuola) e conseguente adeguamento dell'organico alle reali necessità delle aule laboratorio. Ogni insegnante potrà man mano scegliere in cosa specializzarsi, potrà specializzarsi in più discipline inerenti al percorso di studio fatto o al background culturale posseduto, avrà un fondo a disposizione per studiare e frequentare corsi pomeridiani. Non ho ancora chiaro su cosa il lavoro dell'insegnante sarà valutato, ma ci sto riflettendo.

E ora, ditemi, genitori e insegnanti, cultori della materia e curiosi: cosa ne pensate? Avete suggerimenti?
E soprattutto, a parte lo scherzo, come faccio a comunicare queste idee al ministro? Aiutatemi a farlo...

immagini da qui e qui

lunedì 4 ottobre 2010

Lasciare un'impronta



Nel recente viaggio in Irlanda ho visitato il Craggaunowen Project, presso Quin in County Clare. Questo progetto, denominato anche The Living Past, è un parco-museo, ideato da John Hunt, consulente presso Sotheby's per l'arte medievale e grande studioso, che ha voluto lasciare un'impronta utile per gli altri, mettendo a disposizione le sue conoscenze in modo del tutto originale.
Per prima cosa comprò un terreno, restaurò il castello là ubicato e in modo rigorosamente scientifico ricreò gli ambienti del passato irlandese. Donò poi l'intero terreno al popolo irlandese con l'auspicio di sviluppare il progetto con nuove esposizioni. Allo stato attuale passeggiando lungo un sentiero molto agevole e ombroso si può osservare un Crannòg, cioè un'isola artificiale con palafitte tipica della tarda età del bronzo, un campo dell'età del ferro, un fortino circolare della prima era cristiana. Inoltre sono stati qui collocati dei reperti che si trovavavano sparsi altrove come un dolmen e un inserto di sentiero preistorico.




Il lavoro continua e il bosco stesso fornisce il materiale per i prossimi progetti, come la ricostruzione di un'antica canoa: gli alberi, infatti, vengono potati e i rami vengono lasciati alle intemperie per anni in modo da poter essere utilizzati come canniccio per le costruzioni. Alla fine del sentiero si può inoltre ammirare la ricostruzione fedele della nave che portò san Brendano sulle coste nordamericane: nel 1972 Tim Severin, proprio con l'intento di dimostrare la fattibilità del viaggio del santo, realizzò un modello a grandezza naturale dell'imbarcazione e replicò il viaggio, approdando nel nuovo continente. La traversata è stata documentata con un video che si può visionare.
La storia dello studioso che realizza un'opera utile per gli altri, per di più a scopo didattico e di recupero dell'eredità culturale del suo paese, mi sembra un gesto davvero adeguato alla statura di un uomo colto e intelligente, un gesto che dice tante cose: che ciò che è nostro può essere un dono da condividere e che per cambiare le cose si deve partire da ciò che si è nella normalità quotidiana, facendo il proprio lavoro fino in fondo.

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