lunedì 23 maggio 2011

Portare un bambino al museo

Premetto che parto dalla mia esperienza, quindi da un punto di vista limitato... a voi arricchire i suggerimenti con idee o obiezioni.
Questo post nasce da uno scambio di battute con una mamma che esponeva le sue difficoltà a coinvolgere i figli nei viaggi insieme. Descriveva i figli come abbastanza refrattari a tutte le sue proposte e in grado di rovinare l'atmosfera rilassante della vacanza.
Mi sono così ritrovata a riflettere su come io avessi affrontato l'organizzazione dei viaggi di famiglia. Il fatto di avere una sola figlia a prima vista può essere facilitante ma in realtà avere un fratello con cui giocare e condividere il viaggio migliora le cose. L'ho notato viaggiando insieme a famiglie con più figli: escludendo i momenti litigiosi, i fratelli in genere sanno auto-organizzarsi. Del resto anche io sono stata figlia di una famiglia numerosa...

Ecco qui il resoconto delle mie riflessioni su cosa può facilitare le visite culturali ai bambini:

Prima di partire

-organizzare il viaggio da casa, facendosi un'idea piuttosto chiara di cosa visitare, quando e in quanto tempo
-coinvolgere i figli nella scoperta dei luoghi che si andrà a vedere, con esplorazioni mirate sul web, lavoretti preparatori, studio delle mappe, raccolta di informazioni e curiosità sui luoghi da vedere
-visitare i siti web dei musei o dei siti storici che si vedranno, per trovare le cose più interessanti e programmare il proprio percorso (specie nei musei grandi, questo passaggio è indispensabile). Per esperienza posso assicurare che i bambini sono attratti dai musei di storia naturale, dal mondo egizio e in genere antico e monumentale, dai quadri molto colorati e allegri ma anche dai quadri strani.




Al momento della visita

-portare con sé acqua e merendine (c'è bisogno che vi spieghi perché?!)
-permettere che i piccoli usino una loro fotocamera (se è possibile per il museo)
-andare alla ricerca delle cose già annunciate prima della partenza
-organizzare una caccia al tesoro nelle sale più grandi o meno attraenti: vediamo quanti animali trovi in questi quadri (in questo caso fornire i piccoli di un taccuino e di una matita), troviamo i particolari gialli, quanti tipi di fiori vedi, copia le forme che riconosci...



-raccontare le storie e gli episodi che stanno dietro le sculture o i dipinti, es. il mito di Apollo e Dafne
-inventare delle storie sui quadri, immaginando che prendano vita

Dopo

-annotare nel taccuino le cose che sono piaciute di più per poi andare a cercarle e ad approfondirle una volta tornati a casa
-comprare dei souvenirs educativi o creativi per formare una memoria positiva del luogo visto
-alternare nella vacanza momenti diversi: gioco e visite, passeggiate e relax



-giocare con i souvenirs comprati, anche a distanza di tempo.

Adesso aspetto i vostri suggerimenti e le vostre considerazioni...

Foto scattate al Louvre e a Parigi nel luglio 2007

10 commenti:

  1. Bellissimo post. Noi siamo finalmente andati a Venezia, coe desiderava il mio seienne, ma devo proprio dire che con lui il metodo è tutto al contrario, altrimenti ce lo saremmo perso. Forse per l'età o per il carattere, o perchè ormai sono diventata così anch'io facciamo tutto alla rovescia: ci lasciamo guidare solo da un'idea che ci piace (nel caso di Venezia: vedere i canali), ci lasciamo affasciare (effetto sorpresa div edere dal vivo una meraviglia che non ti aspettavi) e poi con calma andiamo a cercare sui libri cosa abbiamo visto. La scelta dei souvenir ci ha ispirato un gioco/metodo di visita che presto leggerai sui blog. Di sicuro è una scelta mia. Una volta studiavo tutto in anticipo, sapevo tutto quello che avrei visto e il viaggio diventava solo una conferma, poi ho cambiato metodo e adesso mi diverto di più. Ripeto che è una scelta molto personale. Ciao

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  2. Dico la mia: io mamma di 3 nanette di 7, 5 e 3 anni, le ho portate a vedere la mostra di Matisse. Ho letto sul sito della mostra che il lunedì è dedicato ai bambini e ho scelto un luedì pomeriggio: sapevo che la visita dura un'oretta, ci siamo scelti un tempo tra le 18 e le 20.
    La settimana precedente ho raccontato loro chi era "il sig. Matisse" e nel Weekend, entusiaste, con il PC siamo andati a vedere i quadri puù famosi, le sue foto, cosa voleva dire Fauves, un po' di biografia, la malattia e i decoupage.
    Le ho trovate più entusiaste del previsto. Devo dire, con molto orgoglio, che all'ingresso, aspettando i biglietti, si son messe a sfogliare le brochure a disposizione esclamando: mamma, il nudo blu! guarda, la danza! manco fossero delle veterane.
    La parte un po' più difficile è stata presentare loro il museo come un posto di cui non avere timore: i musei non sono costruiti per bambini, almeno non quelli d'arte, e loro si sentono sempre un po' fuori posto.
    La visita però è andata così così, ma non per qualcosa che potevamo preventivare. Arrivati in reception, la gente era pochissima, e l'accoglienza ci ha proposto la visita guidata. Ho chiesto se fosse adatta ai bambini: mi hanno risposto onestamente che è pensata per adulti, ma che potevamo tranquillamente utilizzare l'audioguida per bambini e noi adulti ascoltare la guida.
    Purtroppo, alla terza "stazione" di spigazione (la signora era appassionata, ma moooolto "frontale" nell'esposzione, con un linguaggio anche un po' costruitamente tecnico) in modo molto rozzo ci è stato detto che la presenza di bambini la deconcentrava.
    Vi assicuro che sono molto critica con le mie bimbe, e quando "rompono" sono la prima a riirarmi. In questo caso, le grandi erano ferme ad ascoltare, la piccola ascoltava l'audioguida rispondendo alle domande come in un telefono, camminando qua e la, ma con voce bassa. Non potevo veramente aspettarmi che si comportassero meglio di così. Certo non sono adulti, si muovono un po' di più chiedono spiegazioni, ma l'hanno fatto con garbo e a voce bassa.
    Oltretutto, in totale in tutto il museo c'era solo il gruppo con la guida, composto 10 persone, di cui 3 bambini.

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  3. Noi ci siamo allontanati, sinceramente arrabbiati, senza enfatizzare troppo per non rovinare la visita alle bimbe; abbiamo saltato una sala, in modo da non "disturbare" ulteriormente e abbiamo proseguito il giro con l'audioguida bambini. Una volta usciti, abbiamo fatto qualche rimostranza all'accoglienza, consigliando loro di scegliere persone più pazienti almeno nei giorni pubblicizzati come dedicati ai più piccoli, o almeno, in alternativa, sconsgliare l'utilizzo delle guide anzichè proporlo.
    Al di la di tutto, però, mi rimane molto amaro in bocca per un'occasione sprecata da parte di tutti. Per noi, la visita è stata bella ma un po' rovinata dall'episodio (nonostante tutto, credo che le bambine tornerebbero anche domani) e per il museo di trovare una strada diversa da quella ordinaria, un po' imparruccata, del museo d'arte dove la guida "sa" e gli altri ascoltano in estasi.
    Penso che i bambini abbiano una capacità di comprensione dell'arte molto diversa dalla nostra, certo molto meno consapevole e tecnica, ma grandemente emotiva e fresca, priva di preconcetti: sanno guardare il calco di un michelangelo con lo stesso stupore di un decoupage, proprio perchè privi di preconcetti e facilmente emozionabili. E' un approccio diverso, ma credo valido quanto il nostro. Un adulto ha da insegnar loro il perchè e il percome, ma anche da imparare da loro il filo di meraviglia ed emozione che noi spesso non abbiamo.
    Per questo, mi piace portarle a vedere qualcosa di nuovo: perchè impariamo tutti e due. In questo caso, forse, anche il museo e la sua organizzazione dovrebbero fermarsi a riflettere su chi sono e cosa fanno, e sul perchè lo fanno. I bambini sono impegnativi, ma possono essere una noia o una risorsa solo a seconda di come li guardi...

    Per rispondere al commento precedente, le mie bimbe vanno incuriosite e motivate PRIMA dell'evento. Si entusiasmano molto e le gite riescono meglio. La grande è ansiosa e ha bisogno di controllo: sapere prima a cosa si va incontro la rassicura. La mezzana ha una fantasia indomabile e darle qualcosa su cui fantasticare la rende una trascinatrice straordinaria, specie per la più piccola. Quindi, da me, va così: prima la documentazione, poi il viaggio. Almeno per ora!
    ciao
    Michela

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  4. Parlo da neomamma di un bimbetto di due anni appena compiuti.. direi che tutto ciò che hai esposto, Palmy, si adatta benone; ovviamente, essendo il mio cucciolo così piccolo sono doverosi degli adattamenti : scegliere un luogo con elementi che possano coinvolgere emotivamente (elenco a braccio : visita al castello Savoia = età 1 anno e mezzo, ci siamo soffermati sull'illuminazione originaria, sugli affreschi - cavalli, etc - sugli ampi spazi; visita castello della Manta età 2 anni: parco, scale, armature originarie, affreschi, brevi aneddoti, etc). Un altro elemento che a lui aiuta molto a focalizzare sono le fotografie - amatoriali - da visionare e visionare e...(vengono inserite nella geography box).. infine poi concordo sui souvenir e i racconti nel post visita insieme a tutto il contorno di materiali interessanti reperibili.
    Essendo nostro figlio piccolo, noi per il momento optiamo per le visite non guidate, ci documentiamo prima via internet di modo da avere una chiave informativa prodromica dalla quale poter estrapolare i concetti che potrebbero coinvolgerlo. Ci preme che abbia un felice ricordo del momento (museo e annessi e connessi) più che un ricordo nozionistico, ha tutta la vita per approfondire

    Grazie anche per questo post

    Un abbraccio
    Marika

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  5. ciao, io ho tre figli (11-9-6 anni), anche per noi funziona molto meglio il metodo "al contrario".
    Andiamo senza preparazione dei bambini, loro si lasciano entusiasmare molto dalla novità e dalle cose inaspettate che vedono/trovano. Poi acquistiamo qualche libro e souvenir e poi a casa cerchiamo materiale, fissiamo i ricordi in scritti/disegni/lavoretti/foto.
    Ho opinioni contrastanti sui materiali che i musei offrono ai bambini. Ci sono audioguide fatte molto bene che guidano alla scoperta delle sale, altri che propongono giochi che però divengono fine a se stessi. in genere i miei figli sono molto presi dalla ricerca della risposta corretta al gioco e tralasciano tutto il resto. E credo che questo sia un vero peccato.
    buona giornata
    Tiziana

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  6. Grazie per il post. sabato partiamo per Milano, e pensavo di portarli alla sezione egizia del castello sforzesco ... chissà .. ti farò sapere.

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  7. mi piace questo post. E scalpito perché, da guida turistica e storica dell'arte, non vedo l'ora di poter portare la mia bimba al museo! Ora che ha appena fatto 3 anni mi avventurerò al Museo Luzzati per la mostra su Leo Lionni, dopo averle regalato la visita all'Acquario (in entrambi i casi, averli in "casa" è un vantaggio) per il compleanno. Certo, l'Acquario non è un vero museo, ma è quanto più ci si avvicina inteso come "contenitore". A casa abbiamo visto Nemo e alcuni filmati su youtube e poi ne abbiamo parlato. Tornati, abbiamo continuato a farlo. Peccato che i delfini avessero deciso di non concedersi al pubblico per stare nelle vasche nascoste!!!
    In ogni caso di solito preferisco preparare, ma non svelare per lasciare l'effetto sorpresa.

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  8. Grazie a tutti degli splendidi e congrui contributi, perdonate il ritardo nel rispondere ma è un periodo lavorativo moooolto intenso!

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  9. Bellissimo post. Per la mia età, mi identifico meglio con i tuoi figli, specialmente sul portarsi sempre dietro merendine e bibite!:D
    Mi piace molto come organizzi i tuoi viaggi, in questo modo non solo i bambini si divertono ma possono trarre insegnamento da quello che vedono. Mi è piaciuta in particolare l'idea del taccuino in cui riportare le proprie impressioni riguardo un museo, le opere o anche semplicemente le proprie sensazioni, per poi riassaporare tutto una volta tornati a casa approfondendo questi aspetti. Sei una bravissima mamma!

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  10. bello il post! guarda io ti posso dire che il piccolo di 3 anni l'ho portato solo al museo di storia naturale e si è divertito ma per ora le visite culturali le ha fatte solo in passeggino.
    cmq ottimi consigli, lo terrò tipo memento :)

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