giovedì 2 giugno 2011

A scuola in Europa: la Francia



Il cittadino francese è abituato ad aspettarsi tutto (o quasi) dallo stato, che lo assiste dalla culla alla tomba in modo generalmente efficiente: la scuola francese corrisponde al modello centralista dello stato in cui vive. La scuola da Napoleone in poi è sempre stata concepita come un corpo unico, gratuito e laicamente impostato.
Essa è basata sulla meritocrazia e sulla selettività: il diploma, il tanto agognato baccalaureat, è un traguardo agognato e sofferto. Non a caso la percentuale di abbandoni (19%) è tra le più alte al mondo. Ciò non deve stupire più di tanto: se si sceglie per la selezione, inevitabilmente si lascia indietro qualcuno.
La struttura è simile a quella italiana: dopo un'educazione prescolastica molto diffusa, si accede a 6 anni alla scuola primaria (composta di due cicli, un biennio di base e un triennio di approfondimento) e al collège, con due cicli (2 anni di osservazione e 2 di orientamento), corrispondente alla nostra scuola media. Dopo l'esame finale l'alunno si iscriverà al Lycée che durerà tre anni per portare al baccalaureat e all'università, o due per dare una preparazione più tecnica o una certificazione professionale. L'edilizia scolastica è molto attrezzata ed efficiente.
La lingua di apprendimento è il francese, con pochissime eccezioni, come il bretone. Anche questo testimonia del centralismo tipico della Francia.
La nomina dei docenti, i programmi, gli aspetti finanziari sono decisi a livello centrale. Il preside rappresenta l'apparato statale. I tentativi di delegare alcune competenze a livello locale non ha cambiato l'impostazione di fondo.
Le lezioni sono sia antimeridiane che pomeridiane ed è diffusa una pratica quasi sconosciuta in Italia, cioè la possibilità di studiare nella biblioteca scolastica. La mensa è semi-gratuita. L'anno scolastico consta di circa 36 settimane (dal lunedì al venerdì) e ogni due settimane vi sono delle vacanze più o meno lunghe. Scarseggiano le attività sportive extracurricolari. Molte scuole adottano l'orario distribuito su 4 giorni settimanali con pausa il mercoledì: questa pratica è molto antica ed era dovuta alla convinzione che l'educazione religiosa sia un compito delle famiglie. Essendo assente l'insegnamento della religione, viene lasciato un giorno libero per dare spazio all'azione educativa della famiglia.

Qui uno schema del percorso scolastico in Francia.

3 commenti:

  1. Ah, la Francia... Non fosse stato per la Francia napoleonica, la mia educazione (dall'asilo all'università) sarebbe stata tutta un buco...!

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  2. Devo dire che mi inquieta,troppo perfettino...
    però poter studiare in mega biblioteche mi piacerebbe!

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  3. Ma quanti tuoi bei post mi sono persa a stare lontana dal pc... Molto interessante davvero. Hai mai pensato di raccogliere le informazioni sulle scuole straniere in un e-book? Sarebbe un successone. Ciao!

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