lunedì 30 maggio 2011

Summer activities


Questo blog tra qualche settimana andrà in ferie: approfitterò per studiare a tempo quasi pieno (ferma restando la cura di bagni e sole), per leggere, godere della natura, viaggiare. Vedrò il mare a un passo e ne respirerò l'aria, ne ascolterò la voce placida o agitata delle onde.
Da diverse parti sento preoccupazioni su come gestire il lungo tempo estivo, in cui la vacanza equivale etimologicamente a tempo vuoto da riempire con qualcosa, pena il caos familiare.
Ebbene, la questione è semplice: come trascorrere l'estate?

1) Cosa mettere al posto della scuola nelle mattine dei nostri figli?

-mare (con i nonni)
-oratorio organizzato
-campus estivo in piscina...

2) Cosa si fa in quei lunghi pomeriggi casalinghi se non si ha a disposizione una casa di villeggiatura e se non si è in viaggio? Le attività possono essere molteplici ma valgono dei principi di base:

-prendersi cura di sè: dedicare del tempo al relax, alla lettura, alla meditazione, al silenzio, al movimento

-dedicarsi a un progetto a lungo termine:
ogni giorno imparare qualcosa su un paese straniero e annotalo su un bel quaderno raccoglitore
esplorare un artista a settimana
ascoltare un musicista a settimana...
inventarsi un giorno alla settimana a tema speciale (es. il giallo, il gelato...)



Photobucket

-coltivare ortaggi
-attività creative con materiali riciclati
-passeggiate nella natura
-cucinare insieme
-organizzare un party di non-compleanno
-imparare a fare la maglia
-passare una serata a guardare le stelle...

E ora le vostre idee!

Monet, La spiaggia di Saint Adresse

giovedì 26 maggio 2011

Boredom jar

foto da Shaydes of Life

Saltellando qua e là per il web, in particolare su pinterest, dove passo un po' di tempo per riposare dallo studio, trovo sempre delle idee simpatiche e facili da applicare.
Per esempio questa: avete presente quei momenti in cui vostro figlio si annoia e a voi non viene in mente proprio alcuna attività da proporre? Sono momenti in cui la televisione diventa una baby sitter molto economica... con una certa insoddisfazione da parte vostra.
Curatevi in salute: scrivete le idee e le attività possibili ("lavorare la pasta fimo", "fare un acquerello", "fare un braccialetto"...) su dei "pizzini" e raccoglietele in un bel barattolo... alla prossima occasione dovrete solo proporre una pesca al piccolo annoiato.

foto da brassyapple

Con i figli più grandicelli si potrà prepararlo insieme.
Non necessariamente deve trattarsi di attività creative o artistiche, ogni tanto si può inserire un "riordinare qualcosa", "fare una passeggiata", "innaffiare le piante", "imparare a lavorare a maglia"...
E mi raccomando, quando vi viene in mente qualche simpatica cosa da fare o trovate sul web un'idea carina, scrivetela subito e imbottigliatela insieme alle altre...

lunedì 23 maggio 2011

Portare un bambino al museo

Premetto che parto dalla mia esperienza, quindi da un punto di vista limitato... a voi arricchire i suggerimenti con idee o obiezioni.
Questo post nasce da uno scambio di battute con una mamma che esponeva le sue difficoltà a coinvolgere i figli nei viaggi insieme. Descriveva i figli come abbastanza refrattari a tutte le sue proposte e in grado di rovinare l'atmosfera rilassante della vacanza.
Mi sono così ritrovata a riflettere su come io avessi affrontato l'organizzazione dei viaggi di famiglia. Il fatto di avere una sola figlia a prima vista può essere facilitante ma in realtà avere un fratello con cui giocare e condividere il viaggio migliora le cose. L'ho notato viaggiando insieme a famiglie con più figli: escludendo i momenti litigiosi, i fratelli in genere sanno auto-organizzarsi. Del resto anche io sono stata figlia di una famiglia numerosa...

Ecco qui il resoconto delle mie riflessioni su cosa può facilitare le visite culturali ai bambini:

Prima di partire

-organizzare il viaggio da casa, facendosi un'idea piuttosto chiara di cosa visitare, quando e in quanto tempo
-coinvolgere i figli nella scoperta dei luoghi che si andrà a vedere, con esplorazioni mirate sul web, lavoretti preparatori, studio delle mappe, raccolta di informazioni e curiosità sui luoghi da vedere
-visitare i siti web dei musei o dei siti storici che si vedranno, per trovare le cose più interessanti e programmare il proprio percorso (specie nei musei grandi, questo passaggio è indispensabile). Per esperienza posso assicurare che i bambini sono attratti dai musei di storia naturale, dal mondo egizio e in genere antico e monumentale, dai quadri molto colorati e allegri ma anche dai quadri strani.




Al momento della visita

-portare con sé acqua e merendine (c'è bisogno che vi spieghi perché?!)
-permettere che i piccoli usino una loro fotocamera (se è possibile per il museo)
-andare alla ricerca delle cose già annunciate prima della partenza
-organizzare una caccia al tesoro nelle sale più grandi o meno attraenti: vediamo quanti animali trovi in questi quadri (in questo caso fornire i piccoli di un taccuino e di una matita), troviamo i particolari gialli, quanti tipi di fiori vedi, copia le forme che riconosci...



-raccontare le storie e gli episodi che stanno dietro le sculture o i dipinti, es. il mito di Apollo e Dafne
-inventare delle storie sui quadri, immaginando che prendano vita

Dopo

-annotare nel taccuino le cose che sono piaciute di più per poi andare a cercarle e ad approfondirle una volta tornati a casa
-comprare dei souvenirs educativi o creativi per formare una memoria positiva del luogo visto
-alternare nella vacanza momenti diversi: gioco e visite, passeggiate e relax



-giocare con i souvenirs comprati, anche a distanza di tempo.

Adesso aspetto i vostri suggerimenti e le vostre considerazioni...

Foto scattate al Louvre e a Parigi nel luglio 2007

venerdì 20 maggio 2011

Libri in attesa

Partecipo al venerdì del libro dopo aver seguito quest'iniziativa solo da spettatrice, ma in un modo un po' particolare... elencandovi i libri che giacciono quieti a casa mia in attesa di essere letti...






mercoledì 18 maggio 2011

The power of Etna

Da un po' di giorni l'Etna ha ricominciato a farsi sentire... con una colata lavica di modeste dimensioni, ma soprattutto facendo piovere cenere vulcanica sulla mia città e in particolare sui balconi e sulle auto...
I vulcani affascinano grandi e piccoli. Ecco qui una galleria di risorse per lo studio di questo fenomeno. Parto da vicino casa:



lunedì 16 maggio 2011

Human Skeleton for kids

Nel nostro studio domestico siamo alle prese con lo scheletro. Ecco le risorse più interessanti che ho trovato per alleggerire e renderne attraente la memorizzazione:

-uno scheletro da comporre come un puzzle, in questa pagina

-un altro scheletro con modelli in pdf da stampare e ritagliare, in forma gigante...

-uno scheletro da etichettare con i nomi delle ossa, qui

-un'attività per ricomporre mr.Bones, uno scheletro che saluta con la mano

-confrontare lo scheletro umano con quello di un uccello

-un lavoretto molto semplice: lo scheletro di...pasta!

venerdì 13 maggio 2011

A scuola in Europa: la Finlandia


Da oggi vi propongo di viaggiare con me nelle scuole d'Europa e vorrei cominciare dalla Finlandia... perché? Il motivo è presto detto: questo paese si colloca ai primi posti nelle classifiche OCSE PISA (Programme for international study assessment), cioè quelle graduatorie che mettono a confronto le scuole europee sulla base di alcuni criteri, come i livelli in literacy, cioè la comprensione del testo.
La scuola finlandese prevede la scuola primaria (con un unico maestro affiancato dallo specialista di lingua straniera) e la scuola secondaria, per un totale di 9 anni di obbligo scolastico (peruskoulu).
La scuola dell'obbligo è totalmente gratuita (sono gratuiti anche i libri e la mensa scolastica). Tutto il materiale, anche la cancelleria, viene consegnato agli alunni dalla stato.
Al termine dei 9 anni lo studente sceglie se andare alla Scuola secondaria superiore o alla scuola professionale per i tre anni successivi.
Notiamo quindi che in totale gli anni di scuola sono 12, contro i nostri 13. Gli anni di obbligatorietà, come abbiamo visto, sono 9 contro i nostri 10. Ma occorre una precisazione: la scuola comincia a 7 anni. Prima si frequenta l'asilo, che nell'ultimo anno prepara l'alunno all'ingresso nella scuola dell'obbligo.
Gli insegnanti sono reclutati dai Comuni e buona parte del curriculum è determinato localmente. Si tratta quindi di un sistema decentrato, come in genere sono i sistemi nordici o anglosassoni. Per accedere al ruolo di insegnante occorre la laurea.
Le ore di insegnamento sono in media 26, 30 nella scuola secondaria. Non si svolgono esami alla fine della scuola obbligatoria, ma viene rilasciato un certificato delle competenze raggiunte.
Fino ai 10 anni non sono previsti voti e le interrogazioni non hanno nulla di punitivo o inquisitorio.
Le scuole private, pochissime, sono tutte sovvenzionate dallo stato.
Durante il liceo, che prevede 38 ore settimanali, non si hanno gruppi classe ma ogni studente sceglie le materie da seguire e su cui sostenere l'esame finale di stato. L'insegnamento è organizzato in moduli, dunque prevede un periodo compatto in cui ci si concentra su una data disciplina.
La Finlandia è uno dei paesi con più alto tasso di scolarizzazione nel mondo: il 97,7% degli studenti completa il ciclo di studi; il 39% di giovani che non sceglie il liceo e preferisce imparare una professione ha a disposizione la scuola professionale o anche altre possibilità di istruzione permanente.

Com'è possibile questo risultato? Dipende in buona parte dalla mentalità pedagogica degli insegnanti finlandesi: non è l'alunno che deve adeguarsi agli standard dell'insegnante, ma è l'insegnante che dee capire come raggiungere l'alunno. Del resto, anche il reclutamento locale ha una certa importanza: l'accesso non è impersonale e la selezione dei docenti è molto dura. Dopo la formazione universitaria di 5 anni, seguono 6 mesi di pratica e 6 mesi con un tutor. Anche i primi 3 anni di lavoro prevedono la supervisione di un insegnante anziano. Lo stipendio è sotto la media europea, ma non tanto bassi come in Italia. Ma l'ottimo output deriva anche da un altro fattore: in tutte le scuole lavorano anche dei docenti senza orario prestabilito, con l'unico compito di aiutare gli studenti a recuperare le difficoltà. I professori possono contare anche su psicologi ed esperti per chiedere consigli e predisporre strategie per aiutare chi mostra problemi.
C'è da dire che il basso numero di abitudini facilita l'organizzazione scolastica, ma proprio la scarsità di risorse ha portato la politica finlandese a investire sull'incremento della conoscenza.

Links utili
Per chi volesse approfondire consiglio gli atti del seminario La scuola in Finlandia, edito da treelle. Anche la mia collega blogger Francesca si è occupata dell'argomento, anzi la invito a intervenire per donarci il suo punto di vista. Per conoscere un po' di più su questo paese del Nord, cliccate qui. Molto interessante l'intervista all'insegnante francese Claude Anttila che ha insegnato in Finlandia per 35 anni. Un'altra intervista a una maestra finlandese, in questa pagina.

giovedì 12 maggio 2011

Invalsi: ogni tanto si parla di scuola!

F. Zandomeneghi, Lettura interessante, 1912

Fosse solo per questo, che in Italia si parla di scuola come luogo di insegnamento-apprendimento (e non solo di precari e company, non me ne vogliano i precari), le prove Invalsi sono le benvenute...
Vorrei aggiungere qualche riflessione a quelle del post precedente, anche come reazione ai commenti e ai links che mia sono stati consigliati.
Oltre alle prove di matematica e italiano agli studenti vine consegnato un questionario sulle abitudini di studio e sul tipo di vita che si conduce. Sulle domande specifiche su quanti libri si posseggono, sulla presenza in casa di un posto tranquillo dove studiare o sul'unione tra i genitori, presumo che si vogliano incrociare questi dati con il rendimento scolastico e anche qui non trovo niente di assurdo: a me piacerebbe sapere se la separazione tra i genitori statisticamente incide sull'apprendimento di un figlio o se l'uso del dialetto come lingua normale di comunicazione in famiglia provoca delle conseguenze sul grado di competenza in italiano..
Le principali obiezioni poi, tra cui quelle -interessanti - di G. Israel, riguardano più che altro la matematica. Su questo mi piacerebbe avere il parere di qualche collega di materie scientifiche, in particolare mi chiedo se le domande proposte dall'Invalsi corrispondano ai programmi e alla metodologia sviluppati durante le lezioni quotidiane.
Posso senz'altro dire che per quanto riguarda l'italiano, o meglio literacy, le prove proposte (comprendenti due testi con alcune domande di comprensione del testo e alcune domande di grammatica) corrispondono perfettamente al normale modo di affrontare le lezioni di ogni giorno. Quotidianamente gli insegnanti di lettere propongono testi e guidano gli alunni nella comprensione dei diversi livelli compositivi, narratologici, morfosintattici...
Quindi ritengo un utile strumento la prova Invalsi così com'è.
Certo, concordo pienamente sulla preoccupazione per la quale non si può ridurre il tempo-scuola alla preparazione per i test Invalsi, ma non credo che questo possa succedere nell'elefantiaca, stantia e cara scuola italiana, dove forse qualche insegnante pensa ancora che l'azione del verbo ricade sul povero complemento oggetto e la rivoluzione francese ha portato solo magnifiche sorti e progressive, per non parlare di argomenti più recenti (!)... guai a insinuare un seppur minimo dubbio sulla santità dei partigiani.

mercoledì 11 maggio 2011

Ben vengano le prove Invalsi


Ho letto in questi giorni diverse obiezioni di insegnanti e di genitori allo svolgimento delle prove di valutazione Invalsi: per chi non lo sapesse, si tratta di test oggettivi di italiano e matematica che vengono svolti nelle scuole (classi seconde e quinte della scuola primaria, classi prime della scuola secondaria e classi seconde della sec. di II grado).
Vorrei rispondere ad alcune delle obiezioni principali: primo, a chi pensa che si tratti di un'invasione della privacy, vorrei far sapere che i nostri alunni sono già schedati dal programma che gestisce le amministrazioni scolastiche e non vengono schedati per quest'occasione; i loro voti, le loro situazioni familiari sono già a conoscenza dell'amministrazione statale. Del resto, perché così non dovrebbe essere in uno stato di diritto?
Per quanto riguarda la paventata valutazione al lavoro degli insegnanti (dissimulata sotto forma dei test rivolti agli alunni) non capisco dove sta il problema tutto e solo italiano della paura di avere un feedback sul proprio lavoro. Un insegnante che venisse a conoscenza delle difficoltà dei suoi alunni nel risolvere un dato problema non potrebbe in questo modo dedicarsi a quella lacuna più che ad altri aspetti del programma?
Da ultimo la scelta di non mandare i figli a scuola e di pretendere di apporre una firma di autorizzazione è quantomeno bislacca: si tratta di obbligo di legge. Le autorizzazioni si chiedono per le attività opzionali, quale non è la prova di cui sopra.
E poi, mi dite perché in Europa nessuno si lamenta?
Per favore, smettiamola con l'abitudine tutta italiana di fuggire confronti e valutazioni. Non mi sembra che la nostra scuola stia nella posizione di poter vantare chissà che.
Piuttosto valorizziamo le prove dentro le scuole, facciamone oggetto di lavoro serio.

Un consiglio di lettura, su Il sussidiario, che in tema di educazione dice sempre cose interessanti.

La storia antica nel cinema

La storia e il cinema, ne abbiamo già parlato per Ottocento e Novecento. La storia attraverso la visione di un film diventa viva e interessante. Adesso ci soffermiamo sulla storia antica:

-La regina delle piramidi di H. Hawks (Usa 1955)
-King David di B. Beresford con R. gere (Usa 1985)
-Troy di W. Petersen con B. Pitt (Usa 2003)
-Le avventure di Ulisse di F. rossi (Italia 1969)
-Alessandro il grande di R. Rossen (Usa 1956)
-Giulio Cesare di J. L. Mankiewicz con M. Brando (Usa 1953)
-Cleopatra di J. L. Mankiewicz (Usa 1963)
-Ben Hur di W. Wyler (Usa 1959)
-Quo vadis di M. LeRoy (Usa 1951)


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lunedì 9 maggio 2011

Laura e Matisse


Avevo comprato questo libro a Parigi qualche anno fa, nella ricchissima libreria del Centre Pompidou, in attesa di poterlo utilizzare con mia figlia, ben prima - devo dire- di aver scoperto il mondo dell'homeschooling. Si tratta di un libricino con diverse pagine di adesivi staccabili che formano diversi quadri o collage di Matisse.


C'è, come vedete il modello e nella pagina accanto la base del quadro, a cui si devono aggiungere le parti adesive.



Abbiamo potuto apprezzare i colori e l'allegria di questo pittore che, proprio nell'ultima parte della sua vita, costretto all'immobilità dal cancro, chiedeva ai suoi collaboratori di realizzare per lui delle distese di colore su carta che poi lui provvedeva a ritagliare e incollare in quadri anche di grandi dimensioni (gouaches découpés). Egli amava definirle sculture di carta!
Altri libri della stessa collana si possono comprare on line (con soli 3 € di spese di spedizione fino ai 25 € , gratis oltre i 25 € ), sul sito della casa editrice.
Un gioco on line simile all'attività del libro si trova in questa pagina.
Se volete una carrellata delle sue opere cliccate qui.
Ma, se potete, scappate a Nizza a vedere il Musee Matisse, o a Brescia dove attualmente è allestita la mostra Matisse. La seduzione di Michelangelo.

Molto carino questo video:

venerdì 6 maggio 2011

Il Novecento nel cinema

Come vi dicevo, la storia si impara anche attraverso il cinema. Continuo il mio excursus con il Novecento:
-Orizzonti di gloria di S. Kubrick (Usa 1957)
-La grande guerra di M.Monicelli, con A. Sordi (Italia 1959)
-Niente di nuovo sul fronte occidentale di D. Mann (Usa 1979)
-Lawrence d'Arabia di D. Lean, con P. O' Toole (Gran Bretagna 1962)
-Joyeux Noel - Una verità dimenticata dalla storia di C. Carion (Francia 2005)
-Momenti di gloria di H. Hudson (Usa 1981)
-La marcia su Roma di D. Risi, con U. Tognazzi e V. Gassman (Italia- Francia 1962)
-Il Giardino dei Finzi Contini di V. De Sica (Italia 1970)
-L'amico ritrovato di J. Schatzberg (Germania 1989)
-Tutti insieme appassionatamente di R. Wise, con J. Andrews (Usa 1965)
-La notte di san Lorenzo dei fratelli Taviani (Italia 1962)
-Il diario di Anna Frank di G. Stevens (Usa 1959)
-Schindler's List di S. Spielberg (Usa 1993)
-Train de vie di R. Mihaileanu (Francia 1998)
-La vita è bella di R. benigni (Italia 1997)
-Jona che visse nella balena di R. Faenza (Italia 1993)
-Don Camillo di J. Duvivier con G. cervi (Italia-Francia 1952)
-Indovina chi viene a cena di S. Kramer con S. Tracy e K. Hepburn (Usa 1967)
-The Truman Show di P. Weir (Usa 1998)
-Apollo 13 di R. Howard con T. Hanks (Usa 1995)
-La scorta di R. Tognazzi (Italia 1993)
-I cento passi di M. T. Giordana (Italia 2000)
-Il giudice ragazzino di A. Di Robilant (Italia 1993)
-Buongiorno, notte di M. Bellocchio (Italia 2003)
-Il muro di gomma di M. risi (Italia 1991)
-Good Bye Lenin di W. Becker (Germania 2002)
-Il bambino col pigiama a righe di M. Herman (Usa 2008)
-Le vite degli altri di F. Henckel von Donnersmark (Germania 2006)
-Il concerto di R. Mihaileanu (Francia 2009)

Ce n'è per tutti i gusti, eh? Avete suggerimenti o riflessioni? Sono ben accette!

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martedì 3 maggio 2011

Sissi e l'Ottocento nel cinema


Continua l'home cinema a casa nostra, con La principessa Sissi. Abbiamo guardato i tre episodi della serie e da quest'esperienza sono nate diverse idee.
Il primo episodio, incentrato sull'adolescenza e sul matrimonio di Elisabetta, ci ha portate ai ricordi dei nostri viaggi in Baviera e in Austria, dove visitando la residenza di Schoenbrunn, abbiamo conosciuto le abitudini dell'imperatrice, attenta alla linea e all'alimentazione fino ai limiti dell'anoressia, amante delle cose belle e degli animali domestici.
Il secondo narra delle difficoltà di vivere a corte e dei rapporti con l'Ungheria. Sono sorte diverse domande sull'epoca in cui Sissi è vissuta, sul perché gli austriaci fossero odiati dai popoli del loro impero, su come tutti i sovrani allora fossero imparentati e sull'importanza dei titoli nobiliari nella Restaurazione.
Il terzo, che racconta della malattia della principessa e dunque dei suoi viaggi per motivi di salute, a Madeira e poi a Corfù. Abbiamo preso un atlante e abbiamo cercato i luoghi citati. Laura si chiedeva il perché non dessero un antibiotico a Sissi. Tralasciando il fatto che probabilmente la malattia in questione proveniva da cause nervose, ho risposto che in effetti non era stato ancora scoperto! Ma quante cose si possono imparare attraverso un film! L'episodio continuava con la guarigione e il ritorno di Sissi in Austria passando per Milano e Venezia e le domande si sono affollate ancora di più: ma perché gli italiani non erano contenti di essere governati dagli austriaci? Perché alla Scala hanno cantato Va' pensiero? E Venezia non era una repubblica?

L'idea di scoprire la storia attraverso il cinema non è nuova, ma a questo punto mi tocca dare un contributo, cominciando con la storia dell'Ottocento:

-La principessa Sissi di E. Marischka, con R. Schneider (Austria 1955)
-Il Gattopardo di R. Rossellini (Italia 1960)
-Allosanfan dei fratelli Taviani, con M. Mastroianni (Italia 1974)
-Amistad di S. Spielberg, con A. Hopkins (Usa 1997)
-N (io e Napoleone), di P. Virzì (Italia 2006)

Buona visione e buona storia!
Avete altri suggerimenti?


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lunedì 2 maggio 2011

Blackout poem



In questo video viene illustrata la tecnica del blackout poem, un componimento poetico scritto cancellando parole da un testo già dato, una poesia per sottrazione. L'autore è austinkleon. Un altro nome di questa tecnica è caviardage, cioè censura. Potrebbe essere una buona idea per introdurre la poesia nel curriculum casalingo dei nostri figli o per abituare gli alunni alla lettura e alla composizione poetica ermetica.
La segnalazione mi giunge da homeschooling-ideas.
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