sabato 18 giugno 2011

Buone vacanze!

Questo blog si mette in ferie... ma non vi lascia del tutto. Ogni tanto rivedrete un post, tanto per non farvi sentire troppo la mancanza... e poi spero di farmi viva per darvi notizie! Quindi, a presto...

martedì 14 giugno 2011

To get the children to love reading

Da piccola leggevo molto. E ho continuato a farlo, in diverse forme, per tutta la vita. Non so cosa abbia acceso in me la scintilla: forse il fatto che mio nonno mi regalava dei bellissimi libri illustrati o dei romanzi adatti a me, che avevo la casa piena di libri o che amavo sognare e vivere vite "parallele"...
Cosa si può fare per accendere la stessa scintilla nei figli o negli alunni?
Perché non si tratta di cosa di secondaria importanza: forse è l'obiettivo più importante di una buona educazione, perché chi è abituato a leggere e trova gusto nel farlo, sicuramente riuscirà nello studio.
Vi sono delle cose basilari che vanno da sé: se un bambino vi vede leggere saprà, senza che ci sia bisogno di spiegarlo, che leggere è interessante; scegliete di regalare libri, anche a tema con un giocattolo; andate spesso in libreria con i pargoli e trattenetevi a sfogliare, a guardare, a scegliere; raccogliete una quantità di libri diversi e interessanti per loro; iscrivetevi ad una biblioteca pubblica; leggete ad alta voce per loro...

Ma ci vengono in aiuto anche suggerimenti più specifici:
-cogliete qualche bella occasione, ad esempio la promozione, per portare vostro figlio in libreria a scegliere un bel libro in regalo
-incoraggiate la lettura di collane o serie di racconti (in classe: costruite una bella biblioteca di classe)
-spendete in libri più che in altri capitoli di spesa (ora capisco come ho fatto a diventare cliente gold di ibs)
-disponete in casa un'area, tranquilla e attraente, destinata alla lettura
-non spegnete la luce la sera se vedete vostro figlio leggere
-non mettete la tv nella camera da letto di vostro figlio (e neanche dove si consumano i pasti!)
-non forzate mai a leggere, proponete
-leggete lo stesso libro e discutetene
-incoraggiate a tenere uno schedario dei libri letti, con un breve report (vale anche per gli alunni)

Ispirazione da qui (testo in inglese)

venerdì 10 giugno 2011

Travel journal ideas

Non so se capita anche a voi ma io quando torno da un viaggio ho le borse, la valigia e la guida trasbordanti di "pizzini", biglietti della metro, ingressi dei musei, cartoline, depliants, opuscoli turistici, menu di ristoranti, biglietti da visita...
Una volta a casa tutto questo papello di materiali finisce in un armadietto. In attesa.
Finalmente ho capito in attesa di cosa... di questo:


Trattasi di un collage tra foto, considerazioni, pizzini di cui sopra che formano un bell'album di ricordi. In questa pagina il tutorial.

Qui sotto un'altra realizzazione, ancora più semplice:


Se non si hanno ricordi di carta, ma veri e propri souvenirs, allora meglio un barattolone di vetro:



Questo sarà la nostra summer activity... ma va bene anche per la boredom jar!

lunedì 6 giugno 2011

Share a holiday idea

Dove vi piacerebbe andare per le vacanze estive?
Qual è la meta dei vostri sogni?
Oppure, più realisticamente, dove vi porterà la brezza estiva nei prossimi mesi? Qualche idea da suggerire?
Comincio io...

Con un sogno, che a costo di fare un prestito prima o poi realizzerò:



Qui (foto di panoramio), ma proprio qui, farò i bagni (Santa Tecla, fraz. di Acireale):



Partecipare è facile...
- Scrivete un post sul vostro dipinto, poi inseritene il link nell'apposito riquadro alla fine di questo post premendo enter.
- Lasciate un commento, preferibilmente.
- Se volete, inserite anche il banner dell'iniziativa (copiando-incollando il codice sotto la piccola foto).

BannerFans.com



Vi aspetto!



Share one day Participants
1. Tra teatro, arte e cultura
2. 6cuorieunacasetta
3. Patrizia
4. tatagioiosa
5. La felice stagione
6. Mammagiramondo
7. Manuela- Un angolo in blu
8.
9. Suster
10. Emily
11. FruFru

Get The Code

Powered by... Mister Linky's Magical Widgets.

giovedì 2 giugno 2011

A scuola in Europa: la Francia



Il cittadino francese è abituato ad aspettarsi tutto (o quasi) dallo stato, che lo assiste dalla culla alla tomba in modo generalmente efficiente: la scuola francese corrisponde al modello centralista dello stato in cui vive. La scuola da Napoleone in poi è sempre stata concepita come un corpo unico, gratuito e laicamente impostato.
Essa è basata sulla meritocrazia e sulla selettività: il diploma, il tanto agognato baccalaureat, è un traguardo agognato e sofferto. Non a caso la percentuale di abbandoni (19%) è tra le più alte al mondo. Ciò non deve stupire più di tanto: se si sceglie per la selezione, inevitabilmente si lascia indietro qualcuno.
La struttura è simile a quella italiana: dopo un'educazione prescolastica molto diffusa, si accede a 6 anni alla scuola primaria (composta di due cicli, un biennio di base e un triennio di approfondimento) e al collège, con due cicli (2 anni di osservazione e 2 di orientamento), corrispondente alla nostra scuola media. Dopo l'esame finale l'alunno si iscriverà al Lycée che durerà tre anni per portare al baccalaureat e all'università, o due per dare una preparazione più tecnica o una certificazione professionale. L'edilizia scolastica è molto attrezzata ed efficiente.
La lingua di apprendimento è il francese, con pochissime eccezioni, come il bretone. Anche questo testimonia del centralismo tipico della Francia.
La nomina dei docenti, i programmi, gli aspetti finanziari sono decisi a livello centrale. Il preside rappresenta l'apparato statale. I tentativi di delegare alcune competenze a livello locale non ha cambiato l'impostazione di fondo.
Le lezioni sono sia antimeridiane che pomeridiane ed è diffusa una pratica quasi sconosciuta in Italia, cioè la possibilità di studiare nella biblioteca scolastica. La mensa è semi-gratuita. L'anno scolastico consta di circa 36 settimane (dal lunedì al venerdì) e ogni due settimane vi sono delle vacanze più o meno lunghe. Scarseggiano le attività sportive extracurricolari. Molte scuole adottano l'orario distribuito su 4 giorni settimanali con pausa il mercoledì: questa pratica è molto antica ed era dovuta alla convinzione che l'educazione religiosa sia un compito delle famiglie. Essendo assente l'insegnamento della religione, viene lasciato un giorno libero per dare spazio all'azione educativa della famiglia.

Qui uno schema del percorso scolastico in Francia.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...