venerdì 30 dicembre 2011

2011 in a nutshell


Le precedenti puntate, o meglio i precedenti anni... qui: 2009 e 2010.
Ve lo propongo anche quest'anno... proviamo a condensare il 2011 in queste poche righe:
1) il libro che ha lasciato il segno
2) il luogo che non dimenticheremo
3) la nuova ricetta che è diventata nostra
4) un nuovo interesse che abbiamo coltivato
5) la frase che abbiamo aggiunto al repertorio delle citazioni preferite
6) i blog che abbiamo trovato

1) Il libro... mumble mumble... ma sì, questo:


2) il luogo che non dimenticheremo: Innsbruck!





3) la ricetta è sicuramente: petti di pollo al marsala. Si prendono i petti di pollo a fette e si infarinano, poi si rosolano, si sfuma con marsala e poca acqua e per ultimo si aggiungono uvetta e pinoli (da Cotto e Mangiato).

4) un nuovo interesse... Pinterest!


Source: flickr.com via Erica on Pinterest


5) la frase? 




Source: weheartit.com via Prof on Pinterest


6) anche quest'anno per i blog non voglio pronunciarmi... i miei blog roll parlano da soli. Ma vorrei dedicare un saluto particolare alle bloggers conosciute di persona: Claudia e Sybille.
UPDATE del 31-12: oggi ho conosciuto anche Catia e la sua simpatica famiglia... abbiamo passato una bellissima giornata.


E voi, che ne dite? Cosa mettete nel vostro riassunto dell'anno?

martedì 20 dicembre 2011

Prof, com'è morto Giustiniano?

Non so se avete notato anche voi, colleghe insegnanti e mamme homeschoolers e non, che le attuali generazioni sono attratte da tutto ciò che è horror, vampiresco, streghesco, maghesco... Proliferano le domande su - com'è morto? - Le insane e cruente abitudini degli Unni spopolano. Teodorico con la sua crudeltà diventa interessante.
Non ne sto facendo pretesto per imbastire una ramanzina-predicozzo... anzi! Constato e approfitto per suscitare interessi, approfondire, rilanciare la storia e le storie che studiamo!
Ebbene, com'è morto Giustiniano?
Morì a metà novembre del 565. Wikipedia registra il fatto senza aggiungere macabri particolari quindi desumo che morì per malattia o causa comune. Lo storico Evagrio annuncia con gioia l'evento:
"Cosi morì questo principe, dopo aver riempito il mondo di fragore e di torbidi; e avendo ricevuto, alla fine della sua vita, la ricompensa dei suoi misfatti, andò a cercare dinanzi al tribunale dell'inferno la giustizia che gli era dovuta". Del resto, anche lui non scherzava per crudeltà e spietatezza!
Dalla risposta a questa domanda partiamo via web in un viaggio a ritroso nel tempo. troviamo:
-un video ovo che riassume in tre minuti la vita dell'imperatore
-un breve racconto ambientato nella Ravenna dell'epoca che ha per protagonista una ragazzina, Onoria

La nostra connessione wireless ha ancora qualche problema ma speriamo di risolverlo a breve, per poter fare sempre più viaggi nel tempo con la nostra LIM (vedi qui e qui)...

lunedì 19 dicembre 2011

Ultime notizie dal concorso per dirigenti scolastici




Source: littlebgcg.com via sand on Pinterest


Non vi ho riferito degli ultimi sviluppi del concorso per diventare dirigenti scolastici...
Ebbene, in Sicilia le prove scritte sono state caratterizzate da una certa serietà nei controlli e nelle ispezioni (della commissione, della polizia a campione, dei colleghi vigilanti).
Sono stati trovati pizzini, temi e temini rimpiccioliti. Sono stati trovati codici commentati e libri di temi mascherati da codici (abilmente dissimulati da tipografi ben pagati)... cose dei pazzi. E sono stati annullati compiti.
Non mi dilungherò sulle prove che erano abbordabili, bastava aver studiato e avere discrete capacità di organizzazione delle idee e di scrittura professionale.
Ma vorrei riflettere su questo: è mai possibile che in un concorso per diventare dirigenti, si debbano vedere certe cose? La serietà e l'onestà dove sono finite in quest'Italia così sventurata?
Sentire colleghi che commiseravano i candidati espulsi per essere stati trovati a copiare, poverini, in fondo che male c'è..., mi fa davvero sorridere. Perché proprio non ci può essere alcuna risposta sensata da dare a queste considerazioni.
Per non parlare della "paura del raccomandato", della paura che il tuo compito non venga letto con attenzione in quanto realmente e sostanzialmente anonimo, della paura che venga letto, giudicato ottimo (speriamo) o buono (come credo) e poi declassato di qualche punto per non sfavorire i soliti noti. Non è un'accusa alla commissione, lo voglio dire. Si tratta più che altro del peso delle passate esperienze che getta un'ombra sul futuro.
La speranza che questa commissione voglia fare le cose per bene c'è, ma poi ci si guarda intorno e si vede la Sicilia, l'Italia, Report, la bagarre in parlamento, le notizie della Tangentopoli mai finita... e la speranza si affievolisce.

sabato 17 dicembre 2011

Per insegnare non basta sapere


Source: etsy.com via Melanie on Pinterest


Cara Povna, la mia sarà una vocina discorde, ma spero di apportare un contributo al dibattito che hai iniziato:

per insegnare non basta sapere. Ci vuole la capacità, che si impara, di costruire un ponte tra te e l'alunno. Questa capacità non è innata. Insegnanti non si nasce, si impara a esserlo giorno dopo giorno.
Ti dico anche come ho cambiato idea: prima la pensavo esattamente come te.
Un giorno ho detto a una classe che una certa idea era accattivante. Poi ho parlato parlato parlato. E notavo facce smarrite. A un certo punto una ha detto: "prof, ma perché ha detto che quell'idea era cattiva?"
Un'altra volta ho detto "ovvero" e ho subito avvertito che loro non avevano capito il significato della parola.
Così ho compreso che per farmi capire devo sapere a chi sto parlando e devo anche immaginare che non mi capiscano. Inoltre devo controllare che l'impressione cha abbiano capito corrisponda al vero. E che tutti abbiano capito, non solo il primo che dice "sì, ho capito" (quello bravo, in genere).
Altra considerazione. Quando ti dicono: "prof, ma a che serve?" Non vogliono veramente sapere a cosa serve. Più che altro hanno paura di non farcela, non hanno capito, pensano che non riusciranno, e si ritraggono, dietro una domanda. Le domande non sempre significano quello che appare. Così come certe reazioni, di nervosismo, di iperattività. A gestirle si impara.
Se insegnare è una capacità innata, imparare accade casualmente.
Chiamale tecniche, strategie, trovate... ma si imparano. Così come si impara a leggere l'esametro o a scrivere un testo coeso.
Quel ponte si costruisce studiando, approfondendo, sbattendo la testa con la didattica e le teorie dell'apprendimento.
P. S. All'università ho studiato solo letteratura, teoria della letteratura, linguistica generativa e chi più ne ha più ne metta, mi sono sempre rifiutata di fare didattica. Non ho mai studiato psicologia, non sono diplomata al magistrale, il dottorato l'ho fatto di filologia dantesca... per dire che naturalmente sarei portata ad altro tipo di studi...

mercoledì 14 dicembre 2011

Pinterest in a nutshell: food and learning


Ritorno su due passioni: Pinterest e il rapporto tra apprendimento e cibo. Imparare attraverso il cibo, usare il cibo come strumenti didattico è il non plus ultra dell'approccio hands on, con le mani in pasta appunto.

Oggi vi propongo diverse idee:
1) le fasi lunari ricostruite con gli Oreo, Oreo moon phases:


2) un modello di cellula-crostata, a cell cake








3) la bistecca di Moebius, Moebius steak






Sono idee fantastiche, quanto mi piacerebbe avere a scuola un laboratorio dove poter fare qualcosa del genere!
E voi, avete altre idee da segnalarmi? Su Pinterest o altrove: indicatemele con un link nei vostri commenti e io le copierò nel post...

Suggerimento da Sybille: dolce del sistema solare

lunedì 12 dicembre 2011

Non lasciatemi in classe dopo i 60 anni


immagine da Indire, banca dati: la maestra Tersilia

Prendo spunto da questo post di Sempre un po' a disagio, che vi consiglio di leggere.
Lo abbiamo pensato tutti: chi ce la farà a tenere una classe a 65, a 66, 67 anni? Io credo che mi mancherà la forza di attrarre un uditorio giovane e vispo. Sarò una nonna. Non avrò davvero quasi niente in comune con le generazioni sedute tra i banchi.
Faremo di tutto per mantenerci informati, aggiornati, al passo con i tempi... ma non si possono tenere artificialmente giovani i riflessi, la soglia di attenzione, la... salute.
Circola da qualche giorno a scuola l'idea di brevettare un kit dell'insegnante anziano, comprensivo di defibrillatore portatile e respiratore. C'è anche chi, più grottescamente, ha auspicato la predisposizione di una camera ardente a scuola, per chi tirasse le cuoia dopo l'ennesima sgridata alla classe. Sono battute, ci auguriamo tutti di vivere fino a 100 e passa anni ma questo sarà davvero un aspetto problematico, soprattutto se la formazione degli insegnanti continuerà ad essere un optional e se l'investimento in istruzione sarà sempre così inconcludente.
Quindi, ok lavoriamo anche fino a 70 anni.
Ma non in classe, dice il post di cui sopra.
Oppure, dico io, visto che lo spostamento ad altre mansioni è una chimera, almeno dateci i mezzi: tecnologie avanzate per tutti, formazione, rendeteci protagonisti del mondo della scuola e non meri esecutori.

venerdì 9 dicembre 2011

I love chemistry (i venerdì del libro)

Mamma, lo sai, a me piace molto la chimica... - mi dice L@.
Le piace, mi ha detto, studiare quello che respiriamo, per esempio.
Penso di aver trovato la prossima idea-guida per il nostro solito regalo di Natale a tema.





E qualche gioco...



mercoledì 7 dicembre 2011

Come Sherlock Holmes

Vi segnalo un'interessante proposta di apprendimento seguendo le orme di Sherlock Holmes, attraverso pochi indizi raggiungere la verità:
Learning Paths, come Sherlock Holmes
In particolare si "sbircia" in un quadro e si cerca di saperne il più possibile, facendo delle supposizioni e delle previsioni.
Oppure si può giocare a indovinare un codice segreto.
Inoltre vi sono delle schede per individuare il proprio stile preferito di apprendimento. Il sito è molto ricco, guardate l'homepage.

lunedì 5 dicembre 2011

Teacher Decalogue









1.   Be interested in your subject. Abbi interesse per la tua materia. 

2.   Know your subject. Conosci la tua materia. 

3.   Try to read the faces of your students; try to see their expectations and difficulties; put yourself in their place. Cerca di leggere sul viso degli studenti; cerca di capire le loro aspettative e le loro difficoltà; mettiti al loro posto. 

4.   Realize that the best way to learn anything is to discover it by yourself. Tieni conto che il miglior modo per imparare qualsiasi cosa è di scoprirla da soli. 

5.   Give your students not only information, but know-how, mental attitudes, the habit of methodical work. Dai ai tuoi studenti non soltanto informazioni, ma anche "sapere-come", attitudini mentali, abitudine al lavoro metodico.

6.   Let them learn guessing. Fai loro imparare a congetturare. 

7.   Let them learn proving. Fai loro imparare a dimostrare. 

8.   Look out for such features of the problem at hand as may be useful in solving the problems to come - try to disclose the general pattern that lies behind the present concrete situation. Cerca quegli aspetti del problema in questione che possono essere utili per problemi futuri - cerca di mettere in evidenza lo schema generale che sta dietro la situazione concreta presente. 

9.   Do not give away your whole secret at once - let the students guess before you tell it -  let them find out by themselves as much as is feasible. Non rivelare immediatamente tutto quello che sai e devi spiegare agli studenti - fallo congetturare dagli studenti prima di dirlo - fai loro scoprire, da soli, quanto più è possibile. 

10. Suggest it; do not force  it down they throats. Suggeriscilo; non forzarlo. 

(di George Polya (1887-1985), La Scoperta matematica, vol.II, Feltrinelli, 1971)





venerdì 2 dicembre 2011

Books wish list

Libri che vorrei comprare... ma per ora non posso perché sto spendendo uno sproposito per la preparazione al concorso per dirigente scolastico


Partecipo ai venerdì del libro di Homemademamma...

giovedì 1 dicembre 2011

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