lunedì 27 febbraio 2012

9 Mondays for 9 Skills: Asking questions





Traduco riassumendo un post di Leo Babauta, blogger di Zenhabit, che parte da un concetto semplice e realistico: la scuola non può preparare i nostri figli per il mondo del domani. Perché? Per il fatto che è diventato difficile se non impossibile fare previsioni a breve, figuriamoci a lunga scadenza. Del resto, negli anni '80, avremmo potuto immaginare l'esplosione della tecnologia, del web, della globalizzazione?
E allora, come preparare i nostri figli o i nostri alunni a un mondo imprevedibile?
Insegnando loro ad adattarsi, ad affrontare i cambiamenti, a essere preparati a ogni cosa, non a essere preparati per qualcosa di specifico.

La via di Leo e sua moglie Eva è stata quella dell'unschooling. Ma anche senza questa scelta radicale, si può comunque fare qualcosa, soffermando la nostra attenzione su 9 competenze essenziali che i nostri figli dovrebbero imparare. La prima è:




Fortunatamente i piccoli lo fanno naturalmente, occorrerà solo incoraggiarli e  offrire un modeling: quando incontriamo qualcosa di nuovo, formuliamo noi stessi domande e discutiamo delle possibili risposte. Il modeling è il sistema più semplice per insegnare qualcosa, è offrire un esempio concreto del comportamento che vogliamo trasmettere.
Nell'articolo che ho linkato l'autore dice che, frequentando Harward, ha osservato ciò che contraddistingue le persone intelligenti: esse pongono domande. E aggiunge che in genere se qualcuno ci spiega qualcosa di nuovo dopo un cenno di assenso con la testa, anche se non abbiamo capito, rimandiamo a un'eventuale ricerca su Google la nostra comprensione. Perché non vogliamo che ci prendano per deficienti. Se invece la persona intelligente non ha capito qualcosa o pensa di non aver capito qualcosa, farà una domanda.


Da insegnante posso dirvi che occorre educare esplicitamente questa competenza:
-insegnando a rispettare i turni di parola nel formulare le domande
-richiamando all'ascolto delle domande degli altri
-ricordando di appuntare le proprie domande mentre l'insegnante spiega o mentre si studia a casa
-insegnando a distinguere le domande pertinenti da quelle fuorvianti
-non lasciando cadere nessuna delle curiosità: anche quelle fuorvianti possono essere utili se ricondotte allo scopo.

Ognuna delle 9 competenze suggerite da Leo, così come questa già trattata, diventerà oggetto della riflessione di un mio post e spero anche di un vostro, se vorrete partecipare! Vorrei fissare un giorno di pubblicazione, il lunedì: per altri 8 lunedì vi proporrò una di queste qualità. Mi piacerebbe che ognuno contribuisse, raccontando la propria esperienza di genitore, educatore, insegnante... o semplicemente un aneddoto sull'argomento o ancora con una riflessione personale. Siate generosi!


Basterà inserire nei commenti il link al vostro post...


Allora, al prossimo lunedì! 
Il tema per quel giorno sarà la seconda competenza: risolvere problemi.


Partecipanti:
melanele: live.courious
autumn: quando gli insegnanti non apprezzano le domande
leucosia: ieri e oggi
patrizia: il punto di vista di un'insegnante e genitore
monica: elogio del domandare
la solita mamma: sulla curiosità di sapere e... altro!
to write down: la domanda più grande

19 commenti:

  1. Molto interessante! La mia bimba è ancora piccola, per cui non ho esperienze da riportare, ma nella mia vita di studentessa ne ho viste parecchie... valgono? :-)

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  2. Ciao Palmy, di nuovo una tua iniziativa interessantissima!! Seguiró con piacere tutti questi argomenti, non credo di riuscire a partecipare ogni volta con un mio post, vediamo un po'...

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  3. "Il mio amico" Babauta non poteva lasciarmi indifferente. Ecco il mio contributo: http://piccolopost.wordpress.com/2012/02/27/9-mondays-for-9-skills-asking-questions/

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  4. Sai che non ci avevo mai pensato eppure è piuttosto semplice, è come insegnare gli strumenti per imparare e poi lasciare che facciano da soli. Non so se riuscirò a scrivere qualcosa a riguardo, però seguirò sicuramente con attenzione i post dei prossimi lunedì

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  5. @ autumn: ma certo che valgono! Ti aspetto!

    @ Sybille: sai quanto mi farebbe piacere una tua riflessione sull'argomento...

    @ melanele: post inserito! Grazie!

    @ mammozza: già questo tuo commento è molto interessante, se volessi farne un post sei la benvenuta!

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  6. Brava, Palmy!
    Mi piace molto questo approccio all'educazione e all'istruzione. E, su questo punto, in particolare. La capacità dei bambini di porre le domande che la loro naturale curiosità e meraviglia nei confronti del mondo fanno scaturire è una risorsa preziosissima. Peccato che, col tempo, le "inibizioni sociali" portino a metterla in ombra.
    Sto riflettendo su questi spunti, ma non so se riuscirò a ricavarne qualcosa di "completo e compiuto"... In ogni modo, ti seguirò sicuramente, da lettrice golosa!

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  7. @ Mamma Elly: ma certo, so che sei una mia "lettrice affezionata", se vorrai contribuire con un post non devi fare altro che "battere un colpo"!

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  8. Sviluppare le domande è un metodo educativo alla base dell'educazione alla teatralità.
    Questa metodologia (usata anche con noi corsisti durante la formazione) è abbastanza semplice: proporre una cosa difficile, con poche informazioni... Davanti ad un compito difficile di sicuro sorgeranno diverse domande di ogni genere. A questo punto compito dell'educatore è quello di "catalogare" le domande (molte si somiglieranno) e iniziare a rispondere dalle più semplici proponendo esperienze alternative che si focalizzino pian piano su ogni problema sollevato. Alla fine risolvere il compito iniziale risulterà più facile!
    Un esempio pratico è, ad esempio, proporre ad un gruppo di creare dal nulla una coreografia. All'inizio sorgeranno domande sulla musica, su cosa serve per creare una coreografia ecc ecc. Gli esercizi "intermedi" potrebbero riguardare: seguire il ritmo, creare l'armonia nel gruppo, far notare che ogni coreografia si compone di movimenti e pause ecc ecc.

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  9. @ raffaella: che interpretazione particolare del tema! Non si finisce mai di imparare!

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  10. Passo perchè sono ingolfata da post in bozze da finire, iniziative arretrate e nella mia vita reale da un caos allucinante di cose che si sovrappongono.
    Mi interessa, però, molto.
    Convengo con Mammozza, io ho sempre pensato che una buona scuola dovrebbe fornire strumenti, al resto ci dovrebbero arrivare i discenti. Sarà il mio passato da ex formatrice (per adulti).

    Tra l'altro noi tecnicamente siamo unschoolers (eSSe non frequenta la materna e a volte ho la tentazione di continuare così, dipenderà molto da dove saremo tra un anno), per cui vi seguirò.

    ciao!

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. @ mammozza: sei un' unschooler! Questa sì che è una notizia.. effettivamente potresti prendere in considerazione di continuare!

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  13. Ecco il mio contributo :-)

    http://autumnin3.blogspot.com/2012/02/fare-domande.html

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  14. molto interessante come spunto di riflessioni varie...
    http://disoleediazzurro.wordpress.com/2012/02/29/9-mondays-for-9-skills-asking-questions/

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  15. ciao Palmy
    questo post lo trovo molto interessante e scusa se l'ho letto in ritardo, ma ho provato a scrivere anch'io un post sull'argomento ... ti lascio il link
    http://lavorettienonsolo.blogspot.com/2012/02/9-monday-for-9-skills.html
    al prossimo lunedì Patrizia

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  16. Anch'io ho risposto al tuo invito! Ecco alcune mie considerazioni sui presupposti e alcuni risvolti interessanti del porre domande...:

    http://postilleblu.blogspot.com/2012/03/elogio-del-domandare.html

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  17. interessantisimo leggerti..e leggere anche i post delle altre ragazze..per ora vi ascolto...

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  18. Pur non partecipando "attivamente" all'iniziativa, ti ho linkata qui...
    http://bimbifeliciacasa.blogspot.com/2012/03/esplorando-la-primavera-in-arrivo.html

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  19. Buon lunedì Palmy,
    oggi ho recuperato anche questa competenza, chiudendo il giro delle nove.

    Trovi qui il mio contributo:

    http://towritedown.wordpress.com/2012/05/07/la-domanda-piu-grande/

    Ho dato un'occhiata veloce alla tua nuova proposta per il lunedì e in giornata cerco di capire se posso contribure e in che modo.

    Ti auguro una bella giornata, a dopo
    Grazia

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