sabato 19 maggio 2012

Un giorno come gli altri

immagine con la quale la scuola "Morvillo Falcone" di Brindisi ha vinto il Premio Legalità

Un giorno di scuola, come tanti, come tutti gli altri. Si fa scuola tutti i giorni, tutti i giorni entriamo in classe, facciamo l'appello - puntuale, quasi noioso - parliamo, dialoghiamo, rimproveriamo, ci arrabbiamo, ridiamo, interroghiamo, scriviamo. Si fa scuola cercando di insegnare come spargendo semi, a volte ben piantati, a volte al vento. E poi qualche volta vedi anche il risultato del tuo lavoro, vedi crescere quei semi. Mentre tutto attorno impera la disistima per il nostro lavoro sotterraneo, paziente. Quante volte ci infervoriamo contro la violenza, contro i pregiudizi, contro le sempre nuove forme dell'illegalità. Una lotta contro i mulini a vento, in una società che rema intera contro.
E poi un evento, come quello di oggi. Sia o non sia stato un attentato di matrice mafiosa o terroristica, la sostanza non cambia. Se infatti non è chiaro l'autore dell'efferato delitto, lo è l'obiettivo. Una scuola, le alunne di una scuola. Una scuola professionale intitolata alla vedova Falcone. E' questo che inquieta: che venga colpito il mondo quotidiano - ordinario, quasi noioso - di chi cresce. Di chi per sua natura vive spensierato e fiducioso nel futuro. Un colpo grave alla speranza.
Un ultimo pensiero per i genitori di Melissa. Non oso e non posso immaginare il dolore di chi perde una figlia, l'unica. Posso solo pregare che ricevano il conforto necessario a vivere la loro croce, indicibile, giorno per giorno.

14 commenti:

  1. Tiziana, sono qui per affiancarmi a te, ai docenti e agli studenti italiani, ma le parole si atrofizzano come pure i pensieri annichiliti dalla viltà e la barbarie di quanto è successo.

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  2. @ Annarita: hai ragione ma non parlare è peggio. Volevo dire il mio dolore, per condividerlo.

    @ Marilu: grazie

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  3. Hai ragione: bisogna parlare, esprimere il nostro dolore. Ci hanno colpito. Hanno colpito la scuola, la vita delle famiglie italiane. Non ci dobbiamo arrendere, lo dobbiamo ai nostri alunni, figli, nipoti, a noi stessi.

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  4. @ Speranza: tutto questo è assurdo. Ancora lo dobbiamo capire, elaborare.

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  5. È terribile e ci butta indietro di anni. Ma come dice Speranza, non dobbiamo arrenderci.

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  6. E' difficilissimo da capire. E il dolore e lo sconcerto sono enormi. Ma concordo con te: l'obiettivo è chiaro. E colpisce tutti, ma proprio tutti i cittadini. Nel profondo senso del loro legame.

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  7. Come hai scritto, colpire chi vive spensieratamente l'alba della propria vita è quanto di più odioso possa esserci.

    E il tuo pensiero per i genitori di Melissa è anche il mio. Con il cuore stretto tra dolore e rabbia.

    Grazia

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  8. Hai ragione, mio figlio che ha sentito la notizia per radio è rimasto molto turbato, soprattutto dal fatto che la tragedia fosse avvenuta davanti a una scuola, è stata dura rispondere a domande di cui ignoro la risposta.

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  9. Sì, occorre parlarne e infatti ne ho parlato su due blog. Volevo soltanto esprimere il senso di annichilamento e di smarrimento che comunque si prova, anche dopo averne parlato.

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  10. In queste occasioni le parole muoiono sulle labbra, ma sono d'accordo con te che non è giusto tacere.
    Non oso neanche immaginare il dolore dei genitori. Sopravvivere ad un figlio deve essere veramente la prova più difficile. E in questo modo, poi, davvero difficile da accettare.

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  11. Tacere mai, a volte pero' non e' facile trovare le parole giuste, tu le hai trovate, io continuo a rimanere senza..

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