giovedì 29 marzo 2012

Sogno un viaggio così

Sogno un viaggio on the road in cui la strada per raggiungere la meta è già una gioiosa scoperta.
Poiché sognare non costa e io mi diverto a preparare i viaggi quasi quanto partire davvero... let's go!
immagine da TrekEarth

-Prima tappa: Santuario della Mentorella (nel Comune di Capranica Prenestina). Sulla sommità del monte Guadagnolo, leggenda vuole che sia stato edificato da Costantino d'accordo con papa Silvestro. Un luogo che parla all'anima: San Benedetto vi abitò per due anni in una grotta naturale, papa Woityla lo amava particolarmente per riposare, attualmente è abitato da frati polacchi. Pernottamento alla Locanda delle ginestre. Da Catania sono 8 ore di auto. Questa è la tappa più lunga ma volendo se ne potrebbe aggiungere una intermedia.



-Seconda tappa: Pennabilli, villaggio bandiera arancione, sede di un museo della matematica (Mateureka). Pernottamento all'agriturismo La Concia. Da Capranica sono tre ore di autostrada.


immagine da qui

-Terza tappa: Chiusa (Klausen) nel cuore della Valle Isarco, è uno dei più bei borghi d'Italia, sede di un monastero benedettino. Hotel Elisabeth a Kirchberg. Sono altre 4 ore di auto.


immagine da qui

-Quarta tappa: sulla Romantische Strasse, il gioiello medievale Rothenburg ob der Tauber. Tanti gli alberghi: il Garni Hornburg, il Garni Goldene Rose e il Kloster Stuble sono quelli che mi sono piaciuti di più. Non badiamo a spese, qui stiamo sognando, i soldi sono a nostra disposizione...




immagine da qui

-Quinta tappa: Monschau, nei dintorni di Aachen (Acquisgrana), la fotografia non parla da sola? Amabili passeggiate con gli occhi spalancati sono tra le gioie più piacevoli per chi vuole immergersi nella vita di un luogo. Numerosi gli alberghi: a me è piaciuto questo.

-La meta: i Paesi Bassi. Utrecht dista solo due ore da Monschau. Amsterdam è a meno di un'ora di auto da Utrecht.

Che ne dite? Si può fare?

lunedì 26 marzo 2012

9 Mondays for 9 Skills: independence






Siamo alla quinta puntata del nostro viaggio... Per chi non avesse letto i post precedenti ho preso spunto da  un post di Leo Babauta, blogger di Zenhabit, che parte da un concetto semplice e realistico: la scuola non può preparare i nostri figli per il mondo del domani, per il fatto che è diventato difficile se non impossibile fare previsioni a breve, figuriamoci a lunga scadenza. 
E allora, quali sono le competenze assolutamente necessarie ai nostri figli per affrontare un mondo imprevedibile?
La prima è fare domande. La seconda è risolvere problemi. La terza? Affrontare progetti. Nella scorsa puntata ci siamo occupati di coltivare passioni.
La quinta competenza è


independence
indipendenza


Poco a poco, i figli devono essere abituati a fare da sé. Un passo alla volta, acquisteranno fiducia in sé stessi e non avranno bisogno del comando continuo del genitore o del maestro. All'inizio li sosterremo come chi tiene insieme al bimbo la matita per insegnargli a impugnarla, poi potranno imitarci e sarà già un altro passo verso l'autonomia. Quando faranno da soli occorrerà lasciare che sbaglino (la parte più difficile), perché poter imparare da un proprio errore è molto utile. Lo sbaglio potrà essere discusso, in modo da evitarne la reiterazione. In questo modo impareranno a essere indipendenti dallo stimolo di qualcuno esterno a sé e saranno liberi; non perché non avranno regole, ma perché le avranno dentro di sé.


Ognuna delle 9 competenze suggerite da Leo, così come quelle già trattate, sta diventando oggetto della riflessione di un mio post e spero anche di un vostro, se vorrete partecipare! Ho fissato un giorno di pubblicazione, il lunedì: per altri 4 lunedì vi proporrò una di queste qualità. Mi piacerebbe che ognuno contribuisse, raccontando la propria esperienza di genitore, educatore, insegnante... persona! O semplicemente  con un aneddoto sull'argomento o ancora con una riflessione. Siate generosi!

Basterà inserire nei commenti il link al vostro post... provvederò io a citarlo nel post.


I partecipanti di oggi sono:
La solita mamma con la sua esperinza di figlia e di madre
Velma con il racconto della figlia quattrenne che vuole partire sola per New York 
To write down con Lettera a un figlio di Kipling
Autumn con i piccoli grandi passi di indipendenza della figlia
Jessica di Baby Talk con una riflessione sulle competenze che compongono l'indipendenza
mamma michela ci racconta l'esperienza con i suoi figli
Alice dalla nascita che ci riferisce del gesto di "abbandono" per amore di una mamma afghana


E ora, al prossimo lunedì! 
Il tema sarà la sesta competenza: star bene con sé stessi.

venerdì 23 marzo 2012

Sull'errore

Cosa c'è di strano nello sbaglio?
Parto da questa semplice domanda perché quando commetto degli errori, dimentico qualcosa o causo involontariamente un guaio... mi stupisco, mi chiedo mille volte perché e come mai è potuto succedere... Eppure non c'è niente di più umano.
Penso che avrei potuto essere più attenta, ed è giusto.
Penso che se avessi fatto colì non sarebbe successo colà, e questo già è lavorare di fantasia... la storia non si fa con i se e con i ma e il passato - come diceva un filosofo - non lo può cambiare nemmeno Dio (in quanto Dio può agire sul presente ma non può fare in modo che ciò che è stato non sia accaduto).
Penso che non sono così brava come pensavo, e questo in fondo è un bene perché l'errore ci restituisce un'immagine più realistica di noi stessi. 
Giusto è del resto chiedersi cosa l'errore ci dica, ci indichi. In fondo, è quello che chiediamo agli alunni o ai figli: rendersi conto di aver sbagliato e riflettere sull'errore è il primo passo per correggersi. Ma quanto è difficile non farsi definire dallo sbaglio e rialzarsi in fretta senza rimuginare inutilmente...

giovedì 22 marzo 2012

"Oggi voglio fermarmi a casa tua"



La mostra ha come titolo la frase che Gesù rivolse a Zaccheo. Essa si sta svolgendo a Catania, nella cornice di questa splendida chiesa barocca:


(foto da qui)
Si tratta di pannelli con bellissime immagini artistiche e un percorso che spiega il dono che Gesù fa di se stesso nell'Eucarestia.
Un Dio che si è commosso a tal punto per l'uomo da mandare Suo Figlio e da non risparmiargli la morte. 
L'intuizione del pane di viaggio, del pegno dell'Eucarestia, viatico e segno tangibile, viene in mente a Gesù mentre si trovava al cospetto della folla che avendolo seguito era stanca e affamata. Si preoccupa di dare loro da mangiare moltiplicando i pani e i pesci... ma poi scrutando e sentendo la fatica e l'anelito di tutte quelle persone, capisce che non possono bastare né cibo né bevanda. Avevano bisogno di Lui. E così decide di donarsi fino in fondo. Fino alla fine e ancora oggi. Questo in estrema sintesi il percorso della mostra. 
Io sono tra i volontari che fanno da guida (anche merins lo è). Vi assicuro che ridire queste cose agli altri le illumina innanzitutto a me.

lunedì 19 marzo 2012

9 Mondays for 9 Skills: finding passion


Siamo già alla quarta puntata! Per chi non avesse letto i post precedenti ho preso spunto da  un post di Leo Babauta, blogger di Zenhabit, che parte da un concetto semplice e realistico: la scuola non può preparare i nostri figli per il mondo del domani, per il fatto che è diventato difficile se non impossibile fare previsioni a breve, figuriamoci a lunga scadenza. 
E allora, quali sono le competenze assolutamente necessarie ai nostri figli per affrontare un mondo imprevedibile?
La prima è fare domande. La seconda è risolvere problemi. La terza? Affrontare progetti.
Come vi avevo preannunciato la quarta competenza è


coltivare passioni
finding passion



In fondo, anche questo blog è nato e si è evoluto seguendo le passioni, una dentro l'altra, una dietro l'altra. Come una spirale che tornando sullo stesso tema lo approfondisce sempre più con scoperte sempre nuove. 
Quello che ci guida, infatti, non sono la disciplina, gli obiettivi, le motivazioni esterne, ma la passione, l'interesse. 
Aiutiamo i figli e i giovani con cui abbiamo a che fare a trovare cose che li appassionino, a coltivare queste passioni, ad andare a fondo di esse. 
Come? Vivendole voi. 
Mi accorgo che quando io sono interessata a un argomento riesco a trasmettere la mia passione a mia figlia o al mio alunno. Un'attività imposta ci risulta pesante e difficile da completare, mentre se seguiamo il flusso della passione non ci accorgiamo neanche del tempo che passa.
Approfitto per ripensare le mie passioni, a volte sono talmente tante che ne dimentico per un po' qualcuna...
-leggere
-viaggiare
-"studiare con le mani"
-il Medioevo
-l'astronomia
-Van Gogh
-il mondo ecobio

Un'idea delle altre, nelle mie boards su Pinterest (Audrey Hepburn, Richard Scarry, i sassi, le candele, il tè e il caffè...)... e le vostre?

Ognuna delle 9 competenze suggerite da Leo, così come quelle già trattate, sta diventando oggetto della riflessione di un mio post e spero anche di un vostro, se vorrete partecipare! Ho fissato un giorno di pubblicazione, il lunedì: per altri 5 lunedì vi proporrò una di queste qualità. Mi piacerebbe che ognuno contribuisse, raccontando la propria esperienza di genitore, educatore, insegnante... persona! O semplicemente  con un aneddoto sull'argomento o ancora con una riflessione. Siate generosi!

Basterà inserire nei commenti il link al vostro post... provvederò io a citarlo nel post.
Ed ecco i partecipanti di oggi:


to write down che scrive della passione per la lettura e di come trasmetterla ai figli fin dai primissimi anni
autumn che ci elenca un'abbondanza di passioni diverse e tutte interessanti
mamma e mimma che parla delle sue personali passioni
6 cuori e una casetta sulle passioni dei figli e le loro particolari caratteristiche
france sulla passione di insegnare
la solita mamma: le passioni dei genitori e quelle dei figli
Velma: "coltivare" una passione
Alice dalla nascita: il ruolo di noi genitori nelle passioni dei figli

E ora, al prossimo lunedì! 
Il tema per quel giorno sarà la quinta competenza: l'indipendenza.

venerdì 16 marzo 2012

Create your coat of arms

Crea il tuo stemma: dopo il capolettera miniato in classe ci dedichiamo a un altro lavoro, la creazione di uno stemma personale. Un'occasione per studiare i principali simboli dell'araldica e per capire meglio alcuni emblemi interessanti. 
Attraverso lo studio degli stemmi si può studiare tanto la storia che la geografia e si può riflettere sui fondamenti della nostra Costituzione.
Sapevate, per esempio, che l'emblema della Repubblica italiana è stato creato tramite ben due concorsi? Qui trovate tutti i particolari. Il vincitore fu Paolo Paschetto che volle riassumere nello stemma il primo articolo della Costituzione: la ruota dentata rappresenta il lavoro, il ramo di quercia la forza e la costanza. Abbiamo poi il ramo d'ulivo che dice la volontà di pace. E la stella, un simbolo antichissimo associato alla personificazione dell'Italia sulla cui fronte splende raggiante.
Abbiamo studiato poi  lo stemma della Sicilia: esso è caratterizzato 
dal triskele, dal gorgoneion e dalle spighe.
Il triskele, o triscele, che significa 'tre gambe' è un antichissimo simbolo solare, presente in diverse culture, associato alla Sicilia (della appunto Trinacria, tre punte) per la sua forma. La Gorogne è una figura mitica, indicante saggezza e le spighe invece richiamano la fertilità della terra. Le ali della Gorgone rappresentano l'eternità della storia.







Ne approfittiamo per un giro tra i paesi rappresentati nella classe:
-Romania

Esso riporta nello scudo piccolo i simboli delle diverse regioni rumene. I colori sono quelli della bandiera nazionale. L'aquila rappresenta la forza e la tensione alle altezze. essa tiene nel becco la croce ortodossa.

-Marocco


In esso troviamo la stella di Salomone e il sole nascente. David e Salomone, infatti, sono considerati profeti nella cultura araba.

-Tunisia


Troviamo: una bilancia in equilibrio (giustizia), un leone rampante (ordine), una nave tra le onde (libertà) e una scritta in arabo ("Libertà, Ordine, Giustizia"), il tutto sormontato dai simboli dell'Islam (mezza luna e stella a cinque punte).

Insomma, attraverso gli stemmi si può fare un viaggio interculturale!

Lo concludiamo con lo studio della bandiera dell'Unione Europea, unico simbolo dell'Europa.


Il blu del cielo, le dodici stelle in cerchio: esse richiamano un antico simbolo biblico di universalità e indicano le dodici stelle dello zodiaco che insieme formano l'universo, in cerchio che rappresenta l'unità.
Di seguito dei links utili per far disegnare lo stemma personalizzato a figli e alunni:
Design your coat of arms
Un gioco on line
Middle Ages Coats of Arms
Forme varie

mercoledì 14 marzo 2012

Quando insegni non dare niente per scontato

Cara to write down, qual è la maggiore emergenza che la scuola deve oggi affrontare? Io la definirei un'emergenza   alfabetica. 
Un terzo della popolazione italiana soffre del cosiddetto analfabetismo di ritorno, ossia una capacità di decodificare il testo a livello fonologico senza una reale comprensione del suo significato letterale. Questa porzione di popolazione ha bisogno di rileggere le parti più complesse di un testo di media difficoltà, senza per questo comprenderle del tutto, ma non capisce un testo specialistico, per esempio una diagnosi, una sentenza, un articolo espositivo.
Non si tratta di un problema da poco: una popolazione che non comprende un testo trova molta difficoltà a istruirsi, a partecipare alla vita democratica, a discernere di fronte alle controversie politiche. Aumentano la spesa per la sanità e la criminalità. Diminuiscono il benessere sociale e l'abitudine alla fiducia e alla cooperazione, oltre che la capacità di intraprendere.
E i nostri alunni?
Parto da alcuni fatti, riscontrati anche nel confronto con colleghi vicini e lontani (si tratta di un fenomeno diffuso):
1) assegno un tema, per esempio "Racconta una giornata significativa della tua estate". Nei compiti dei ragazzi il titolo diventa "Racconta un fatto di quest'estate", "Racconta un fatto significativo", Racconta un episodio...". Cosa succede? I ragazzi non credono che ricopiare il titolo sia necessario. Pensano di poterlo trasformare. Perché non rispettano la consegna. Non ne capiscono la perentorietà. Quando insegni, non dare per scontato che abbiano capito.

Source: flickr.com via Sandra on Pinterest


2) parlo, spiego, interloquisco... certe volte dall'espressione languida o trasognata arguisco, per fortuna, che non hanno capito una parola e chiedo: " ma sapete cosa vuol dire...?" e scopro che non avevano capito, o peggio, avevano frainteso. Perché se un parola non la conosci chiedi cosa voglia dire, ma se credi di conoscerne il significato vai avanti con la tua idea. Quali parole non avevano capito?
-firmamento= firma importante
-significativo=facile da capire
-circostanza=andare in giro per la stanza
-foraggio=fare fori
-accattivante=cattivo...
Quando insegni non dare niente per scontato.
3) il linguaggio figurato diventa il regno dell'opinabile. Nel testo di storia spesso si trovano espressioni come "l'eredità dell'impero carolingio", "il tramonto dell'impero", "l'espansione dell'Europa". Non è raro che espressioni come queste diventino problemi di testamento di Carlo Magno, serate di festa imperiali o sommovimenti geologici di cui ignoravi l'esistenza...
Quando insegni non dimenticare di chiedere cosa hanno capito.
4) oggi è difficilissimo insegnare a scrivere. Portare i ragazzi a fare un tema degno di questo nome comporta un lavoraccio, fatto di un tema alla settimana con relative correzioni, correzioni delle correzioni e via dicendo. Perché? Io mi sono data due spiegazioni: l'impoverimento del lessico e l'impoverimento dell'esperienza. Manca l'esperienza e dunque anche le parole che la descrivono, mancano le parole e dunque anche l'esperienza non viene nominata. Quando insegni non dare niente per scontato.


P. S. Approfitto per ricordarvi che oggi si festeggia il pi-day:






Se volete vedere i festeggiamenti dell'anno scorso, leggete qui.

lunedì 12 marzo 2012

9 Mondays for 9 Skills: Tackling projects





In diverse puntate sto riassumendo un post di Leo Babauta, blogger di Zenhabit, che parte da un concetto semplice e realistico: la scuola non può preparare i nostri figli per il mondo del domani, per il fatto che è diventato difficile se non impossibile fare previsioni a breve, figuriamoci a lunga scadenza. 
E allora, quali sono le competenze assolutamente necessarie ai nostri figli per affrontare un mondo imprevedibile?
La prima è fare domande. La seconda è risolvere problemi.
Adesso, passiamo alla terza:


affrontare progetti
tackling projects


Qualsiasi lavoro può essere scomposto in progetti, articolati, semplici, di breve o lunga durata. Un post è un progetto, un compito a casa è un progetto, migliorare una performance è un progetto, passare un esame è un progetto...
Abituare i nostri figli ad affrontare i compiti, le incombenze, i doveri da portare avanti in operazioni progettuali è basilare per dare loro un metodo di lavoro.

A volte, occorre dare e chiarire alcuni obiettivi: per esempio di fronte a un brutto voto a scuola,  occorre rendersi conto delle motivazioni, mettere in atto delle strategie per cercare di migliorare, controllare la buona riuscita di queste strategie.

Un progetto può essere anche a lunghissima scadenza: fin da piccola Laura parla di un suo sogno, "fare un centro benessere per i poveretti". Innanzitutto sono sempre rimasta positivamente colpita dal tipo particolare di interesse "sociale" del progetto: non un ospizio triste, ma un centro benessere. E poi la fantasia non ha limiti: se il vecchietto-poveretto dovesse avere un animale da compagnia nel centro benessere deve essere predisposto un luogo anche per lui! Certo, reperire i finanziamenti potrebbe essere difficile, ma chissà che non capiti un benefattore o una vincita al superenalotto!


Ognuna delle 9 competenze suggerite da Leo, così come quelle già trattate, sta diventando oggetto della riflessione di un mio post e spero anche di un vostro, se vorrete partecipare! Ho fissato un giorno di pubblicazione, il lunedì: per altri 6 lunedì vi proporrò una di queste qualità. Mi piacerebbe che ognuno contribuisse, raccontando la propria esperienza di genitore, educatore, insegnante... persona! O semplicemente  con un aneddoto sull'argomento o ancora con una riflessione. Siate generosi!

Basterà inserire nei commenti il link al vostro post... provvederò io a citarlo nel post.

Ed ecco i partecipanti di oggi:
To write down con un vero e proprio progetto sulla routine giornaliera
France con un progetto per acquisti eco-consapevoli (contro lo spreco!)
Autumn, che ci racconta come ha imparato a darsi dei tempi
Sybille e il grande progetto dell'homeschooling
Voglio una mela blu con due post: uno e due
La solita mamma: un webquest in biblioteca
Velma: le parti del progetto
Alice dalla nascita: scomporre un progetto in passi più piccoli


Allora, al prossimo lunedì! 
Il tema per quel giorno sarà la quarta competenza: coltivare passioni.



venerdì 9 marzo 2012

The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore per i venerdì del libro

Per questo venerdì del libro non propongo un libro ma un enhanced book, un libro potenziato con animazioni ed effetti speciali, che ha anche vinto un Oscar pur non essendo un film ma un app per I Pad. Si tratta della prima volta in cui a vincere un Oscar è un non-film!
Il corto è stato realizzato da Moonbot Studios. Sono stati gli autori a chiarire le fonti che li hanno ispirati: l'uragano Katrina, il mago di Oz e Buster Keaton, ma soprattutto l'amore per i libri e l'omaggio alle persone che ai libri hanno dedicato la loro vita. A queste persone i libri restituiscono il favore! The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore è proprio un'allegoria del potere curativo delle storie.
"Inspired in equal measures, by Hurricane Katrina, Buster Keaton, The Wizard of Oz, and a love for books, "Morris Lessmore" is a story of people who devote their lives to books and books who return the favor. The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore is a poignant, humorous allegory about the curative powers of story".
E adesso, si apra il sipario e... Buona visione!





Spero che vi sia piaciuto.
Commoventi le scene del librone rianimato dalla lettura e riportato in vita dall'immersione del lettore nella comprensione, del libro che letteralmente fa compagnia alla vecchietta e di quello che riporta il colore nella vita del bambino che lo ha preso in prestito. 
Proprio vero che la lettura è una cooperazione tra il libro e il lettore. E che il libro una volta pubblicato ha una vita propria anche rispetto a chi lo ha scritto. Esso ormai vive attraverso chi lo legge.


Ringrazio France e il blog Scientificando per la segnalazione. Dedico questo venerdì del libro alla regina delle recensioni, 'Povna.

mercoledì 7 marzo 2012

Outdoors walking onto Etna

On march 3rd we spent a day near the sea and on Sunday (March 4th) we had a good snow-day onto volcano Etna:


The white fog is not a cloud, but Etna's smoke!



In any area there are three layers: black lava, grey snow with volcanic ash and white snow, at last!




friday favorite things | finding joy

martedì 6 marzo 2012

Mamma green anch'io


Ebbene sì, ho rilasciato un'intervista sulle mie green.itudini. Leggetela qua. Questo, per chi non lo conoscesse, è il mio blog ecobio.

E poi, se volete, partecipate a 9 Mondays for 9 Skills...

lunedì 5 marzo 2012

9 Mondays for 9 Skills: Solving Problems



Il mondo così come lo conosciamo non ci permette una visuale a lunga distanza, non riusciamo a prevedere il futuro. Sarà opportuno allora insegnare ai nostri figli delle competenze che potranno essere utili per loro in ogni caso.
La seconda competenza suggerita dal post di Leo Babauta (chi si fosse perso la prima competenza - fare domande - può leggerne qua) è:


risolvere problemi
solving problems



Insegniamo ai nostri figli che i cambiamenti, le difficoltà, i fatti imprevisti sono problemi da risolvere, non montagne insormontabili. Non risolviamo loro immediatamente tutti i problemi, semmai aiutiamoli a trovare soluzioni da verificare.


Ora, che cos'è un problema? 


Si tratta di un ostacolo (dal gr. προβάλλω, gettare in avanti, sporgere in fuori, impedire) che, impedendoci il raggiungimento di un fine o la soddisfazione di un'esigenza, si pone alla nostra attenzione con una certa forza, tale da costringerci ad occuparcene. 


Molti adulti sfuggono questa responsabilità: pensiamo a quanti nei luoghi di lavoro fanno finta di non vedere i problemi perché sanno che dovrebbero impiegare tempo e fatica per affrontarli. 


Ma i problemi proprio perché esigono una risposta non se ne stanno buoni davanti alla nostra indifferenza. Risorgono, si camuffano, prendono nuove sembianze ma non ci abbandonano.


E i nostri figli? Quanta frustrazione li appesantisce alla prima difficoltà? Tocca a noi infondere loro fiducia in sé stessi, senza sostituirci alla loro fatica, ma sostenendola.


Conosco una famiglia in cui la figlia  a giorni deve affrontare un esame medico di cui ha paura. Il padre, forte della sua esperienza di militare, l'ha portata sul tetto della loro casa e le ha insegnato a fare una robusta imbracatura con le corde, poi insieme si sono calati dal tetto. Cosa ha tentato di insegnare questo padre alla figlia? Che ogni problema ha la sua soluzione e se la trovi la paura svanisce. Anche se devi faticare.



Ognuna delle 9 competenze suggerite da Leo, così come queste già trattate, diventerà oggetto della riflessione di un mio post e spero anche di un vostro, se vorrete partecipare! Ho fissato un giorno di pubblicazione, il lunedì: per altri 7 lunedì vi proporrò una di queste qualità. Mi piacerebbe che ognuno contribuisse, raccontando la propria esperienza di genitore, educatore, insegnante... persona! O semplicemente  con un aneddoto sull'argomento o ancora con una riflessione. Siate generosi!


Basterà inserire nei commenti il link al vostro post... provvederò io a citarlo nel post.


Allora, al prossimo lunedì! 
Il tema per quel giorno sarà la terza competenza: affrontare progetti.


Chi partecipa oggi?


Autumn con la sua esperienza da studentessa
France sull'utilità dei problemi
Monica e il problema del latino
Leucosia: i problemi e le boccate di ossigeno...
Patrizia: il punto di vista di una mamma
La solita mamma: il punto di vista di una bibliotecaria
Alice dalla nascita: dall'osservazione dei figli qualche considerazione...
Velma: a tutto c'è rimedio...
Good intentions: a volte bisogna aspettare prima di dare la soluzione ai problemi dei figli...
To write down: il metodo del social detective

sabato 3 marzo 2012

March 3rd


Mare...







Ti giri dall'altro lato e vedi... l'Etna.




Oggi faccio l'onomastico... non è san Palmy, mi chiamo Tiziana. E queste foto sono il breve resoconto della passeggiata che mi sono regalata... a conclusione una granita (la mia in primo piano al pistacchio con panna, quella di mio marito mandorla e cioccolata... brioche e via con la bella stagione!) all'Eden Bar di Aci Trezza.




sunnydaytodaymama


venerdì 2 marzo 2012

La sposa normanna per i venerdì del libro

Il libro di cui vi parlo oggi l'ho letto due volte, l'ho prestato e l'ho regalato più e più volte, lo consiglio sicura che vi piacerà.
La protagonista è Costanza d'Altavilla, attempata sposa di Enrico di Svevia per ragioni di opportunità politica. Il matrimonio dovrà essere coronato dalla nascita di un erede. Ma l'età di Costanza, prossima ai quarant'anni, non lascia sperare nulla di buono.
Eppure, ormai insperato, arriva il dono. Il marito - rozzo e violento - si trova lontano quando, a gravidanza inoltrata, la notizia viene divulgata. Il sospetto che sia tutta un'invenzione lo divora. Così ordina che la sovrana lo raggiunga per poter constatare di persona la nascita. Costanza sa che, se vuole che a suo figlio siano riconosciuti i propri diritti, deve fare in modo che venga accettato come figlio legittimo. E così si mette in viaggio.
La storia è nota: Costanza non giunge alla meta, Federico nascerà a Jesi, testimone tutto il paese. Costanza, infatti, sceglierà di partorire in una tenda al centro della piazza principale. Siamo nel giorno dopo Natale del 1194: Costanza ha quarant'anni.
La vicenda del libro si snoda poi attraverso la giovane vita di Federico, il sovrano che si è guadagnato l'appellativo di stupor mundi.
Questo libro è la storia di una donna, coraggiosa e intelligente.
Ma è anche la storia di Federico II, sovrano moderno e personalità poliedrica.
Ed è la storia della Sicilia e dello straordinario melting pot di civiltà che nell'isola si è realizzato.
Eccolo qua:



Con questo post partecipo al venerdì del libro di homemademammma
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