venerdì 29 giugno 2012

Libri "estivi" per ragazzi

Cari amici del venerdì del libro, cari lettori, dovete sapere che in genere non assegno compiti per le vacanze, come ho spiegato. In genere per l'estate consiglio dei libri da leggere. Quest'anno per la mia prima media ho anche deciso unilateralmente le seguenti regole:


Regola n. 1: scegliere un libro (ma se se ne legge più di uno, non è un delitto!) e leggerlo
Regola n. 2: vietato fare riassunti, recensioni e esercizi
Regola n. 3: cercare il libro in biblioteca o comprare un'edizione economica. Se non lo trovate in libreria, richiedetelo.

Si tratta di libri buoni da leggere anche da adulti, da regalare ai ragazzini di quinta o di prima media, alcuni anche di seconda... che conosciamo o da far trovare, come dimenticati là, su qualche mobile a casa per invogliare i figli a leggere. Preciso che nella scelta sono stata guidata anche da un criterio di prezzo e di reperibilità (il che per esempio mi ha fatto escludere La promessa, edito da Itaca, casa editrice seria ma dalla pessima distribuzione)

AVVENTURA
Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, Salani
Roald Dahl, Il dito magico, Salani
Daniel Pennac, Kamo. L'idea del secolo, Einaudi ragazzi
Cornelia Funke, Il re dei ladri, Oscar Mondadori

FORMAZIONE
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe
Roberto Denti, Il ragazzo è impegnato a crescere, Topi Pittori
Susanna Tamaro, Tobia e l'angelo, Giunti Junior

GIALLO
Arthur Conan Doyle, Il mastino dei Baskerville
Christine Nostlinger, Occhio al professore, Giunti Junior

MISTERO
Edgar Allan Poe, Il gatto nero e altri racconti, Einaudi ragazzi

UMORISMO
Christine Nostlinger, Il bambino sottovuoto, Salani
Roald Dahl, Matilde, Salani

MATEMATICA DIVERTENTE
Hans Enzersberger, Il mago dei numeri, Einaudi
Anna Cerasoli, Sono il numero 1. Come mi sono divertito a diventare bravo in matematica!, Feltrinelli
Anna Cerasoli, Io conto, Feltrinelli
Anna Cerasoli, La sorpresa dei numeri, Sperling&Kupfer
Anna Cerasoli, Mr. Quadrato. A spasso nel meraviglioso mondo della geometria, Sperling&Kupfer
Anna Cerasoli, I magnifici dieci. L'avventura di un bambino nella matematica, Sperling&Kupfer

STORIA
Enzo Carabba, Attila. L'incontro dei mondi, Feltrinelli
Teresa Buongiorno, Giovanna D'Arco. La ragazza dal vestito rosso, Salani
Teresa Buongiorno, Il ragazzo che fu Carlo Magno, Salani
Daniela Morelli, Il segreto delle caravelle, Mondadori

mercoledì 27 giugno 2012

Parole in viaggio: intervista con Giorgia di Priorità e Passioni



Siamo alla terza intervista della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio. La prima puntata potete leggerla qui, la seconda qui.
Oggi è la volta di Giorgia di Priorità e Passioni, un blog che ho scoperto relativamente da poco ma con cui ho sentito da subito una grande sintonia.

"Mi piace scrivere - ci dice - ma mi sono sempre sentita poco brava nel farlo, adoro viaggiare ma non riesco a farlo quanto vorrei, amo creare con le mie mani ma l'unica mia creazione degna di nota sono le mie "cucciole". Avrei voluto fare il medico e lavorare in un ospedale di bambini e mi ritrovo a dare informazioni turistiche sulla mia città. Però ho imparato che il mondo è come noi lo vediamo e che la serenità è una scelta (a meno che non si incontrino gravi problemi di salute) ed io ho scelto.
Ho scelto di scrivere per fissare, ricordare ed esprimere.
Ho scelto di viaggiare anche solo con la fantasia, ho deciso di creare sistematicamente con le mie bambine per regalare loro leggerezza, divertimento, esperienza e conoscenza. Il mio lavoro mi dà il contatto quotidiano con le persone, l'opportunità di parlare in lingue diverse e ogni tanto di parlare di arte, che da sempre mi ha affascinato".

Ma cominciamo con le domande:

-Come ti è venuta in mente l'idea di creare un blog?

Sono una neofita della blogsfera perché non trovavo interesse in tutto ciò che fosse tecnologia... ma eccomi qui a gestire un blog, il gruppo Consigli di viaggio, a far uso di twitter, pinterest e chissà cosa domani. 
Ho scoperto il potere della condivisione. Le mie parole che arrivano chissà dove portandomene altre. Ho imparato la potenzialità della rete, dell'iterazione sociale e della conoscenza. C'è una frase di Proust che sento molto mia: "l'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere nuovi occhi" ed io voglio avere ogni giorno nuovi occhi, lasciandomi alle spalle aspettative, pregiudizi e luoghi comuni. Avere la volontà di imparare da tutto ciò che arriverà. Ho aperto il blog per puro caso, senza pensare a dove mi avrebbe portato, cercavo un modo per esprimermi, un angolino dove rifugiarmi quando mi imbatto in cose che non gradisco. Un modo per tener traccia di tutto ciò che mi piace e che ritengo importante.

-Il tuo blog ha un titolo che merita una spiegazione: Priorità e Passioni...

Sì, certo. Le mie priorità sono sicuramente i miei affetti. Insegnare alle mie figlie la correttezza, l'importanza della diversità, intesa come arricchimento, il rispetto dell'altro, della solidarietà, collaborazione ed amicizia. Non ultimo il rispetto per la natura. Insegnerò loro che niente è immutabile e i cambiamenti sono necessari, che esistono la paura, la rabbia, la menzogna e il dolore, ma che fanno parte della vita e serviranno a rafforzare i nostri valori in cui crediamo. Soprattutto insegnerò loro a guardare l'atteggiamento altrui che non ci piace, imparando ciò che non vogliamo assolutamente essere e starne lontane!
Le passioni sono molte: i viaggi, occasione unica per accumulare emozioni, esperienza e conoscenza. La fotografia: ovunque vada faccio provvista di immagini; i libri, i miei cari amici cartacei che tanto insegnamento mi hanno dato. Ho un debole per i libri per bambini specialmente quelli accompagnati da illustrazione significative. Ne abbiamo una piccola collezione che io ho definito Mattoncini che aiutano a crescereSono fatta dei tanti libri letti, dei sempre troppo pochi viaggi fatti, delle mie mille foto scattate, dell'insegnamento che le mie figlie ogni giorno mi regalano, delle persone con le quali mi sono incontrata e scontrata, del calore della mia famiglia.
Vivo insieme a mille pensieri, progetti e ormai appunti sparsi ovunque. Un irrefrenabile voglia di fare, creare, inventare ma soprattutto conoscereMi piacciono l'arte, il teatro e immergermi nella natura senza tralasciare la gioia delle piccole cose, dei piccoli gesti che regalano un sorriso.

-C'è qualche iniziativa del tuo blog che vorresti raccontarci?

L'unica iniziativa del mio  blog è il Mercoledì dell'arte. Ho avuto questa idea perchè ho sempre ritenuto che l'arte, la pittura in particolare e la creatività in generale  rappresentano un occasioni di crescita e formazione uniche per i più piccoli. Educare lo sguardo alla bellezza, insegnare loro la passione per i grandi artisti, condividere una mostra, farli osservare attraverso il gioco, sperimentando colori e materiali  e tecniche diverse è per me essenziale allora perchè non farlo tutti insieme? Ogni 15 giorni lancio un tema e il nostro laboratorio on line prende il via. Un'iniziativa che ha coinvolto mamme e non, in un divertente gioco per diffondere idee.

-Nel tuo blog hai una rubrica che si intitola Viaggi formato famiglia. Ce la spieghi?

Tra le mie passioni non poteva mancare una parte dedicata ai viaggi anche se è una rubrica in divenire. L'ho chiamata così perchè mi piacerebbe raccogliere tutti i viaggi che faccio con la mia famiglia. Quando sei piccolo il viaggio è stupore e scoperta, poi si cresce e arriva l'emozione, la libertà, la conoscenza del diverso. Quando diventi mamma, invece, ti rendi conto che non c'è miglior scuola di vita di un viaggio e quindi si inizia a partire per i nostri figli e con loro il viaggio si arricchisce. Abbiamo l'abitudine di scrivere un "diario di bordo" per ogni meta visitata, spero di aver il tempo di trasferire queste righe nel mio blog.

-Siamo curiosi sul gruppo Consigli di viaggio. Da dove è nata l'idea di questo interessante luogo di condivisione?

Ho creato il gruppo, anche qui, senza immaginare minimamente di trovare tanta partecipazione. Volevo creare un luogo dove poter scambiare consigli, esperienze dirette e considerazioni. Un luogo utile per chi sta partendo ma anche un luogo dove condividere emozioni. 
I viaggi hanno due momenti fondamentali: la partenza, con il carico di aspettative, motivazioni, fantasie, sogni, speranze e il ritorno con l'elaborazione dell'esperienza, la memoria, il racconto del viaggio. Questo è quello che condividiamo all'interno del gruppo, tante persone con un unica passione o interesse.

E ora... buona scoperta! Avventuratevi nel blog di Giorgia e se vi fa piacere iscrivetevi al gruppo Consigli di viaggio, luogo di chiacchiere, condivisione, informazioni, dritte, risate e... amicizia.

lunedì 25 giugno 2012

Love of learning: Summer activities

Buongiorno a tutti,




Gustave Klimt, Veduta di Malcesine, estate 1913

oggi un'altra puntata del link party Love of learning sulle attività da fare con i figli durante l'estate. 
Troppe volte ho ascoltato lamentele di genitori che non sanno come far passare l'estate ai figli liberi dagli impegni programmati. Quasi non vedono l'ora che le vacanze finiscano. Eppure il tempo libero, se ci pensiamo, è la cartina di tornasole di ogni famiglia. Il tempo programmato, infatti, va avanti per inerzia senza che noi siamo costretti a metterci del nostro. Invece il tempo da riempire è tutto nelle nostre mani.

L'unschooling, lasciare ai figli occasioni di libero apprendimento, è per alcune famiglie la normalità. Ma senza arrivare a questo come regola di vita, non possiamo valutare l'ipotesi di costruire per i nostri figli occasioni utili per stare con noi, scoprire cose nuove, imparare giocando e divertendosi?

Vi propongo di lasciarmi il link di un vostro post (anche già pubblicato) su questo: come affrontate le vacanze con i vostri figli? Condividete con noi le vostre idee di attività estive...? Raccontatemi un'attività di successo che può essere utile per altri, vi aspetto! Se avete difficoltà a linkare correttamente il vostro post lasciatemi l'URL nel commento e ci penso io... 
Un consiglio: mettete bene in evidenza l'argomento del post. Per esempio, non "Palmy", ma  "Palmy: costruire un castello di sabbia"...
Potrete anche inserire nel post o nel blog il banner dell'iniziativa:


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Love of Learning Participants
1. Lavoretti e non solo: la mongolfiera
2. Mammozza: autolavaggio giocattolo
3. Twins(bi)mamma: un giorno a zoomarine
4. Anna DIsorganizzata: dipingere con la schiuma da barba
5. Parlare con i bambini: a scuola di musica
6. Mammozza: timbri di gomma crepla
7. Cartacanta: nave pirata
8. Cartacanta: bowling casalingo
9. Mamma e mimma: fare insieme
10. MammaElly: Giochi con la frutta estiva: la marmellata
11. MammaElly: Giochi sotto la pioggia
12. MammaElly: Travasi d'acqua colorata
13. MammaElly: Laghetto
14. MammaElly: Spruzzi d'acqua
15. Cristina Berardi: safari fotografico
16. Piccolalory: lavoretti arcobaleno
17. La solita mamma: i bambini e la noia
18. Micaela: l'orto delle bimbe
19. Micaela: bagnetto e travasi
20. Maestra Valentina- cappuccetto rosso marionette
21. Una mamma... un girasole: scatti di piccolo autore
22. Learning is experience (io): lavoretti con rotoli della carta igienica
23. Sybille: raccolta summer activities
24. Giorgia: quadri marini
25. Mammozza: il libera felicità con conchiglie
26. Laura: le nostre attività
27. Cì: insegnare l'uso delle erbe
28. Babbonline: quando non si può uscire
29. Tra teatro e arte: Trekking educativo
30. Grazia di ToWriteDown: Conoscere gli Animali alla Fattoria Didattica
31. Velma: alla ricerca dell'alfabeto in casa

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venerdì 22 giugno 2012

Venerdì del libro: lavoriamo con Matisse


Cari amici del Venerdì del libro e cari lettori,
ogni anno è ormai tradizione che a scuola mia si prepari una mostra, in collaborazione con   i docenti di arte e sostegno: essa verrà poi esposta durante le ultime settimane di lezione e spiegata dagli stessi alunni che si improvvisano guide con tanto di divisa e cartellino. I destinatari sono i docenti, il personale, gli alunni di tutte le classi. Il risultato di quest'anno è stato particolarmente significativo e, lasciatemi dire, commovente. Il tema è Matisse nell'arte e nella moda in quanto il gruppo di sostegno ha collaborato decorando degli abiti con temi mutuati dal pittore francese. Io l'ho trovata un'idea fantastica:


Come potete vedere da questo primo assaggio, il tutto è molto professionale!

E gli abiti sono allegri e ben fatti: essi sono stati indossati in un defilè inserito nella serata finale della nostra Settimana della Cultura. La collana nei toni dell'azzurro, non è deliziosa?

Ma la mostra continua:



Ma il libro? Eccolo:


L'ho comprato nella libreria del Centre Pompidou a Parigi, dove ho fatto incetta di diversi "capolavori" per bambini. Si tratta di un libro per comporre collage con pezzi autoadesivi tratti tutti da opere di Matisse. Per approfondire quanto questo libro ci è stato utile leggete il post Laura e Matisse.
Che ne dite?

mercoledì 20 giugno 2012

Parole in viaggio: intervista con Mamma Pinguina




Seconda puntata della rubrica Parole in viaggio, serie di interviste a bloggers che si occupano di viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio. La prima puntata potete leggerla qui. Oggi conosceremo meglio la simpaticissima Mamma Pinguina del blog Iridi a stelle e strisce, che racconta l'esperienza del trasferimento con la sua famiglia dall'Italia al Wisconsin. Ma non solo: da là la famiglia dei Pinguini si muove in lungo e in largo per gli Stati Uniti e quasi in diretta possiamo seguire le loro gite. Perché Pinguini? Ecco qua la spiegazione.



"Mi chiamo Renata - si presenta - i miei figli mi chiamano Mamma o Serra; mio marito mi chiama Serra, per gli amici sono Renée, Pinguina o Renata; per gli amici del blog sono Mom". Renata ha due splendide creature, degli "angeli", come li chiama lei. E la mia prima domanda riguarda proprio la sua famiglia...

-La vita della tua famiglia è caratterizzata da un viaggio che vi ha portati all'estero. Raccontaci cosa avete trovato di diverso e di migliore laddove siete oggi e cosa vi manca dell'Italia.

Io e il mio compagno abbiamo sempre amato viaggiare, in particolare in terra americana. I nostri figli, fin dai primi giorni di vita, hanno dovuto accettare il seggiolino dell’auto! Ho conosciuto tanti bambini che piangevano ogni volta che venivano legati al seggiolino, bambini che presto hanno imparato a slegarsi da soli e che, cosa che mi fa rabbrividire, spesso e volentieri stanno sganciati sul sedile dell’auto. Ai miei figli questo non è permesso. Ma effettivamente non hanno mai pianto: hanno capito che quella sarebbe stata la loro vita! Un po’ perché fra casa nostra e quella dei loro nonni c’erano 150km, un po’ perché ogni occasione per fare un viaggio, più o meno lungo, è sempre stata ben accolta in famiglia. I chilometri, d’asfalto o d’aria, non ci hanno mai spaventato.
Nel 2008 abbiamo avuto il primo assaggio di USA: abbiamo seguito il mio compagno che doveva andare 2 settimane a Detroit. Era inverno, abbiamo visto tannnnnnnnta neve e splendidi animali selvaggi. I nostri figli si sono immediatamente innamorati di questo mondo. Sono rimasti abbagliati dal senso civico di questo popolo, dall’educazione, dal rispetto soprattutto per i bambini che hanno. Al rientro in Italia, pur essendo loro ancora piccoli, hanno cominciato a studiare con impegno l’inglese perché avevano capito a cosa serviva imparare quella lingua. Mia figlia spesso, anche a distanza di anni, piangeva perché voleva tornarci.
L’anno scorso, Marzo 2011, il mio compagno doveva andare per 6-8 settimane in California... potevamo non approfittarne? Così siamo stati un mese con lui. A Santa Ana. Ogni giorno mi arrivavano via email i compiti per i miei figli e vi dedicavamo la mattina. Ho provato la gioia di trasformarmi in maestra! Poi il pomeriggio si organizzava qualcosa: zoo, parchi... Una strepitosa gita in barca in mezzo all’Oceano per osservare la migrazione delle balene... e uno strepitoso weekend a San Francisco on the road!
Questa esperienza ci ha insegnato tante cose e siamo diventati attenti osservatori: anche una nuvola in cielo può trasmetterci delle emozioni nuove. Stamattina, ad esempio, mi sono portata i ragazzi in una cittadina a 30 minuti da qui: ho dato a mia figlia la macchina fotografica e le ho detto di fotografare tutto. Anche loro hanno imparato che una casa rossa in mezzo ad un prato verde è emozionante. Siamo cambiati nel profondo. Sinceramente non ci manca molto il nostro paese d’origine, ci sentiamo molto cittadini del mondo. Ci mancano alcuni amici e le famiglie, ma... non so come spiegarlo: la nostra vita è qui, per ora. Poi il futuro potrebbe regalarci nuove sorprese e noi siamo pronti ad accoglierle. Cosa ci manca del nostro Paese? Ho fatto questa domanda ai miei figli e abbiamo risposte diverse: a me il cibo, a mio figlio gli amici, a mia figlia la casa al mio compagno la pizza (che si riallaccia alla mia).

-Il tuo blog è un po' il racconto di questo viaggio familiare. Come ti è venuta l'idea?

Appena prima di partire per quel viaggio mi è venuta l’idea di fare un blog per tenere aggiornati amici e parenti su questa nostra esperienza. Mio marito non era molto favorevole ma si è adeguato.
Poi, un giorno, di giugno 2011, il sogno di una vita, pare diventare realtà. La compagnia del mio compagno gli ha offerto l’opportunità di un’esperienza biennale in USA. Potevamo lasciarcela scappare? Io già da 2 anni non lavoravo più... 
Abbiamo preparato tutto e il 27 Giugno siamo atterrati a Kenosha, nel Wisconsin. Perché Kenosha? Perché ha un bellissimo nome indiano che significa “il luogo dove le trote depositano le uova” e perché ha un meraviglioso faro rosso che amo! Kenosha sorge sul Lake Michigan, la regione dei Grandi Laghi (e del grande freddo!).
E a questo punto il blog è diventato importantissimo: tenere aggiornati amici e parenti e un collegamento con il nostro Paese. Poi si è rivelato ancora più importante di quello che voleva essere: un punto di riferimento per tutti quelli che vorrebbero intraprendere la nostra stessa esperienza. E anche il mio compagno, nonostante inizialmente non approvasse, ha cominciato a partecipare attivamente a questo blog. Lui è quello che scrive i post spiritosi, quelli che fanno ridere perché ha un modo particolare di raccontare le cose. Io sono quella sentimentale, profonda. Ed è bello avere un blog con due anime, no?

Hai scritto: "Siamo una famiglia dinamica e flessibile". Mi sembra molto interessante, puoi spiegarcelo meglio?


Approfittando del fatto che eravamo in USA e che in casa nostra il solo sport che ci interessa davvero è il baseball, la scorsa estate ci siamo organizzati un tour on-the-road a vedere alcuni ballpark. Partiti da qui, siamo passati a Detroit (a salutare degli amici) circumnavigando parte del Lake Michigan. Poi siamo andati verso le Niagara Falls circumnavigando parte del Lake Erie. Poi Boston, New York,  Baltimore, Philadelphia, Washington, Pittsburgh, Cleveland, Kalamazoo (per andare a salutare la squadra di softball di Bollate che disputava un importante torneo!), e poi ritorno a casa. Una settimana. Ma a dirla tutta il viaggio ha subito due variazioni notevoli. Ma il nostro motto è appunto "siamo una famiglia dinamica e flessibile" e nulla ci spaventa. Una delle tappe doveva essere Columbus, in Ohio. Ci tenevo: è la città dove i miei genitori hanno vissuto, dove è nato mio fratello e dove, nonostante sarebbero passati 10 anni prima che nascessi io, è cominciata la mia passione per gli USA! Ma nella vita ho imparato che per tutto c’è una ragione e se io non sono andata a Columbus, forse c’è una ragione. Ci dovrò andare in un altro momento. Perché è importante educare i nostri figli con questa consapevolezza. Dobbiamo accettare che qualcosa lungo il percorso può sempre cambiare, talvolta anche contro la nostra volontà. E non dobbiamo spaventarci perché altrimenti ci roviniamo il viaggio. E non si tratta solo di viaggi, ma anche della vita: insegnare a loro a spostarsi, a cambiare cultura, cibo, ad affrontare i continui cambiamenti, ad affrontare variazioni di programma, li aiuterà sicuramente a diventare adulti maturi e consapevoli. E’ fondamentale il sorriso: vedere che noi siamo sereni aiuta anche i nostri figli ad esserlo. E allora, per essere ancora più dinamici e flessibili, questo viaggio che inizierà fra 2 giorni, abbiamo optato per il camper... perché così se un posto ci piace di più ci possiamo fermare di più e viceversa. Se un certo posto perde di interesse... possiamo cambiare percorso. E’ importante che anche i bambini... oddio, ormai sono dei ragazzi, siano pronti a qualsiasi cambiamento ed è importante che i cambiamenti, anche se dentro ci sconvolgono, vengano ben accolti col sorriso.

-I tuoi ultimi viaggi sono "on the road" attraverso le terre mitiche degli Stati Uniti... vuoi condividere con noi queste esperienze?

Il viaggio che stiamo per intraprendere l’abbiamo già fatto nel '99 io e il mio compagno, ma ora ho un’emozione ancora più forte perché voglio vederlo con questi nuovi occhi di attenta osservatrice e con gli occhi dei miei figli!
Il grosso del viaggio, tappe e durata, l’abbiamo decisa io e il mio compagno ma ogni cambiamento, ogni sensazione, commento, l’abbiamo condivisa con i nostri figli. I loro occhi vedono cose che noi non vediamo e a volte ci hanno permesso di comprendere meglio il loro punto di vista. Quello che insieme abbiamo imparato è che il bello del viaggio non è solo la meta, il luogo dove stiamo andando, ma che lungo il percorso ci possono essere cose altrettanto meravigliose. E c’è un gioco che mi piace tanto fare con loro: guardare le nuvole e vedere cosa ci sembra di vedere. Non ci si immagina quanto ciò che vedono possa aiutare a conoscere quello che hanno dentro.
L’obiettivo del prossimo viaggio, imminente, è diverso da tutti i precedenti: sia in Europa che qui in USA abbiamo visitato luoghi “contaminati” dall’uomo, monumenti o comunque città ed edifici costruiti. Questo invece ha l’obiettivo di far vedere ai miei figli che ci sono altri “monumenti”, forse ancor più incantevoli, che non sono stati “contaminati”, costruiti. Sono monumenti di Dio, chiunque egli sia, che per opera delle sue tre mani (acqua, aria, sole) ha creato. E lasciano un segno indelebile nel cuore. L’uomo in quei luoghi interviene col solo scopo di proteggere tanta meraviglia. Se raggiungerò questo obiettivo sarò una mamma realizzata. Se lascerò segno di questo viaggio nei loro cuori, allora potrò essere fiera del mio “mestiere”.

-C'è qualche dritta che a partire dalla tua esperienza puoi darci per viaggiare con bambini?

Quello che ho detto prima: mantenere la calma e la serenità anche se dentro si è preoccupati. Ti racconto questo episodio: l'anno scorso io e i miei figli siamo partiti per raggiungere il papà in California. Saremmo stati lì un mese. Siamo partiti dall’aeroporto di Linate ma appena prima dell’imbarco è stato segnalato un guasto all’aereo. Una tragedia di disorganizzazione della compagnia aerea. In poche parole ho dovuto riprendere le valigie, rifare i biglietti e i check-in. E ci hanno fatto scegliere: o tornare a casa e ripartire l’indomani o andare a Londra, pernottare lì (a spese loro) e ripartire da lì direttamente. Abbiamo optato per la seconda scelta. I bambini erano angosciatissimi per i cambiamenti e perché avrebbero tardato l’incontro col papà. Be’, in questi casi bisogna ridere e far vivere loro il cambiamento come un’avventura. Spiegar loro che sarà ancora più entusiasmante incontrare papà e che potranno passare una notte in Inghilterra e vedere come si viaggia “al contrario”. E alla fine sono anche stati contenti perché l’albergo era molto bello!!!
Giocare durante il viaggio e non a carte o con videogame, ma giocare col paesaggio che c’è intorno. Così loro memorizzeranno meglio. E, importante, dare loro delle responsabilità, pari alla loro età ovviamente sia nei preparativi che durante il viaggio: affidare loro una valigia importante, o un documento. O far chiedere a loro delle informazioni (se in un’altra lingua diventa ancora più importante!); affidar loro il compito di fare delle foto, o di scrivere il diario, o di tenere i bigliettini di ogni posto che visitiamo o ristorante... Così si sentiranno protagonisti del viaggio!


Per rimanere in tema e sperimentare il viaggio come occasione per imparare vi invito all'iniziativa Impariamo viaggiando che è partita qui e su The Family Company il 18 giugno. Andate a leggere se non lo avete ancora fatto e partecipate...


A questo punto non vi resta che visitare il blog di Renata!

lunedì 18 giugno 2012

Impariamo viaggiando?

Le migliori idee spesso nascono "per caso". Sul gruppo Facebook Consigli di viaggio per famiglie con bambini ho conosciuto la blogger Valentina. Il suo blog, The Family Company, si occupa di viaggi, mete e itinerari per famiglie. 
Insieme abbiamo ideato e progettato un'iniziativa rivolta a tutti coloro che amano viaggiare e che viaggiando imparano. 
Siamo convinte, infatti, che per apprendere le cose le devi fare tue, così dicono gli insegnanti, e le fai tue se le vivi. E cosa c'è di più efficace di un viaggio? Una vera e propria full immersion in un altro mondo, spesso in un'altra epoca... Quante cose incontriamo viaggiando, quante cose vediamo, quante cose ci incuriosiscono!

La sfida che vogliamo condividere con voi è di raccontarci la nostra esperienza di "allievi viaggianti": 
-da oggi al 18 settembre raccogliamo le idee, scriviamo un bel post (o se non avete un blog potete scrivere una mail a profpalmy@gmail.com o a posta.familyco@gmail.com)  
-meglio se corredato di fotografie 
-su qualcosa che voi o i vostri figli avete imparato in un viaggio, o più semplicemente in una gita, in una visita svolti durante l'estate 2012. 
-poi lasciate il link al vostro post nei commenti (o avvisateci se scriverete una mail)
-e noi provvederemo a stilare una bella guida in pdf (con credits) di tutto il nostro lavorìo... che ve ne pare?

Non ci sono molte altre regole. Solo l'inserimento di questo allegro logo nel vostro post:



Chi poi volesse approfondire potrà cliccare il menu di navigazione sotto il titolo del mio blog, alla voce "Learning by travel".
Un altro gruppo molto attivo al quale vi consiglio di iscrivervi se avete un profilo FB è Consigli di viaggio.


Siete dei nostri?

venerdì 15 giugno 2012

Di blog in blog: Austria & more

Siamo al secondo appuntamento della staffetta Di blog in blog (il primo qua), una splendida occasione per confrontarsi con gli altri, per scavare dentro sé stessi, esprimendo il proprio punto di vista e il proprio stile, e imparare dagli incontri che si fanno. L'argomento di oggi è la meta di viaggio che consiglieremmo per l'estate.
Spesso nella mia vita, il viaggio ha assunto le vesti di una sana ed efficace terapia... contro i momenti difficili, le paturnie e qualche evento che - se avessi potuto scegliere - non avrei voluto vivere. La preparazione del viaggio e la partenza sono state come una medicina per l'anima e per la mia famiglia. 
Le rotte dei miei viaggi si sono spesso incrociate con la terra che vi consiglio come meta per l'estate: l'Austria.

Perché l'Austria?

-perché la conosco bene: l'ho visitata più volte (estate 2007 - 2009 - dicembre 2011) e non mi ha mai delusa, né di inverno né d'estate

-perché è un connubio tra attrazioni naturalistiche e storiche




-perché non è costosa e,

mercoledì 13 giugno 2012

Parole in viaggio: intervista con Fabila



Con questo post inauguro una nuova rubrica con cui vi farò conoscere più approfonditamente delle amiche bloggers, unite dalla condivisione di un interessante gruppo Facebook (Consigli di viaggio) e che si occupano in modo originale di un tema che mi appassiona molto: il viaggio. Un tema strettamente legato a quello più specifico di questo blog, perché viaggiare è imparare.

Comincio oggi da Fabiola del blog Immagini ed emozioni.

"Mi chiamo Fabiola - ci dice - sono umbra e vivo tra la Toscana e le sponde del mio splendido lago: il Trasimeno. Farmacista per vivere, viaggiatrice per passione. Insieme a Michele, il mio compagno esploriamo il mondo alla ricerca di un posto dove fermarci. Adoriamo la Sardegna che è la nostra seconda patria e quando possiamo ci rifugiamo nella nostra casetta nella Gallura".

-Come ti è venuta in mente l'idea del tuo blog? Da dove viene il titolo? Cosa ti aspettavi dal blog e cosa hai trovato?


Il mio blog attuale è frutto della fusione di molti blog monotematici che, durante i miei viaggi usavo come diario on line: Baia California on the road è il primo, poi seguono gli altri. Perchè mettevo on line il diario? Semplice, in certi posti del mondo la connessione internet è gratuita, mentre telefonare costa un'eresia; così i nostri familiari ed amici a casa, leggendo il diario sapevano che stavamo bene e che tutto procedeva come da programma. Poi il blog ha assunto anche altre funzioni, prima tra tutte quella di condivisione e di “aiuto” ad altri viaggiatori. Oggi, Immagini ed emozioni è un concentrato del mio life style: scorribande durante il week end in mountainbike e viaggi lunghi o brevi. Il logo: i miei occhi, una videocamera che vuol captare le meraviglie del mondo.

-Cosa cerchi nel viaggiare? Qual è la tua idea di viaggio? Cosa trovi in quest'esperienza?

Il viaggio è scoperta, accrescimento ed apertura mentale. Ognuno dei miei viaggi è stato un investimento dal punto di vista culturale: né i libri né la scuola né nessun professore al mondo mi avrebbero potuto far crescere come hanno fatto i viaggi. Il viaggio per me è on the road: in bicicletta, in treno, in bus, in auto purché ci si sposti e si possa vivere a tutto tondo il luogo che si sta esplorando!

-Quali sono i viaggi che ti sono rimasti nel cuore? Perché?

Senza dubbio, e sarò banale, i parchi USA, perché fatto in piena libertà e perché rappresenta l'essenza del viaggio: grandi spazi, panorami mozzafiato, scene da film western... il sogno di ogni viaggiatore.

-So che hai una passione per i luoghi biblici, raccontaci.

In realtà ho sempre avuto un'estrema curiosità verso le religioni ed i libri sacri; quando ho deciso di andare in Giordania volevo, in un primo tempo includere nel viaggio anche la città Santa di Gerusalemme. Poi ho cominciato a documentarmi ed ho trovato la "famosa" mappa di Madaba:





Si tratta di un gigantesco mosaico bizantino conservato nella chiesa Ortodossa di S. Giorgio, che rappresenta tutti i luoghi “sacri “ del cristianesimo e li identifica nel territorio con citazioni bibliche e raffigurazioni tra il fiume Giordano, il Mar Morto ed il Nilo. Il mio viaggio ha avuto inizio lì, su e giù per la Giordania alla ricerca di luoghi ascetici. E sarà lì che finirà quando terminerò l'esplorazione dei luoghi menzionati dalla Bibbia!

-Qual è il viaggio che non hai ancora fatto ma che desideri fare più di ogni altro?

Da qualche mese ho messo in cantiere un progetto ambizioso: “il viaggio dei viaggi”, l'itinerario che rappresenta il sogno di tutti i viaggiatori, la Transiberiana. Naturalmente per ovvi motivi di tempo non sono ancora riuscita a decidere quando partiremo, ma ho già tutto pronto, tappe, itinerari ed anche qualche aggancio in Mongolia, perché il mio ambiziosissimo progetto prevede anche una puntatina nel deserto del Gobi! Chissà se e quando lo potremmo fare!

-Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Andremo in Sardegna passando per la Corsica , ma non sarà un vero viaggio, sarà piuttosto una vacanza rigeneratrice. Poi a ottobre il prossimo viaggio, ho aperto un sondaggio tra i miei amici di Facebook perchè siamo indecisi tra tre destinazioni: Cina, Sud Africa o Argentina. La scelta naturalmente dipenderà anche dal costo del biglietto aereo.  


Approfitto dell'occasione per invitarvi a parlare ancora di viaggi con l'iniziativa Impariamo viaggiando che partirà qui e su The Family Company il 18 giugno. Vi aspetto!

A questo punto non vi resta che visitare il blog di Fabiola e gustarvi i suoi racconti, ricchi di foto, informazioni e consigli...

lunedì 11 giugno 2012

Diving bell - Campana subacquea

Riprendiamo i nostri esperimenti di Science at home:

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Questa volta saremo di poche parole perché... learning is experience!




Quando il bicchiere si solleva dopo averlo immerso, la carta è ancora asciutta!
La spiegazione? Il fenomeno della campana subacquea.

venerdì 8 giugno 2012

Basta compiti! per i venerdì del libro

Dopo il mio primo post sui compiti per casa, ritorno sull'argomento (e ci tornerò ancora) sulla scorta di una lettura che ho trovato molto interessante e che per questo desidero condividere qui con voi, care amiche del venerdì del libro:


Si tratta di un libro scritto da Maurizio Parodi, giovane dirigente scolastico che,  sostanzialmente, senza voler demonizzare i compiti a casa, vuole indurre gli insegnanti alla riflessione: i compiti servono? In che misura? A cosa?

L'autore intende scardinare l'inerzia di certe pratiche didattiche autoreferenziali e autorinforzanti - aggiungo io - che a ben vedere non sono state valutate e consapevolmente assunte ma accettate pedissequamente, spesso in quanto non si vedono alternative. Come dire che continuo a prendere un medicinale tossico perché non ho alternativa. 

Hanno provato gli insegnanti a vedere cosa cambia se non si assegna, se si assegnano cose diverse, se si assegna meno, se si tiene conto dei colleghi che nella stessa giornata assegnano? Hanno fatto una ricerca empirica ma pur sempre valida su questo?

Io ho provato e ho concluso che: 
-assegnando meno si ottiene una percentuale maggiore di persone che svolgono i compiti
-non assegnando e facendo riprendere in classe l'argomento (per esempio ponendo subito dopo la spiegazione delle domande da iniziare in classe ed eventualmente completare a casa) non si ha un tracollo dell'apprendimento, anzi il risultato è lo stesso per chi è abituato a studiare  e migliore per chi non lo è.
-assegnando compiti sensati ognuno si esprime ed è contento, pochissime le defezioni. Dopo una domanda, posta dagli stessi allievi, sulla struttura di Castel del Monte, ho chiesto di cercare notizie e curiosità su questo monumento e su Federico II. Qualche giorno dopo la mamma di un alunno mi ha riferito le parole del figlio: "mamma, non pensavo che la scuola fosse così utile!".

Nella prassi quotidiana invece a scuola si insegna e a casa si dovrebbe imparare. Come se insegnare fosse garanzia che l'alunno apprenda. E invece non c'è alcun automatismo tra le due azioni. 

Il docente, constatata la difficoltà dell'uditorio ad apprendere quanto lui ha confezionato così bene (nel migliore dei casi), se la prende con l'alunno che ha la difficoltà, lo punisce con un voto e lo redarguisce con generici e sterili esortazioni-predicozzi. La frase di don Milani ("Hanno più difficoltà: per questo vanno aiutati di più") che ogni insegnante dovrebbe marchiarsi a fuoco in testa è lettera morta in una scuola che è inclusiva solo a parole.

(continua)

UPDATE: dopo aver segnalato questa recensione all'autore del libro ne ho ricevuto una risposta che vorrei condividere con voi: 
I compiti per le vacanze sono un assurdo logico ancor prima che pedagogico: perché funestare il tempo destinato al riposo, alla “ricreazione” (diritto inalienabile) e affliggere ragazzi già duramente provati dal lavoro quotidiano? Le vacanze sono degli studenti, non solo dei docenti, e sono tali proprio perché liberano dagli affanni feriali. Ribellarsi a tali imposizioni, didatticamente insensate, è ragionevole, è giusto, è un diritto sacrosanto, oltreché una elementare norma di buon senso … e igiene mentale.

martedì 5 giugno 2012

World Environment Day 2012





Da qualche settimana lavoriamo per la preparazione della nostra Giornata Mondiale dell'Ambiente, utilizzando materiale di riciclo. Noi abbiamo scelto di usare i rotoli di cartone della carta igienica, che abbiamo alacremente raccolto coinvolgendo parenti e amici, fino a radunarne un centinaio ( o forse di più?). Qualche alunno ha srotolato la carta igienica intonsa pur di partecipare alla raccolta.
Ognuno ha scelto uno o più dei seguenti lavoretti:
-macchinine

Qualcuno si è lanciato in un'iniziativa originale:





La giornata ha visto gli alunni collaborare raccogliendo i rifiuti degli spazi aperti della nostra scuola, poi abbuffarsi in un brunch e poi essere premiati per i lavori esposti... anche questo è scuola! Lo dico per tutti quei colleghi che non fanno altro che ripetere che quando gli alunni vanno in gita, partecipano a una manifestazione o si impegnano in un evento del genere, "perdono ore di lezione". 
Ecco qui una collage di foto:






Per chi volesse davvero un panoramica di tutto quello che si può realizzare con dei rotoli di cartone consiglio questa board di Maria Lapappadolce su Pinterest.

domenica 3 giugno 2012

Cultural Exchange: packages from...

Quest'anno abbiamo aderito all'iniziativa del blog Little Red Farm di Rachael che ha avuto la splendida idea di mettere in contatto piccoli gruppi di famiglie che si scambiano pacchetti con cose tipiche della propria regione: Cultural Exchange.
Il nostro gruppo è formato da una famiglia australiana, una del Maine, una svedese, una scozzese e una californiana. Il primo pacco ci è arrivato from Scotland






Bandiere, il braccialetto delle Olimpiadi 2012, una ricetta, un CD con musiche tradizionali, cartoline bellissime, dolcetti, gadget scozzesi vari... un fantastico scambio e un modo per imparare!


Sul pacco svedese ahimè ho notizie ben diverse: è arrivato aperto, con la metà delle cose che la famiglia mittente aveva spedito, ma tant'è... sono arrabbiata con le poste italiane e con il disonesto che ha trafugato la preziosa merce! Peccato!


Un altro attesissimo pacco ci è stato recapitato dal Maine:




Insomma, un bel modo per imparare geografia e per conoscere persone di altri paesi, con le loro abitudini e le cose belle di ogni luogo.
Noi abbiamo spedito i nostri pacchi che contenevano:
-la ricetta della parmigiana in inglese
-cartoline varie della Sicilia (monumenti, cannoli e Vincenzo Bellini)
-la bandiera della Sicilia
-frammenti di rocce vulcaniche dell'Etna
-mandorle siciliane bio
-informazioni turistiche


A proposito di scambi, presto inizierò una serie di interviste su un tema molto estivo, il viaggio. Ho conosciuto delle fantastiche bloggers che avrò il piacere di farvi conoscere un po' più approfonditamente.



venerdì 1 giugno 2012

Venerdì del libro: Milena, l'amica di Kafka

In genere riserviamo la rilettura ai libri di studio o a quei pochi di cui sentiamo l'esigenza di una maggiore comprensione, magari a distanza di anni e con una maturità diversa. Questo è il caso di un libro che ho letto circa dieci anni fa per la prima volta che già allora mi colpì e che oggi, avendolo riletto, apprezzo ancora di più. Si tratta di:


Milena, l'amica di Kafka di Margarete Buber-Neumann. 






E' la storia di un'amicizia tra l'autrice e Milena, donna amata da Kafka: le due si incontrano in un luogo disumano, il campo di concentramento femminile di Ravensbruck e riescono attraverso la purezza e la gioia del loro rapporto a rendere vivibili la permanenza e i lavori forzati. 


Il ritratto di Milena è quello di una donna inquieta, originale, amante della vita: 


"Io amo la vita, tutta la vita, magica, meravigliosa, splendente, in ognuna delle sue manifestazioni, in ognuna delle sue forme, nei giorni feriali e in quelli festivi, in superficie e in profondità..."


Milena è una donna sulla quale sembrava non avere effetto la spersonalizzazione perseguita dal metodo del lager, che tendeva a rendere disumana la persona, riducendola a un numero stampato sulla divisa e poi marchiato sulla pelle (da quando le SS si accorsero che, per salvarsi, i prigionieri indossavano le divise dei deceduti, in modo da non essere più chiamati negli appelli di morte):


"Io sono una persona libera. Benché indossasse la medesima uniforme delle altre prigioniere, quando compariva tra le migliaia di donne vestite a strisce lungo la strada del campo, si creava intorno alla sua persona una specie di alone, Milena si staccava dalla massa". 


Perché Milena aveva una forte autocoscienza e il cuore dell'uomo, strano bello eterno, pur nelle condizioni più estreme, non muore, è sempre lì, pronto a risorgere da ceneri ormai fredde, e se ha nostalgia della libertà basta un lembo di tenda gonfiata dal vento su una fotografia di un calendario, "un lembo di stoffa su una stupida immagine a riempire il cuore di commozione".


Con questo post partecipo, sommessamente, a un venerdì del libro silenzioso.

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