venerdì 31 agosto 2012

La libreria dei nuovi inizi per i venerdì del libro

Dovete sapere che ho creato un gruppo FB, Segnalibro: consigli e sconsigli di lettura, che è molto affiatato e allegro, proprio come una sala da tè, di quelle rivestite in legno e con porcellane romantiche sparse su piccoli tavolini, dove si può sorseggiare una bevanda e chiacchierare amabilmente. Da qualche giorno in questa sala virtuale ha preso il via il Circolo di lettura, dedicato a:


(che io ho acquistato in e-book al prezzo speciale di € 1,99 e letto comodamente sul mio smartphone).
L'ambientazione: Shelter Island vicino Seattle, un'isola propizia alla nebbia, al vento e all'incanto con una libreria antica e magica.
La protagonista: Jasmine, americana ma di origini indiane, delusa da un matrimonio finito e portatrice del dono di sentire gli spiriti dei libri e degli scrittori.
Basterebbero questi ingredienti per appassionare ogni amante della lettura, se poi ci aggiungiamo scrittori che riemergono dal passato per esprimere pareri, personaggi che vivono e un amore romantico...
Tutto sommato ve lo consiglio per questo scorcio d'estate, anche se non vi nascondo qualche difetto: ho avuto come l'impressione di spunti non sviluppati. Avrei voluto più profondità nella descrizione della libreria magica, del circolo delle lettrici e del gruppo di lettura ad alta voce per il gruppo di bambini... Anche il viaggio in India è solo accennato. 
Forse lo spunto che avrei sviluppato di più è proprio l'ambientazione, la libreria: una bottega di libri come non ce ne sono più, non ancora sopraffatta dalle ondate del marketing e dell'ultima moda letteraria, un luogo di incontro e di amicizia, in cui sono i libri a scegliere i lettori venendo incontro ai loro desideri e ai loro bisogni inespressi.
Conoscevo una libreria così, in cui in due stanzette zeppe di libri, si veniva accompagnati a scegliere la lettura giusta, ma nella mia città a volte succede ancora che gli esercizi commerciali debbano chiudere per incendi dolosi a scopo minatorio. E così è stato di quella libreria.

Un libro, una citazione: "I libri sono molto più di un prodotto da vendere. Dentro c'è il nostro passato, la nostra cultura, interi mondi. Se non lo sai, i libri sono un antidoto alla tristezza".

Un libro, una discussione: mi piace riportare qui un commento della 'povna... "Curioso: partendo dalla stessa base - l'amore per i libri che parlano di libri - abbiamo avuto due reazioni completamente diverse. Proprio perché li amo, mi dà fastidio quando la meta-letterarietà è solo un modo per intramare quello che ho percepito come un Harmony di bassa lega, in cui non c'è nessun rudimento di intreccio, lessicale, di stile. Per tacere del genere (non si gioca impunemente con il soprannaturale, bisogna saperlo maneggiare in modo da renderlo piacevole per il lettore, non un congegno che riesce nell'impresa di essere insieme prevedibile e mal gestito). Per 99 centesimi mi prendo un ottimo caffè al bar, che è molto più di quanto ho trovato in questo libro. Io adoro le letture da ombrellone (Zafon per esempio in questo ambito è perfetto), e non sono per niente snob, leggo veramente di tutto (andando con allegria dalla Wolfe a Glattauer, nell'ambito delle soft comedy). Però anche la letteratura easy bisogna saperla scrivere, e non basta un po' di salsa finto-letteraria per renderla chic (non tutti i filmetti romantici, in fondo, sono degni di Nora Ephron!)".

Con questo post partecipo a I venerdì del libro di Homemademamma

giovedì 30 agosto 2012

Gli elementi dei miei viaggi

Acqua

Il tempo non è il ruscello dove vado a pesca. Vi bevo; ma mentre bevo ne scorgo il fondo sabbioso e vedo come sia poco profondo. La sua corrente scorre via, ma l'eternità resta. Vorrei bere profondamente e pescare nel cielo, il cui fondo è ciottoloso di stelle. 
H. D. Thoreau, Walden

foto di mio marito

L'acqua mi dà sempre una sensazione di benessere: abbandono e rilassamento se sono immersa in mare, pace se contemplo le acque placide di un lago, gioia per le piante che si dissetano se ascolto il rumore della pioggia. Ricordo tanti incontri con l'acqua durante i miei viaggi, ma ho voluto seguire la prima immagine che mi è affiorata alla mente: eravamo in Baviera e volevamo visitare il paese di Murnau, il cui paesaggio aveva attirato Kandinsky e gli altri artisti del movimento Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), ma poi ci siamo fermati - per caso - a contemplare il lago, lo Staffelsee, presso Seehausen e là abbiamo trascorso un'ora a passeggiare e fare fotografie dimentichi del tempo. A quel punto abbiamo cenato in riva al lago in un posticino placido e romantico.


Terra

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita e per vedere se non fossi capace d'imparare quanto aveva da insegnarmi e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto. 
H. D. Thoreau, Walden

Henry Thoreau decise di ritirarsi per due anni sulle sponde del lago Walden, per riscoprire l'intimo rapporto con la natura. Ma a volte basta distendersi, sentire la forza del terreno che sostiene il corpo, lo accoglie, lo sospinge; per avvertire l'energia della terra, la sua stabilità e la sua possenza. È uno di quelle rare occasioni in cui per fare esperienza non si deve fare, non c'è bisogno di agitarsi, basta stare. E se la distesa è lunare come nel Burren in County Doolin in Irlanda le ossa ricevono la sensazione semplice e scarna del sasso e non si perdono tra le distrazioni della morbidezza  e dei colori del prato.



Aria

A volte non potevo permettermi di sacrificare a nessun lavoro, sia mentale che materiale, il fiore del momento presente. Amo che vi sia un largo margine di respiro, nella mia vita. 
H. D. Thoreau, Walden

Non c'è cosa più ovvia e più essenziale del respiro. Coincide con la vita. E imparare a respirare, a nutrire la vita di aria buona non è cosa scontata. L'aria che sostiene le ali degli uccelli come per noi la terra, il vento che dissemina la vita, la brezza che ristora. Non è facile immortalare l'aria, ma per me è questa immagine di un gabbiano irlandese che esprime il senso di apertura e di gioia di vivere che desidero regalavi:

foto di mio marito

Questi sono gli elementi dei miei viaggi: riposare, stare, respirare. Verbi di quiete, non di movimento. Perché viaggiare è per me occasione di godere del presente che nell'affanno quotidiano spesso è difficile cogliere. Sentire il presente, immergersi dentro la sensazione del luogo e respirarlo.

(Iniziativa di Viaggi e Baci, The Family Company e I viaggi dei rospi. Avete avuto occasione di conoscerne le protagoniste nella serie di interviste di Parole in viaggio).

mercoledì 29 agosto 2012

Men at work: back to school

Forse vi sembrerà strano, ma chi insegna (o almeno chi lo fa con la giusta dose di coscienza) si prepara per le lezioni dell'anno che sta per iniziare, mettendosi a caccia di idee, di facilitazioni per l'apprendimento dei ragazzi. Io compro libri, rivedo quelli che ho per trovare nuovi spunti dettati dalle mie nuove esigenze, leggo leggo leggo, appunto tutto su documenti che tengo in lavorazione sul desktop del computer e poi quando il materiale trasborda riordino le idee con un post, come ho fatto per il laboratorio di lettura che in modo diverso proporrò in classe e per un gruppo pomeridiano di ragazzi.
Ho in cantiere diverse cose che svilupperò via via, anche nel confronto con la risposta e l'interesse dei miei alunni. Un progetto annuale per un approccio divertente alla scrittura, per esempio, ma anche lavori creativi e hands on sulla poesia, lavori di gruppo per costruire lapbooks a tema storico. 
Scartabellando qua e là ho individuato le tematiche storiche che vorrei approfondire con la classe e mi sono messa all'opera, prima di tutto studiando.

-per il periodo delle grandi esplorazioni geografiche sto leggendo la biografia di Magellano di Stefan Zweig, che fa capire bene la spinta che ha portato uomini intrepidi a fare il giro del mondo. Ho scovato un libro che può andare bene per gli approfondimenti:




-per il Rinascimento ho trovato questi:





Questi libri illustrati sono sempre molto graditi ai miei alunni e l'anno scorso lavorando sul medioevo ne abbiamo fatto un buon uso. Faremo anche un'incursione su Giovanna d'Arco che io ho approfondito rileggendo il saggio della studiosa Regine Pernoud.
Navigando nel web ho trovato:
-un printable timeline sull'età delle scoperte geografiche
-l'approfondimento on line della mostra Illuminating the Reinassance del Museo Paul Getty
-materiali pronti per un lapbook sul Rinascimento, ma anche su Leonardo e Shakespeare.

Ma la ricerca continua...

lunedì 27 agosto 2012

Il Cimitero dei Libri Dimenticati: share a lost book

"Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. (...) E qui i libri che nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito" (Carlos Ruiz Zafòn, L'ombra del vento)

Vogliamo riportare in vita un libro dimenticato, salvandolo dall'oblio? Basterà fare mente locale e ritornare con la memoria a un libro letto che non ha ricevuto la giusta attenzione e che i più non conoscono. Basterà anche scovarlo nei meandri delle nostre librerie, negli scaffali più alti o in seconda fila. È molto importante che si tratti di un libro "defunto", sconosciuto, assolutamente non famoso. Un libro perduto nel tempo. 


immagine da Pinterest- Book Community Board

Come fare per riportarlo in vita? Scrivete una recensione, trovate una pagina di wikipedia o di Internet che ne parli, fotografatelo se lo possedete, insomma date all'opera un sussulto di vita e linkatelo nell'apposito spazio qui sotto.


Powered by BannerFans.com



venerdì 24 agosto 2012

Libri e fiori per i venerdì del libro

Care amiche del venerdì del libro, da poco ho letto in sequenza:

-Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh



-Il profumo del pane alla lavanda di  Sarah Addison Allen



Due romanzi che hanno in comune lo spunto del significato dei fiori. 
Nel primo Victoria, una ragazza orfana, costretta a trasferirsi da una famiglia adottiva all'altra, destinata dopo l'ennesimo fallimento a una casa-famiglia, utilizza il linguaggio dei fiori come mezzo di comunicazione, imparando a superare la chiusura e la pretesa di autosufficienza.
Nel secondo Claire, trentacinquenne abituata alla solitudine, usa i fiori del suo giardino, dotati di poteri magici, per un servizio di catering in cui i piatti prevedono anche i fiori tra gli ingredienti. La sua è una famiglia particolare, con doti di preveggenza. Attraverso gli eventi che sconvolgeranno il suo tranquillo isolamento, Claire imparerà ad aprirsi all'amore e a superare la paura che niente veramente resti.
Entrambi hanno in comune altri due temi: la maternità e i rapporti con gli altri. Victoria imparerà che essere una buona madre non dipende dall'aver avuto una famiglia perfetta alla spalle e che non necessariamente le colpe dei padri ricadono sui figli. Claire e la sorella Sidney riusciranno a distaccarsi dall'immagine negativa della madre e a costruire la loro vita a partire dai doni ricevuti.
Letture scorrevoli, "estive" si dice, ma anche ricche di spunti di riflessione.

Un libro, una storia: quella dell'uso vittoriano di comunicare attraverso i fiori. Una tradizione antica e interessante, un modo diverso di imparare a riconoscere i fiori. È del 1851 il dizionario The Floral Offering.

Un libro, una citazione: "A Fred era sembrato che quegli anni fossero passati con la stessa velocità con cui si scorre un romanzo per scoprire che il finale non è come ci si era aspettati. Quanto avrebbe voluto aver prestato più attenzione alla storia. Quanto avrebbe voluto aver prestato più attenzione al narratore." (da Il profumo del pane alla lavanda)

Un libro tira l'altro: sulla stessa scia vi propongo una breve lettura, Racconto viola, che potrete scaricare e leggere gratuitamente a questo link.

Per continuare a parlare di libri vi invito al gruppo Facebook Segnalibro: consigli e sconsigli di lettura, un circolo simpatico e amabile in cui si chiacchiera delle letture e di lettura.

martedì 21 agosto 2012

Praga: collezioni fotografiche

Praga è città di cultura, di arte, di architettura, di storia, di letteratura... ma è anche una città che si offre in mille dettagli a chi osserva con attenzione. Basta non alzare lo sguardo o distrarsi un attimo e si è inevitabilmente attratti dal passo successivo. Così ho deciso di usare la macchina fotografica per collezionare tutti i particolari che riuscivo a scorgere. E non sono rimasta delusa...

Sculture incastonate nelle facciate e negli spigoli dei palazzi.

Decine e decine di decorazioni e contrassegni nei palazzi più antichi: a Staromenske Namestì la campana di pietra salvata da un restauro che ha rimesso a nudo l'antica struttura medievale del palazzo ricoperto da una facciata barocca; e poi passeggiando per le vie apparizioni di cervi, orsi bruni, tigri, calici e chiavi d'oro, colombe e cavalli blu.

Ogni nobile padrone di casa o proprietario di una bottega amava contraddistinguersi con un'immagine: i tre violini, il cigno, il montone, il leone rampante con il calice d'oro, l'aragosta. 
Con questa carrellata spero di avervi dato un'idea di cosa intendevo dire quando ho parlato di sguardo in alto...

venerdì 17 agosto 2012

Primo assaggio di Praga - First taste of Prague

Avevo scritto prima di partire un post in cui prevedevo di trovare a Praga alcune cose: 

1) un'altra epoca. Mi aspettavo in effetti di saltare a piè pari nel Medioevo e gli edifici medievali danno l'impronta al panorama praghese, ma quello che mi ha stupito di più è la ricchezza dell'Art Noveau: 



2) la cultura dell'est europeo. Soprattutto la vicinanza con un'epoca di regime, oggi confinata in un museo:



3)  senza dubbio ho potuto godere dello specchiarsi della città nel suo fiume, la Vltava:



4) e angoli nascosti e pittoreschi:



Pubblicherò più avanti anche il post che parteciperà all'iniziativa che io e Valentina abbiamo intitolato Impariamo viaggiando, a proposito, avete letto di che si tratta? C'è tempo fino al 18 settembre...
Ma vi ricordo anche Scenografie di viaggio di Simona (fino all'11 settembre) e Gli Elementi dei miei viaggi di Monica, Alessandra e Valentina (fino al 10 settembre). Se volete conoscere meglio queste altre amiche viaggiatrici potete leggerne le interviste di Parole in viaggio.

mercoledì 15 agosto 2012

Di blog in blog: la ricetta che mi riesce sempre

Per il quarto appuntamento della Staffetta Di blog in blog l'argomento è La ricetta che mi riesce sempre, tema che ho liberamente interpretato dal mio punto di vista.
Infatti, si può imparare... e insegnare a partire da qualsiasi aspetto della realtà. In ogni particolare c'è una goccia dell'immenso oceano della conoscenza. Anzi, una lezione che parta da un oggetto del quotidiano o da un elemento concreto faciliterà la comprensione e e la memoria.


Ci siamo già occupati del binomio cibo+apprendimento. Ho dedicato all'argomento anche una board di Pinterest
Il cibo può essere un mezzo da manipolare per creare oggetti didattici: creare biscotti con la forma di consonanti e vocali, fasi lunari con gli Oreo, ma anche una pizza che riproduca il modello della cellula...
Ma il cibo stesso è fonte di apprendimento: diverse pagine di storia possono essere raccontate e studiate a partire da un buon piatto.

La mia ricetta in qualche modo è un riassunto di storia:
-prendiamo il cous cous, di origine maghrebina e importato in Sicilia occidentale, in cui ha subito un primo cambiamento, cioè l'accompagnamento con il pesce al posto della carne. Ma oggi il cous cous in questa ricetta è interpretato in modo molto contemporaneo, come un'insalata fredda. Per ottenere un cous cous sgranato e saporito mettere a scaldare l'acqua salata in una pentola. Oliare con generosità una padella antiaderente e aggiungere una noce di burro. Fare scaldare. Versare il cous cous (io ne ho messo tre tazze da tè). Tostare appena come si fa con il riso prima del risotto. Poi aggiungere l'acqua caldissima fino a bagnare tutto ma senza esagerare. Spegnere e coprire. Dopo una manciata di minuti sfiocchettare con la forchetta e... pronto!  
Per l'insalata ci servono diversi ingredienti: 
-la buccia tritata del limone - anche questo importato in Sicilia dagli Arabi, a cui interessava l'aspetto decorativo degli alberi di agrumi. I "giardini" in Sicilia sono ancora oggi gli agrumeti, con quella tipica mescolanza di frutta e fiori (le rose, i gelsomini).
-la menta, che ci riporta alla culla della nostra civiltà, tra gli Egizi e i Romani che già la conoscevano e la utilizzavano
-il tonno, la cui presenza potrebbe essere l'occasione per discutere di pesca, conservazione del patrimonio ittico e differenza fra specie autoctone (tonno rosso) e non (tonno a pinna gialla)
-il pomodoro, con cui potremmo aprire un capitolo intero di storia, in quanto fa parte di quegli alimenti che sono stati portati in Europa dopo la scoperta dell'America
-l'olio, la cui storia è nata con l'uomo
-il sale: la sua estrazione e il suo commercio hanno non solo segnato ma cambiato il corso della storia. Possedere una miniera di sale o controllare i percorsi dei suoi scambi poteva causare l'ascesa o il declino di una città.

Con questi ingredienti "storici" quindi avrete anche l'occasione di imparare e di insegnare!

Questo post partecipa all'iniziativa della Staffetta Di blog in blog



ed ecco qui gli altri amici che partecipano:



venerdì 10 agosto 2012

Idee per leggere insieme per i venerdì del libro

Strutturare un laboratorio di lettura è un'occasione ghiotta e al contempo immane per la mole di libri, di idee, di sogni che l'immaginazione mette in campo. Ma devo provare a riordinare questa mole e per questo mi sono imposta di scrivere questo post.
La location non è un particolare da nulla: il reading nook deve essere accogliente, comodo, rilassante:


(immagine da Pinterest)

Questo è un sogno, ma vale come ispirazione... Vediamo un po' come organizzarci:

1) leggere con le orecchie: momento di lettura ad alta voce di brani salienti del libro scelto.

2) attività hands on con i libri: costruire diversi tipi di libri, fare un segnalibro personalizzato, realizzare un ex libris e scegliere il più bello per fare un timbro per la biblioteca scolastica (qui mille idee liberamente utilizzabili), disegnare la propria illuminated letter, prendere spunto dal libro per fare un lavoretto a tema, navigare per un webquest sull'argomento, associare al libro un paese da esplorare o una ricetta, disegnare una copertina a partire da un template, progettare una maschera di schedatura per la propria biblioteca (per i lavoretti più specificamente bilioteconomici leggere questo interessante articolo)

3) giochi letterari (gare a quiz, caccia la tesoro in biblioteca, inventare storie brevissime, chiedere a ciascuno di portare e raccontare il libro che vorrebbero avere in un'isola deserta, eleggere il libro più apprezzato e costruire un piccolo podio dove mettere in mostra l'oro, l'argento e il bronzo)

4) fare merenda insieme con una ricetta ispirata al libro scelto

Poiché, nel laboratorio che aiuterò a realizzare, lo scopo è anche la valorizzazione della biblioteca scolastica ho pensato anche le seguenti attività di supporto:

-tassa di iscrizione: regalo un libro alla biblioteca (sulla base di una lista)
-organizzare una vendita di libri usati e con il ricavato comprare libri nuovi per la scuola
-curare una magazine-board (bacheca) con le notizie sulle attività della biblioteca: preparare per esempio un consiglio di lettura con mini recensione di un libro della biblioteca, lasciare post it di messaggi e frasi, annunciare il libro più prestato
-organizzare un boookcrossing all'interno della scuola: liberare un libro contrassegnato dal proprio ex libris e corredato da un messaggio rivolto all'ignoto destinatario.
-chiedere ad un adulto di raccontare il libro che da ragazzo lo ha accompagnato o colpito di più
-incontrare un autore, un libraio, un bibliotecario e ascoltare la sua esperienza

E ora il mio consiglio di lettura:



Infine, vi invito a partecipare a Love of learning che questa volta è dedicato proprio alle attività legate ai libri e alla lettura, cliccate sul banner e verrete indirizzati alla pagina giusta:


Powered by BannerFans.com

mercoledì 8 agosto 2012

Parole in viaggio: intervista con Alessandra Granata



Siamo alla nona e ultima intervista della rubrica Parole in viaggio: l'appuntamento di oggi è con Alessandra Granata: "a 25 anni convintissima single giramondo, poi dall’incontro con un Rospo - ci racconta - mi sono trasformata in Lali, Rospa, Mamma Lali a seconda di chi mi chiama! 33 anni ancora per poco, milanese con il passaporto nel DNA! Cresciuta a vacanze in campeggio fino ai 12 anni, sono stata animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola, in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati e dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno. Alle medie dissi ai miei genitori che avrei avviato una Mia Attività nel Turismo. Cosa sogno? Realizzare quello in cui credo da una vita, perché avere un buon lavoro va bene, ma vivere della tua passione, è un'altra cosa!".
E adesso partiamo con le domande:

Hai un blog dal titolo che incuriosisce, I viaggi dei Rospi: com'è nata l'idea di crearlo? Potresti spiegarci questo simpatico titolo?

I Rospi siamo noi! Ho battezzato mio marito “Rospo” alla prima litigata 10 anni fa e da quel momento è diventato il nomignolo con cui ci siamo sempre chiamati: lui “Rospo” e io “Rospa” o “Lali”. Ruggiero e Alessandra si usano solo in caso di grandi discussioni!
Negli anni, siamo diventati una famiglia “brandizzata Rospi” con l’aiuto di parenti e amici che non perdevano occasione per regalarci gadget e accessori di ogni genere, tutti ovviamente, in versione rospo: dal porta spazzolino da denti, alle mollettine da cucina, la lavagnetta, i cuscini, capi d’abbigliamento... provate a immaginare come si siano scatenati all’annuncio della nascita del rospetto…
Dopo il primo weekend insieme, ho capito che avevo trovato il Mio compagno di viaggio e ho fatto spazio nel trolley. Completamente diversi, ma condividiamo le stesse passioni, viaggi in primis! Entrambi abbiamo avuto esperienza di vita all’estero e l’impulso a mettere due cose nello zaino e partire, è fortissimo e immutato con la nascita di Federico.
Macchina, moto e macinare km su km alla scoperta del mondo! Scarponcini e bastoncini da trekking e via, su e giù per sentieri, sempre accompagnati dal primogenito di casa Rospi: Leopoldo, Leo, un incrocio golden-labrador nero, che oggi ha 7 anni.
Nel 2008, poco prima di sposarci e partire per la Honeymoon australiana, ho aperto un blog ma credo che il nome “I Viaggi dei Rospi” sia nato ancora prima del Blog! Noi, il nostro modo di essere, le passioni e la filosofia con cui vogliamo crescere nostro figlio Federico. Il blog è diventato il contenitore di tutta la nostra vita, a casa e nel mondo.

Quali suggerimenti daresti ai genitori e alle famiglie che viaggiano?

Ogni individuo attribuisce un significato particolare alle parole “Viaggi”, “Vacanza”, “Turista” e ben vengano le divergenze d’opinione a questo mondo! Ho imparato che scambio e diversità arricchiscono, se si riescono ad apprezzare anziché giudicarsi.
Non esiste un modo giusto o sbagliato per viaggiare: è tutto soggettivo! Fatta questa premessa, vi dico che noi viaggiamo, anche da quando la Famiglia Rospi si è allargata, seguendo località, strutture e tipologie di viaggio che da sempre amiamo Ruggiero ed io.
Amici, parenti & Co. si aspettavano con l’arrivo di Federico, ci fermassimo o scegliessimo vacanze tranquille e più classiche…immaginatevi lo stupore di tutti quando siamo partiti per il primo weekend formato famiglia a 2 mesi dalla nascita dell’erede o quando abbiamo annunciato festosi che 5 mesi più tardi saremmo partiti per l’Irlanda per il suo primo Fly & Drive.
Viaggiare con i cuccioli si può e si deve! Indispensabili organizzazione, allenamento, ottimismo e pazienza!
-Organizzazione: quando si è via, bisogna sentirsi tranquilli. Non è necessario partire con un container o spedire le valige a destinazione, ma per ovviare le ansie da “oddio, mi serve proprio quello che non ho”, noi scegliamo di partire con poco di tutto! Evviva i formati pocket e da aereo! Qualche supposta di tachipirina, un paio di flaconcini di fermenti lattici, maglia leggera e più pesante, i pannolini per il viaggio e per i primi giorni…e se poi servono cose che non ho a sufficienza, compro in loco. I vestiti? Evviva le tintorie a gettoni!
-Allenamento: a prescindere, anche a casa! Se vuoi davvero interagire con loro e rotolarti per terra, fare la lotta, o portarti 12kg sulle spalle nel bosco e il cane al guinzaglio devi essere in forma! Ma allenamento inteso anche “Lato Bimbo”: non puoi pretendere che tuo figlio dall’oggi al domani, ti segua nelle tue avventure, se fino a ieri ha vissuto nella sdraietta o non se è abituato a stare in macchina. Se fai tutto per gradi, la risposta che hai dai nanetti è sorprendente!
-Ottimismo: altra caratteristica che serve nella vita di tutti i giorni! I cuccioli, proprio come gli animali, sono esseri istintivi, soprattutto i più piccoli. Il pensiero è energia: se credete che andrà male, fidatevi, andrà peggio e allora meglio stare a casa! Per cui sorridete e state calmi, percepiranno l’atmosfera di festa e ne gioiranno con voi.
-Pazienza: capiterà il momento di delirio e sto imparando che più crescono, più bisogna imparare a gestire desideri e stati d’animo. Contando fino a 10, a volte 100, il più delle volte l’emergenza rientra, ma non bisogna mai perdere di vista che bisogna considerare le loro esigenze, i loro orari, nel rispetto della persona “bambino.”
Provare, osare, andare, buttarsi nell’esperienza del viaggio! Senza aver paura, sbagliando s’impara!

Una sezione del tuo blog si intitola Un caffè a…: di cosa si tratta?

È un’intervista settimanale, all’interno della quale il mio ospite mi racconta di un caffè particolare bevuto in un luogo nel mondo a lui caro. Ma siccome si può vivere con gli occhi del viaggiatore anche la propria città, il bar dietro casa può diventare cornice di un caffè unico. Il caffè più buono, più cattivo, quello indimenticabile perché legato a un momento particolare o il caffè che non vorreste mai aver bevuto.
Dentro a questa rubrica c’è una sfida e un sogno: raccogliere un anno di “Un caffè a…” e pubblicare “365 caffè a…”

Sai, perché hai già partecipato, che con Valentina Cappio, abbiamo indetto l'iniziativa Impariamo viaggiando: cosa hai imparato nei viaggi che finora hai fatto? Qual è il viaggio che ti ha lasciato di più in questo senso?
(nella foto lo strano modo dei Rospi di sistemare le scarpe: le une dentro le altre)

Ogni viaggio lascia qualcosa: avevo il documento d’identità scaduto e non mi volevano imbarcare per rientrare a casa, così a 15 anni ho imparato ad arrangiarmi da sola in aeroporto. In Egitto a 20 anni, ho imparato a rispettare usi e costumi di una cultura diversa dalla mia, rischiando quasi una denuncia perché mi sbaciucchiavo sul molo a Luxor con il collega di staff. In Messico ho scoperto che la vita, se la vivi con calma, ha un altro gusto. In Australia, dopo anni di peregrinare, ho imparato che oltre a partire, è meraviglioso anche tornare a casa.
Tre sono le cose che ho imparato ad oggi sulla vita: “non si finisce mai d’imparare”, “mai dire mai” e la più recente “i figli sono i nostri migliori maestri”…vedi l’esperienza di uscire di casa una domenica mattina senza pannolino di ricambio!
La vita è un viaggio, dentro se stessi, in un bellissimo pianeta da scoprire. Essere genitori è un viaggio cui non ti prepara nessuno, perché anche se leggi tutti i libri di pedagogia e delle più famose puericultrici del mondo, alla quinta notte di seguito che fai in bianco, capisci che avrebbe sclerato anche Giobbe!
Una cosa su cui non avrei scommesso due lire: viaggiare, accompagnato da chi ami, è il viaggio più bello nel mondo!

lunedì 6 agosto 2012

Nasa Video

Che meraviglia questo video, tutto composto con immagini della NASA, che emozionanti queste immagini!


venerdì 3 agosto 2012

Love of learning: idee per un laboratorio di lettura

Torno alla carica con il mio Love of Learning in questo venerdì del libro perché ho bisogno di voi, lettrici e lettori accaniti...
Ho bisogno delle vostre idee e dei vostri suggerimenti per costruire un laboratorio di lettura da organizzare con ragazzi di scuola media e uno per bambini di scuola primaria, per valorizzare la biblioteca scolastica. 

Vorrei procedere così:

-cominciare dalla lettura ad alta voce di uno o più libri, magari legati da un fil rouge
-proseguire con una fase di giochi o attività legate alla lettura
-concludere con una merenda a tema (esempio: se leggo le Cronache di Narnia potremmo prendere il tè con Mr. Tumnus)

I libri che finora ho pensato sono:



(con un percorso nella storia e nei luoghi di Venezia)


(come bussola per altri libri)

Le idee di attività:


Da un semplice foglio realizzare un libro, scriverlo e illustrarlo.

-Realizzare un Ex libris e costruire la propria "illuminated letter"

Presentare il concetto di ex libris attraverso la realizzazione di un proprio simbolo di appartenenza e realizzare la propia iniziale con lo stile della miniatura medievale.


-Indagine in biblioteca


Simulare una vera indagine in biblioteca come una caccia al tesoro.  

-Quiz sui libri e altri giochi

Organizzare un gioco a squadre sul libro letto.

Mi vorreste aiutare? Avete suggerimenti di links utili? Idee sui libri da scegliere? Pensate a qualche libro in particolare che si presta ad attività laboratoriali? 


Potete linkare un post vecchio o scriverne uno apposito e inserire nel post o nel blog il banner dell'iniziativa:


BannerFans.com


Inserite qui i vostri links:

mercoledì 1 agosto 2012

Parole in viaggio: intervista con Valentina Cappio




Non ci crederete, ma siamo all'ottava intervista della rubrica Parole in viaggio: oggi conosceremo meglio Valentina Cappio. La sua vita è contrassegnata dal viaggio: "ho 38 anni - ci dice - e due figli: Leonardo di 6 anni e Alessio di 4. Sono Napoletana di origine, ma, oltre ad essere una vagabonda per passione, lo sono anche stata per esigenze di studio prima e lavorative poi. Ho infatti vissuto in Inghilterra, dove mi sono laureata, poi a Torino, a Milano e anche negli States. Dopo metropoli e multinazionali, decido di concedere a me stessa un ridimensionamento vitale: oggi vivo, insieme alla mia famiglia, in un tranquillo paesino nella campagna ferrarese e lavoro in una piccola casa editrice".


Ma partiamo con le domande:


Il tuo blog, The Family Company, già nel titolo ( e nel sottotitolo: "idee e suggerimenti per viaggiare insieme ai nostri bimbi") collega l'esperienza del viaggio alla famiglia. In che senso?


Ho sempre viaggiato. Credo che sia una passione innata. A 3 anni, ho aperto la porta di casa e mi sono avventurata, da sola, per le strade non proprio paradisiache di Napoli... Quando il papà mi ha recuperato, ho semplicemente detto: "...volevo scoprire il mondo". Viaggiare con la mia famiglia, però, è un'esperienza impagabile, non paragonabile a nessun viaggio fatto prima, in solitaria. È arricchente come non mai. Riuscire a vedere il mondo con gli occhi di un bambino ti apre porte, opportunità, nuove visioni e nuove idee. Ti costringe, in un certo qual modo, a mettere in discussione te stesso, il modo in cui percepisci le cose e le persone. E ti ritrovi magari ad osservare un idrante invece del Colosseo e a sorridere. Ti ritrovi a godere delle piccole cose. A stupirti per sfumature e dettagli. Famiglia significa condivisione. Condividere momenti, fare e scoprire cose insieme. Incontrare, insieme, il mondo. Che poi è il vero senso di un viaggio, no? E non ha poi tanta importanza la meta. Amo conoscere paesi lontani per cultura ed abitudini. Ma anche il parchetto dietro casa può rappresentare un'ottima occasione per scoprire ed apprendere cose nuove. Insieme.





Anche il gruppo FB Consigli di viaggio per famiglie con bambini riprende quell'idea: come mai lo hai creato e cosa ti ha dato questo gruppo?

L'ho creato insieme ad un'altra mamma viaggiatrice, Silvia Ceriegi, del blog Trippando. L'idea nasce dal bisogno di avere a disposizione un luogo virtuale di scambio e di condivisione: per chi vuole mettere a disposizione di altri la propria esperienza e per chi, invece, è alla ricerca di informazioni, consigli e suggerimenti su luoghi, strutture o itinerari a misura di bambino. Il gruppo da la possibilità a tutti  di confrontarsi con tutti. Il mio sogno, però, è vederlo evolvere in qualcosa di più educativo. Non solo informazioni su dove andare e cosa vedere con i bambini, ma anche spunti su come affrontare il viaggio in modo positivo e su come renderlo un'occasione di svago e di apprendimento. Vorrei che diventasse un modo per incoraggiare tutti a viaggiare con i propri bimbi, ad uscire fuori di casa, a preferire il fango alla playstation... Vaneggio?


Quali sono le caratteristiche che un viaggio deve avere per essere veramente di tutta la famiglia?


Hai formulato ottimamente la domanda, perchè ha già in sé la risposta. Semplicemente, deve essere per tutta la famiglia. I bambini non devono essere considerati appendici del viaggio, ma componenti e partecipanti attivi del viaggio stesso. D'altra parte, il viaggio non deve essere formulato accontentando unicamente le esigenze dei bambini, anche perché le esigenze dei bambini dipendono molto da quanto noi adulti rusciamo a coinvolgerli e ad incuriosirli.  Come? Magari alternando, durante l'itinerario, un'attrazione per gli adulti con una più indicata per i piccoli, in modo da mantenere costantemente vivo il senso di anticipazione. Oppure, leggendo insieme libri e storie ambientate nel luogo che si sta per visitare. Guardando immagini e fotografie. Tracciando insieme su una mappa l'itinerario che si farà. Creando un diario di viaggio: basta un quaderno su cui fare disegni, attaccare biglietti della metro, scontrini, biglietti del museo, fotografie e cartoline... L'importante, insomma, è condividere quanto più possibile. Prima, durante e dopo.

Adesso una domanda "interessata": spieghiamo a chi ancora non la conosce la nostra iniziativa Impariamo viaggiando?

L'iniziativa è nata dalla nostra comune passione per il viaggio, e dalla comune convinzione che qualsiasi viaggio, vicino o lontano che sia, deve rappresentare un'occasione per apprendere qualcosa di nuovo. Abbiamo quindi lanciato una sorta di sfida in retefino al 18 settembre, chiunque voglia partecipare, può farlo raccontando come un viaggio sia diventato un momento di apprendimento. Non deve trattarsi necessariamente di un viaggio lungo. Basta anche un fine settimana fuori porta, una gita, una visita al museo… L’importante è che abbia luogo durante l’estate 2012.  Dopo il 18 settembre, raccoglieremo in un unico documento le testimonianze preziose di tutti i partecipanti e ne trarremo una guida, bellissima si spera, e a disposizione di tutti,  che racchiuderà tutti gli spunti e i suggerimenti per "imparare, viaggiando". La guida conterrà ovviamente i credits e i riferimenti alle persone e ai blog che hanno contribuito e verrà inviata a tutti i partecipanti. Chi ha un blog, potrà ovviamente pubblicarla sul proprio sito e renderla disponibile ai propri lettori.


E tu cosa impari viaggiando?

Imparo la vita. Imparo ad apprezzare di più la mia famiglia. Imparo che il diverso è bello. Imparo che il mondo è grande e meraviglioso. Imparo che ogni attimo va vissuto pienamente. Imparo che, a volte, basta guardare un tramonto per sentirsi felici. Imparo che non conta la meta, ma quanto si è curiosi durante il viaggio. Imparo che tornare a casa riscalda sempre il cuore. E che partire è un po' come rinascere, ogni volta. Ancora ed ancora.


E adesso tocca a voi: fate pure le vostre domande, sono sicura che Valentina vi risponderà con la gentilezza e la simpatia che la contraddistinguono.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...