domenica 30 settembre 2012

La foto della domenica

Te l'avevo promesso, Beta... ed eccomi qua:


Il pranzo della domenica: ciambella di fettuccine con béchamel, funghi e dadini di mozzarella.


venerdì 28 settembre 2012

Le arance di Dubai per i venerdì del libro

Premetto che leggere questo libro è stata un'esperienza particolare visto che conoscevo da Facebook l'autrice e con lei avevo già scambiato diverse chiacchierate "libresche". So che il bovarismo non sempre è un'adeguata chiave d'accesso a un libro, ma la premessa che ho appena fatto vi aiuterà a capire perché ho immaginato l'autrice dietro ogni personaggio, ogni frase, ogni luogo saliente dell'opera.
Ho apprezzato questo libro per
-l'ambientazione siciliana in un tempo immaginario in cui la vendita agli Emirati dell'isola ha prodotto un sensibile miglioramento socio-economico
-il messaggio di integrazione e convivenza pacifica tra diversi popoli, uniti e separati dalle diverse vicende storiche
-i dialoghi filosofici che rimandano a un filone ben presente nella letteratura siciliana, da Sciascia a Bufalino
-la trama scorrevole che si incentra più sulle relazioni psicologiche che su eventi eclatanti
- la denuncia di un certo ceto siciliano alto-borghese che ha assistito con indifferenza e impotente senso di sconfitta alla disfatta della propria terra abbandonata a una classe politica approfittatrice e incapace.
Un appunto: l'ambientazione in un futuro prossimo (tra una trentina d'anni) forse avrebbe richiesto qualche azzardo in più nell'immaginare i progressi tecnologici;rapporto con l'hi tech, sms, i pad e mezzi di trasporto sono esattamente come quelli attuali e, vista la velocità con cui la tecnologia cambia, ciò appare un po' strano. Mi piacerebbe conoscere le ragioni dell'autrice su questa mia considerazione.

Questo post partecipa a i Venerdì del libro di Homemademamma.

giovedì 27 settembre 2012

Impariamo viaggiando (appuntamento al 18 ottobre)


Si è da poco conclusa l'iniziativa Impariamo viaggiando. Nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, io e Valentina siamo liete di annunciarvi che il 18 ottobre pubblicheremo due post sui nostri blog in cui cercheremo di evidenziare di ciascun post i suggerimenti, le idee e le proposte più interessanti. Qui condenseremo gli aspetti più specificamente didattici, mentre su The Family Company potrete trovare quelli più squisitamente di viaggio. Dopo vi invieremo comunque un pdf con il reportage dell'iniziativa. Arrivederci al 18 ottobre quindi!

mercoledì 26 settembre 2012

Classi di media effervescenza

Le coincidenze.
Da quando è ricominciata la scuola mi ritrovo a pensare a che tipo di insegnante sono. 

Entro spesso in altre classi e vedo scene diverse: file di pupi imbalsamati o bolge incontrollate. E io? "Con lei i ragazzi stanno buoni"- mi dicono i bidelli, che in genere sono i più severi e infallibili giudici degli insegnanti. Li vedo agitarsi a volte, tamburellare sul banco, sventolare quaderni e costruire architetture in equilibrio con matite e altro materiale di cancelleria. Da inesperta docente alle prime armi mal sopportavo questi sommovimenti, che oggi decifro come insopprimibile desiderio di muoversi, dovuto alla quotidiana costrizione nella posizione seduta.

Poi, ed è qui la coincidenza, trovo questo post de Il diario di Murasaki, collega del web che seguo da anni, una delle prime conoscenze nel magico mondo dei blog. Lei dice:

"Raramente le mie classi sono silenziose. Di fatto, quando riesco a parlare per più di un tot di minuti senza nemmeno un'interruzione mi insospettisco e ne concludo che non stanno ascoltando. Sì, certo, quel bel silenzio assorto quando la classe ti ascolta in un unico afflato di anime...  molto gratificante, d'accordo, ma se passa i due massimo tre minuti secondo me non è afflato, è solo che hanno staccato l'audio. Altrimenti commenterebbero. Di fatto, le classi molto silenziose mi mettono addosso un notevole senso di frustrazione.
In pratica il mio ambiente di lavoro consueto è una classe di media effervescenza, con qualcuno in piedi, qualcuno che esce e qualcuno che scrive a qualcun altro mentre uno o due  controllano che la LIM non faccia i capricci e qualcuno mi rivede le bucce perché sette settimane prima ho detto X, oggi dico Y e il manuale, nella didascalia della terza immagine dice Z". 

Anche le mie classi sono così: si partecipa, si chiacchiera a volte, si interrompe - alzando la mano - si domanda, si obietta, si fa. Ogni tanto, come un direttore d'orchestra che ode una dissonanza, lancio occhiate, faccio segnali o alzo il tono di voce per riportare all'ordine qualcuno che si agita un po' troppo, altre volte ricordo che alzare la mano non equivale a ricevere il permesso di parlare e certe altre mi arrabbio pure. Ma l'operosità e il lavoro comune di un laboratorio fanno rumore, devono fare rumore. I monologhi all'uditorio muto e fermo li lascio ad altri.

Midnight in Paris

Vi dicevo che ultimamente ci piace guardare film in famiglia, un modo per passare del tempo insieme, per riflettere e per parlare.
Uno dei film che abbiamo scelto è Midnight in Paris (2011) di Woody Allen.
Questo film ci è piaciuto per vari motivi:
-l'ambientazione in una Parigi romantica, notturna e affascinante anche sotto la pioggia, tra strade illuminate dalla luce dei lampioni e mercatini d'antiquariato.
-l'idea semplice ma efficace del viaggio nel tempo: il desiderio di trovare un riscontro e un suggerimento autorevole per il proprio romanzo, in qualche 

immagine da  Miele Lillà e Sole

modo, trascina il protagonista negli Anni Venti. Qui incontrerà Hemingway, Matisse, Dalì, Cole Portman, Picasso... e otterrà delle valide indicazioni per continuare il romanzo e poter tornare al presente con più consapevolezza, anche nelle decisioni da prendere su una situazione affettiva forse troppo stantìa e abitudinaria.
-il tema della fuga dal presente in un passato ritenuto più allettante: mentre il protagonista  sceglierà di vivere nel presente alla luce di ciò che ha imparato nel passato, la misteriosa donna, musa degli artisti che tanto aveva colpito anche lui sceglierà di fuggire in un passato ancora più remoto, nella Belle Époque.

Per altri film educativi:


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lunedì 24 settembre 2012

Love of learning: storia moderna

Sono in cerca di idee, ne avevo parlato descrivendovi il mio lavoro preparatorio in vista del ritorno a scuola. In particolare, sapete che ho un'idea abbastanza laboratoriale dello studio della storia, come vi ho raccontato a proposito della miniatura medievale
Il problema che mi si pone è cercare idee, attività, suggerimenti per rendere hands on lo studio dell'epoca moderna, per intenderci dal Rinascimento e le grandi scoperte geografiche all'Unità d'Italia.

Canaletto, Regata sul Canal Grande, ca. 1735

Così ho deciso di indire un nuovo appuntamento di Love of Learning. Si tratta di una raccolta di links a tema: ogni appuntamento è stato su un argomento o una materia specifica. 
Partecipare è semplice: se avete già un post pronto sull'argomento o se volete scriverne uno ex novo, vi basterà linkarlo qui sotto nell'apposito spazio.
Poi, se volete, potete anche inserire nel post o sul vostro blog questo banner: 

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Prima di lasciarvi, come sempre, vorrei cominciare io con qualche idea:
- un sito dedicato a Leonardo da Vinci, Exploring Leonardo: con approfondimenti sul suo laboratorio, la sua idea di prospettiva, il suo modo di scrivere... (in inglese)
Diventa un mercante di spezie: un percorso interattivo attraverso le vie delle spezie (in inglese)
-Exploring the French Revolution, con diverse immagini sui momenti salienti della Rivoluzione Francese
-una lezione in slides sull'invenzione della stampa

venerdì 21 settembre 2012

Il conto delle minne per i venerdì del libro

Un libro strano, scritto alla Camilleri, in un italiano infarcito di espressioni e di sintassi siciliane. Le cassatelle a forma di "minna", che ricordano il martirio di Sant'Agata, deturpata nella sua femminilità, fanno da leit-motiv di una saga familiare, che di donna in donna porta fino a quella di Agata, protagonista e voce narrante.
Crudo, a tratti esilarante e spinto -in certi momenti- ma alla fine commovente: il senso di abbandono, come di Pollicino che non ha sassolini da lasciare per tracciare il sentiero di ritorno, viene guarito nel cerchio della vita, in un maternità sofferta, non idilliaca ma positiva, un figlio, che è "il sassolino che nel bosco della vita mi indica la direzione".
Agata si riscopre forte, nonostante le avversità: "Sono capace di scegliere, di affrontare i problemi, di trovare soluzioni. Ma non si tratta di superpotere esclusivamente mio, è piuttosto una speciale resistenza di cui sono dotate le donne, anche se qualche volta non ne sono consapevoli. Sono loro che possiedono il segreto della vita, che tessono pazientemente giorno dopo giorno la storia delle loro famiglie e poi la raccontano agli altri perché ne facciano tesoro".


Un libro, un viaggio: leggete questo libro e visitate Palermo.


Un libro, una storia: tentate di approssimarvi all'amore viscerale che lega i catanesi alla Santuzza.


Un libro, un cibo: un mio post sui dolci agatini.





mercoledì 19 settembre 2012

Hugo Cabret

Vedere un film insieme in famiglia dopo averlo scelto con cura ha diversi aspetti positivi:

-abitua ad affrancarsi da una programmazione imposta dai palinsesti televisivi
-dà l'occasione di passare piacevolmente alcune ore insieme
-può essere sviluppato in una discussione o in un lavoro di riflessione personale


Ne ho già parlato in quei post che vanno sotto l'etichetta di:


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Oggi vorrei consigliarvi un film poetico e significativo, Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011). Narra della storia di un ragazzino che, orfano di madre, impara dal padre il prezioso mestiere di orologiaio. Poi anche il padre muore in un incidente e Hugo va a vivere con lo zio, che si occupa degli orologi della stazione parigina di Montparnasse. Lo zio sparisce e il ragazzo vive nascondendosi e continuando il lavoro alla stazione, per non finire all'orfanotrofio. Nel frattempo dedica tutto se stesso a aggiustare e riportare in vita un misterioso automa. Di questo faticoso e paziente lavoro ha bisogno perché trovare un senso per quella macchina corrisponde per lui con il trovare un senso per sé stesso. E nel suo cammino di conoscenza troverà un'amica e un adulto che ha anche lui bisogno di essere "aggiustato". Troverà anche un librario convinto che i libri arrivino sempre alla giusta destinazione, il lettore ideale per loro, e che sa dare precise indicazioni su dove trovarli. L'occasione per ripercorrere la straordinaria avventura degli inizi del cinema, omaggio di Scorsese all'immaginifico maestro George Mèliés.

Spunti di riflessione: amicizia, rapporto tra bambini e mondo degli adulti, ruolo fascinatorio del cinema, potenziale conoscitivo della lettura e della ricerca, ricerca del senso.

lunedì 17 settembre 2012

Cominciamo? Il mio primo giorno di scuola

Lunedì 17 settembre, vedo per la prima volta i miei alunni. La scuola è già cominciata, ma la mia prima lezione è oggi. Da qualche giorno penso a come impostarla. Finché non ripenso a una frase di Cesare Pavese: "L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante". 
Porto Il mestiere di vivere con me, mi piace l'idea di aprire il libro e di leggere direttamente dal volume, anche se solo una frase. Racconto loro anche della storia dello scrittore, partire da un fatto o da una figura concreta aiuta sempre e lascia un'immagine vivida qualora si dimenticasse tutto il resto. 
Dico della sua nascita in un piccolo paese : "Il mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone provinciale dove giocavo da bambino. Siccome - ripeto - sono ambizioso, volevo girare per tutto il mondo e, giunto nei siti più lontani, voltarmi e dire in presenza di tutti: Non avete mai sentito nominare quei quattro tetti? Ebbene, io vengo di là". Della morte del padre e dell'educazione autoritaria ricevuta dalla madre, del liceo frequentato a Torino (lo puntualizzo perché i miei alunni si sposteranno anche loro in città per le scuole superiori). Della sua attività di insegnante e poi del confino in Calabria nonostante fosse iscritto al Partito Fascista (dovette farlo per poter accedere al ruolo di docente): "Qui i paesani mi hanno accolto umanamente, spiegandomi che, del resto, si tratta di una loro tradizione e che fanno così con tutti. Il giorno lo passo "dando volta", leggicchio, ristudio per la terza volta il greco, fumo la pipa, faccio venir notte. Per tre anni! Studiare è una parola; non si può niente che valga in questa incertezza di vita, se non assaporare in tutte le sue qualità e quantità più luride la noia, il tedio, la seccaggine... Esercito il più squallido dei passatempi. Acchiappo le mosche, traduco dal greco, mi astengo dal guardare il mare, giro i campi, fumo, tengo lo zibaldone". Poi racconto della collaborazione con la casa editrice Einaudi e della delusione di aver trovato l'amata sposata con un altro. Degli anni della guerra e del successo. E poi del suicidio. Quella frase, già di per sé bella, acquista densità. 
Prendendo spunto dal post Inizia il grande viaggio di Monica, che compila per il figlio una lista molto particolare e poetica delle cose necessarie da portare a scuola, anche io dico ai miei alunni che devono avere quaderni, libri, penne, matite, forbici... ma soprattutto, comincio a dettare:
-una bussola speciale per seguire le proprie passioni ("anche quando gli altri ti diranno che non sono importanti", dice Monica). Cos'è una passione? Quali sono le vostre?
-una mappa dettagliata, "per poter sempre ritrovare la strada. Anche negli inevitabili momenti di sbandamento...". Raccontate quali sono stati i momenti più difficoltosi dell'anno scorso, come li avete affrontati.
-una macchina fotografica, per registrare dettagli e cose belle: quali ricordate dell'anno scorso?
-un taccuino "dove annotare pensieri e riflessioni": quali sono le vostre riflessioni per questo inizio d'anno? Cosa vi aspettate? Cosa vorreste?
Ho dettato il compito e ho cominciato a correggere i primi, qualcuno ha voluto disegnare la bussola e gli altri oggetti accanto alle risposte...

sabato 15 settembre 2012

Di blog in blog: creare, decorare, arredare e viaggiare con i tessuti

Siamo al quinto appuntamento della Staffetta Di blog in blog, questa volta dedicato alla creazione e alla decorazione con i tessuti. Colgo l'occasione per portarvi con me in un mondo che amo molto, quello dei quiet books, libretti morbidi e silenziosi - senza parole - composti da tessuti, forme e colori. In italiano noti come libri di stoffa.

Con i libri di stoffa si può imparare a contare:


Ma anche a leggere l'orologio:


Source: etsy.com via ProfPalmy on Pinterest


E, perché no, anche ad allacciarsi le scarpe:




Ma anche giocare:

venerdì 14 settembre 2012

La luce sugli oceani per i venerdì del libro

La luce sugli oceani è il romanzo d'esordio di australiana M. L. Stedman (le iniziali nascondono il nome esteso che l'autrice australiana non ha voluto rivelare), presentato a Francoforte nel 2011 e diventato subito un caso editoriale.
Ho apprezzato questo romanzo per diversi motivi, riassumibili nella netta impressione di avere a che fare con vera letteratura, con un'opera in cui i diversi elementi si fondono e si sostengono a vicenda senza mai apparire superflui. 
L'ambientazione, per esempio: l'isola di Janus sperduta tra gli oceani e il suo faro non sono solo il luogo in cui la vicenda almeno nella sua prima parte si snoda, ma la necessaria condizione perché essa si snodi e accada nel modo in cui è accaduta e non in un altro. L'isolamento permette e facilita le decisioni e attutisce le conseguenze delle azioni dei personaggi. 
I personaggi sono descritti e approfonditi nelle intime motivazioni e nelle diverse sfaccettature: non c'è il buono e il cattivo, si propende per l'uno o per l'altro comprendendolo e giustificandolo senza giudicarlo. Oppure in certi momenti lo si giudica ma lo si compatisce: la vita è difficile e quasi mai il bianco e il nero sono così netti.
La vicenda mi ha ricordato Antigone, il personaggio della tragedia greca che pur di dare degna sepoltura al fratello sfida la legge della città: è giusto contravvenire alla legge per soddisfare un bisogno primario e sacro?
Una donna che troppe volte è stata umiliata nel suo desiderio di essere madre e che di fatto salva dal sicuro naufragio una bambina. Ma quella bambina non le appartiene. Oppure sì? La maternità è un diritto? Il desiderio di procreare giustifica qualsiasi mezzo?
Un uomo che ha sofferto e che ama disperatamente la moglie e per amore è disponibile anche a rinnegare se stesso, ma non la verità. Si può giustificare tutto per amore?
C'è un punto che attraversa in diversi momenti tutti i personaggi ed è la vertigine della gratuità: un punto di confine in cui per amore, un amore finalmente puro anche se per pochi istanti, si è disposti a rinunciare a tutto per l'altro, mettendo il proprio tornaconto in secondo piano. Questa lama della gratuità attraversa Tom, Isabel, Hannah, Gwen, Ralph e Bluey, ma anche il poliziotto e i genitori dei protagonisti. 
La grande parola che mette tutto in pace è il perdono, innanzitutto di sé e del proprio passato.
Un libro questo che mette in gioco il lettore perché pone domande non scontate e lo interroga nella misura in cui fa reazione con i trascorsi della sua vita: credo che chi è madre lo legga in un modo, chi non lo è in un altro e chi lo è nonostante difficoltà e sofferenze incancellabili lo legga con un'altra visuale ancora, tendendo a immedesimarsi con l'uno o l'altro personaggio.

Un libro, un viaggio: l'Australia, terra di riconquistata libertà.

Un libro, una storia: la xenofobia post bellica nei confronti dei tedeschi, identificati con il male assoluto, a prescindere dalle responsabilità individuali.

mercoledì 12 settembre 2012

Cavalli per bambini

Come i dinosauri, i draghi e gli antichi Egizi, anche i cavalli appassionano molto i bambini. Ho chiesto a mio nipote cosa volesse per il suo terzo compleanno e lui mi ha risposto inequivocabilmente caballio, sollevando nella manina lo splendido cavallo Schleich della collezione di mia figlia.



Come ho fatto altre volte, mi piace accoppiare a un tema anche un libro. Ho chiesto consiglio a Federica del blog Libri e marmellata, che vi consiglio di visitare. E dalla conversazione sono venuti fuori dei suggerimenti ottimi:


 Non è delizioso? E questo?



Io poi ho aggiunto questo, perché lui adora gli adesivi:



Che ne dite, il piccolo treenne ne sarà contento?

lunedì 10 settembre 2012

The Help

The Help (di Tate Taylor, 2011) porta l'attenzione sui diritti civili della popolazione di colore del Mississippi negli anni Sessanta, sulla segregazione razziale, sui soprusi e sulle ingiustizie di quella società. L'aiuto è quello che le cameriere davano per pochi dollari nelle case dei ricchi bianchi; l'aiuto è quello che Skeeter chiede e ottiene per scrivere la rubrica di economia domestica del giornale locale; ma l'aiuto è soprattutto quello che le donne di colore si donano reciprocamente raccontando con coraggio la loro storia a Skeeter. Ne verrà fuori un romanzo-denuncia che farà il giro del paese, un'Americhe che sebbene non avesse più ufficialmente una legislazione schiavista, era intrisa di razzismo. A ben guardare alle difficoltà delle donne nere, costrette a lavorare dalla necessità e trattate come proprietà dalle padrone, fa da specchio l'asfittica prospettiva in cui vivono le donne bianche, votate a una trafila ben definita, dal matrimonio alla maternità, alla beneficenza e alle serate associative. Eugenia sfugge a questo cliché e grazie al libro trova un ottimo lavoro a New York, ma a prezzo della solitudine. C'è un altro personaggio che rompe gli schemi: Celia, bionda apparentemente svampita, lasciata in disparte dalle altre signore solo perché ritenuta volgare. Lei non ha potuto avere figli, ma ama riamata il marito e sa estendere questo affetto anche alla cameriera Minnie, trattandola da persona. "Dio dice di amare il proprio nemico, ma a volte è difficile, così ho cominciato col dire la verità e una volta detta la verità, mi sono sentita libera": con queste parole Aibileen lascia il suo lavoro dopo essere stata ingiustamente accusata di furto.


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Un film coinvolgente, dalla narrazione semplice, adatto anche ai ragazzi. 
Abbiamo visto questo film in famiglia e lo considero parte del nostro homeschooling part-time. Molto spesso infatti ci sediamo tutti insieme per vedere un bel film e poi parlarne. 
Si tratta di un modo semplice per allargare gli orizzonti e per trattare di diverse problematiche senza noia e senza libri.

Se vi interessa l'aspetto educativo-didattico del cinema potete iscrivervi al gruppo FB Educare con il cinema

venerdì 7 settembre 2012

Il gusto proibito dello zenzero per i venerdì del libro

"Mio padre - racconta Jamie Ford - mi aveva raccontato che al tempo di Pearl Harbor aveva dovuto indossare un distintivo su cui era scritto io sono cinese. La sua funzione era evitare che i bambini bianchi pensassero che fosse giapponese, il "nemico". Questa è stata la genesi di un mio racconto che parlava di un bambino cinese innamorato di una ragazzina giapponese e che le dava il distintivo per impedire che venisse portata via. Dal racconto è nato poi il romanzo". 

Un romanzo che mette in luce un aspetto non abbastanza conosciuto della seconda guerra mondiale: l'internamento in campi di lavoro posti sul suolo degli Stati Uniti di migliaia di cittadini americani di origini nipponiche che, dopo Pearl Harbor, furono considerate alla stregua di spie.
Una storia d'amore tra due ragazzini, pura e assoluta, come solo due tredicenni possono viverla.
Ostacoli insormontabili che finiscono per spezzarla.
Il rapporto tra padre e figlio.
Il jazz colto al suo albeggiare, musica di libertà e di assenza di pregiudizi.
Razzismo e bullismo.
Luoghi di una Seattle perduta nel tempo eppure rintracciabile ancora nell'odierno tessuto urbano.
Tutti questi ingredienti fanno di questo libro un'opera prima degna assolutamente di nota.

Un libro, un viaggio: "Amo Seattle- ci dice Ford - specialmente il periodo durante la seconda guerra mondiale (...). Molti aspetti di quei tempi esistono tutt'oggi, se sai dove cercare e guardi oltre il nuovo tessuto urbano". Esiste anche l'Hotel Panama, ricettacolo delle masserizie di trentasette famiglie giapponesi, costrette a lasciare le proprie case e nala sal da tè dell'albergo è possibile vederne alcuni cimeli esposti.


Sala da tè dell'Hotel Panama (foto da qui)

Un libro, una storia: la storia sconosciuta dell'internamento dei nippo-americani in campi di lavoro posti in territorio statunitense. 

Un libro, un film: Benvenuti in Paradiso (1990) di Alan Parker (per gentile suggerimento di Marie Lucie)

Un libro, un cibo: lo zenzero giamaicano, necessario ingrediente per fabbricare clandestinamente il ginger ale in tempi di razionamenti bellici.

Un libro tira l'altro: La neve cade sui cedri di David Guterson.

Questo post partecipa ai venerdì del libro di Homemademamma: qui troverete gli altri libri di oggi.

mercoledì 5 settembre 2012

Impariamo viaggiando: una passeggiata architettonica a Praga


Imparare viaggiando è uno dei leitmotiv della mia vita, come un basso continuo che sostiene le melodie, le digressioni, le fughe. 
Mi piace viaggiare, ma mi chiedo spesso perché. Per riposare, certo. Per lasciarsi alle spalle la routine, che comunque amo. 
Per vedere cose nuove, si dice. Ed è forse la ragione che più si avvicina a quella che mi spinge: conoscere. Sondare nuovi punti di vista, gustare la bellezza della natura e quella creata dall'uomo, scoprire nuovi mondi. 
E poi apprendere. Dal vivo. Come abbiamo potuto fare passeggiando per Praga, attraverso un'ideale linea del tempo che ci ha fatto percorrere i diversi stili architettonici e le caratteristiche peculiari di ognuno.

Non si è molto lontani da Hogsmeade se ci si inoltra nel Vicolo d'Oro del Castello, per esempio. E ci si ritrova in pieno Medioevo, con piccole case a graticcio, colorate e  pittoresche:



Ma poi si potrebbe anche fare un salto nel Rinascimento, tutto all'insegna di un'epoca fulgida e gloriosa per l'Italia: 



E ci si potrebbe soffermare su una facciata barocca, le cui curve e le cui linee spezzate sono fatte per essere viste di sbieco - d'infilata si dice - e creano uno spazio voluttuosamente vario e arzigogolato, a riprova dei fasti della cristianità:


Fino ad attraversare i secoli e a piombare dritti dritti nel bel mezzo del primo Novecento con l'Art Noveau della Casa civica:


A caratterizzare questo stile le decorazioni di ispirazione naturalistica, soprattutto floreale.

Se volete partecipare a Impariamo viaggiando, c'è ancora tempo fino al 18 settembre, io e Valentina Cappio vi aspettiamo a braccia aperte! In questa pagina le regole per aderire.

Se volete leggere l'intervista che ho rilasciato sul blog I viaggi dei rospi, cliccate qui.

lunedì 3 settembre 2012

Scenografie di viaggio

Con l'iniziativa Scenografie di viaggio Simona Elle ci chiedeva di catturare degli angoli di interni visti nel nostro ultimo viaggio, in particolare: complementi di arredo, interni di abitazioni e table settings. Devo dire che oltre alle classiche foto panoramiche o d'ordinanza (il monumento-cartolina, per intenderci) mi piace sempre cogliere dei dettagli, anche secondari o nascosti, per conservare un'immagine o per farmene ispirare al mio ritorno.


Ebbene, eccovi qui le mie scenografie dal mio viaggio a Praga, di cui vi ho offerto un primo assaggio e altri particolari:

-all'andata abbiamo fatto sosta al B&B Il Chiostro di Bevagna; di mattina mi sono alzata prima per ammirarne la struttura ricavata da un antico convento domenicano e tra l'altro ho trovato questo:


Un semplice barattolo panciuto ricolmo di ceramiche sbeccate, schegge di pietra e marmoo di vecchie mattonelle. Mi piace raccogliere ricordi dei luoghi che visito, in genere conchiglie e sassi colorati e questo bel recipiente porta con sé anche la patina di un tempo passato.

- al ritorno ci siamo fermati in Toscana all'Antica Sosta di San Quirico, in una splendida Val d'Orcia sospesa nel tempo. Ed ecco l'angolo che ha catturato la mia attenzione:



Candele bianche, fiori in segno di preghiera rivolta alla Madonna, ma soprattutto un antico breviario aperto, come lasciato in attesa di qualcuno che lo usi, in una nicchia scavata nel muro di una scala, un luogo di passaggio in cui si è "costretti" ad un pensiero meno precario.

Vi ricordo che c'è tempo fino all'11 settembre per partecipare a Scenografie di viaggio e che invece Impariamo viaggiando si concluderà il 18 settembre.


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