mercoledì 31 ottobre 2012

Teachable moments: appuntamento al 14 novembre


Tra i Teachable Moments della seconda metà di ottobre ho scelto, come avete letto, la Giornata Internazionale delle Biblioteche Scolastiche, che ho voluto celebrare con una conversazione con La solita mamma

Chiedendo in giro su FB ho raccolto sull'argomento il parere di un esperto del settore, Rosko Magister, che ci dice: "In un periodo come questo, di alta informatizzazione e tecnologia, è fondamentale instillare il piacere del leggere; il senso di 'proprietà' del libro, come un dono unico e molto personale; oggigiorno si sta verificando uno spersonalizzare l'identità di persone e oggetti, i bambini assorbono velocemente questo smaterializzare e annientare l'unicità delle emozioni, la gratificazione del 'viaggio' tattile, olfattivo, visivo e mentale che un libro cartaceo può trasmettere. E' importante che ciò avvenga nel modo più ludico e divertente possibile, attraverso micro rappresentazioni teatrali del testo, interpretazioni musicali che stimolino l'uso della voce, la socializzazione e il senso del ritmico e armonioso dello scomporre, ricomporre e narrare un breve racconto. In sintesi mi ispiro essenzialmente a due linee guida del Manifesto IFLA- UNESCO, linee a cui cerco di dare un contributo molto personale creativo e di "istigazione" sensoriale: a) sviluppare e sostenere nei bambini l'abitudine e il piacere di leggere, di apprendere e di utilizzare le biblioteche per tutta la vita; b) offrire opportunità di esperienze di produzione e uso dell'informazione per la conoscenza, comprensione, l'immaginazione e il divertimento".



Partecipanti della seconda metà di Ottobre

Con lo stesso argomento ha partecipato Catia di A casa con Matilde, raccontandoci la sua personale esperienza. E Anna Disorganizzata con un post su Halloween. Su Halloween anche Borderline. E Liliana Monticone ci suggerisce una data che io non avevo menzionato, che bello! È il compleanno della Cappella Sistina, che ha ben 500 anni!

E le prossime ricorrenze?
-il 3 novembre, nel 1957, i Russi lanciarono lo Sputnik nello spazio con la cagnolina Laika a bordo, primo essere vivente in orbita.
-il 4 ricorre l'anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon avvenuta nel 1922. La nostra amica Catia mi ha suggerito che è anche la festa di san Carlo Borromeo, importantissimo per la diocesi di Milano.
-il 7 si festeggia il giorno di nascita della grande Marie Curie
-il 9 viene considerato il giorno  della caduta del muro di Berlino, anche se il processo continuò per mesi
-l'11 è la festa di San Martino

Partecipare è facile: ogni data proposta, o altre da voi segnalate, può diventare occasione di apprendimento, di riflessione, per un'attività divertente, per un lavoretto creativo o per una ricerca. 
Vi aspetto con le vostre proposte, basterà che lasciate qui il link di un vostro post o un commento in cui raccontiate la vostra esperienza.

Mi piace, infine, salutarvi con un ideale sottotitolo a Teachable Moments, donatomi da Giorgia di Priorità e Passioni, che ha definito questo nostro lavoro come "ogni occasione per imparare!". Grazie, Giorgia!



lunedì 29 ottobre 2012

Le pietre dei miei viaggi

La ricerca del passato è una delle costanti dei miei viaggi: conservo dentro di me la netta impressione che ho ricevuto entrando tra le rovine di un'abbazia irlandese, poggiando il palmo su una colonna greca o alzando lo sguardo su una volta di una catacomba protocristiana. 
Aver respirato il passato è una ricchezza che nessuno potrà mai togliermi e che non si può percepire sfogliando un libro o cercando immagini su google. 
Immaginare le vite che sono passate accanto a quella colonna, dentro quelle mura possenti è come spazzare via millenni di distanza e poter entrare in contatto con eventi ormai perduti. 
Questa sensazione, come di un repentino viaggio nel tempo, è stata particolarmente forte per me in Francia del sud, all'ombra del Pont du Gard:


Pochi centimetri di dislivello sono bastati ai Romani per trasportare acqua per chilometri e chilometri. Le pietre ordinate e incastonate a formare splendidi archi incorniciano il cielo: l'esperienza è completata dal bagno ristoratore nelle acque del fiume Gard.
In Irlanda ho incontrato pietre meno maestose, ma non per questo meno emozionanti,  quelle del Gallarus Oratory:


Una primitiva cappella a forma di barca capovolta, con la porta e una finestra rivolta a oriente: si tratta di un antichissimo oratorio databile tra il VI e il IX secolo ed è la più antica chiesa cristiana d'Irlanda.

E come simbolo della ricchezza e della decadenza del nostro paese scelgo Pompei:


Con le sorprendenti strade lastricate, simbolo dell'attività civilizzatrice e delle capacità architettoniche dei Romani; con gli affreschi e le decorazioni di incredibile modernità. 
Un pezzo tra i più preziosi del tesoro artistico che l'Italia possiede.
Ma non c'è povertà maggiore di quella di un paese che non solo non cura ma neanche rispetta le pietre che una storia gloriosa ha voluto regalargli con tanta generosità e profusione. L'Italia non le valorizza come fondamenta di una civiltà e di una cultura, relegandole all'interesse di pochi appassionati e di turisti frettolosi. Mentre è nella Valle dei Templi che tutti i nostri studenti dovrebbero imparare la storia greca, è a Pompei e tra gli scavi di Roma antica che dovrebbero assaporare i primi rudimenti di latino ed è a Palermo che dovrebbero incontrare il mondo arabo. Il cristianesimo potrebbe essere  di nuovo percepito nella sua carica rivoluzionaria entrando nell'arena del Colosseo o nel buio delle catacombe.
E invece lo sperpero continua.

Con questo post partecipo all'iniziativa Il senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci.

venerdì 26 ottobre 2012

1001 attività... con i libri

Un libro che è piacevole aprire, sfogliare, leggere, di cui voglio parlarvi con calma. Il libro è rivolto a genitori, insegnanti, bibliotecari, animatori della lettura che desiderano far scoprire la gioia di leggere ai bambini dai 2 agli 8 anni.

I titoli dei capitoli indicano già un percorso:

1) Creare un clima che faccia venire voglia di leggere
2) Leggere una storia per piacere
3) Animare la lettura di un libro
4) Esplorare la foresta dei libri
5) Giocare con le parole dei libri
6) Giocare con le immagini dei libri
7) Disegnare, costruire, inventare a partire dai libri
8) Mettere in scena un libro.

Molte, moltissime le idee da realizzare e da cui partire per adattarsi anche a un uditorio di ragazzini più grandi. Oggi vorrei riferirvi qualcuno dei suggerimenti per togliere il gusto di leggere a un bambino:
-tenere i libri al di fuori della sua portata
-non leggere mai davanti a lui
-fargli continuamente domande per verificare se ha capito
-forzarlo a leggere
-forzarlo a finire una lettura

I libri invece vanno messi dovunque, non solo nelle librerie: in bagno, in auto, sui tavoli, sul tappeto... E va rispettato il diritto di non leggere e così come quello di non finire il libro cominciato. La lettura scelta liberamente non ha come scopo imparare a leggere bene né diventare più intelligenti, ma principalmente gioire. Sì, gioire dell'esperienza di un incontro con un personaggio, dell'immersione in luogo fatato, della tortuosità di una storia che si risolve in un epilogo inatteso.

Che ne pensate? Idee per scoraggiare i piccoli lettori?! E per incoraggiarli?

P.S. Vi consiglio di non fermarvi al post, leggete anche i commenti... ce ne sono alcuni davvero preziosi!

mercoledì 24 ottobre 2012

Teachable moments: Giornata Internazionale delle Biblioteche Scolastiche




Teachable Momentsdate e ricorrenze in cui è facile introdurre un argomento incastonandolo in un momento da celebrare.  Tra quelli suggeriti lo scorso mercoledì, ho scelto di ricordare la Giornata Internazionale delle Biblioteche Scolastiche. Forse perché vivo da sempre tra i libri, ma anche perché nella mia ancora breve carriera di insegnante ho potuto più volte constatare quanto è utile e divertente lavorare in classe con i libri e introdurre gli allievi alla lettura integrale di un testo. Ho sperimentato di far portare a ognuno un libro e di organizzare scambi di lettura e prestiti, che poi è la stessa logica dell'iniziativa Millelibri di Giunti per la Scuola; ma anche di leggere insieme un ebook con la Lavagna Interattiva. 

Nella mia scuola abbiamo anche una discreta biblioteca scolastica tenuta in piedi, come in tante altre realtà, da un docente dichiarato inidoneo all'insegnamento. Purtroppo però tra i tagli decisi dal governo tecnico c'è anche la riconversione di detti insegnanti al ruolo di personale di segreteria con conseguente trasferimento e arruolamento in altre mansioni. Si tratta di persone che hanno sviluppato forme depressive o di esaurimento grave per via del burn out legato alla professione, o di persone che hanno perso la voce a causa di malattie professionali. La solita mamma che è anche bibliotecaria ce lo spiega senza mezzi termini: "Il mondo delle biblioteche purtroppo sta crollando un mattoncino alla volta (vedi i bibliotecari scolastici!) in una lenta agonia spacciata per crisi. Senza investimenti nella cultura faremo poca strada". Quali parole possono introdurre meglio la conversazione di oggi? Parliamo di biblioteche, di libri e di passione.

Conversazione con la solita bibliotecaria

Descrivici il tuo lavoro. Di cosa ti occupi?

Io sono una bibliotecaria pubblica. Lavoro in un sistema bibliotecario composto da cinque piccole biblioteche di periferia e quindi i miei utenti sono sia bambini che adulti, italiani e stranieri. Oggi si parla di biblioteca sociale e nella realtà in cui lavoro io la si può toccare con mano. Faccio tutto: seleziono i libri e i dvd (le riviste ormai non più per mancanza di fondi) da acquistare insieme ad una collega, catalogo e preparo i nuovi documenti, organizzo fisicamente la biblioteca, faccio servizio al pubblico (che implica l'iscrizione alla biblioteca dei nuovi utenti, la registrazione dei prestiti, il rientro del libri, cerco i libri che mi chiedono, aiuto chi ne ha bisogno nell'utilizzo dei computer, organizzo le attività con le scuole), collaboro all'organizzazione di iniziative di promozione della lettura (ma questo sempre meno, viste le scarse disponibilità economiche e di personale).
Qual è il tuo rapporto con il libro? Che tipo di lettrice sei?

Io adoro i libri in tutte le sue sfaccettature. In biblioteca ci sono libri fuori catalogo che hanno fatto la storia dell'editoria per ragazzi (ancora considerata di serie B) e io mi sento fortunata a poterli sfogliare. Ci sono le novità che riesco a sfogliare non appena arrivano profumati di inchiostro e carta intonsa.
Sono una lettrice appassionata. Sono curiosa per motivi professionali (cerco sempre di consigliare libri che conosco), ma anche perché mi piace “assaggiare” generi e autori diversi. Sono anche una lettrice seriale: se mi innamoro di un autore cerco di leggere tutti i suoi libri, ma non sono curiosa di conoscerla di persona (temo terribilmente la delusione!).
Adesso sono alle prese con il fumetto d'autore. E' un genere di nicchia per niente facile (anche se spesso si crede all'equazione “tante figure” uguale “libro semplice per ragazzi”) ma che riserva delle sorprese incredibili.
Do per scontata una premessa: leggere mi diverte e mi piace.
Puoi darci dei suggerimenti per organizzare e utilizzare al meglio una biblioteca scolastica?

La cosa più importante per una biblioteca è la qualità della dotazione documentale: scegliere pochi libri ma buoni è la prima regola d'oro di una qualsiasi biblioteca. Ti consiglio di leggere “Biblioteche per ragazzi” di Antonella Agnoli: è un libricino pieno di spunti utili e rappresenta l'ABC del bibliotecario per ragazzi.
Quali caratteristiche deve possedere chi si occupa di gestire una biblioteca scolastica?

Amare, leggere e conoscere i libri per ragazzi ed essere flessibile (perché i ragazzi sono infallibili nel metterti alla prova). Tutti bibliotecari per ragazzi hanno dei libri-cavia, quei libri che sono sicuri che faranno breccia nel piccolo lettore per ciascuna fascia di età.
La diffusione del formato digitale dei libri come cambia il tuo lavoro e il lavoro della biblioteca?

Per il momento non l'ha cambiato e dubito che lo farà nel prossimo futuro. La nostra realtà è troppo piccola e di confine perché ne sia influenzata. Editoria digitale e supporti indispensabili per fruirne sono patrimonio di un'èlite culturale in questo paese.
Alcune biblioteche, ma molto poche, hanno provato ad acquistare e reader ed ebook da dare in prestito. Il problema è che bisognerebbe comprare un reader per ogni utente e questo, ma con i tagli di risorse per le biblioteche di questi anni, non è assolutamente possibile. Il lancio del digitale in biblioteca ha più il sapore di una pubblicità progresso. Attira l'attenzione e i riflettori, ma non risolve il grosso problema del nostro paese. Se pensi che in Italia il 45% degli italiani leggono solo un libro all'anno ti dà la misura delle condizioni in cui scuola e istituzioni culturali devono lavorare. La forbice tra chi legge, e legge molto, e chi non legge è enorme. In questo paese c'è un analfabetismo di ritorno impressionante. Le persone vengono in biblioteca per farsi scrivere il curriculum perché non sanno farlo. Non conoscono l'italiano. Non sanno usare il pc. Non sanno compilare un form su Internet. Progetti come Media Library On Line (http://www.medialibrary.it/home/home.aspx ) sono molto belli, ma di scarsa appetibilità per l'utente finale (troppo tecnologici per la maggior parte, non abbastanza per i pochi che sarebbero disponibili a spendere la quota di iscrizione).
L'amministratore di un comune medio-piccolo discute di questi squilibri culturali come se parlasse di Marte. In tempo di crisi per gli enti locali i problemi sono altri. E mi spaventa molto lo scenario che si prospetta alla generazione dei miei figli e il sottovalutare il ruolo della biblioteca di base e della cultura per tutti. Con l'ignoranza non si supererà questa recessione tanto in fretta. Ma forse con queste considerazioni sono andata fuori tema.

A volte la sensazione di povertà culturale è avvilente, ma basta un gruppetto di persone che si mettono al lavoro per cambiare le cose: andate a leggere l'esperienza de La biblioteca delle meraviglie raccontata da Anna Baccelliere (cliccate sul menu a sinistra) e arrivederci al prossimo mercoledì, vi aspetto con i vostri post!

lunedì 22 ottobre 2012

Lettera da un'insegnante che si sente bastonata

Caro governo, non ti limitare a portare a 24 le ore di insegnamento settimanali. Facci fare anche le pulizie della classe, e non ci dare mocho, secchiello e detersivo pavimenti. Ce lo portiamo da casa. 
Continua pure a parlare degli insegnanti come di una categoria da punire occasionalmente con il bastone. Non bastava la totale mancanza di consenso sociale, alimentato purtroppo anche da chi tra noi non svolge con coscienza e intelligenza la propria professione. 
Ma per uno che non è mai entrato in classe da insegnante è difficile capire la difficoltà e la delicatezza del nostro lavoro, quindi ti comprendo, caro governo.  Ti comprendo ma ti avverto: colpire in tutti i modi pensabili la scuola è un delitto imperdonabile. 
Per diverse ragioni: 
-disinvestire sull'istruzione è buttarsi la zappa sui piedi: è scientificamente dimostrato che le nazioni che operano questa scelta così poco lungimirante indietreggiano sulla via della crescita.
-maggiore istruzione corrisponde a maggiore benessere economico, a più salute, a meno delinquenza. Quindi investire sull'istruzione alla lunga fa risparmiare.
Quindi, governo, rifletti: anche se ti dà fastidio, con il nostro dispendioso lavoro contribuiamo a formare una società civile, prendendoci carico di educare e istruire intere generazioni.

giovedì 18 ottobre 2012

Impariamo viaggiando: la didattica del viaggio



La conoscenza è come un viaggio: ci si addentra in una terra dapprima ignota e attraverso la frequentazione e l'esperienza diretta si prende via via confidenza con la novità fino a che essa diventa parte di noi stessi. Per conoscere davvero qualcosa, infatti, è utile sapere certo, ma è indispensabile farne esperienza. Così il viaggio è un'occasione unica di immergersi nell'esperienza di una terra, di un popolo, di una storia, di un fenomeno.

Posso dire di conoscere l'eco non solo se so la teoria del fenomeno acustico ma se ne ho fatto esperienza diretta. La spiegazione fa parte del fenomeno stesso, che non verrebbe colto se non fossimo guidati anche a una comprensione più profonda, ma non può essere sganciata da esso se stiamo perseguendo un vero apprendimento. Vale anche per un bambino di tre anni, come ci ha raccontato Cartacanta nel suo post Che cos'è l'eco.


Un ambiente naturale, osservato con attenzione e dedizione, può essere il luogo privilegiato per imparare: lo stagno descrittoci da Monica di Viaggi e Baci (la foto della libellula è tratta da lì), diventa il teatro di una lezione all'aperto sulla metamorfosi dal girino alla rana e sulle abitudini di vita degli anfibi. Anche qui la spiegazione in corso d'opera e l'approfondimento una volta tornati a casa fanno parte della lezione: suscitate dal contatto diretto con una realtà affascinante, valorizzano e fissano l'esperienza nella memoria.

Pure la visita di una città diventa occasione di apprendimento: a cominciare da quella in cui si abita, come ci suggerisce Alessandra Granata in giro per Milano, dove puoi trovare un bosco, un cielo stellato nel planetario e un giardino pensile. 

Anche un giorno di maltempo: Alessandra ci conduce anche fuori città, in montagna, e ci insegna che l'occasione di una grigliata "bagnata" può trasformarsi in una lezione hands on sul ciclo dell'acqua.

E perfino un aeroporto, uno di quei luoghi non luoghi così tipici della società contemporanea. Ce lo racconta Tiziana de Il sogno nel bagaglio, ma anche qui ritorna con noi Alessandra: la visita a Volandia, il museo del volo di Malpensa, è stata l'occasione di un incontro tra amiche di blog. Perché in classe, come in viaggio non è indifferente la compagnia con cui si fa il percorso. Lo chiamano effetto classe ed è dimostrato: se si è inseriti in un gruppo di lavoro positivo, l'apprendimento viene facilitato.

A questo punto possiamo essere certi che in ogni meta si può trovare un teachable moment, un'occasione estemporanea per apprendere. E si può partire da qualunque spunto per compiere questo viaggio.

- da Venezia alla ricerca dei mezzi di trasporto anfibi, di famosi monumenti e di scorci segreti colti con uno sguardo attento (UnaMammaPerDue, da cui abbiamo tratto la foto)
-da Ferrara con MammaDiFretta dentro i palazzi storici danneggiati dal sisma
-da Trieste con Cristina attraverso la sua storia a strati dal teatro romano alla piazza Unità nata proprio dall'interramento dell'antico porto
-dall'Elba nei luoghi di Napoleone in compagnia di Marika, animata da una rinnovata voglia di scoperta
-con A scuola con Matilde da un castello della provincia parmense (Bardi) alla volta di un Medioevo vivo e interessante

Il viaggio si configura come una full immersion in una cultura. Da Termoli ce lo spiega bene Nadia di Nell'educazione un tesoro, con una personale riflessione: "il viaggio, la gita, a volte una semplice visita presso un museo, fanno scoprire la geografia dei luoghi, consentono di cogliere tracce del passato storico attraverso l'arte e l'architettura, la cucina tipica di una località ci racconta le tradizioni, i prodotti locali, la musica e la letteratura ci parlano delle dominazioni e delle culture con cui gli indigeni sono entrati in contatto, guardandoci intorno possiamo comprendere qual è il settore economico di rilievo. Viaggiare consente di mettere in relazione i diversi campi del sapere in modo attivo, intenzionale, non per dovere, ma per curiosità". 
E Postille blu, che racconta del soggiorno in Irlanda cita Dante per sottolineare questa valenza del viaggio: "Sol da sensato apprende / ciò che fa poscia d'intelletto degno": solo tramite i sensi si apprende, si afferra, si coglie ciò che poi diventa oggetto degno dell'intelletto. In quel poi (poscia) c'è una lezione di metodo: il corpo, i sensi sono il primo contatto con la realtà, non la teoria!

Questo vale per le discipline scientifiche (come abbiamo visto per lo stagno), ma anche per la storia. Un viaggio, anzi, può essere vissuto come una passeggiata nella storia: seguiamo Grazia di To write down nell'antica villa romana di Piazza Armerina e Giorgia di Priorità e Passioni nella terra dei Vichinghi (foto qui accanto)

Per apprendere le cose le devi fare tue, così dicono gli insegnanti, e le fai tue se le vivi. Vale anche per l'architettura: molte sono le città in cui una piacevole camminata si può trasformare in un viaggio nel tempo. Un tempo reso visivamente tangibile nelle trasformazioni architettoniche delle diverse epoche: ho cercato anche io di darne una dimostrazione praghese. Simona, specialista della materia, ha  reso l'architettura viva e interessante per i figli all'ombra della Tour Eiffel e  Daniela Scuola in soffitta ci riferisce di una passeggiata artistica in Trentino attraverso allestimenti esterni di notevole bellezza.

Voglio concludere con un semplice grazie a chi ha partecipato, in particolare a chi ha condiviso con me l'iniziativa (The Family Company vi accoglie oggi con un post gemello) e dando l'appuntamento alla guida in pdf delle nostre esperienze, mi auguro che l'anno prossimo possiamo ancora... imparare viaggiando!

mercoledì 17 ottobre 2012

Teachable moments: Columbus Day e prossimo appuntamento



Tra i Teachable moments della prima metà di ottobre ho scelto il Columbus Day.
La mia ricerca di risorse utili per la classe e per gli approfondimenti da proporre alla mia piccola studiosa mi ha portato a raccogliere diverse attività interessanti:
-un galeone spagnolo ricavato da un cartone nel latte
-una pagina da colorare e completare per esercitarsi con l'inglese
-altre pagine da colorare
-raccolta google di immagini delle caravelle
-in particolare, una bella clip-art in tre dimensioni
-una sintesi illustrata delle novità alimentari introdotte in Europa dopo la scoperta dell'America.
-un bel lavoro semplificato con disegni animati realizzato da una scuola primaria
Affrontare l'argomento in classe ha suscitato molte domande e curiosità. Sul metodo di Eratostene per misurare la circonferenza della Terra, sulle navi che Cristoforo Colombo utilizzò e sulla loro storia, se Madeira era abitata prima dell'arrivo dei Portoghesi (la risposta è no), se lo erano le Canarie (la risposta è sì), sull'importanza delle spezie e sul perché quegli uomini si avventuravano così lontano. 
Su Eratostene abbiamo guardato questo video sottotitolato in italiano:





I partecipanti al primo appuntamento sono:

-per il 2 ottobre, Festa degli Angeli Custodi: MammaCheGiochi e Bimbi felici a casa
-per il 4 ottobre, San Francesco d'Assisi: Bimbi felici a casa
-per il 5 ottobre, Giornata Internazionale dell'Insegnante: Francesca Frames
-per il 6 ottobre, anniversario di nascita dell'architetto Le Corbusier: Velma &co.
-per il Columbus Day la testimonianza in presa diretta dagli USA dei pinguini: Iridi a stelle e strisce
-per il 16 ottobre, Giornata Mondiale dell'Alimentazione: Giorgia di Priorità e Passioni
-per il 17 ottobre, in onore di Madre Teresa, Una mamma, un girasole. Lo stesso giorno ricorreva la Giornata Mondiale contro la povertà, ricordata da Udine, la mia città e nonna Pina

I prossimi Teachable Moments?

Per la seconda metà di Ottobre ricordiamo:

-il 19 ricorre il 130° anniversario della nascita del pittore futurista Umberto Boccioni
-il 21 il 240° anniversario del poeta inglese S. T. Coleridge
-il 22 ottobre del 2136 a. C. fu registrata in Cina la prima eclissi solare e si celebra la Giornata Internazionale delle Biblioteche Scolastiche
-il 24 la Giornata delle Nazioni Unite
-il 25 l'anniversario della nascita di Don Gnocchi
-il 28 ricorrono 90 anni dalla Marcia su Roma e l'inaugurazione della Statua della Libertà (125°)

Ricordiamo anche il 31 ottobre, per due eventi:
-festeggiamenti di Halloween
-le prime strisce pedonali


Appuntamento a mercoledì 30 ottobre!


(immagine: Vintage Ads for Libraries and Reading | Brain Pickings)

lunedì 15 ottobre 2012

Di blog in blog: pensieri e colori d'autunno

La staffetta continua. È un'iniziativa nata da un gruppo di bloggers che si passano la palla di un argomento scelto di mese in mese. 



Chi volesse unirsi all'iniziativa o saperne di più può andare su questa pagina.
I precedenti appuntamenti li trovate qui.

Oggi l'argomento è in tema con la stagione: pensieri e colori d'autunno

Comincio con i colori, che sono quelli di una mattinata passata a raccogliere castagne sull'Etna, nel terreno dei miei nonni. Dovete sapere che in questo terreno c'è un abete piantato quando è nata la mia ultima sorella che oggi ha 27 anni, un albero di Natale che i miei portarono in montagna per farlo acclimatare là. La foto è di mio marito.



E proseguo con i pensieri... per chi come me lavora a scuola, l'autunno segna l'inizio di un nuovo anno scolastico. Le facce nuove degli alunni e le fisionomie in crescita dei volti già noti, li trovi più alti, le espressioni più affilate e furbe. L'età della scuola media, in particolare, è paragonabile allo scatto di crescita del primo anno di vita: in quel lasso di tempo da neonati diventano bambini, tra gli 11 e i 13 anni da bambini diventano ragazzi. Un nuovo inizio ogni anno. Una stagione fatta di piccole felicità
Un inizio: qualcosa di nuovo che si introduce, scalzando il vecchio. Si sente il bisogno di assestarsi nelle nuove abitudini, con una certa fatica si ritorna alla routine lavorativa. 
E chi ha a che fare con i ragazzi si rimette in gioco:

venerdì 12 ottobre 2012

Via Katalin per i Venerdì del Libro

A volte per cominciare una lettura basta un cenno, un suggerimento tra una cosa e l'altra, un titolo che incuriosisce o che ci riporta a un ricordo piacevole. Il mio incontro estivo con l'Europa che è stata sovietica e un post di Viaggi e baci hanno preparato la conoscenza di Magda Szabò, scrittrice ungherese che, nata nel 1917 e morta nel 2007, ha attraversato tutta la travagliata storia del suo paese fra guerra, deportazioni e regime comunista. Il romanzo che vi propongo, Via Katalin, pubblicato nel 1969, ha vinto nel 2007 il premio di migliore romanzo europeo. 
Via Katalin è la via di Pest dove sono situati gli appartamenti contigui di tre famiglie, gli Elekes, i Birò e gli Held. I bambini delle tre famiglie giocano insieme e vivono spensieratamente la loro infanzia, ignari di quanto labili fossero quei momenti di felicità, come in un nido perduto e irrintracciabile nel presente. 
Il racconto va avanti e indietro lasciando un senso di perplessità nel lettore che all'inizio si sente trasportato in un mondo di cui non capisce le coordinate spazio-temporali. 
Ma se non si arrende, da un certo punto in poi può entrare finalmente in via Katalin e scoprire il connubio di amore e solidarietà che regnava in quegli appartamenti. Ma permane il senso di perdita che aleggia fin dalle prime pagine: il lettore sa che quella felicità è destinata a dissolversi, anzi è già finita.
La deportazione della famiglia Held, ebrea, la drammaticità degli avvenimenti che ne conseguirono, il clima di delazione e tradimento che caratterizzò il dopoguerra, l'invecchiare dei personaggi sono solo una conferma del senso di dissolvimento che impera fin da principio. 
Non si può tornare indietro e ciononostante si rimane per sempre intrappolati nella vita che abbiamo vissuto senza via di scampo. Chi è vivo lo sa: "Oggi so come fu quell'istante, ma allora non me ne resi conto, si capisce sempre troppo tardi che bisognerebbe dilatare il tempo finché possibile, finché si riesce". Ma lo sa anche chi è morto e non può fare a meno di ritornare ai luoghi dei ricordi: "Ma poco importa, anche le sensazioni e le reazioni, come gli eventi, non si possono né rivivere né cambiare".
E tutti inevitabilmente sono attratti verso il focolare di via Katalin e là tutto deve ritornare: "Andavamo incontro alla vita come due compagni di viaggio a bordo di una nave che dio solo sa dove il vento sospinge, che si abbracciano e si raccontano i loro miseri ricordi perché ricordano le stesse cose, conoscono la stessa terraferma (...) e hanno visto lo stesso cielo terso rifulgere d'azzurro quando non rimbombavano ancora i tuoni della tempesta".

Un libro tira l'altro: dopo aver letto Via Katalin ho voluto leggerne subito un altro della stessa autrice, La porta.  Gli ingredienti di quest'ultimo: un personaggio per niente simpatico e affabile, anzi crudo e duro nella sua realtà di miscuglio inestricabile di bene e male; l'ambientazione all'interno di un isolato anzi direi di un condominio come microcosmo di una società studiata nei dettagli, nei valori, nelle convinzioni stantie e negli slanci di puro amore, nelle tradizioni come i piatti dell'amicizia e nei tradimenti.

mercoledì 10 ottobre 2012

Ebook in classe: Quando Hitler rubò il coniglio rosa

In classe ho una LIM touch screen: la uso per la storia, per la geografia e per gli esercizi di grammatica (che gli alunni adesso scalpitano per fare!). I libri di storia e geografia sono predisposti per l'utilizzo della lavagna interattiva: contengono video, documenti da ascoltare, approfondimenti da cui faccio prendere appunti (prendere appunti da un testo scritto è il primo passettino per imparare a prenderli da un discorso), mappe...
L'anno scorso avevo proposto la lettura integrale de Le streghe di Roald Dahl, facendo acquistare il libro in edizione economica. Quest'anno, anche per non gravare sulle tasche delle famiglie, ho pensato di sfruttare le potenzialità del formato ebook. Ho acquistato una copia del libro che, proiettato sullo schermo di 80 pollici, tutti possiamo leggere insieme. Un lettore a turno lo declama ad alta voce e gli altri ascoltano, guardando il testo alla lavagna, aiutati dal carattere di stile handwrite e dalle illustrazioni. Ogni tanto ci si ferma, si discute, si puntualizza.
Il testo che ho scelto è:


Perché? I più accorti e puntigliosi mi diranno che la Shoà non è nel programma di seconda. 

Eppure ci sono diverse ragioni per questa scelta:
-ho una classe multietnica (con due marocchine, un tunisino, un rumeno e ora anche un'alunna senegalese)
-la tematica delle persecuzioni razziali li interessa tantissimo e diverse volte ho dovuto rispondere alle loro domande rimandando all'anno prossimo il necessario approfondimento
-molti di loro in quinta avevano letto il Diario di Anna Frank
-il tema principale della storia di quest'anno (la formazione degli stati nazionali, i diversi modelli di Stato, la fine dell'assolutismo...) e di geografia (gli stati europei) può essere meglio compreso in una prospettiva di conoscenza della realtà di una dittatura
-stiamo partecipando all'iniziativa dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane sul Giorno della Memoria (per informazioni andate su questo sito, ricchissimo di risorse educative)

Che ne dite, vi sembrano ragioni convincenti?

Un'ultima cosa: quando chiamavo il lettore di turno a leggere ad alta voce, qualcuno mi ha risposto - no, professoressa io preferisco ascoltare, mi piace sentire leggere - E lo diceva con un'espressione di beatitudine nel volto che mi ha convinto. Miracoli della lettura!

P.S. Vi ricordo Teachable moments entro il prossimo mercoledì...

lunedì 8 ottobre 2012

Esperimenti di democrazia

Dovete sapere che nel mio istituto ogni due anni si svolgono le elezioni per il sindaco della scuola, che presenzierà ai diversi eventi istituzionali della scuola, collaborerà con l'Ente Locale e organizzerà eventi per i compagni. Ogni seconda classe esprime un candidato sindaco e tre candidati consiglieri. Oggi espongo l'iniziativa nella mia classe, che è appunto una seconda, ed emergono subito delle divergenze, o meglio un surplus di candidati.
Decido che se ne può trarre una bella lezione di democrazia diretta e indico le primarie.

Discuto brevemente con un alunno che è un incrocio tra un elfo e ciccio bello e che nelle interrogazioni si rivela preciso ma timidissimo: gli chiedo se pensa di cavarsela nei discorsi in pubblico con la fascia tricolore al petto. E lui con un piglio che non gli conoscevo mi dice: "Prof, nelle interrogazioni parlo piano perché non sono sicuro di dire la cosa giusta, ma in questa cosa ci voglio provare!"

Convinco il percussionista dell'orchestra della scuola che non può contemporaneamente fare il sindaco e suonare nel suo ruolo (caso di doppio incarico?). 

Alla fine rimangono quattro candidati:
-la Peperina con capelli voluminosi e semoventi e occhiali alla moda
-l'Elfo ciccio bello
-il più Bravo della classe
-l'eterna Chiacchierona e distratta

Faccio distribuire i foglietti per votare. Vedo che chi li sta consegnando parla animatamente con uno dei candidati che non vuole prendere il foglietto: "Prof, ma se io mi candido non posso votare, no?". Prima lezione: ogni cittadino è elettore e eleggibile.
Poi si vota. Emergono due candidati a pari voti: Peperina e Bravo. Accolgo con ammirazione la calma degli sconfitti che si arrendono al verdetto. Seconda lezione: la democrazia è una buona soluzione.

Indico il secondo turno e vedo con piacere che ci sono capannelli per accordarsi. Terza lezione: la democrazia è esprimere un consenso in modo che altri si convincano.

La votazione decreta la vittoria di Peperina. Gli altri diventano i tre candidati consiglieri.

La lezione più importante? Fosse così la politica in Italia!

(immagine: celebre scena di Totò dal film Gli onorevoli: Vota Antonio La trippa!)

venerdì 5 ottobre 2012

Finché le stelle saranno in cielo per i Venerdì del Libro

Storia di quattro generazioni di donne, che prende l'avvio da uno sperduto villaggio polacco, passa per una Parigi alla vigilia della deportazione di massa degli ebrei residenti e approda negli Stati Uniti. Ma la narrazione procede a ritroso, a partire da un elenco di nomi vergato da Rose, in un raro momento di lucidità della mente ormai segnata dall'Alzheimer. Da quell'elenco attraverso ricerche d'archivio e testimoni diretti pian piano le tessere del puzzle torneranno a posto e tutto acquisterà un senso.
Storia di un amore impossibile, ma fortissimo.
Storia di come la guerra sparpaglia le tracce di intere famiglie e di come il tempo perduto non sarà più ritrovato.
Scrittura scorrevole e piacevole, inframmezzata da ricette di dolci che fanno venire l'acquolina in bocca.

Un libro, una storia: durante la deportazione di Parigi nota come rastrellamento del Velodromo d'inverno (dove furono riuniti tredicimila ebrei tra il 16 e il 17 luglio del 1942), in soccorso delle famiglie ebree e soprattutto dei bambini si mossero non solo laici e cattolici, ma anche musulmani.

Un libro, un film: La chiave di Sara di Paquet-Benner (2010) tratto dall'omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay. Anche questa una storia di una ricerca indietro nel tempo sulle tracce di una famiglia ebrea deportata nel 1942 nel rastrellamento del Velò d'Hiver. Il movente però è meno chiaro e la narrazione meno ricca.

Un libro, i suoi luoghi: luoghi della memoria. Spesso nei miei viaggi mi sono trovata nella vicinanze di un campo di concentramento o di un luogo significativo nella storia dei regimi del Novecento, trovo che sia giusto non tanto visitarli da turisti, ma rendere omaggio.


Un libro tira l'altro: a questo link potete scaricare in pdf o epub il libro di ricette ispirate al romanzo.

Un libro, un viaggio: i consigli dell'autrice per gustare Parigi.

mercoledì 3 ottobre 2012

Teachable moments



Il 12 ottobre un certo Cristoforo Colombo toccò senza saperlo la terra americana e l'8, il secondo lunedì di ottobre, dopo più di 500 anni, ricorrerà il Columbus Day. Quale migliore occasione per raccontare la storia dell'intrepido genovese e delle grandi esplorazioni geografiche? O segnare con il dito sul mappamondo il percorso del suo lungo viaggio? O ancora costruire un modellino di caravella? Ecco un classico esempio di teachable moment.

Teachable moments: date, ricorrenze, momenti in cui è facile introdurre un argomento incastonandolo in un alveo riconoscibile. Gli americani in questo sono maestri, c'è un day quasi per ogni cosa: una pausa di celebrazione e di rievocazione di un particolare evento della propria storia. In questo noi abbiamo solo da imparare: la storia è talmente strabordante da ogni mattone, da ogni angolo delle nostre città che ce ne dimentichiamo senza sensi di colpa, dando per scontata la ricchezza del nostro passato.

Con questa nuova rubrica vorrei ricordare questa ricchezza, proponendovi questi momenti  ogni quindici giorni di mercoledì e lasciando alla vostra fantasia il modo di celebrarli. 

Da dove cominciamo?
-dal 4 ottobre, in cui festeggiamo San Francesco, patrono d'Italia e santo universale. Quale migliore occasione per riscoprire il suo Cantico delle creature?
-dal 6, anniversario di nascita del grande architetto Le Corbusier
-dal Columbus Day (quest'anno l'8 ottobre)
-dal 14 ottobre in cui ricorre la vittoria di Guglielmo il Conquistatore nella battaglia di Hastings: i Normanni sconfiggono gli Anglosassoni
-dal 16, Giornata Mondiale del Cibo
-dal 17, data in cui Madre Teresa di Calcutta vinse nel 1979 il Nobel per la Pace

Scegliete uno di questi momenti o valorizzatene altri e raccontatemi come l'avete celebrato: va bene una discussione, una raccolta di links, un disegno, un lavoretto, un racconto di una visita o di un viaggio... Qualsiasi idea è ben accetta.

Aspetto i vostri post, le vostre riflessioni: basterà lasciare un link o il vostro racconto nei commenti.

Avete tempo fino a mercoledì 17 ottobre!

lunedì 1 ottobre 2012

Il sapore dei miei viaggi

Partecipo con particolare gioia alla versione culinaria de Il senso dei miei viaggi di Monica.

Il perché è presto detto: sono solita fotografare i piatti e i ristoranti, le colazioni e i caffè che gusto in viaggio, per ricordare al ritorno non solo i monumenti e i panorami rintracciabili da chiunque  anche con una sommaria ricerca su google, ma per immortalare i miei momenti, le mie impressioni, le mie ambientazioni. Con la luce di una mattina o la foschia di una serata, con il calore di un'atmosfera e la sensazione cromatica di una pietanza, che posso aver colto solo io che ero là in quel momento. Per cui ho uno scrigno di mille di queste impressioni in cui è stato difficile scegliere. 
Te lo aspettavi, Monica?

Ho optato per i sapori dell'ultimo viaggio, a Praga:

Situato nella zona meridionale di Mala Strana, la trattoria tradizionale U Sveiku richiama il personaggio del buon vecchio soldato e serve piatti abbondanti e per niente costosi. Qui siamo tornati due volte per gustare la tipica zuppa all'aglio e i piatti di carne.

Ho scelto poi un luogo tutto italiano e vicino all'autostrada, molto comodo per chi va su e giù per l'Italia:

Un ristorante governato e impreziosito da Toni, cuoco sopraffino che, con gli ingredienti freschi della sua cucina di mare e terra, è capace di renderti piacevole il percorso autostradale che dal sud della nostra penisola conduce oltre la famigerata Salerno-Reggio Calabria.

E poi, come spesso mi capita, sono tornata a una terra che cito spesso e che mi è rimasta nel cuore, l'Islanda: 

Il Perlan è situato in un edificio a torri che sovrasta la capitale islandese: qui la funzione di contenere le risorse idriche naturalmente calde negli immensi serbatoi torreggianti è stata resa anche bella da ammirare: la luce delle vetrate e la riproduzione stilizzata del geyser rendono indimenticabile l'esperienza del mangiare qui. Il cibo da prendere al buffet è accompagnato dalle tipiche pagnotte islandesi e dall'immancabile burro leggermente salato. Ci si può servire anche più di una volta senza alcun sovrapprezzo. Un modo diverso di vivere, non solo di mangiare quindi.

Ringrazio come sempre Monica che mi dà l'occasione di rievocare i viaggi fatti sotto diverse angolazioni e ricordo a tutti che c'è tempo per partecipare fino al 5 ottobre.
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