mercoledì 20 febbraio 2013

Teachable Moments fino al 13 marzo


Teachable Moments: date da ricordare, su cui riflettere, vere e proprie occasioni per apprendere, un po' alla maniera degli americani che hanno un day per tutto! Basterà pubblicare un post o raccontarmi nei commenti la vostra esperienza sulle date che vi propongo, io mi occuperò di citarvi nel mio post conclusivo. 
Qui le precedenti puntate.

I partecipanti di oggi hanno concentrato la loro creatività sulla festa di san Valentino:
- Federica MammaMoglieDonna con biglietti faidate
- Raffaella con un bel biglietto realizzato al post-scuola
- e quanti bei lavori da Lavoretti e non solo...
- Mamma Elly ci allieta con una torta e una tovaglia a tema, bellissime entrambe!
- deliziosi i segnalibri di Giorgia (Priorità e Passioni)
-Monica ci parla di una curiosa usanza tipica del Galles, i love spoons!

In ricordo di Sylvia Plath, queste riflessioni di Ognigiornotuttigiorni: il sogno del mondo che la scrittrice avrebbe voluto per i suoi figli, che lasciò suicidandosi.

I prossimi Teachable Days:

-domani 21 febbraio è la giornata dedicata i propri cuccioli: Love your pet day!
-il 25 febbraio ricorre l'anniversario della nascita di Renoir
-il 27 è la Giornata dell'Orso polare
-lo sapevate che il 2 marzo era il compleanno del Dr. Seuss (vero nome: Theodor Geisel)?
-il 4 marzo era il compleanno di Lucio Dalla
-e l'8 marzo... c'è bisogno che ve lo dica?
-il 12 marzo Gandhi iniziò nel 1930 la sua marcia pacifica contro il governo inglese
-il 13 marzo del 1781  è stato scoperto Urano

Appuntamento al 13 marzo! Vi aspetto numerosi e pieni di desiderio di imparare!

mercoledì 13 febbraio 2013

Studio o libertà?





Source: inthralld.com via John on Pinterest


Vorrei essere libera, per leggere, uscire, andare al cinema, fare shopping. E invece sono qui sulla mia scrivania sempre zeppa di libri, fogli, schemi, appunti. A cercare di imparare date e numeri di leggi, cavilli del codice civile e penale, a studiare diritto amministrativo, che è una branca del diritto che a mio parere può portare in breve alla depressione. Preparo, per chi non lo sapesse l'orale di questo concorso.
La scuola in quanto Pubblica Amministrazione è una complicatissima architettura fatta di mille e mille regole, norme, sistemi di controllo e di rendicontazione. E io, purtroppo, li devo conoscere tutte o giù di lì.
Ma vivere con il naso tappato non si può. Non posso aspettare di respirare dall'indomani dell'orale. Per cui cerco di vivere appieno quello che oggi mi è dato: lo studio. Tentando di non infilare a memoria le cose nella mia testolina, ma di capire, di approfondire. 
Voglio essere libera già ora. Che ne dite, si può?

mercoledì 6 febbraio 2013

Teachable Moments fino al 20 febbraio


Teachable Moments: date da ricordare, su cui riflettere, vere e proprie occasioni per apprendere, un po' alla maniera degli americani che hanno un day per tutto! Basterà pubblicare un post o raccontarmi nei commenti la vostra esperienza sulle date che vi propongo, io mi occuperò di citarvi nel mio post conclusivo. 
Qui le precedenti puntate.

I partecipanti della scorsa volta

Per la Giornata della memoria: il mio post su una storia sconosciuta ma bella, quella di Geza Kertesz; un consiglio libresco della 'povna; Madame sull'operetta Brundibar, legata alla storia di Terezin; Lavoretti e non solo con un post tra una poesia e un libro; Monica che ci racconta la sua esperienza con un testimone diretto del lager.
Per il 26 gennaio, Cristina con l'anniversario della disfatta di Nicolaevka, in Russia, dove persero la Vita moltissimi nostri Alpini.
E il 3 febbraio era san Biagio: ce ne parla Mamma Elly.

E ora, le nuove date da ricordare:

-il 7 febbraio di 201 anni fa nasceva Charles Dickens
-il 10 febbraio comincia l'anno cinese
-l'11 febbraio invece moriva 50 anni fa Sylvia Plath
-il 12 è il 90° compleanno di Franco Zeffirelli
-e poi... penso che non vi farete scappare San Valentino per i vostri lavoretti!
-il 15 è nato Galileo Galilei (1564)
-il 19 febbraio è il giorno di nascita di Nicolò Copernico (1473)


Vi aspetto, numerosi! Prossimo appuntamento: fra due settimane, il 20 febbraio.

lunedì 4 febbraio 2013

Voti sì o no

Non si parla di elezioni, lo dico subito per chi fosse arrivato qui tratto in inganno dal titolo:  il voto di cui parlo è quello scolastico, anch'esso attuale in periodo di chiusura del quadrimestre. Il ritorno al voto, dopo più di trent'anni dalla sua abolizione nella scuola di base (era il lontano 1977), è stato percepito da molti studiosi di valutazione come un'involuzione verso uno strumento a cui è difficile dare un significato univoco. Mi spiego.

Da insegnante ogni volta che metto un 7 devo chiedermi a cosa quel 7 corrisponde, cosa mi aspetto per esempio da una verifica orale perché raggiunga il 7 e per questo i docenti più scrupolosi in buona parte basano la valutazione su una scala di riferimento, la rubrica valutativa in cui tendenzialmente a ogni numero corrisponde un livello di prestazione. 

Ma... avete notato che ho detto "gli insegnanti più scrupolosi": ce ne sono tanti altri che non tentano di oggettivare il giudizio soggettivo in una scala di valori e si fidano dell'istinto, il che - si badi - non è sempre sbagliato, anzi diversi studi hanno dimostrato che in genere il voto di istinto corrisponde a quello ponderato con valori oggettivi. Il voto soggettivo però non ottiene che si sviluppi la consapevolezza da parte di chi lo riceve: è difficile spiegare a chi viene giudicato il percorso di pensiero che si è svolto nella nostra mente, più facile invece condividere una rubrica di valutazione. "Prof, perché mi ha messo 7? Cosa devo fare per prendere 8?" Se ho una rubrica cui "obbedire" è semplice rispondere a queste domande.
Ho aggiunto anche "in buona parte": già, perché c'è sempre una certa dose di valutazione comparativa in un voto, una sorta di reazione chimica tra il voto individuale e  i voti della classe di una certa prestazione (per esempio un compito andato mediamente male a tutti mi costringe a correggere verso l'alto, se non voglio ritrovarmi con numeri difficili da recuperare), ma anche una reazione tra il voto presente e il percorso dell'alunno (se vedo un barlume di miglioramento tendo a incoraggiarlo accentuando il positivo). Ecco spiegato anche il "tendenzialmente".
Il voto quindi non ha un significato univoco neanche per il singolo insegnante in rapporto al singolo alunno, semmai tende più o meno all'univocità, ma senza arrivarvi mai.
Figuriamoci a livello di scuola: ogni docente è un caso a sé ed è quasi impossibile arrivare a un accordo sostanziale su questi temi, specie passando verso livelli superiori di istruzione, via via che ci allontana dalla primaria insomma. Neanche a parlarne a  un livello territoriale e nazionale.

Ho voluto parlarvi di questi aspetti tecnici del mio lavoro per introdurvi in una complessità che molti credono dall'esterno di poter padroneggiare, un po' come si fa quando crediamo di possedere tutti i fattori che stanno nel cervello di un allenatore quando decide la squadra da mandare in campo. Siamo tutti allenatori, no? Invece l'allenatore, come l'insegnante ha una conoscenza, un'esperienza e una complessità di lavoro che dall'esterno è difficile immaginare e non basta essere stati seduti sui banchi di scuola per improvvisarsi insegnanti e, peggio, giudici degli insegnanti dei figli.

venerdì 1 febbraio 2013

Non si può non comunicare per i venerdì del libro

Il titolo originale del libro che vi propongo è in realtà Pragmatica della comunicazione umana. Sto studiando e quando trovo qualcosa di interessante la condivido, del resto serve anche a me, per ripassare!

L'autore, Paul Watzlawick, del Mental Research Institute di Palo Alto, stabilisce alcuni assiomi della comunicazione:

-non si può non comunicare. Sia l'attività che l'inattività, le parole come il silenzio comunicano. Influenzano gli altri, inviano loro un messaggio. Se osserviamo la coppia del tavolo vicino mentre consuma il pasto senza guardarsi negli occhi, percepiamo bene il messaggio insito in quel comportamento. Scambiano una comunicazione allo stesso modo di una discussione animata.

-ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione di modo che il secondo classifica il primo. Cioè: al comunicazione trasmette un contenuto e al contempo impone un comportamento. L'esempio è illuminante. Se io dico dolcemente a una persona: "È importante togliere il piede dalla frizione in modo graduale", o dico:"Ehi! Tu togli la frizione di colpo, rovinerai l'auto!", comunico lo stesso contenuto, ma esprimo due relazioni diverse. In ogni comunicazione è come se dicessi all'altro: ti vedo così.
-la natura della relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. Questo principio sta alla base di molti conflitti sia interpersonali che internazionali. Nel caso di una coppia in cui lei brontola e lui si chiude in se stesso il litigio tra i due si può ridurre a un ping pong di "io mi chiudo in me stesso perché tu brontoli" e "io brontolo perché tu ti chiudi in te stesso". Ciascuno crede di reagire a un comportamento del partner e in realtà lo sta provocando.

-la comunicazione umana è analogica e numerica. La comunicazione analogica è quella non verbale. In essa includiamo: la posizione del corpo, l'espressione del viso, le inflessioni della voce, la sequenza e la cadenza delle parole, oltre che tutti i riferimenti al contesto in cui ci troviamo. La comunicazione numerica è quella che utilizza le parole. Senza questa comunicazione la conoscenza non si potrebbe trasmettere da un luogo all'altro e da un tempo all'altro. La prima ci accomuna a tutti i mammiferi, la seconda è propriamente umana. Ma ogni volta che il problema della comunicazione è quello relazionale, il linguaggio analogico prende il sopravvento fino a rendere insignificante quello verbale. Pensiamo a  quando si corteggia qualcuno.

-l'interazione è complementare e simmetrica. La posizione individuale all'interno di un rapporto è sempre dettata nella reciprocità  dei comportamenti. pensiamo al rapporto tra chi impone la propria volontà e chi si sottomette.  I due ruoli sono interdipendenti e si richiamano a vicenda.

Spero di non avervi annoiati ma di avervi dato qualche spunto di riflessione...  
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