martedì 17 novembre 2009

Genitori in viaggio


Questo è il titolo di un interessante libretto allegato all'antologia per la Scuola media Binario 9 e 3/4, edita da La Scuola. Si tratta di un agile fascicoletto, che vuole rispondere alla domanda: come aiutare i figli a studiare? Per una volta oltre a esternare critiche più o meno giuste, è giusto proporre qualcosa di costruttivo, pochi e semplici passi da fare, eventualmente spiegare il proprio metodo di insegnamento, insomma allearsi con i genitori.
Ecco i passi proposti dal libretto:
1) Mostrare ai figli con parole e opere da quale radice nasce lo studio: l'interesse verso la realtà e la vita. Guardare, osservare, non passare in modo indifferente o distratto attraverso le esperienze, comunicare un gusto nell'approfondire le cose.
2) Testimoniare in famiglia una concezione positiva dello studio e della scuola. Spesso invece la scuola e lo studio sono vissuti come un peso innanzitutto dai genitori. Non si vuole negare la fatica dell'aiutare i figli nell'impegno dei compiti, che spesso, lo dico da mamma è causato dalla mole dei compiti assegnati e dalla mancanza di una lezione efficace in classe. Ma la visione dello studio sia sempre in positivo.
3) Insegnare ai figli uno stile di vita adatto alla condizione di studente. Organizzazione dello spazio, del tempo, degli impegni sportivi, familiari... la regia della giornata deve essere di aiuto e non di ostacolo allo studio.
4) Facilitare l'acquisizione di competenze e abilità, senza sostituirsi alla scuola. Non fare i compiti al posto del figlio, fornendo facili scorciatoie, ma dare il sostegno giusto al momento giusto.
Che ne dite?

P. A. Renoir, Il giovane Jean Renoir con Gabrielle Renard

9 commenti:

  1. Quello dello stile di vita adatto a uno studente è un buon consiglio, IMHO - si può sempre fare qualcosa per venire incontro, ad esempio spengendo televisioni e luci più forti dopo una certa ora.
    Ma penso anche che la scuola dovrebbe ritornare autonoma dall'aiuto dei genitori per i compiti, com'era quando ero piccola perchè molti genitori erano troppo ignoranti per aiutarci. La collaborazione dovrebbe avvenire su altri fronti e i compiti dovrebbero essere solo e soltanto affare dei ragazzi, secondo me.

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  2. OT
    finalmente posso riaccedere al tuo blog! ho aggiornato il browser...

    in merito ai figli...
    io ne ho tre, tutti diversissimi...concordo con il libretto e aggiungo che il fine ultimo è la loro autonomia, non solo nello studio

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  3. Mi sembrano delle semplici prove di testimonianza, per educare attraverso
    l'esempio, comunicando la propria esperienza, i propri interessi, gli atteggiamenti nei confronti del lavoro e degli altri.
    Ma non è sempre facile, è un traguardo da costruire un passo alla volta.
    nella mia scuola ogni anno prepariamo un contratto formativo da consegnare ai genitori con le indicazioni su come incentivare autonomia e responsabilità dei propri figli...
    Un abbraccio
    france

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  4. Molto piacere, sono Giannina una mamma che è "terrorizzata" dalla scuola secondaria di primo grado (le medie)a cui sua figlia andrà il prossimo anno. Terrorizzata dai racconti dei genitori, dalla paura di non farcela etc etc Questi consigli che dai li condivido pienamente, si tratta di riuscire a mantenere questo comportamento con coerenza anche nei numerosi giorni no.
    Mi fa piacere aver trovato questo blog...chissà che non lo potrò usare per prepararmi al prossimo anno e se poi non mi riesce ti chiederò aiuto !!!

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  5. @ lanoisette: eh, eh!
    @ murasaki: sì, infatti, però da genitore posso testimoniare che non è molto semplice rifiutarsi di "aiutare" il figlio nei compiti specie laddove si pretende troppo da un ragazzino di quarta elementare!!

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  6. @ merins: bentornata, allora!
    @ giannina: benvenuta, sono a disposizione per qualsiasi dubbio!

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  7. Ciao, ho sempre aiutato i miei figli nello studio portandoli a compiere da soli i compiti in modo del tutto naturale. A volte bastava anche la mia sola presenza per rassicurarli. Quando erano in crisi anche alle superiori, a volte, mi sono seduta con loro, sono stata una uditrice, la loro ipotetica insegnante, uno specchio umano a cui ripetere le lezioni. Ora il mio compito é terminato, e sono orgogliosa di avere figli che hanno saputo lavorare da soli, sapendosi gestire i tempi, e le ore di studio. Non é difficile. Se ami i tuoi figli, tutto viene da se. Ma é diseducativo dar loro la pappa pronta. Tutto é sacrificio e impegno.

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  8. @ maga di endor: ti ringrazio di aver lasciato una traccia del tuo passaggio, concordo pienamente con quanto dici, anche perché è frutto di una lunga esperienza sul campo!

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