venerdì 30 dicembre 2011

2011 in a nutshell


Le precedenti puntate, o meglio i precedenti anni... qui: 2009 e 2010.
Ve lo propongo anche quest'anno... proviamo a condensare il 2011 in queste poche righe:
1) il libro che ha lasciato il segno
2) il luogo che non dimenticheremo
3) la nuova ricetta che è diventata nostra
4) un nuovo interesse che abbiamo coltivato
5) la frase che abbiamo aggiunto al repertorio delle citazioni preferite
6) i blog che abbiamo trovato

1) Il libro... mumble mumble... ma sì, questo:


2) il luogo che non dimenticheremo: Innsbruck!





3) la ricetta è sicuramente: petti di pollo al marsala. Si prendono i petti di pollo a fette e si infarinano, poi si rosolano, si sfuma con marsala e poca acqua e per ultimo si aggiungono uvetta e pinoli (da Cotto e Mangiato).

4) un nuovo interesse... Pinterest!


Source: flickr.com via Erica on Pinterest


5) la frase? 




Source: weheartit.com via Prof on Pinterest


6) anche quest'anno per i blog non voglio pronunciarmi... i miei blog roll parlano da soli. Ma vorrei dedicare un saluto particolare alle bloggers conosciute di persona: Claudia e Sybille.
UPDATE del 31-12: oggi ho conosciuto anche Catia e la sua simpatica famiglia... abbiamo passato una bellissima giornata.


E voi, che ne dite? Cosa mettete nel vostro riassunto dell'anno?

martedì 20 dicembre 2011

Prof, com'è morto Giustiniano?

Non so se avete notato anche voi, colleghe insegnanti e mamme homeschoolers e non, che le attuali generazioni sono attratte da tutto ciò che è horror, vampiresco, streghesco, maghesco... Proliferano le domande su - com'è morto? - Le insane e cruente abitudini degli Unni spopolano. Teodorico con la sua crudeltà diventa interessante.
Non ne sto facendo pretesto per imbastire una ramanzina-predicozzo... anzi! Constato e approfitto per suscitare interessi, approfondire, rilanciare la storia e le storie che studiamo!
Ebbene, com'è morto Giustiniano?
Morì a metà novembre del 565. Wikipedia registra il fatto senza aggiungere macabri particolari quindi desumo che morì per malattia o causa comune. Lo storico Evagrio annuncia con gioia l'evento:
"Cosi morì questo principe, dopo aver riempito il mondo di fragore e di torbidi; e avendo ricevuto, alla fine della sua vita, la ricompensa dei suoi misfatti, andò a cercare dinanzi al tribunale dell'inferno la giustizia che gli era dovuta". Del resto, anche lui non scherzava per crudeltà e spietatezza!
Dalla risposta a questa domanda partiamo via web in un viaggio a ritroso nel tempo. troviamo:
-un video ovo che riassume in tre minuti la vita dell'imperatore
-un breve racconto ambientato nella Ravenna dell'epoca che ha per protagonista una ragazzina, Onoria

La nostra connessione wireless ha ancora qualche problema ma speriamo di risolverlo a breve, per poter fare sempre più viaggi nel tempo con la nostra LIM (vedi qui e qui)...

lunedì 19 dicembre 2011

Ultime notizie dal concorso per dirigenti scolastici




Source: littlebgcg.com via sand on Pinterest


Non vi ho riferito degli ultimi sviluppi del concorso per diventare dirigenti scolastici...
Ebbene, in Sicilia le prove scritte sono state caratterizzate da una certa serietà nei controlli e nelle ispezioni (della commissione, della polizia a campione, dei colleghi vigilanti).
Sono stati trovati pizzini, temi e temini rimpiccioliti. Sono stati trovati codici commentati e libri di temi mascherati da codici (abilmente dissimulati da tipografi ben pagati)... cose dei pazzi. E sono stati annullati compiti.
Non mi dilungherò sulle prove che erano abbordabili, bastava aver studiato e avere discrete capacità di organizzazione delle idee e di scrittura professionale.
Ma vorrei riflettere su questo: è mai possibile che in un concorso per diventare dirigenti, si debbano vedere certe cose? La serietà e l'onestà dove sono finite in quest'Italia così sventurata?
Sentire colleghi che commiseravano i candidati espulsi per essere stati trovati a copiare, poverini, in fondo che male c'è..., mi fa davvero sorridere. Perché proprio non ci può essere alcuna risposta sensata da dare a queste considerazioni.
Per non parlare della "paura del raccomandato", della paura che il tuo compito non venga letto con attenzione in quanto realmente e sostanzialmente anonimo, della paura che venga letto, giudicato ottimo (speriamo) o buono (come credo) e poi declassato di qualche punto per non sfavorire i soliti noti. Non è un'accusa alla commissione, lo voglio dire. Si tratta più che altro del peso delle passate esperienze che getta un'ombra sul futuro.
La speranza che questa commissione voglia fare le cose per bene c'è, ma poi ci si guarda intorno e si vede la Sicilia, l'Italia, Report, la bagarre in parlamento, le notizie della Tangentopoli mai finita... e la speranza si affievolisce.

sabato 17 dicembre 2011

Per insegnare non basta sapere


Source: etsy.com via Melanie on Pinterest


Cara Povna, la mia sarà una vocina discorde, ma spero di apportare un contributo al dibattito che hai iniziato:

per insegnare non basta sapere. Ci vuole la capacità, che si impara, di costruire un ponte tra te e l'alunno. Questa capacità non è innata. Insegnanti non si nasce, si impara a esserlo giorno dopo giorno.
Ti dico anche come ho cambiato idea: prima la pensavo esattamente come te.
Un giorno ho detto a una classe che una certa idea era accattivante. Poi ho parlato parlato parlato. E notavo facce smarrite. A un certo punto una ha detto: "prof, ma perché ha detto che quell'idea era cattiva?"
Un'altra volta ho detto "ovvero" e ho subito avvertito che loro non avevano capito il significato della parola.
Così ho compreso che per farmi capire devo sapere a chi sto parlando e devo anche immaginare che non mi capiscano. Inoltre devo controllare che l'impressione cha abbiano capito corrisponda al vero. E che tutti abbiano capito, non solo il primo che dice "sì, ho capito" (quello bravo, in genere).
Altra considerazione. Quando ti dicono: "prof, ma a che serve?" Non vogliono veramente sapere a cosa serve. Più che altro hanno paura di non farcela, non hanno capito, pensano che non riusciranno, e si ritraggono, dietro una domanda. Le domande non sempre significano quello che appare. Così come certe reazioni, di nervosismo, di iperattività. A gestirle si impara.
Se insegnare è una capacità innata, imparare accade casualmente.
Chiamale tecniche, strategie, trovate... ma si imparano. Così come si impara a leggere l'esametro o a scrivere un testo coeso.
Quel ponte si costruisce studiando, approfondendo, sbattendo la testa con la didattica e le teorie dell'apprendimento.
P. S. All'università ho studiato solo letteratura, teoria della letteratura, linguistica generativa e chi più ne ha più ne metta, mi sono sempre rifiutata di fare didattica. Non ho mai studiato psicologia, non sono diplomata al magistrale, il dottorato l'ho fatto di filologia dantesca... per dire che naturalmente sarei portata ad altro tipo di studi...

mercoledì 14 dicembre 2011

Pinterest in a nutshell: food and learning


Ritorno su due passioni: Pinterest e il rapporto tra apprendimento e cibo. Imparare attraverso il cibo, usare il cibo come strumenti didattico è il non plus ultra dell'approccio hands on, con le mani in pasta appunto.

Oggi vi propongo diverse idee:
1) le fasi lunari ricostruite con gli Oreo, Oreo moon phases:


2) un modello di cellula-crostata, a cell cake








3) la bistecca di Moebius, Moebius steak






Sono idee fantastiche, quanto mi piacerebbe avere a scuola un laboratorio dove poter fare qualcosa del genere!
E voi, avete altre idee da segnalarmi? Su Pinterest o altrove: indicatemele con un link nei vostri commenti e io le copierò nel post...

Suggerimento da Sybille: dolce del sistema solare

lunedì 12 dicembre 2011

Non lasciatemi in classe dopo i 60 anni


immagine da Indire, banca dati: la maestra Tersilia

Prendo spunto da questo post di Sempre un po' a disagio, che vi consiglio di leggere.
Lo abbiamo pensato tutti: chi ce la farà a tenere una classe a 65, a 66, 67 anni? Io credo che mi mancherà la forza di attrarre un uditorio giovane e vispo. Sarò una nonna. Non avrò davvero quasi niente in comune con le generazioni sedute tra i banchi.
Faremo di tutto per mantenerci informati, aggiornati, al passo con i tempi... ma non si possono tenere artificialmente giovani i riflessi, la soglia di attenzione, la... salute.
Circola da qualche giorno a scuola l'idea di brevettare un kit dell'insegnante anziano, comprensivo di defibrillatore portatile e respiratore. C'è anche chi, più grottescamente, ha auspicato la predisposizione di una camera ardente a scuola, per chi tirasse le cuoia dopo l'ennesima sgridata alla classe. Sono battute, ci auguriamo tutti di vivere fino a 100 e passa anni ma questo sarà davvero un aspetto problematico, soprattutto se la formazione degli insegnanti continuerà ad essere un optional e se l'investimento in istruzione sarà sempre così inconcludente.
Quindi, ok lavoriamo anche fino a 70 anni.
Ma non in classe, dice il post di cui sopra.
Oppure, dico io, visto che lo spostamento ad altre mansioni è una chimera, almeno dateci i mezzi: tecnologie avanzate per tutti, formazione, rendeteci protagonisti del mondo della scuola e non meri esecutori.

venerdì 9 dicembre 2011

I love chemistry (i venerdì del libro)

Mamma, lo sai, a me piace molto la chimica... - mi dice L@.
Le piace, mi ha detto, studiare quello che respiriamo, per esempio.
Penso di aver trovato la prossima idea-guida per il nostro solito regalo di Natale a tema.





E qualche gioco...



mercoledì 7 dicembre 2011

Come Sherlock Holmes

Vi segnalo un'interessante proposta di apprendimento seguendo le orme di Sherlock Holmes, attraverso pochi indizi raggiungere la verità:
Learning Paths, come Sherlock Holmes
In particolare si "sbircia" in un quadro e si cerca di saperne il più possibile, facendo delle supposizioni e delle previsioni.
Oppure si può giocare a indovinare un codice segreto.
Inoltre vi sono delle schede per individuare il proprio stile preferito di apprendimento. Il sito è molto ricco, guardate l'homepage.

lunedì 5 dicembre 2011

Teacher Decalogue









1.   Be interested in your subject. Abbi interesse per la tua materia. 

2.   Know your subject. Conosci la tua materia. 

3.   Try to read the faces of your students; try to see their expectations and difficulties; put yourself in their place. Cerca di leggere sul viso degli studenti; cerca di capire le loro aspettative e le loro difficoltà; mettiti al loro posto. 

4.   Realize that the best way to learn anything is to discover it by yourself. Tieni conto che il miglior modo per imparare qualsiasi cosa è di scoprirla da soli. 

5.   Give your students not only information, but know-how, mental attitudes, the habit of methodical work. Dai ai tuoi studenti non soltanto informazioni, ma anche "sapere-come", attitudini mentali, abitudine al lavoro metodico.

6.   Let them learn guessing. Fai loro imparare a congetturare. 

7.   Let them learn proving. Fai loro imparare a dimostrare. 

8.   Look out for such features of the problem at hand as may be useful in solving the problems to come - try to disclose the general pattern that lies behind the present concrete situation. Cerca quegli aspetti del problema in questione che possono essere utili per problemi futuri - cerca di mettere in evidenza lo schema generale che sta dietro la situazione concreta presente. 

9.   Do not give away your whole secret at once - let the students guess before you tell it -  let them find out by themselves as much as is feasible. Non rivelare immediatamente tutto quello che sai e devi spiegare agli studenti - fallo congetturare dagli studenti prima di dirlo - fai loro scoprire, da soli, quanto più è possibile. 

10. Suggest it; do not force  it down they throats. Suggeriscilo; non forzarlo. 

(di George Polya (1887-1985), La Scoperta matematica, vol.II, Feltrinelli, 1971)





venerdì 2 dicembre 2011

Books wish list

Libri che vorrei comprare... ma per ora non posso perché sto spendendo uno sproposito per la preparazione al concorso per dirigente scolastico


Partecipo ai venerdì del libro di Homemademamma...

giovedì 1 dicembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

Internet in the classroom!

Giovedì scorso, come ormai facciamo ogni giorno in maniera sempre più veloce, i miei alunni, detti montatore protagonista e montatore aiutante (stiamo studiando la fiaba ;-) stavano predisponendo i collegamenti tra portatile di classe e LIM e... tac! Si è accesa l'icona della connessione alla rete! Da tempo già importunavo i miei colleghi responsabili delle risorse informatiche per riavere il collegamento che si era interrotto e il miracolo è avvenuto!
Nella mia testa sono cominciate a frullare molte molte idee, peccato non avere tempo sufficiente, ma qualcosa si farà comunque...
A cominciare da qualche consultazione giornaliera o periodica:




Avete suggerimenti a questo proposito?

Vorrei soprattutto far riflettere i miei alunni su cosa vuol dire fare una ricerca tramite sitografia. Sull'argomento avevo già scritto tempo fa e avevo anche pubblicato un esempio di webquest.
Sicuramente potremo rispondere alle domande in diretta: spesso i ragazzi si soffermano su un particolare e fanno domande per rispondere alle quali ci vorrebbe la mente di Pico della Mirandola. La mia riposta standard di solito è : in questo momento non ricordo, controllo a casa e poi vi dico. Ma se lo zio Google entra in classe la risposta potrà essere cercata e data in diretta!

venerdì 25 novembre 2011

Teaching body awareness

Premetto che non sono un'esperta in scienze psicologiche, la mia conoscenza della questione è del tutto esperienziale e donatami da un corso di durata biennale che ho cominciato nel marzo 2010 e ad intervalli di tempo ho concluso domenica.
Il percorso si è sviluppato su diversi livelli: dalla consapevolezza di sé come mente, corpo, spirito in un tutt'uno al cuore, all'altro o all'Altro.
Noi occidentali diamo molto peso alla mente, alle sue catalogazioni, ai pro e ai contro. Ma dimentichiamo il corpo e lo spirito.
Il corpo è il primo dono che abbiamo avuto venendo al mondo e spessissimo non ne siamo consapevoli, non ne sfruttiamo tutte le potenzialità, lo trascuriamo, lo dimentichiamo, ne facciamo un'appendice tutto sommato zavorrante della nostra anima. Come se l'anima e il corpo potessero essere artificialmente scisse! Sarebbe la morte...
Educarci all'auto-consapevolezza attraverso l'esperienza comporta inevitabilmente l'uso del corpo: altrimenti tutto si riduce a una tavola rotonda in cui ascoltiamo un guru il cui eloquio ci lascerà sostanzialmente uguali a prima. Educare alla consapevolezza corporea vuol dire offrire delle esperienze in cui sentiamo il corpo, ascoltiamo le sue manifestazioni più essenziali: le funzioni vitali, il respiro, il movimento.

Come aiutare i nostri ragazzi a fare questo percorso? 

Con la mia collega e compagna d'avventura, abbiamo pensato di proporre ai nostri alunni un'ora la settimana di meditazione dinamica, appunto lavorare sullo spirito e sul cuore attraverso il corpo. Le proposte attuabili sono tante e tante ne abbiamo ricevuto nel corso che abbiamo seguito:
1) i 5 riti tibetani, di cui ho letto anche in questo bel libro, che vi consiglio:






2) ascolto del respiro (da qui)
3) danza libera o meditazione dinamica, una danza che assomiglia più a quelle tribali degli uomini primitivi che a un balletto da discoteca.

Partecipo ai venerdì del libro di Homemademamma.

martedì 22 novembre 2011

Leonardo, the genius



Se in questo momento avessi del tempo libero, ma soprattutto qualche soldo da spendere a cuor leggero, sarei a Londra, precisamente alla National Gallery, dove dopo 70 anni è stata organizzata una mostra su Leonardo, con eccezionali prestiti da musei di tutto il mondo e, per la prima volta nella storia, l'esposizione nello stesso luogo delle due versioni de La vergine delle rocce. Per questi motivi è considerata la mostra del secolo, nel video una signora intervistata dice: "Leonardo tutto insieme si vede una sola volta nella vita..."
L'occasione per approfondire la vita e le opere di questo genio tutto italiano è da cogliere al volo; ecco una scelta di risorse per insegnanti e genitori homeschoolers full e part time:
-il sito della BBC
-Leonardo per ragazzi
-10 idee a tema
-library-thinkquest


venerdì 18 novembre 2011

Libri per ragazzi - Classroom library





Spesso nelle classi ho proposto un'interessante attività: ognuno porta un libro tra alcuni titoli che io suggerisco, anche comprandolo nuovo, e così si costruisce una biblioteca di classe ad alta densità di libri interessanti da utilizzare per la lettura individuale in un'ora prestabilita e poi per raccontare le proprie impressioni sul libro agli altri.
Vorrei mettere a disposizione di chi mi legge le mie proposte su questo, ovviamente calibrate su un ragazzo dalla quinta classe di scuola primaria in su.
Innanzitutto la lettura di un buon libro non va presentata come alternativa alla tv o al fumetto, né tantomeno va forzata (ricordiamo il famoso decalogo di Pennac). Il piacere di leggere è il primo e solo criterio guida: non solo il piacere del racconto, ma anche della costruzione dello stesso. I ragazzi sono molto affascinati, in genere, dai meccanismi narrativi, si chiedono perché l'autore svela un particolare, cercano di trarre inferenze sul testo, indagano.

Alcune proposte operative per sviluppare l'attività di lettura:
-lettura ad alta voce dell'insegnate
-lettura individuale in classe (attenzione: non finalizzata a un compito a casa, per favore!)
-giochi: classifica del libro più letto in classe, raccolta di citazioni simpatiche o significative, competizioni a squadre su un libro letto
-libri e film: confronto tra un libro e la sua trasposizione cinematografica
-visite a biblioteche, incontri con scrittori o editor
-webquest tematici


Source: google.com via Prof on Pinterest






E ora alcuni titoli per cominciare:

Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato (e altri dello stesso autore)
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe
saga di Harry Potter
saga di Eragon (Il ciclo dell'eredità)
saga del Mondo di inchiostro di Cornelia Funke
saga de I segreti di Nicholas Flamel
sempre della Funke, Il re dei ladri
Isabelle Allende, La città delle bestie e successivi titoli della trilogia
Lewis, Le cronache di Narnia
Tolkien, Lo Hobbit
Il segreto di Veermer
Il bambino con il pigiama a righe
Diario di una schiappa
Qualcuno con cui correre di Grossman (ma dello stesso autore ce ne sono altri molto interessanti)
i romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi, in particolare Il romanzo di Alessandro

Altri post sull'argomento:

Qui alcune pagine interessanti: 
http://www.bibliolab.it/scrittura_multimedia/index_scrittmulti.htm



Suggerimenti dai commenti di...
Basilico e Mentuccia: Personalmente, aggiungerei solo la Coraline di Gaiman e, dato che proponi "Eragon", anche il buon vecchio Tolkien, magari con "Lo Hobbit", molto più appetibile ammetto agli occhi di un ragazzo del ben più corposo "Signore degli Anelli".
Mammozza:  I racconti di Buzzati 
Povna: McEwan, L’inventore di sogni, Kästner E., Emilio e i detectives, Kästner E., La classe volante, Joffo J., Un sacchetto di biglie, Kerr J., Quando Hitler rubò il coniglio rosa, 
D. Pennac, Kamo, K. Taylor, Destinatario sconosciuto, Richard Adams, La collina dei conigli
Questo post partecipa a I venerdì del libro di Homemademamma

mercoledì 16 novembre 2011

Dipingere dal vero a scuola - life painting


Qualche giorno fa a scuola abbiamo vissuto un'esperienza bellissima: dieci alunni del nostro istituto e cinque di ognuna delle scuole partecipanti, per un totale di trenta, hanno potuto partecipare a una Giornata estemporanea di pittura nella piazza centrale del paese, nella cornice del paesaggio collinare, dell'Etna, del mare in lontananza e dei merli del donjon medievale. Il tema era Luci e colori dell'autunno, così come tu lo vedi. I ragazzi erano contenti di poter esprimersi, di stare all'aperto... dopo la breve merenda non abbiamo dovuto fare fatica per riportarli al lavoro, prima che potessimo dire di continuare a dipingere erano già davanti ai cavalletti.

Da quest'esperienza traggo diverse riflessioni:


1) i ragazzi hanno bisogno di esperienze prima che di nozioni. L'esperienza non è tale se non è interpretata, compresa, se non diventa oggetto di riflessione consapevole, ma la base è il fatto.  Il fatto di aver potuto guardare, osservare, immergersi in una luce e in un'atmosfera.


2) ognuno è stato libero di esprimere se stesso, ha potuto mescolare i colori e ottenere un effetto. Questo ha una ricaduta enorme sull'autostima del ragazzo che si sente libero e valorizzato. 




3) la gioia di imparare era palpabile: adesso se studieranno la tecnica pittorica dei macchiaioli o di Monet saranno interessati alla pennellata e non si annoieranno ad apprendere.


4) l'ambientazione non è indifferente nel processo di apprendimento. Un ambiente bello stimola la creatività, un ambiente monotono e triste tarpa le ali a qualsiasi desiderio buono.



5) l'incentivo vale anche per i docenti che erano molto contenti di poter dare ai ragazzi quest'opportunità e trasmettevano la loro esperienza e i loro suggerimenti senza necessità di rimproveri e ramanzine.

lunedì 14 novembre 2011

Homescooling for teens


L'homeschooling part time si evolve... con l'età! Da quando L@ è passata in prima media, spesso alle mie richieste di impegnarsi nelle attività che fino all'anno scorso le piacevano, come questa o questa, la risposta era: "mamma, ma io ora sono grande!" Devo dire che, causa preparazione al concorso che mi assorbe quasi tutto il pomeriggio, mi sono un po' arresa, ma poi tenta e ritenta abbiamo trovato una nuova strada.
Siamo partiti dall'unica seria difficoltà che sta incontrando nella nuova scuola: scrivere. Si tratta di una competenza che viene spesso data per scontata dagli insegnanti e che invece agli alunni non risulta per niente naturale.
E, come sapete, ci siamo inventati anche un blog tutto per lei.
Nel frattempo è emersa la passione per i film, da Harry Potter a Pomi d'ottone e manici di scopa. E così le ho proposto la scheda della fotografia:
-una parte che è molto interessante
-un nuovo fatto o argomento che ho imparato
-una parte che non ho capito bene
-pensieri e emozioni che il film mi ha suscitato
-la mia parte preferita
-una frase che mi ha colpito
-una domanda che mi ha suscitato
L'ha accolta molto volentieri: "mamma, lo sapevo che potevamo trovare qualcosa di adatto a me! Questo sì che è imparare giocando!"

Per chi volesse approfondire il tema cinema e educazione:

BannerFans.com

venerdì 11 novembre 2011

Pinterest in a nutshell: reading ideas



Cari e care appassionati di Pinterest, questo è il nostro momento... ma è anche il momento di tutti coloro che, come me, pensano che la cosa più interessante del web 2.0 è la condivisione delle buone idee, delle scoperte che possono essere comunicate e diffuse, delle soluzioni intelligenti.

Ho intenzione di darvi un appuntamento periodico per condividere con voi i links più interessanti di Pinterest, seguendo un ordine tematico.

Per questa volta il tema lo scelgo io, ma aspetto insieme ai vostri commenti anche le vostre proposte...


Il tema per oggi è: idee per la lettura, reading ideas.


La lettura è passione, prima che obbligo scolastico. E troppe volte, invece, viene sentita come imposizione e come alternativa noiosa alla televisione. Come invogliare alla lettura i nostri figli, i nostri alunni, i nostri nipoti?


Senza obblighi, a vostro piacere, se volete contribuire suggeritemi i vostri pins preferiti sull'argomento o scrivete un post e linkatelo nei commenti, penso io a inserirlo nel post...


I pins a tema di oggi sono:


1) un angolo per la lettura, da predisporre a casa - reading nook. E' stato dimostrato che la lettura domestica è uno dei fattori principali del successo scolastico:













Source: designmom.com via Angie on Pinterest


2) una biblioteca scolastica... da sogno (amazing library classroom):






3) un'idea per un compito a casa, in classe... o una scheda di lettura per ricordare le cose principali di un bel libro:










Che ne dite? Suggeritemi le vostre idee...


Robin ci suggerisce questo: http://pinterest.com/dovehovistote/book-shelf-bookcase-reading-nook/

martedì 8 novembre 2011

Homework - Compiti a casa




"Professoressa, non ci assegnare (ancora in I media sono confusi tra il tu e il lei) troppi compiti!": è una frase che ogni insegnante ha sentito. Ma anche mettendosi dalla parte dei genitori, spesso i compiti sono una vera e propria fatica.
Ebbene, più che dare ricette, oggi vorrei riflettere insieme a voi. Qual è la quantità giusta di compiti? Se ne può fare a meno?  Ci sono alternative? Ancora più radicalmente, perché vengono assegnati?

Vorrei partire da quest'ultima domanda: perché un insegnante assegna o dovrebbe assegnare dei compiti? 
In inglese si parla delle quattro R:
Readying (prepararsi per un nuovo apprendimento)
Repetition (di una competenza già conosciuta)
Reviewing (rivedere il materiale compilato o preparato in classe)
Revising (autocorreggersi)

Se io voglio imparare a suonare uno strumento, o a giocare a basket dovrò fare tanta tanta pratica. Lo stesso principio dovrebbe regolare i compiti per casa. Però per diventare questo i compiti dovrebbero avere delle caratteristiche che spesso non hanno: chi li fa deve sapere a cosa servono (gli insegnanti potrebbero esplicitare meglio lo scopo e farlo scrivere sopra l'esercizio assegnato), non devono eccedere una certa quantità altrimenti stancano (collaborare con i colleghi da questo punto di vista, non guasterebbe), devono suscitare interesse, chi li fa deve consapevolmente monitorare il suo lavoro (capire in cosa sta sbagliando e cosa dovrebbe fare per migliorare).

Ma vi sono alternative?
Da qui, in inglese, delle idee:

-Hai introdotto un nuovo argomento in classe? Invece di assegnare delle domande sull'argomento, si può chiedere di inventare un compito sul nuovo argomento, motivando perché l'idea è buona, e poi assegnare le migliori idee all'intera classe.

-Vuoi verificare se un concetto-chiave è stato appreso? Invece di assegnare un riassunto o una pagina intera di esercizi, si può chiedere di dimostrare e spiegare agli altri per piccoli gruppi il concetto in questione, utilizzando un mezzo a propria scelta (un disegno, un gioco, un discorso, degli esempi).

-Vuoi sviluppare una discussione in classe dopo aver letto un brano o un articolo? Invece di richiedere delle risposte sul brano, si può chiedere di annotare delle domande suscitate dalla lettura e poi utilizzare queste per confrontarsi.

-Vuoi assicurarti che un procedimento matematico sia stato acquisito? Invece di assegnare 10 problemi che contengano il procedimento, si può chiedere per piccoli gruppi di scegliere e di risolvere un problema nel quale la procedura sia applicata alla vita reale per poi presentare la soluzione a tutta la classe.

-Intendi favorire la memorizzazione di un certo numero di informazioni? Invece di assegnare un elenco da memorizzare, si può chiedere a ognuno di creare una filastrocca, un trucchetto per memorizzare una delle date o dei nomi assegnati e poi esporre i trucchetti o le rime a tutti gli altri.

-Vuoi che la classe ricordi ciò di cui si è parlato lo scorso mese? Invece di assegnare il ripasso, si possono porre frequenti domande flash sugli apprendimenti del passato.

In buona parte, si tratta di attività: 
-da svolgere in classe
-creative
-attive
-in gruppetti.

Che ne dite?


venerdì 4 novembre 2011

Love of learning: food+ learning = fun!

Ripropongo, dopo un po' di vacanza, l'iniziativa Love of Learning.
Nella prima puntata, con questo post, abbiamo riflettuto insieme sull'utilità dei libri di testo.
Il tema della seconda puntata riguardava la storia, le idee per insegnarla e renderla viva.
Poi ho scritto sul libro Guerrilla learning. E sulla matematica...
Infine ci siamo confrontati sulla geografia.
Oggi vorrei proporvi uno spunto molto particolare...
imparare attraverso il cibo!
Sì, avete capito bene. Il cibo come pretesto, ma anche come esempio concreto di un argomento di studio, oppure come rappresentazione tridimensionale di un fenomeno.
Guardate per esempio qui: 




Si tratta di una torta che l'autrice del blog ha usato per completare la sua lezione su rocce sedimentarie e minerali, volendo distinguere i diversi strati con i diversi ingredienti. Non è geniale?


Suggerite, suggerite, suggerite, utilizzando Mr. Linky (inserite il link al post specifico e premete enter). Preferibilmente aggiungete al post o al vostro blog il bottone Love of Learning...


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Love of Learning Participants

1. Palmy: one apple to teach
2. Vogliounamelablu
3. Cooking Homeschool ideas
4. MammaElly
5. 6cuorieunacasetta
6.
7. france
8. Agrume / Citrus (Leptir)
9. Mele / Apples (Leptir)
10. MammaElly
11. Caffenero
12. Montessori-Inspired Food Preparation
13. Sybille
14. Mamma voli pindarici
15. Mammozza
16. Unconventional Mom
17. HomemadeMamma
18. Palmy su Pinterest: food and learning
19. Dalla a alla s: la casetta di Hansel e Gretel
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