mercoledì 27 novembre 2013

Vi presento la mia scuola

Ho più volte fantasticato sulla scuola che avrei voluto e più volte riflettuto su come una scuola dovrebbe essere. Ora, da preside, posso parlarvi della scuola in cui lavoro, presentandovela per come la vedo e come la immagino. Chi mi conosce e mi legge da tempo riconoscerà sicuramente alcuni miei tratti caratteristici!
Cominciamo...
Lo stile che ci caratterizza è quello di una Scuola che ASCOLTA, che ACCOGLIE, in cui SI IMPARA E SI CRESCE INSIEME. Il nostro impegno, del Dirigente, dei docenti, del personale tutto, è rivolto in più direzioni:
  1. EDUCAZIONE
L'istruzione è la porta d'accesso a un'educazione completa della persona. La sfida dell'Istituto Comprensivo è quella di prendere in carico la crescita dell'alunno dai 3 ai 14 anni, in un percorso armonico e unitario. Nella nostra scuola si insegna con diverse modalità: attraverso la realizzazione di attività laboratoriali, attraverso lezioni trasversali anche con il contributo di esperti esterni, attraverso l'uso della tecnologia (disponiamo di Lavagne Interattive Multimediali in tutte le classi e la scuola è interamente cablata), la gestione di gruppi di lavoro e apprendimento individualizzato.
  1. AMBIENTI PER L'APPRENDIMENTO
La cura degli ambienti indoor (laboratorio scientifico, artistico, multimediale, aula magna...) e outdoor (spazi verdi, orto didattico, palestra regolamentare) è strettamente legata al benessere della persone e stiamo lavorando senza sosta per migliorare gli spazi, con il contributo attivo dei genitori del Progetto TIPS (Tutti Insieme per la Scuola).
  1. SOSTEGNO ALL'ISTRUZIONE
La nostra Scuola lavora per accogliere: ci facciamo carico delle difficoltà di apprendimento e di relazione attraverso interventi mirati, con l'aiuto di professionisti e di esperti, ma soprattutto valorizzando le risorse interne, docenti in continua formazione sulle tematiche dei Bisogni educativi Speciali. Pur non essendo una scuola inserita in area a rischio, lavoriamo per rimuovere le cause del disagio e della dispersone.


LE NOSTRE REGOLE

Il rispetto e l'attenzione nascono spontanei dove c'è la gioia di stare insieme come il caos e la distrazione nascono spontanei e giacciono latenti dove la coercizione si traveste da stile educativo. Maria Montessori

TIPS Tutti Insieme per la Scuola
Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio (proverbio africano)
Con questo progetto i genitori contribuiscono a migliorare la nostra scuola, impegnando il loro tempo libero e le loro competenze professionali mettendole a servizio delle necessità della scuola, dalla piccola manutenzione all'offerta di lezioni e di laboratori gratuiti.

LEARNING BY DOING
Imparare è un'esperienza, tutto il resto è informazione (A. Einstein)
Imparare facendo: vi presentiamo i progetti attraverso i quali i nostri alunni imparano impegnandosi attivamente e in prima persona
BABY SINDACO
Riproduciamo i meccanismi e le procedure della democrazia elettiva all'interno dell'istituzione scolastica: abbiamo un Baby sindaco e degli assessori che ci rappresentano nelle manifestazioni e negli eventi pubblici.
CINEFORUM E LEGALITÀ
Affrontiamo le tematiche della legalità, della lotta alla mafia e alla discriminazione attraverso lo strumento del cineforum.
AMBIENTE E SALUTE
Educhiamo i ragazzi a una vita sostenibile e in salute attraverso diverse iniziative (Festa dell'albero, orto didattico, lezioni specialistiche, progetti in collaborazione con l'ASP...)
CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO
Iniziative di accoglienza degli alunni in ingresso e di orientamento per gli alunni in uscita.
IMPARIAMO VIAGGIANDO
Per conoscere davvero qualcosa, infatti, è utile sapere certo, ma è indispensabile farne esperienza. Così il viaggio è un'occasione unica di immergersi nell'esperienza di una terra, di un popolo, di una storia, di un fenomeno. Proponiamo a tutte le età visite didattiche e in particolare il viaggio in Italia per le seconde e il viaggio all'estero (quest'anno a Barcellona) per le classi terze di scuola secondaria.

I NOSTRI FIORI ALL'OCCHIELLO
GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI
In collaborazione con il CONI e le in convenzione con le Federazioni Nazionali proponiamo corsi di pallavolo, calcio, rugby e tiro con l'arco.
LETTORATO DI LINGUA INGLESE E FRANCESE
Fin dall'infanzia, diamo la possibilità ai nostri alunni di conseguire le certificazioni A1 e A2 (con il 100% degli esami superati)
LABORATORIO DI LATINO per gli alunni di terza classe di scuola secondaria.
CORO DE AMICIS
Con l'aiuto di un tenore esperto interno che guida il coro degli alunni.
LABORATORIO MUSICALE
Realizziamo diverse iniziative durante l'anno tra le quali il Musical di Natale. Inoltre proponiamo corsi pomeridiani di pianoforte e chitarra.
LABORATORI di educazione motoria, drammatizzazione e fumetti multimediali per l'Infanzia.
PON Con i Fondi Sociali Europei offriamo ai nostri alunni di primaria e secondaria laboratori di inglese, francese e spagnolo, teatro, educazione alimentare, sport, attività di recupero di italiano e matematica, oltre che corsi per docenti e genitori.


lunedì 18 novembre 2013

Genitori si diventa



Mi rendo conto di non avere più il tempo e la serenità mentale di prima per mantenere in vita questo blog con costanza, ma qui si combatte e la lotta in certi giorni è molto faticosa. Ciononostante non ho alcuna intenzione di mollare, solo avverto i miei lettori affezionati che avranno mie notizie più sporadicamente del passato.
Oggi sono qui per raccontarvi come procede la mia vita di Preside.
Succedono ogni giorno mille cose... alcune davvero belle e significative, altre significative ma non belle. 

Comincio dalle seconde per non lasciarvi con l'amaro in bocca. Mi è capitato, tra l'altro, di dover affrontare un caso di cyberbullismo vero e proprio, con tanto di diffamazione a mezzo informatico da parte di alcuni minori a danno di una compagna. L'episodio è stato scoperto grazia alla mamma della vittima che, in maniera coscienziosa, ha permesso alla figlia di iscriversi a Facebook con la condizione di darle la password. Ignari, invece, i genitori degli aggressori. Se i social network non permettono le iscrizioni dei minorenni, ci sarà un motivo! 

Genitori, non lasciate soli i figli nei meandri della rete! Ci può essere un modo non ossessivo di controllarli, senza impedire loro di vivere... sta a voi trovarlo! Non si nasce genitori, lo si diventa seguendo passo passo i figli e affrontando le diverse problematiche legate alle varie età. Non basta più preoccuparsi della maglia della salute e della dieta dei figli adolescenti, anzi forse è controproducente farlo, ma occorre preoccuparsi della loro crescita. Dal livello biologico occorre fare un salto al livello personale.

Sempre sullo stesso tema la notizia positiva dei genitori che si sono attivamente impegnati, donando il proprio tempo e il proprio lavoro, per migliorare l'ambiente scolastico, contribuendo con lavori di piccola manutenzione, tinteggiatura, cura del verde, riparazioni... Essi hanno dato la loro disponibilità e sono stati organizzati da una docente dell'istituto che assegna loro spazi, tempi  e materiali per gestire quei piccoli lavoretti che gli Enti Locali non riescono più a garantire. A ognuno di loro consegnerò un Attestato di stima e gratitudine:

Il Dirigente Scolastico, a nome della scuola
RINGRAZIA

IL GENITORE________________________________________________________

per aver messo a disposizione della scuola il proprio tempo e il proprio lavoro, contribuendo a migliorare l'ambiente scolastico.
Ci vuole un intero villaggio per educare un bambino”, dice un proverbio africano: per questo ancor di più a Lei va il ringraziamento della nostra scuola, per aver dato a suo figlio un esempio che non dimenticherà.

Che ne dite?

venerdì 25 ottobre 2013

L'arte di ascoltare i battiti del cuore per i venerdì del libro

Sulla scia delle letture sui migranti, mi giunge un consiglio che accolgo con curiosità: L'arte di ascoltare i battiti del cuore - mi viene suggerito - è un libro che lascia qualcosa. Ce l'ho in attesa da tempo e decido di cominciarlo. 


Una storia che riunisce diversi viaggi e diverse direzioni: quello di un birmano alla volta degli Stati Uniti, quello di una figlia alla ricerca delle origini del padre, nella direzione opposta; quello di uno sradicamento e quello di un ricongiungimento. La forza di questo romanzo sta anche nei personaggi. Ognuno di loro è un universo e racchiude in sé molte storie che si dipanano come fili e che man mano che il racconto procede formano un arazzo sempre più dettagliato e armonico. I temi messi in campo sono molteplici: il rapporto con i genitori e con la vita familiare che ha preceduto la nascita di ciascuno ("I figli vogliono veramente conoscere i genitori come persone dotate di una loro vita autonoma? Saremmo capaci di vederli davvero prima che arrivassero a noi?")  l'amore come dono sublime e imperituro, un amore a tratti incomprensibile tanto può essere grande ("Perché vediamo solo ciò che conosciamo. [...] Riconosciamo come amore solo quello che corrisponde all'immagine che ne abbiamo"). Ma del resto, "non tutto ciò che si può spiegare è vero... e non tutto ciò che è vero si può spiegare".
Il titolo che è secondo me parte della bellezza di questo libro non ve lo spiego, svelerei una delle idee più commoventi presenti nella storia... Buona lettura!

mercoledì 23 ottobre 2013

Mare al mattino

Leggo spesso libri collegati tra loro come grani di un rosario che ripetono in mille tonalità di voce la stessa preghiera. Libri sull'Olocausto, per esempio. Ma anche libri sui viaggi dei migranti, e su emigrazione e integrazione. Un libro tira l'altro. E proprio nei giorni in cui è accaduta la tragedia dei migranti seppelliti dal mare di Lampedusa ho deciso di leggere Mare al mattino:
La storia di una parte del nostro popolo mandato a colonizzare l'Eritrea e poi improvvisamente riportato indietro e condannato ad un limbo senza patria. La storia di una famiglia, madre e figlio, discendente da quella porzione di popolo italiano. E la storia di un'altra madre e di un altro figlio che percorrono lo stesso tratto di mare ma all'inverso per trovare una nuova patria. Tragedie comuni sulle opposte sponde del Mediterraneo, tragedie comuni sui lembi della storia. Che ci fanno accostare a quelle vite "mai arrivate a destinazione" sepolte dall'acqua minacciosa di un mare affrontato su carrette improponibili con un altro sguardo. Di pietà umana e nient'altro. Perché tutte le altre considerazioni, davvero, vengono dopo.

lunedì 21 ottobre 2013

Il colore trasparente della notte



"A volte il passato è un buco nero. Altre volte, se sai guardare fino in fondo, può essere trasparente come una notte piena di stelle": il passato di cui questo romanzo si occupa è quello dei crimini di guerra commessi nell'Europa nazista ed è quello personale di Charlotte, segnato da un amore finito e da un amore tutto da riscoprire. Ma è anche la storia di un amore sepolto nel passato dell'epoca nazista, tra la Baviera e la Polonia, e che merita la luce di una rivalutazione. Ancora una volta, quindi un romanzo sull'Olocausto, che  mi dona un altro dei mille aspetti di quella storia tutta da conoscere.

mercoledì 9 ottobre 2013

Questa non è un'esercitazione!



Già. Anche questa mi doveva capitare. Il terremoto. Quello vero. Piccolo ma vero.
Oggi all'incirca a metà mattinata a scuola abbiamo avvertito tre scosse di terremoto. Segue fase concitata di telefonate a vigili urbani, tra i plessi (quattro!), protezione civile.
Si deve evacuare.
Riscontro diversi problemi: una certa lentezza, un cancello rimasto chiuso da un catenaccio, il megafono senza batterie... Tutti problemi risolvibili di cui ci faremo carico.
Dopo, il delirio: genitori che accorrono perché avvertiti da altri genitori che c'era stato un terremoto, pile di moduli di richiesta di uscita anticipata, adulti che cercano di introdursi a forza per recuperare zaini (non per i libri, ma soprattutto per i cellulari!), frasi sentite per caso ("ma la preside si prende la responsabilità per i cellulari e per tutti i beni lasciati negli zaini?", " ma io perché non sono stato avvisato?"). L'apice: l'insegnante tra le nuvole che candidamente mi dice "ma preside, tanto in caso di terremoto gli alunni scapperanno tutti a caso". La volevo ammazzare.
Ho cercato di spiegare che le prove si svolgono proprio per instaurare abitudini e automatismi; che io non devo avvisare 900 famiglie del terremoto, mentre devo mettere in salvo gli alunni. E che bisogna mantenere la calma e valutare le priorità, tra le quali non c'è la salvaguardia del telefonino.
Da questo momento in poi sommergerò i genitori di informazione, formazione, comunicazione... non voglio dare per scontato nulla.

lunedì 7 ottobre 2013

Cassazione contro Dirigente 1-0



Non ce la si può fa'.
Se la Cassazione il 4 ottobre 2013 sentenzia su una vicenda sorta nel lontano 1995, stabilendo che la scuola che gentilmente apre i cancelli prima del suono della campana, di fatto si "accolla" la responsabilità degli alunni che sostano nel cortile e che qualunque cosa succeda all'alunno ne diventa responsabile poiché è tenuta alle misure organizzative necessarie per garantirne l'incolumità, 
-o ho a disposizione un servizio pre-scuola comunale
-o ho genitori disposti la pagamento di un servizio pre-scuola
-o ho personale in tal numero da poter garantire la sorveglianza

O, ed è questa la soluzione che in mancanza delle prime tre ho dovuto adottare, apro i cancelli 5 minuti prima del suono della campana, piova o non piova.

Non era questa la mia idea iniziale. Avevo predisposto che gli alunni potessero sostare nel cortile antistante l'ingresso in zone prestabilite e che, se avesse piovuto, potessero entrare direttamente in classe. Forse sarebbe stato fuori legge o temerario, ma mi pareva gentile. Senza voler paragonare due situazioni completamente diverse, mi viene in mente che anche i pescatori che sono usciti in mare per soccorrere i naufraghi di Lampedusa erano contro la legge.

Ma il povero dirigente, ha paura dell'avvocato che ogni genitore del terzo millennio sembra avere in tasca tirandolo fuori a ogni occorrenza. Per cui si arrende e chiude i cancelli.

venerdì 4 ottobre 2013

Quando eravamo foglie al vento per i venerdì del libro



Cari amici del venerdì del libro, a volte succedono strane coincidenze: stai leggendo un libro ed è quello giusto nel momento giusto. E quel libro apre un nuovo percorso fatto di altri libri che si richiamano l'un l'altro come puntini che insieme compongono un disegno. 
Mentre leggevo Quando eravamo foglie nel vento è accaduto l'ennesimo gravissimo eccidio di migranti a largo di Lampedusa, questa volta più grave se è possibile fare un'escalation delle stragi. Centinaia di morti sepolti da un mare traditore. Lo stesso mare che evoca per noi immagini di divertimento estivo. 
Un mare che è diventato cimitero per troppi. 
Il libro di cui vi parlo oggi non è propriamente una storia di migranti, ma c'è la vicenda dell'Irlanda del nord che fa da sfondo alla trama. E c'è il problema dell'identità che cambia in relazione agli sconvolgimenti politici. Un paese che era meta di turismo fino a pochi mesi fa, ora è impraticabile. Un popolo che era simpatico ai più, ora suscita sentimenti negativi. Un posto sconosciuto diventa in breve tristemente famoso.
Ci sono anche Parigi e il mondo della diplomazia. Insomma, molti ingredienti ben dosati...  Nell'augurarvi una buona lettura mi sposto al prossimo puntino del disegno.

Un libro tira l'altro: un libro sull'emigrazione di cui ho già parlato è La casa dei quattro venti.

Un libro, un viaggio: leggendo questo romanzo viene voglie di ritornare a Parigi solo per entrare al Museo Rodin.

lunedì 30 settembre 2013

Voglio una vita spericolata

(La casa diroccata, da qui

Se volete una vita spericolata non scegliete il paracadutismo, né di viaggiare a zonzo per il mondo. 
No, vi basterà vincere un concorso per dirigenti scolastici e fare i presidi! Nello stesso giorno vi può capitare di convalidare un contratto che cambierà la giornata se non la vita di qualcuno che avrà trovato un impiego, rispondere per iscritto a un avvocato sul piede di guerra, dare suggerimenti per la ristrutturazione del un sito internet, confrontare cataloghi di tute e divise, predisporre il programma di viaggio a Barcellona per due gruppi di cinquanta ragazzi per poi richiedere dei preventivi, chiamare il 118 per il malore di un alunno, scrivere al Comune per costringerli a completare i lavori che cominciano e cominciare quelli che tralasciano (niente di urgente, per carità, solo che manca la porta di una classe, le serrande in cinque, i rubinetti perdono tutti insieme, le cassette dei bagni non funzionano, in un plesso ti hanno fatto i lavori che la scuola spettava da anni e però hanno dimenticato di tinteggiare lasciando le aule ricoperte di una sorta di carta geografica incomprensibile... e chi più ne più ne metta). Vi siete stancati solo al leggere? Pensate a me che devo affrontare tutto ciò e per giunta correndo...

giovedì 26 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: quarto giorno

Oggi dedichiamo la giornata a Strasburgo! 

Notiamo subito l'organizzazione dei parcheggi, che permettono di lasciare l'auto e al prezzo di un biglietto giornaliero si arriva tramite puntualissimi bus al centro. Decidiamo di comprare gli Strasbourg pass per sfruttare al meglio sconti su ingressi e gratuità: partiamo dall'Orologio Astronomico della Cattedrale e dopo aver assistito allo scoccare del mezzogiorno ci rechiamo all'imbarcadero per fare un giro in battello... da non perdere! Si passa per una chiusa che conviene ritornare a guardare dall'alto.



Dopo aver mangiato dei panini passeggiamo per le vie del centro, ripassiamo dalla cattedrale e questa volta saliamo per l'equivalente di 14 piani a chiocciola che ci portano alla piattaforma sotto la guglia da cui godiamo di un magnifico panorama sui tetti della città. Scendiamo e ci rifocilliamo con un dolce indimenticabile da Bistrot e Chocolat. La cattedrale ci attrae come una calamita e questa volta entriamo dentro per ammirare le vetrate attraversate dalla luce pomeridiana.

Volete vedere le foto dei precedenti giorni di vacanza? Prego, guardate qui.

lunedì 23 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: terzo giorno

Un caro amico ha vissuto per un anno in Alsazia e ci aveva consigliato di visitare il Santuario di Mont Saint-Odile: oggi seguiamo il consiglio! Odile, o Ottilia in italiano, ha una storia molto particolare: nata cieca e per questo ripudiata dal padre, riacquistò la vista al momento del battesimo e divenne la prima badessa del monastero di Hohenburg. Protegge dalle malattie della vista e si festeggia il 12 dicembre come santa Lucia. Patrona dell'Alsazia, a lei è dedicato il luogo che andiamo a visitare, un luogo di pace e di preghiera:


In basso a destra potete osservare il panorama sull'Alsazia che si ammira dal punto più alto del santuario.
Nella stessa giornata percorriamo parte della route de vins, immergendoci nei vigneti:


Qui trovate il primo giorno e il secondo giorno della vacanza.

giovedì 19 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: secondo giorno

Scrivere questi post di viaggio mi sta permettendo di rivivere gli splendidi giorni trascorsi. La seconda giornata della nostra vacanza è cominciata con un'ottima colazione di cui ho riportato a casa un souvenir, un'irresistibile marmellata di frutti della Foresta Nera. Gli stessi frutti, more lamponi mirtilli fragole, ci venivano serviti appena colti!
Riattraversato il Reno, abbiamo visitato Comar, tipica cittadina alsaziana e così abbiamo visto per la prima volta le case a graticcio che ci accompagneranno lungo le diverse soste: 


I colori di Colmar sono incredibili e ogni casa ha una sua personalità. Dopo aver passeggiato per le sue vie e lungo i canali della Petit Venice, abbiamo ripreso l'auto per dirigerci più a sud sulla route de vins, a Eguisheim. E qui incontriamo in un'esplosione di sensazioni la cultura francese del vino. Vini da assaggiare, da gustare, da comprare senza spendere una cifra, da accompagnare a del buon cibo... come la tarte flambé, con i suoi sapori veraci il Riesling si sposa perfettamente!


Il bicchiere tipico dell'Alsazia in cui vengono serviti i rinomati bianchi e a calice piccolo e basso con lo stelo verde (li si intravede accanto alla tarte). Non abbiamo resistito a comprarne e portarcene a casa sei!
Di ritorno ci arrampichiamo a i Trois Chateaux, da cui si gode di uno splendido panorama sulla route des vins e sui vigneti a perdita d'occhio.
I nostri occhi si sono riempiti di colori e immagini a perdifiato. È ora di tornare alla base e di goderci un meritato riposo.

Qui il racconto del primo giorno.

martedì 17 settembre 2013

Impressioni dopo due settimane da preside

Ho cambiato lavoro. 

La visione della scuola è improvvisamente cambiata in me. Nonostante avessi collaborato con il dirigente per quattro lunghi e  intensi anni, non è la stessa cosa. La sensazione di essere non a capo, ma come dietro le quinte di tutto è fortissima. Faccio continuamente cose, tutte diverse, a volte sovrapposte, messe in ordine di priorità e pertanto soggette a continui cambiamenti dovuti all'emergere di emergenze più impellenti che sono come lo sfondo del lavoro della scuola, dei docenti che insegnano e degli alunni che apprendono. Un lavoro incompreso dai più, ma fondamentale perché permette di far lavorare bene e al meglio tutti gli altri. Una frase che avevo letto e studiato tante volte, "il dirigente è garante del diritto all'apprendimento degli alunni", comincia per me a essere più comprensibile.



E poi è un lavoro vario: mi occupo di tutto. Sto acquisendo nozioni di edilizia (lo sapevate, che i pannelli di cui sono composti i tetti delle strutture prefabbricate sono di fibra? a me sembravano di cartongesso... Ho imparato il prezziario delle porte di sicurezza e dei maniglioni antipanico, accidenti quanto costano!), di contabilità e di opere pubbliche (ve lo dico con timore reverenziale, sono RUP -responsabile unico del procedimento- di un appalto pubblico, visto che in Sicilia alcuni dirigenti scolastici, caso unico in Italia, avendo avuto accesso a dei fondi europei stanno gestendo l'appalto di opere di miglioramento edilizio delle scuole che dirigono), di codici alfanumerici per la classificazione delle disabilità (triste sapere che ad essi sono legati le assegnazioni sempre più esigue di insegnanti di sostegno), di sostegno psicologico a chi si trova in un momento di stress lavorativo, sempre in agguato nelle scuole...

Insomma, sono come l'olio che facilita lo scorrere degli ingranaggi. Che ve ne pare come paragone?

mercoledì 11 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: primo giorno

Si parte! 11 agosto, primo giorno. Prendiamo l'auto all'aeroporto di Linate e via attraverso la Svizzera in direzione Foresta Nera. Sosta non programmata al Lago dei quattro cantoni:


Poi, arrivati in albergo, facciamo un giro a piedi dei dintorni:






E dopo cena partiamo per un primo sguardo a Friburgo:


Alla prossima puntata!


martedì 10 settembre 2013

Foto della presidenza

Vi regalo qualche foto della presidenza, che ho cercato di personalizzare con le cose che mi piacciono. Non ci sono cose preziose, ma cose che mi danno energia, non so come dire. Cose che significano qualcosa:




lunedì 9 settembre 2013

Impariamo viaggiando: le chiuse




Il fiume Reno (Rhein in tedesco e Rhin in francese), con i suoi 1326 km, attraversa il cuore dell'Europa e, potremmo dire, ne sorveglia la storia da millenni. La sua presenza ci ha accompagnati nel nostro ultimo viaggio, segnando i quotidiani sconfinamenti tra Germania e Francia. Esso delimitava l'Impero romano e fin da quell'epoca era un'importante via di navigazione. Nasce in Svizzera, tocca Lichtenstein e Austria, segna il confine meridionale tra Francia e Germania per poi immettersi interamente in territorio tedesco e giungere al Mare del Nord attraverso i Paesi Bassi. 
Per permettere la navigazione sono state costruite delle imponenti chiuse che potrebbero essere definite "ascensori d'acqua": esse infatti isolano temporaneamente l'imbarcazione in un tratto chiuso del fiume per poi sollevare o abbassare il livello dell'acqua e livellarlo al tratto successivo. Lo abbiamo imparato leggendo i cartelloni illustrativi:



Ma anche per esperienza, navigando sul battello a Strasburgo:


sabato 7 settembre 2013

"Questa non è un'esercitazione..."

Lo avevamo studiato e ce lo avevano detto... "il dirigente è l'unico ad avere la visione a 360° della scuola". Solo che dopo una settimana e con grande fatica i 360° si confondono e si affastellano nel cervello in un turbine caotico. Nomi, funzioni, referenze, problemi risolvibili e non, lacune, mancanze... riunioni, dati, riposte da dare. In continuazione.
Però ho preso possesso della scrivania e dell'ufficio, poggiano sassi, conchiglie, libri antichi, candele qua e là. Ho appeso dietro le mie spalle la tela di un particolare di Matisse regalatomi dalle mie ex colleghe di arte e la stampa donatami da Sybille su I diritti dei bambini a scuola...


Giovedì ho anche scaricato mozilla sul computer, che per i primi giorni sono riuscita solo ad accendere a inizio giornata e a spegnere prima di andarmene (!). Ah, e facendo il giro dei plessi ho fotografato con il cellulare i possibili motivi legati alla sicurezza per cui potrei rischiare il carcere... Su questi la mia visione è molto chiara! ;-)

lunedì 2 settembre 2013

La gioia di cominciare


(immagine e altri printables da qui: Being creative)

"Preside?": oggi me lo sono sentito dire molte volte e non mi sono mai girata alla prima... gli sarò sembrata sorda?! Non mi sono ancora abituata all'idea. 
Tutti si aspettano da me che io dica un orario, che io decida una procedura, che io esprima pareri... E io nel frattempo devo riflettere, evitando decisioni affrettate, il più delle volte dovendo scegliere il male minore. 

C'è una pace nell'eseguire compiti che io non avrò il piacere di sperimentare se non in occasioni rarissime e celestiali. Certo, c'è anche una gioia della creatività e del poter dare un'impronta personale alle cose che le continue decisioni e scelte mettono in moto. 

Ho conosciuto oggi una realtà di una scuola ben organizzata, popolata da persone motivate e attive, che si muovono come api operaie andando al sodo e senza perdersi in chiacchiere. Mi è piaciuta l'atmosfera fervida di lavoro.

Conoscerò nei prossimi giorni genitori, alunni e altre persone che mi accompagneranno nell'avventura che oggi è iniziata. 

Un buon anno a me, ai miei colleghi e a tutti gli insegnanti e lavoratori della scuola che oggi hanno ripreso servizio. Del resto, lo diceva Pavese, "l'unica gioia al mondo è cominciare"...

domenica 1 settembre 2013

Piccoli dirigenti crescono

Ebbene sì! Dopo una lunga trafila che chi mi legge da tempo conosce nei dettagli (in questo post trovate i links ai vari episodi della saga), inizia per me una nuova stagione della vita: da domani diventerò preside di una scuola, più precisamente un istituto comprensivo (infanzia, primaria e secondaria di I grado) in un ridente paesino etneo.

In questo momento nella mente mi si affastellano ritagli di passato e squarci di futuro e devo dire che prevale il caos di pensieri e aspettative... per l'occasione inaugurerò una nuova tag per condividere con voi gioie e difficoltà: #piccoli dirigenti crescono.

Avrei bisogno di un consiglio però: secondo voi devo chiudere questo blog (che ha una veneranda età, visto che è nato nel 2007) e aprirne uno ex novo o posso tranquillamente continuare qui?




lunedì 12 agosto 2013

La casa dei quattro venti di Elif Shafak



In questo romanzo ci sono diversi ingredienti: la condizione della donna nella cultura islamica, i retaggi della tradizione armena, le problematiche degli immigrati di seconda generazione, i rapporti familiari, l'amore filiale e il perdono. La storia si snoda attraverso diversi punti di vista, in particolare quelli di Pembe e Jamila, due gemelle le cui vite seguono percorsi diversi ed egualmente tortuosi, eppure indissolubilmente legati. Tutto sembra chiaro fin dall'inizio: c'è un delitto e c'è un detenuto. Qualcosa è già successo, ma proprio quando il lettore pensa di aver già colto il cuore della vicenda e quasi sta cedendo alla sensazione di già saputo, là la storia subisce una svolta impensata. Insomma, non aggiungo altro... per non togliervi il piacere della scoperta. Buona lettura!

mercoledì 7 agosto 2013

To Upper Rhin (Alsace and Schwartzwald)

L'anno scorso prima di partire per Praga vi ho confidato cosa mi aspettavo da quel viaggio. Quest'estate la nostra meta sarà quella zona sull'una e l'altra sponda del Reno, che dalla parte francese si chiama Alsazia e dalla parte tedesca si chiama Baden-Wurttenberg, in particolare la Foresta Nera (Schwartzwald). Una regione ricca di storia, di vini, di paesaggi e di paesi pittoreschi.
I fiumi sono una costante dei miei viaggi e anche quest'anno ne attraverseremo diversi, ne costeggeremo altri, probabilmente faremo anche qualche gita in battello per osservare le città da un'altra prospettiva. Del resto, ad ogni viaggio cresce in me il desiderio di immergermi nei paesaggi, di perdermi con lo sguardo e con la mente nelle onde disegnate dalle colline, nei contorni dei boschi e nella luce particolare del luogo.

Cosa mi aspetto allora da questo viaggio?

Angoli di città:


Un Medioevo insolito:



Esperienze culinarie:


Vini e villaggi:


E poi... tutti gli imprevisti e le sorprese che troverò... 

mercoledì 31 luglio 2013

Il talento del cuoco


Una buona lettura estiva con qualche spunto e affondo di approfondimento. Mi è piaciuto il protagonista, Maravan, emigrato tamil che a Zurigo fa lo sguattero in un importante ristorante, nonostante sia un talentuoso della cucina. Egli è "affascinato dai procedimenti con cui semplici prodotti grezzi venivano trasformati in qualcosa di completamente diverso. Qualcosa che non solo si poteva mangiare, che saziava e nutriva, ma che addirittura... rendeva felici." Una cucina con inattesi effetti afrodisiaci e sensuali: "era come se riuscisse a distinguere ogni spezia, come se ognuna esplodesse singolarmente e l'insieme fosse un fuoco d'artificio in continua evoluzione". Questo talento viene scoperto dalla cameriera Andrea e i due insieme mettono su un catering propiziatorio per i rapporti di coppia. La clientela è composta di uomini di affari senza scrupoli e di facoltosi intermediari: il catering si intreccia inaspettatamente con i loschi  scambi dei rivenditori di armi delle guerre del Terzo Mondo.

Un libro, un menu: quello tamil dell'amore, ricco di spezie e di profumi.

Un libro, un paese: la Svizzera, centro di affari di decisioni che si ripercuoteranno sulla vita di centinaia di migliaia di persone all'altro capo del mondo.

lunedì 29 luglio 2013

Un libro, un viaggio: Agatha Raisin e i... Cotswolds



D'estate i gialli mi piacciono particolarmente. Quest'anno sono andata un po' in esplorazione e ho scoperto i gialli di M. C. Beaton che dà vita ad Agatha Raisin, P.R. appena andata in pensione. La protagonista è sicura di sé e non immediatamente simpatica e proprio per questo il lettore è invitato a conoscerla meglio, fino ad accorgersi che non potrà più fare a meno dei suoi modi bizzarri. La prima avventura di Agatha (che ha a che fare con una quiche letale) comincia proprio quando, in pensione da un giorno, si trasferisce nei Cotswolds, tranquilla regione di campagna dell'Inghilterra meridionale. L'ambientazione, caratteristica per i suoi cottage e per la vita genuina, contribuisce non poco al fascino del libro: viene voglia di trovarsi a passeggiare lungo le vie fiorite di uno dei villaggi menzionati o di trovarsi a sorseggiare un tè in una graziosa e placida sala. Proprio nel contrasto con tanta grazia spiccano le indagini della protagonista, investigatrice improvvisata che con l'aiuto di un ex collega e di un giovane poliziotto va a fondo di vicende sospette, non riuscendo a evitare di esserne coinvolta personalmente. Molto bella la copertina dell'edizione inglese:


E fatevi tranquillamente ispirare per un viaggio itinerante, a piedi, in bici o in auto, nei Cotswolds:



Non mi resta che augurarvi buona lettura e buon viaggio!


giovedì 18 luglio 2013

Viaggi da cuoche: melanzane alla libanese

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Siamo partite con una tappa abbastanza vicina, l'Austria. I nostri viaggi da cuoche (qui potete leggere di che si tratta) proseguono e questa volta ci spingiamo sull'altra sponda del mare nostrum, in Libano.


La bandiera indica una storia di sangue (il rosso), di paesaggi innevati (il bianco) e bellissimi (qui le mete turistiche) e di grandi tradizioni (il cedro, albero nominato nella Bibbia simboleggia l'eternità e la fermezza).
La cucina libanese ha molti tratti in comune con quella palestinese e siriana, ricca di combinazioni creative di verdure, cereali, carni derivate dalla pastorizia, spezie, frutta secca e condimenti mediterranei come l'olio d'oliva. Qui una carrellata di ricette tipiche.
La nostra ricetta si chiama melanzane alla libanese:


lunedì 15 luglio 2013

Di blog in blog: sliding doors

La staffetta Di blog in blog è un'iniziativa nata da un gruppo di bloggers che si passano il testimone di un argomento scelto di mese in mese. 



Chi volesse unirsi all'iniziativa o saperne di più può andare su questa pagina.
I precedenti appuntamenti li trovate qui.
L'argomento di oggi è: sliding doors, tema che permette molteplici interpretazioni... del resto, è proprio questo il bello della staffetta, ogni partecipante ci mette del suo.
Il tema è, com'è noto, il titolo di un film del 1998 in cui la protagonista, impersonata da Gwyneth Paltrow, vive due versioni della stessa vita, che si divaricano a partire dall'apertura delle porte della metropolitana. L'idea in realtà non è originale, ma viene ripresa da un film del 1981 di Kieslovskij, Destino cieco, in cui le versioni della vita vissute dal protagonista sono tre, tutte generate dallo stesso incidente in stazione. Il titolo alternativo, Il caso, ci aiuta a focalizzare meglio il tema: il peso che la casualità ha nella vita di una persona.

martedì 2 luglio 2013

Le finestre e le porte dei miei viaggi

Mio marito mi deride un po' quando in viaggio mi vede intenta a fotografare soggetti a suo dire strani. Io fotografo i piatti, fotografo i particolari degli alberghi, fotografo soprattutto case, porte e finestre. Non solo Monica non è la sola a farlo, ma credo che sia in numerosa compagnia, a giudicare dall'entusiasmo con cui è stato votato questo tema de Il senso dei miei viaggi.
Mi piaceva quando viaggiavo in treno guardare dentro le finestre illuminate che si offrivano al mio passaggio come ancora oggi sbircio quando posso dentro le case i cui usci sono lasciati aperti. Se non posso mi accontento di immaginare la vita che sta dietro una vetrata decorata di fiori o vivacemente colorata.
Bene, cominciamo:



Ho scelto delle foto del viaggio in Irlanda (2010), per i colori e per la varietà di finestre e porte viste e immortalate. La prima è una casa come in Irlanda se ne incontrano tantissime,   caratterizzata da colori vivaci e in contrasto, quasi a rallegrare il clima spesso piovoso.



Questa finestra invece appartiene a una casa tradizionale. E l'ultima è la classica foto da poster, quello con il collage di porte colorate:




Che ve ne pare? Piace anche a voi guardare dentro le case o immortalare porte e finestre?

domenica 30 giugno 2013

Di blog in blog: chi ha paura di Facebook?

La staffetta Di blog in blog è un'iniziativa nata da un gruppo di bloggers che si passano il testimone di un argomento scelto di mese in mese. 



Chi volesse unirsi all'iniziativa o saperne di più può andare su questa pagina.
I precedenti appuntamenti li trovate qui.
L'argomento di oggi è: chi ha paura di Facebook? Un argomento che offre diversi spunti di riflessione e che coinvolge in generale l'approccio ai social network e al web 2.0. 

Parto da un assunto che mi ha sempre guidata: ognuno è se stesso sempre ed è difficile se non impossibile mantenere a lungo una personalità inventata ad arte senza tradire la propria vera identità. Si viene fuori per ciò che si è

venerdì 28 giugno 2013

La variante di Lüneburg e altri romanzi sull'Olocausto



Le mie letture sull'Olocausto non finiscono mai. Ne ho recensite diverse in questo blog: Il profumo delle foglie di limone, Finché le stelle saranno in cielo (sullo stesso tema anche un bel film, Vento di primavera), L'inverno del mondo, Via Katalin, in qualche modo anche La luce sugli oceani, Milena, l'amica di Kafka...
Oggi vi parlo di un libro breve ma intenso. Ancora una volta la storia di una vendetta rimandata. Legata a un lugubre incontro di scacchi consumato in campo di concentramento. La vendetta si consuma all'inizio del libro e tutta la trama racconta come si è arrivati al delitto. Un romanzo bel costruito, scritto con uno stile non banale.

venerdì 21 giugno 2013

Il profumo delle foglie di limone per i venerdì del libro


Sulla scia delle mie letture sull'Olocausto e sui molteplici aspetti anche poco conosciuti di questa terribile pagina della nostra storia, sono approdata a un successo editoriale, Il profumo delle foglie di limone
Ho finito di leggerlo qualche settimana fa. Ho aspettato che le impressioni che la lettura mi aveva dato sedimentassero, anche per vedere cosa di quelle impressioni sarebbe rimasto in me. Un libro indubbiamente accattivante, per il tema -la caccia ai nazisti sfuggiti ai processi postbellici- ma anche per il contenuto: i rapporti vampireschi. Quelli in cui la nostra linfa vitale viene come risucchiata, da persone capaci di attenzione solo verso se stesse e che utilizzano gli altri per sentirsi vive, per confermare come in uno specchio il proprio potere. La coppia di nazisti e la ragazza acqua e sapone. 
In diverse recensioni ho letto di un'insoddisfazione sul finale. Non ve lo anticipo, ma vi dico che a me è piaciuto. Il destino umano accomuna tutti e il male e il bene non sono del tutto separati tra persone opposte.

giovedì 20 giugno 2013

Viaggi da cuoche: il cornetto

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Siamo partite! Vi avevo preannunciato che ogni settimana io e mia figlia avremmo scelto un paese a caso o sull'onda di una suggestione, avremmo cercato una ricetta caratteristica, che avremmo infine cucinato... la scadenza settimanale non è garantita ma intanto abbiamo preso il largo. 
Non ci siamo allontanate molto da casa per ora. Infatti siamo rimaste in Europa, con la realizzazione di un dolce con una storia alle spalle, il classico cornetto. Cominciamo dal mostrarvi il frutto del nostro lavoro:


La forma a mezzaluna del classico cornetto ha un'origine storica, per la precisione risale al 1683. Siamo a Vienna, durante l'assedio turco. Proprio un tentativo sventato di invasione fu l'occasione per celebrare la vittoria con un dolcetto allusivo: la mezzaluna musulmana sconfitta in un boccone! Nella stessa occasione pare che i viennesi scoprirono anche l'uso del caffè, forse abbandonato dai turchi in fuga e dapprima scambiato per cibo per animali. Insomma la classica colazione dolce da bar, cornetto e cappuccino, non sarebbe esistita senza l'invasione turca... quando si dice l'integrazione tra le culture! Qui troverete altre notizie sui fatti. Il viaggio può continuare anche con un libro:


E ora la ricetta: la troverete sul sito di Misya, qui. Sappiate che ho apportato alcune variazioni: più zucchero (100 invece di 60 gr) e farina mista (200 00 e 300 manitoba). Inoltre li ho riempiti di nutella! 
Se volete, potete partecipare anche voi ai nostri viaggi, provando le ricette che vi presentiamo o con le vostre... vi aspettiamo?
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