giovedì 31 dicembre 2009

Accendi le candele e...

L'arma segreta contro la mafia

"C’è un’arma segreta contro la mafia: i maestri elementari. Parola più parola meno, così Gesualdo Bufalino, immenso poeta e scrittore siciliano, rispondeva tanti anni fa in un’intervista televisiva. E dovendo oggi rilanciare la riflessione sul Mezzogiorno, forse è necessario ripartire dai “fondamentali”, o se volete dall’essenziale. E l’educazione, soprattutto quella di base, appare il collante necessario per riprendere un tragitto di legalità, di democrazia e di sviluppo per quella parte del territorio italiano in cui il gap rispetto al resto del Paese è divenuto strutturale" (Domenico Delle Foglie)
Per continuare a leggere clicca qui.

mercoledì 30 dicembre 2009

Sites for teachers


Centinaia di siti utili per chi lavora nel campo dell'istruzione e dell'educazione, in lingua inglese. Sono raccolti nel portale Sites for teachers, gemello professionale del Sites for parents di cui ho parlato qualche giorno fa. Ovviamente si tratta di risorse costruite e pensate per la scuola di tipo anglosassone: test, attività interattive, idee per celebrare le date salienti di ogni mese, spelling... ma ciò non toglie che possano essere di ispirazione anche in un contesto italiano di insegnamento.

martedì 29 dicembre 2009

La pulzella d'Orleans




Ricordo la vivida impressione che ho provato quando ho visto per la prima volta il film La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer (1928) con gli intensi primi piani in bianco e nero, ma anche l'emozione di guardare insieme ai miei alunni la splendida Milla Jovovich (nella foto) in Jeanne d'Arc di Luc Besson (1999).
Chi volesse fare un viaggio nella vita di questa santa intrepida potrebbe navigare sul sito Maid of Heaven: troverebbe la cronologia della sua vita (Timeline), spunti e curiosità (Quick facts), una ricca bibliografia e sitografia (References), rewies su libri e film dedicati alla giovane condottiera.


domenica 27 dicembre 2009

Color with Leo

Vi consiglio una visita: si tratta del sito Color with Leo, che contiene divertenti attività completamente free per far sbizzarrire i vostri figli o i vostri alunni in un momento di pausa e, perchè no, per rilassarvi ogni tanto, che non guasta.
Un piccolo Leonardo Da Vinci vi guiderà in tre diversi spazi: Games, Art Studio e Coloring.
In Games troverete diversi giochi, tra cui alcuni educativi per i più piccoli (come Select the Shape in cui ci si esercita a riconoscere delle forme geometriche), ma anche delle attività interessanti (come Painting Puzzle, costruiti con dipinti di pittori famosi).
In Art Studio si può perfezionare con l'aiuto del mouse la propria capacità di disegnare, ma anche testare i risultati del mescolare i colori tra loro o giocare ad un Color Memory.
Nella sezione Coloring, infine, potrete scaricare e stampare disegni da colorare. In particolare ci sono diversi disegni in cui Leo assume l'identità di famosi pittori intrufolandosi nei loro quadri più famosi...
Per gli insegnanti o i genitori c'è una sezione a disposizione con lezioni di teoria dei colori e del disegno e informazioni sui pittori le cui opere sono utilizzate per le attività del sito.Non mi resta che augurarvi buona navigazione e buon disegno... (e inseritelo nei preferiti dei vostri figli!)

sabato 26 dicembre 2009

Self-learning English

foto di EO1 (Flickr)

Da tempo mi dico che devo perfezionare il mio inglese. Soprattutto arricchire il lessico e migliorare la pronuncia... Adesso non ho più scuse: ho trovato delle risorse on line che mi aiuteranno nell'arduo compito.
Ecco le più utili, a mio avviso:

1) Links di PodCards: si tratta di una serie di lezioni da scaricare (in pdf e in mp3) accompagnate da esercizi che vi aiuteranno a imparare o a tenere vivo il vostro spoken english, ma il sito in questo momento (come mi è stato segnalato) dà dei problemi di accesso. Da esplorare con calma la sezione di links utili.

2) English for everyone: qui troverete, divisi per argomenti, moltissimi esercizi interattivi liberamente scaricabili o stampabili.

3) My english Grammar: una grammatica in inglese molto semplice visivamente gradevole.

4) E poi una vera e propria miniera: Learn english. Per prima cosa, cliccando due volte su ogni parola si apre la pagina corrispondenete di word reference che traduce e spiega il vocabolo. Inoltre c'è di tutto: un test per saggiare il proprio livello di partenza, possibilità di iscriversi a un forum e a una chat, la pagina del giorno (con la citazione del giorno, la parola del giorno, la notizia del giorno...), 263 giochi, tutto con un continuo update... non credo si possa desiderare di più!

Altre risorse:
-a little Brit of us, un blog di un'insegnante
-corso base con speaker inglese
-say again, please, un altro blog molto interessante di un ragazzo trasferitosi in Inghilterra
-english for all: raccolta di brevi video, recitati da ttori inglesi in situazioni di vita quotidiana, che si possono ascoltare, rileggere ed esaminare dal punto di vista delle regole grammaticali.

mercoledì 23 dicembre 2009

Risorse on line per genitori

Ammiro molto gli americani per la capacità di condivisione che hanno e per il senso della comunità che li contraddistingue. Si vede anche dalla miriade di risorse free (per educatori, per insegnanti, per genitori) che popolano il web che parla inglese.
Se volete farvi un quadro generale, sedetevi comodamente, prendetevi del tempo ed esplorate le decine e decine di pagine del portale Sites for parents:

Troverete siti di giochi educativi, risorse on line per imparare l'inglese da autodidatta, attrezzi per ripassare le materie chiave, raccolte di video scientifici e chi più ne ha più ne metta, c'è da perdersi...

martedì 22 dicembre 2009

Hopper a Milano


Ci vado! Chi legge da tempo questo blog sa che Hopper è uno dei miei pittori preferiti. Ne ho parlato qui e qui. La stessa icona che mi contraddistingue, la finestra, è un quadro del noto pittore americano. Chi volesse informazioni sulla mostra può visitare questo sito. Inoltre, cliccando sull'immagine a sinistra sarete indirizzati a uno Scrapbook a tema.

Blackwell’s Island, 1928 Olio su tela, 88,9 x 152,4 cm (Collezione privata)

lunedì 21 dicembre 2009

21 dicembre

Winter Solstice at Stonehenge (foto di Christopher Hawkins su Flickr)

Tra il 20 e il 24 dicembre si verifica il fenomeno astronomico del solstizio d'inverno. In questo sito potrete trovare delle immagini che visualizzano ciò che avviene: semplificando, il Sole si trova all'altezza minima sull'orizzonte.
Sarebbe interessante segnare sulla parete il punto in cui la luce entra dalla finestra e sapere che da quel momento si procederà verso un aumento della durata delle giornate. Ecco perchè la festa cristiana del Natale coglie un momento propizio in tutti i sensi: l'inizio dell'inverno è in realtà il giorno in cui l'inverno comincia a concludersi. Eppure molte giornate fredde seguiranno a questa: il clima, infatti, è dato anche dalle temperature degli oceani che ora cominciano davvero a raffreddarsi. Questo fenomeno, in particolare, è spiegato in questo sito. Le curiosità e le inesattezze legate al solstizio e al giorno più corto dell'anno sono esaminate qui.
Lungi da derive esoteriche (di cui il web è zeppo), la data del sosltizio di inverno è uno di quei momenti in cui l'uomo si sintonizza sul moto degli astri, sentendosi parte di un primordiale cosmo. Lo testimoniano i monumenti preistorici e quelli più recenti, che sono allineati con gli immensi moti astrali. Pensiamo ai templi del Machu Picchu, ai megaliti di Stonehenge e di Avebury. Se volete assaporare un'immagine a 360° dei megaliti andate qui.
C'è un'immagine fra tutte che rende evidente il percorso del sole sull'orizzonte nel giorno del solstizio d'inverno. Si tratta di un'elaborazione fotografica di Danilo Pivato:

Insomma, Good Winter Solstice!

domenica 13 dicembre 2009

Spiegare il Natale



Chi fu il primo ad affermare che Gesù nacque il 25 dicembre? Quando la festa romana del Sol invictus assunse una chiara fisionomia cristiana? Cosa c'entra San Francesco con la nostra idea di Natale? Cosa ci fanno il Bue e l'Asinello nel Presepe? A queste e ad altre domande si può trovare un'autorevole risposta qui, ma anche qui. Ma soprattutto qualsiasi occasione può essere spunto per una lezione di storia, per esempio sull'incontro del cristianesimo con la cultura greca e con le usanze pagane, o sul cambiamento di mentalità che introdusse il cristianesimo rispetto al passato.
Un libro fra tutti: La conversione al cristianesimo nei primi secoli.

Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro.
Mosaico del III secolo delle grotte Vaticane sotto la basilica di San Pietro.



mercoledì 2 dicembre 2009

Reportage dalla Campania


Come vi dicevo qualche tempo fa, ho partecipato ad un viaggio in Campania offerto da un'agenzia specializzata in gite scolastiche. Vi avevo promesso un resoconto: ecco qualche spunto. La prima tappa è stata la Città della Scienza di Bagnoli, irrinunciabile per i nostri alunni e anche per noi... con uno splendido planetario e diversi spazi interattivi che rendono accattivante il mondo delle scoperte scientifiche. Qui accanto l'angolo riservato ai poliedri. C'è anche una sezione Hands on! dedicata ai più piccoli.

Non ultimo, il fattore ambientazione: l'edificio, ricavato da un'antica fabbrica, è su uno spettacolare tratto di costa, godibile attraverso le ampie vetrate.

Nella stessa giornata, dopo pranzo si può tranquillamente fare una capatina a Pozzuoli alle Solfatare, che offrono un'esperienza diretta dei fenomeni vulcanici. L'acqua che bolle, i colori che lo zolfo strappa alla pietra, l'odore acre e a tratti fastidioso, il vapore ad alta pressione, le rocce calde sono tutti particolari emozionanti per i ragazzi. Fare un giro di Napoli poi è d'obbligo, anche perché le Solfatare chiudono alle 16,30 e rimane buona parte del pomeriggio per gustare la città partenopea. Tra l'altro abbiamo potuto percorrere la famosa via dei Presepi, San Gregorio Armeno, e abbiamo assaggiato il babà.


Come potete giudicare dalle foto, non si può resistere!
Il secondo giorno si può dedicare ad una passeggiata nel tempo, per le strade di Pompei. Un tuffo nel passato che nessun film hollywoodiano potrà eguagliare... Di pomeriggio ci sarà spazio per una gita fuori porta, a Sorrento, dove ho fatto incetta di limoncello.
Il terzo giorno è stato impiegato per la Reggia di Caserta: tra le foto scattate, ho scelto quella del magnifico pavimento decorato con intarsi di marmo a forma di labirinto, dalle molteplici implicazioni simboliche.


Da ultimo vi lascio con uno splendido tramonto sulla strada per Sorrento...
Devo confessarvi che molti mi avevano parlato positivamente della Campania e in particolare di Napoli, ma in me le immagini del telegiornale e la cattiva presentazione mediatica avevano avuto la meglio; ecco perché la sorpresa è stata ancora più grande, la sorpresa di una città viva, con un forte senso della comunità che entra nel cuore, di una regione dagli splendidi scorci di paesaggio, dalla storia millenaria che le contraddizioni del presente non possono sopprimere.


venerdì 27 novembre 2009

Strane creature


Strane creature, il titolo italiano dell'ultimo romanzo di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza, sono le sorelle Philpot che giungono da Londra nel desolato paesino di Lyme Regis. Strane creature sono anche i fossili che continuamente il gioco delle maree tira fuori dalle viscere delle rocce. C'è stata infatti un'epoca in cui i fossili erano considerati non le ultime vestigia di specie estinte, così come Leyll e Darwin hanno ipotizzato, ma semplicemente specie sconosciute. Il concetto di estinzione era considerato quasi eretico poiché avrebbe significato credere che Dio si fosse sbagliato o peggio si fosse disinteressato della sorte delle sue stesse creature.
Sono queste le coordinate storiche in cui si snoda il racconto della vita di Mary Anning, straordinaria cacciatrice di fossili a cui si deve la scoperta del celebre plesiosauro del Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi e dell'ittiosauro del Natural History Museum di Londra. Mary è oggi riconosciuta come la pioniera della geologia fossile nonostante nella sue epoca l'opinione delle donne in materia scientifica non contasse nulla e lo stesso fatto di spingersi da sola in spiaggia per catturare le tracce di un passato remoto fosse ritenuto disdicevole. Eppure sono state le sue mani e il suo coraggio non solo a disseppellire dei resti fossili ma a permettere agli studiosi di approssimarsi maggiormente alla verità sulla storia del pianeta Terra e della sua evoluzione. Addentrarsi nei segreti della storia di idee che oggi diamo per scontate è il primo motivo per leggere questo romanzo. La gioia di scoprire l'opera silenziosa e inestimabile di una donna, che cambiò senza volerlo il precedente modo di vedere il mondo, è il secondo.
Ma si tratta anche di un romanzo sull'idea di conoscenza come scoperta e come avvenimento: "anche se vai a caccia insieme a qualcun altro non puoi guardare con i suoi occhi. Devi per forza usare i tuoi. Due persone guardano la stessa roccia e vedono cose diverse: per te è solo un grumo di pietra e per me un riccio di mare"( p. 47-48). Sulla differenza tra collezionista, che compra ciò che è stato procurato da altri, e cacciatore che prova la fatica e la sorpresa di una scoperta continua: "al pari di Lord Henley, il colonnello Birch era un collezionista, non un cacciatore: comprava la conoscenza, non la acquisiva con la fatica e il colpo d'occhio" (p. 154).
Il quarto motivo è la celebrazione di un'amicizia femminile, tra Mary e la maggiore delle sorelle Philpot, Elisabeth: "parliamo poco perché non ne abbiamo bisogno e ci perdiamo ognuna nel suo mondo, felici, l'una a due passi dall'altra, insieme nel silenzio" (p. 283).

martedì 17 novembre 2009

Genitori in viaggio


Questo è il titolo di un interessante libretto allegato all'antologia per la Scuola media Binario 9 e 3/4, edita da La Scuola. Si tratta di un agile fascicoletto, che vuole rispondere alla domanda: come aiutare i figli a studiare? Per una volta oltre a esternare critiche più o meno giuste, è giusto proporre qualcosa di costruttivo, pochi e semplici passi da fare, eventualmente spiegare il proprio metodo di insegnamento, insomma allearsi con i genitori.
Ecco i passi proposti dal libretto:
1) Mostrare ai figli con parole e opere da quale radice nasce lo studio: l'interesse verso la realtà e la vita. Guardare, osservare, non passare in modo indifferente o distratto attraverso le esperienze, comunicare un gusto nell'approfondire le cose.
2) Testimoniare in famiglia una concezione positiva dello studio e della scuola. Spesso invece la scuola e lo studio sono vissuti come un peso innanzitutto dai genitori. Non si vuole negare la fatica dell'aiutare i figli nell'impegno dei compiti, che spesso, lo dico da mamma è causato dalla mole dei compiti assegnati e dalla mancanza di una lezione efficace in classe. Ma la visione dello studio sia sempre in positivo.
3) Insegnare ai figli uno stile di vita adatto alla condizione di studente. Organizzazione dello spazio, del tempo, degli impegni sportivi, familiari... la regia della giornata deve essere di aiuto e non di ostacolo allo studio.
4) Facilitare l'acquisizione di competenze e abilità, senza sostituirsi alla scuola. Non fare i compiti al posto del figlio, fornendo facili scorciatoie, ma dare il sostegno giusto al momento giusto.
Che ne dite?

P. A. Renoir, Il giovane Jean Renoir con Gabrielle Renard

mercoledì 11 novembre 2009

Leviamolo!

(antico ulivo dell'Orto del Getsemani)

"Hanno sferrato un bello sputo in viso ancora a Lui, che da sempre li fa arrabbiare. Gli hanno ricordato che da fastidio. E allora dico sì, leviamolo. Cominciamo di nuovo a segnarlo a graffiarlo sui muri il crocefisso, a disegnarlo in forma di pesce, di altro perché non lo riconoscano gli occhialuti signori della corte.
Io, cristiano, dico leviamolo il crocefisso. Facciamo come fece Cristo di fronte al Sinedrio. Non rispose, non stette a perder tempo con chi voleva già condannarlo. Non disse d'essere un bene culturale da conservare. Si fece levare di torno, per splendere sanguinante e bellissimo d’amore per sempre davanti agli occhi di tutti. I giudici si illuderanno di aver salvato la convivenza, che invece di fronte al nulla che stanno creando finirà per strappare via rabbiosamente tutti i simboli, tutti i parlamenti, tutte le corti e tutte le loro stesse panciute sicurezze di diritto. Lasciamo che mister Z dorma il suo sonno beato di ideologo travestito da giudice vincitore. Il suo sonno della ragione" (da ClanDestino Zoom)

martedì 10 novembre 2009

Maria Befana è incinta!

Maria Befana Gelmini è incinta! Che sia la volta buona che, presa da altri e più costruttivi pensieri, la smetta di distruggere la scuola?

venerdì 30 ottobre 2009

Un libro in viaggio


Sto partendo per un tour educational in Campania, in previsione di una gita scolastica per cui la regione campana dà un contributo alle scuole interessate. Vi racconterò al mio ritorno. Intanto porto con me questo libro di cui vi lascio un assaggio:
"Educare è un compito immenso: è ciò che garantisce realtà e spessore a una cultura e a una comunità. Quando si costruiscono le cattedrali e le piazze, quando si erigono i palazzi e le mura della città, non lo si fa per sé, ma per la comunità, nel presente e nel futuro.
Il futuro della comunità si chiama cultura, ma la cultura ha un futuro se c'è educazione (...).
La cultura è la culla che accoglie ogni figlio di uomo, è l'adulto che accompagna, tenendolo per mano, il piccolo dell'uomo nel giardino dell'essere". (p. 4)
"La cultura in senso antropologico è la sostanza (substantia) della comunità, sostanza che permane attraverso il succedersi delle generazioni, è l'informazione non genetica che passa da una generazione all'altra (...), tutto quello che passa da una generazione all'altra e non fa parte del patrimonio genetico". (p. 7)

martedì 20 ottobre 2009

Un miracolo alla buona


Pubblico una poesia della polacca Wistawa Szymborska, per diversi motivi, uno dei quali la mia predilezione fin da bambina (chi mi conosce lo sa) per tutto ciò che è polacco.
Solidarnosc, storico sindacato guidato da Lech Walesa, papa Giovanni Paolo II, la storia di Auschvitz e di Massimiliano Kolbe, la Madonna di Chestochowa... sono stati tra i miei pensieri fin dalle elementari quando scrissi un tema che ancora conservo sul personaggio che avrei voluto essere... scelsi Giovanni Paolo II e tra i motivi precisai "... perché è polacco", insomma la mia insana passione è stata proprio una mania.
La poesia si intitola La fiera dei miracoli...

Un miracolo comune:

l’accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:

l’abbaiare di cani invisibili

nel silenzio della notte.

Un miracolo fra tanti:

una piccola nuvola svolazzante,

e riesce a nascondere una grande pesante luna.

Più miracoli in uno:

un ontano riflesso sull’acqua

e che sia girato da destra a sinistra,

e che cresca con la chioma in giù,

e non raggiunge affatto il fondo

benché l’acqua sia poco profonda.

Un miracolo all’ordine del giorno:

venti abbastanza deboli e moderati,

impetuosi durante le tempeste.

Un miracolo alla buona:

le mucche sono mucche.

Un altro non peggiore:

proprio questo frutteto

proprio da questo nocciolo.

Un miracolo senza frac nero e cilindro:

bianchi colombi che si levano in volo.

Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:

oggi il sole è sorto alle 3.14

e tramonterà alle 20.01.

Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:

la mano ha in verità meno di sei dita,

però più di quattro.

Un miracolo, basta guardarsi intorno:

il mondo onnipresente.

Un miracolo supplementare, come ogni cosa:

l’inimmaginabile

è immaginabile.


Giovanni Segantini, Le due madri, oil on canvas (1889)

giovedì 8 ottobre 2009

Benvenuto!

Benvenuto a chi passa di qua! Mi presento: per una quindicina d'anni ho insegnato italiano, storia e geografia alla scuola media. Nel frattempo però ho fatto un dottorato sul padre della lingua italiana, il nostro Dante e la su Vita Nuova e ho studiato sodo per un concorso per diventare preside. Cosa che è avvenuta nel settembre 2013. Da qui in poi quindi il blog più che di una "proffa" (come mi chiamavano amabilmente i miei alunni, ormai grandi) è quello di un dirigente scolastico. Ma sono sempre io, una quarantenne  sempre in cerca di spunti, idee, dettagli da imparare e approfondire. Perché la vita è imparare sempre, cosa se no?

Un'amica blogger mi ha intervistato, dandomi la possibilità di dire ciò che mi anima: qui

E per un'intervista più recente: qui

venerdì 2 ottobre 2009

Io non sono un'impiegata del ministero

In un momento di lucidità estrema ho capito. Ho capito che agli occhi di chi si rivolge a me in quanto vicepreside, soprattutto se si tratta di un genitore di cui è stata per qualche motivo urtata la suscettibilità, ai suoi occhi io sono... il Ministro. Sì, sono il suo rappresentante in terra. Lei algidamente dispensa dichiarazioni e io le devo giustificare agli occhi di un genitore infastidito.
E il peggio è quando il genitore ha ragione.
Per esempio, può bastare un buono-libri di 80 euro a un padre disoccupato? Lo sguardo di chi ti dice -forse dovrei incatenarmi davanti al Comune per farmi ascoltare...- o di chi si chiede chi voglia prendere in giro lo Stato quando indice a paroloni l'obbligo scolastico e poi ti lascia solo a comprare i libri...
All'inizio vengono inferociti, pensando di avere davanti una sorta di protuberanza prefettizia del ministero. Poi cominciamo a parlare, cerco di illustrare le possibilità di ottenere un qualche sostegno da un Comune sostanzialmente farraginoso e poco lungimirante; le recriminazioni cedono alla constatazione di avere davanti una persona come loro. Che la pensa come loro.
Quando escono dalla vicepresidenza mi chiedo se il Ministro solo lontanamente ha idea delle migliaia di persone che quotidianamente nelle scuole cercano di fare il proprio lavoro nonostante lei.

lunedì 28 settembre 2009

Il patto di mezzanotte


L'ho appena finito. Si tratta del romanzo d'esordio di un promettente venticinquenne, primo libro di una trilogia di cui a questo punto attendo le prossime uscite. I protagonisti, Mark e Lily, abitano ad Agorà, microcosmo chiuso governato dalla Gilda degli Astrologi e dall'inflessibile legge del libero scambio. Per ottenere qualsiasi cosa occorre barattarla con qualcos'altro fino al limite della spietatezza: i nullatenenti sono costretti a vendere le proprie emozioni o i figli, per intenderci. Indebitarsi equivale a diventare emarginati e, di fatto, a morire. Nel cinismo imperante Lily, orfana dalle misteriose origini, individua una possibile via d'uscita, commovente nella sua semplicità:
" Se ci fosse anche una sola persona in grado di mostrare che esiste un'altra strada, Theo [...]. Se qualcuno, nel bel mezzo della città, sotto gli occhi di tutti, facesse qualcosa senza ricevere niente in cambio, ma rendendo felici gli altri... forse sarebbe l'inizio di un cambiamento impossibile da fermare. Indurrebbe la gente a vedere e a riflettere... a cambiare... a smetterla di lasciare che l'Agorà sia una città dove bambini di sei anni vengono portati via nel cuore della notte, completamente soli..." (p.111)
Questa frase, espressione di un sogno impossibile eppure già storicamente accaduto (penso senza mezzi termini all'istinto dell'uomo verso il prossimo e al sacrificio cristiano), mi ha riportato alla mente la testimonianza di un sacerdote che viveva in URSS prima della caduta del muro di Berlino. Alla domanda su come sia potuto accadere il cambiamento del 1989 ha risposto che esso era solo la faccia eclatante di una rivoluzione silenziosa fatta di tanti che hanno cominciato nel loro piccolo a riconquistarsi la libertà, per esempio dicendo no ad una richiesta di delazione o a palesi ingiustizie perpetrate grazie all'omertà di molti.
Infatti, "un granello di sabbia - dice il Direttore delle Ricevute, una sorta di governatore supremo di Agorà -, una singola azione o pensiero, possono sollevarci o scagliarci nell'abisso" (p.165).

lunedì 21 settembre 2009

Il mio lavoro


Continua la saga delle peregrinazioni dei genitori. Mi rendo conto che ognuno che si presenta porta dietro tutto se stesso: in genere sfoga la propria aggressività con toni da Uomini e donne di Maria De Filippi (o meglio della sua versione comica di Zelig), si arriva anche alla minaccia da Forum ("vadodaicarabinieri"). Di fronte al mio tentativo disperato di riportare il colloquio su toni civili l'interlocutore viene di solito spiazzato e cerca di ricomporsi, cercando di addossare la colpa su qualcun altro ("losochenonècolpasua"). Ognuno porta sulla mia scrivania le frustrazioni della sua vita non sempre vissute in modo limpido, spesso anzi nello scaricare le preoocupazioni sul "povero" figlio in realtà sottintende la propria sconfitta di genitore. Per esempio, la signora che non vuole più il tempo prolungato per il figlio in terza media (perché "sa, devo accontentare un po' anche lui, sì la scuola è importante - io glielo dico sempre - però lui vuole fare attività sportiva") non si rende conto che ponendosi così a parole dice al figlio che la scuola è importante e con i fatti lo nega.
Ci sono anche squarci di umanità varia in cui con sincerità si chiede un aiuto o un consiglio e sono i momenti in cui è più chiaro per me cosa ci sto a fare lì. Si tratta di persone, spesso papà, spesso con le mani indurite da lavori faticosi, ma anche mamme per lo più sole, che non hanno dimenticato di avere una ferita nel cuore, di essere al mondo per camminare anche arrancando, che non si sentono già arrivati e che ti guardano da uomo a uomo.
Sono questo sguardo vivo di intesa, la lacrima di sconforto, una fronte pensierosa poggiata sulla mano, un commosso grazie che mi danno la cifra del mio lavoro.

H. Matisse, Lezione di musica (1917)

venerdì 18 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (2)


Tra le tappe del viaggio abbiamo toccato anche il primo campo di concentramento voluto da Hitler a Dachau. Colpisce il contrasto tra la bellezza del villaggio e la desolazione del campo di sterminio, ma anche la fredda eleganza delle residenze delle SS. Aleggia su questo luogo la presenza di coloro che vi sono passati. Migliaia di vite stroncate o irrimediabilmente segnate, come quella del sacerdote Karl Leisner, ordinato all'interno del campo e beatificato da Giovanni Paolo II. Recita così wikipedia:
"Quando Gabriel Piguet, vescovo francese, fu confinato nel campo di concentramento, il sogno di Karl Leisner divenne realtà. Il 17 dicembre 1944 fu ordinato prete a Dachau, con la necessaria autorizzazione del vescovo Von Galen, da cui dipendeva Leisner, con il quale ci fu uno scambio epistolare segreto: Von Galen richiedette una cerimonia di ordinazione regolare della quale doveva rimanere una prova certa. Il nuovo sacerdote celebrò la sua prima Messa il 26 dicembre 1944, festa di Santo Stefano, in una cappella gremita di fedeli, con le congratulazioni dell'intera comunità religiosa cristiana confinata nel campo, che comprendeva sia cattolici che protestanti".
Una storia che mi fa riflettere: non c'è nulla di esterno che possa sopprimere il cuore dell'uomo e la sua libertà.
Per un diario dettagliato del viaggio leggete qui.

mercoledì 16 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (1)


Viaggio è svago, è contatto con la bellezza naturale e architettonica, ma è anche un itinerario di conoscenza. Capita che si veda un luogo o una targa o un dipinto che accenda la curiosità, il desiderio di approfondire la storia che vi sta dietro. Capita anche che la visita di una città richiami alla mente pagine di storia da rispolverare e che al ritorno si vada alla ricerca di nuovi particolari con cui arricchire la propria cultura.
La prima tappa del mio viaggio estivo è stata Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, ma anche di Luca Pacioli, matematico inventore della partita doppia, studioso della sezione aurea e della geometria euclidea, collaboratore di Leonardo. In particolare girovagando sul web per documentarmi su questo genio rinascimentale mi sono imabattuta nel mistero del suo ritratto, famoso tra l'altro per la virtuosistica raffigurazione del rombicubottaedro riempito di acqua per metà.
La seconda scintilla di curiosità mi è balenata alla visita delle miniere di sale del Bad Durrnberg.Si tratta di un luogo dalla storia millenaria basti pensare alle sue origini che si devono ai cataclismi preistorici che formarono le Alpi racchiudendo al loro interno ciò che prima era terra sottomarina, creando così la mniera di sale imprigionato nella roccia, ma anche al fatto che furono sfruttate dai Celti, poi nel Medioevo e infine dagli Arcivescovi di Salisburgo (che appunto vuol dire "città del sale") che ne fecero una miniera di "oro bianco". L'aura del luogo è impressionante se si pensa che per costruire i cunicoli, le camere per l'acqua (utilizzata per sciogliere il sale e separarlo dala roccia), i laghi sotterranei e le discese per gli operai, sono state necessarie ore di instancabile e immane lavoro a testimonianza di quanto l'uomo sia sempre portato a superare se stesso, a gettare il cuore oltre l'ostacolo anche a prezzo di enormi fatiche. Fino al 1989 la miniera era ancora funzionante, poi è stata recuperata per renderla visitabile: si entra con un trenino da minatori dopo essersi “agghindati” con dei ridicoli tutoni necessari per il freddo (la temperatura sotto è di 10 gradi e l’areazione naturale è costante tanto che ci sono delle porte antivento) e per non rovinare i propri vestiti. Alcuni tratti del percorso si fanno a piedi e in piano ma le discese con dei rudimentali scivoli di legno (27 e 42 m di “caduta libera”) sono molto elettrizzanti. Si attraversa pure un lago di acqua salina con una chiatta di legno. In particolare vi è stato ritrovato un reperto preziosissimo, un uomo mummificato nel sale. L'idea del sale come
fil rouge per studiare la storia è davvero interessante...
Un altro squarcio sulla storia questa volta trita e ritrita della scoperta dell'America mi si è aperto alla vista di un quadro botanico esposto a Hellbrunn. Esso raffigura un girasole, come esempio di rarità vegetale importata dal principe Markus Sitticus per stupire i suoi ospiti. Il dipinto era datato all'inizio del 1600 il che non deve stupire in quanto se è vero che il continente americano fu scoperto nel 1492, le nuove specialità botaniche cominciarono ad affluire in Europa con il tempo. Il girasole, in particolare, approdò in Spagna nel 1510 e solo nel 1568 fiorì per la prima volta in Europa all'orto botanico di Padova.


lunedì 14 settembre 2009

Genitori di oggi

Mamma allarmata 1: "Perché mio figlio non è stato messo con i suoi compagnetti dell'asilo? Si trova solo in una classe... non ha i suoi amichetti. Io lo conosco mio figlio, domani non vorrà venire a scuola..."(risposta: si formerà nuovi amichetti, signora.. ha sei anni; su signora lo incoraggi che domani verrà)
Mamma allarmata 2 accompagnata da papà allarmato: "Mio figlio non può stare con quell'altro compagno perché litigano"(risposta: adesso vedo se lo posso far spostare nella sez. C; signora:" ah, no per carità, nella sez. C c'è un altro compagno che gli ha alzato le mani e neanche la sez. B va bene perché c'è quell'altro...; risposta: allora, signora, lo lasciamo dov'è?)
Mamma e papà allarmati: "Io avevo chiesto indirizzo musicale ma anche spagnolo, perché avete messo mia figlia con il francese?" (risposta: l'indirizzo musicale ha inglese e francese; signora: "allora non voglio il corso musicale").
Colloqui del genere si ripetono molte volte al giorno. Il bambino viene percepito dai genitori come un essere senza alcuna risorsa interiore, cui bisogna evitare ogni eventualità di conflitto o difficoltà, bisogna spianargli la strada, deve essere circondato da persone che conosce e se si potesse anche avere un tappeto rosso sarebbe il massimo.
La cosa grave è che anche di fronte ad atti di bullismo commessi dal proprio santo figlioletto il genitore tenta di sminuire le accuse e di riversarle su altri. Ma andando avanti di questo passo dove si andrà a finire? Siamo di fronte a un'intera generazione che vive l'incapacità di educare i propri figli.

lunedì 7 settembre 2009

Anno nuovo vita nuova

Quest'anno c'è una novità: per una serie "sfortunata" di eventi (trasferimenti, perdenti posto, riduzione di organico...) udite udite ho fatto un inaspettato salto di carriera, sono stata nominata vicaria del Dirigente Scolastico, insomma per dirla in parole povere, vicepreside.
Primo pensiero, al gagliardo gruppo di alunni di prima che avevo appena conosciuto e che lascerò per via dell'esonero. Secondo pensiero, alle rogne che mi toccherà gestire, tenuto conto che il nostro Istituto Comprensivo gode della sovrabbondanza di 1300 alunni dislocati in quattro plessi.
Ma, terzo pensiero, accolgo con trepidazione il nuovo compito che mi è stato affidato, non intendo sottrarmi alle rogne che ne faranno parte e spero di portare la mia missione a compimento anche in queste nuove circostanze...
Fatemi un in bocca al lupo... da parte mia sarò lieta di rendervi partecipi del mio nuovo punto di vista sull'universo scuola.

mercoledì 22 luglio 2009

Buon tempo libero!



Per augurarvi buone vacanze vi regalo queste "cartoline" dalla Scala dei Turchi, incredibile scogliera bianca nel sud della Sicilia.
Cos'è? Ecco cosa dice wikipedia.

giovedì 25 giugno 2009

Un suono dal passato


Si sa che nei condomini ci sono suoni e odori tipici: gli aromi dei cibi in preparazione sui fornelli, mobili che vengono spostati agli orari più improbabili, litigi furibondi, c'è chi ha anche la fortuna di avere come vicino un cantante che deve provare per il piano bar.
Io ho il privilegio di ascoltare l'inconfondibile ticchettìo di una macchina da scrivere. Sento le dita muoversi in mdo spedito sui tasti al di là di una tenda svolazzante, ma non so chi esattamente la usi e perché. Immagino un uomo di mezza età che tiene i conti del bilancio domestico, appuntando le spese, oppure un redattore di un diario quotidiano in cui fermare gli istanti sfuggenti della vita...
Vi vengono in mente altre spiegazioni?

Nel frattempo che pensate fatevi una risata in tema... con questo:


E. Hopper, Office at Night, oil on canvas, 1940

giovedì 18 giugno 2009

Riassumiti in 3 tag

Prendendo spunto da un articolo di una rivista femminile, che ha chiesto a personaggi del mondo della musica di riassumere se stessi e la propria vita in tre tag, vi chiedo di rispondere anche voi, qui o sul vostro blog (ma segnalatelo...). Ebbene, se dovessi stare tutto/a in tre tag, quali sceglieresti?
Si tratta di un esercizio di estrema semplificazione: "fai pulizia - dice l'articolo citato - individua i concetti dominanti di ogni contesto in cui vivi, mettili in evidenza e cancella tutto il resto".
I contesti in cui vivo, famiglia e amici, scuola e tutto il resto del tempo potrebbero essere riassunti in tre etichette?
-Ho visto cose (con le varianti... ho vissuto cose, ho letto cose, ho incontrato cose: la vita, in fondo, non è la somma degli avvenimenti che ci sono capitati?)
-Persone e momenti di persone (la vita, in fondo, non è la somma degli incontri che ci sono capitati, delle vite che abbiamo incrociato? A volte sono momenti, e resta il rimpianto di certi "sentieri interrotti"...)
-Tu (la vita, in fondo, è rapporto con qualcosa, con un Tu... per semplificare, che qualcuno potrebbe chiamare Dio o addirittura Padre, ma altri potrebbero definire semplicemente Mistero o Realtà).
Insomma, eccomi qua in tre tag.
Ora tocca a voi!

lunedì 1 giugno 2009

Ponte del 2 giugno

Passeggiata in una stradina di campagna:



L'ombra di un albero:



Fiori e piante:



Arrivo al mare in un porticciolo deserto per il cielo plumbeo. La spiaggia come si vede è formata dalla colata lavica:



Oggi vado a comprare i vasi per piantare le talee raccolte.

venerdì 29 maggio 2009

Hanno portato le lavagne interattive!

In una parola: la lavagna diventa un touch screen. Penso che la utilizzerò molto, per una volta mi sento entusiasta. Le ideee che mi vengono alla mente subito sono: cercare su google o wikipedia in diretta, allestendo utili webquest... utilizzare video e immagini per facilitare l'attenzione e visualizzare i contenuti... datemi idee, ho tutta l'estate per prepararmi! Ecco qui un video per assaporare il futuro:



L'autore del video è autore anche del blog Lavagna interattiva multimediale. Se ne parla anche qui. Ma in assoluto il post più esaustivo è questo.

lunedì 18 maggio 2009

Pastrocchi grammaticali


Oggi grammatica. Solita solfa dei manuali di scuola media: verbo transitivo uguale l'azione passa sul complemento oggetto/ verbo intransitivo uguale l'azione non passa.
Cheppalle.
Sensini (L'italiano di tutti, ed. A. Mondadori) a onor del vero introduce timidamente il concetto di argomento del verbo, dicendo che il verbo transitivo ha bisogno quantomeno di due argomenti (di cui uno è il soggetto) mentre a quello intransitivo ne basta uno.
Nella mia ormai decennale esperienza ho potuto notare che questo concetto del passa/non passa è molto aleatorio. Esempio: Matteo ha scritto un tema. E vabbé, l'azione di scrivere passerebbe sul tema. Ammettiamolo pure. Ma se dico: Matteo ha subito un'ingiustizia, ci vuol coraggio a sostenere che l'azione ha subito passa sul complemento oggetto... Così ho sostituito complemento oggetto con sintagma nominale e spiego che il verbo è direttamente attaccato al sintagma nominale che ne completa il significato, saturandone le "richieste". Il verbo scrivere nella maggior parte dei casi richiede di essere completato con un argomento che indica cosa si sta scrivendo. Questo argomento è direttamente unito al verbo senza ricorso ad alcuna preposizione, dunque nella grammatica tradizionale il verbo si classifica come "transitivo". Altrimenti, quando il verbo è monovalente (ha una sola richiesta, quella del soggetto), ad es. Marco corre, è detto "intransitivo". Ci sono verbi che richiedono altri sintagmi non nominali, ma preposizionali (in cui il nome è preceduto da una preposizione) e anche questi sono detti tradizionalmente intransitivi. Esempio: Giulia scende dal letto. In effetti dal letto completa il significato del verbo, ma in modo diverso dal tema di cui sopra, ha bisogno infatti di una preposizione per essere attaccato al verbo. Occorre poi far notare ai ragazzi che i sintagmi che indicano circostanze (tempo e luogo) per quanto possano essere tanto nominali che preposizionali (esempi: nel 1987, questa settimana, tutto il giorno, per la via, sulla strada, nel giardino...) possono essere tranquillamente tolti dalla frase senza alterare il senso del verbo e dunque sono un arricchimento della frase da considerare in modo diverso dagli argomenti del verbo.
E voi, cari bloggercolleghi di lettere come ve la cavate con i pastrocchi grammaticali dei manuali?

martedì 12 maggio 2009

Non dire questo, non fare quest'altro


Devo smettere di rispondere "dimmi" se qualcuno mi rivolge la parola: ho notato che nevrotizza l'interlocutore. Non per giustificarmi ma ricevo molti messaggi verbali anche contemporanei e la richiesta di esporre il quesito di turno, dal mio personale punto di vista, facilita la conversazione.
Devo smettere di dire "eh?!" se prendo il telefono mentre guido mentre sorpasso mentre sono in bagno mentre correggo i compiti mentre cucino... Risulta alquanto poco chic, dicono.
Devo smettere di avere una faccia stanca se sono stanca.
Devo anche fare simpatia a tutti. Devo ammttere che non è mai stato uno dei miei obiettivi principali: so di avere una certa scorza. Non tutti si curano di oltrepassarla ma chi lo fa scopre in me un'amica. Non sapete quante volte mi sono sentita dire: "Lo sai, prima non ti conoscevo e a prima vista mi facevi antipatia... ma ora ho scoperto che sei davvero in gamba..."
Agli altri, quelli che si fermano alla scorza, continuo ad apparire scostante.
In mezzo ci sono quelli che devono per forza cambiarmi. Che non si accontentano di non essere miei amici. Mi danno questi continui suggerimenti per un restyling. Li metterò nel messaggio di avvio del mio cellulare, per ricordarmeli. Ma che noia però.

mercoledì 6 maggio 2009

Una rosa per M.


La mia alunna malata di leucemia non ce l'ha fatta. Nel suo diario, letto al funerale, scriveva del periodo passato a lottare contro la malattia, un calvario di due anni tra reparti ospedalieri e chemioterapia. In classe ognuno ha scritto una lettera per lei e abbiamo recitato insieme una preghiera. Oggi per sbaglio ho chiamato il suo nome nell'appello. Non ho il cuore di cancellarlo dal registro.
(Ne avevo parlato qui.)

venerdì 1 maggio 2009

venerdì 24 aprile 2009

Immaginare un viaggio: Languedoc-Roussillon.

Se avessi potuto sarei partita. Che brutto il periodo ipotetico. Provo a renderlo più accettabile immaginando il viaggio che avrei voluto fare e che, chissà, un giorno farò. Sempre, quando si parte, si ha un programma, organizzato dall'agenzia di viaggi o pensato autonomamente, e documentarsi sulla meta facilita la comprensione e il godimento della permanenza. In questo week end vi regalerò un viaggio non ancora fatto. 
Se dovessi andare nella regione francese della Languedoc-Roussillon, da dove comincerei?
Da un sito, SunFrance, dedicato alla regione. Qui è possibile farsi un'idea abbastanza precisa dei luoghi più belli, prenotare un hotel o una chambre d'hotes (B&B), richiedere le brochure gratuite o scaricarle direttamente sul pc. Poi si può cominciare a fare una scelta. In genere non si sbaglia fidandosi dei siti indicati dall'Unesco. E in questa parte meridionale della Francia ce ne sono di meravigliosi.

-Pont du Gard: acquedotto romano sul fiume Gard. Costruito 2000 anni fa per portare l'acqua da Uzes a Nimes, sfruttando un dislivello di soli 34 cm per km, si è perfettamente conservato a testimonianza dell'ingegnosità degli architetti romani. La cosa impagabile è che si può fare il bagno nel fiume all'ombra dei suoi maestosi archi. Un luogo dove corpo e anima si rinfrancano all'unisono. Ci sono già stata ma ci tornerei volentieri, nel tardo pomeriggio, quando i gitanti vanno via.

-Canal du Midi: anche questo un'opera di alta ingegneria per collegare l'Atlantico con il Mediterraneo. Fu ideata da Pierre Paul de Riquet e realizzata durante il regno di Luigi XIV. Le querce e i platani che ne ombreggiano le rive rendono indimenticabile la passeggiata o la crociera. Visitate questo sito, e ne saprete di più. Per la crociera cliccate su Les Bateaux du Soleil


-Città di Carcassonne: uno dei paesi medievali più belli al mondo. La visione da lontano è spettacolare. Addentrarsi tra le sue vie è come tuffarsi nel Medioevo.

- Le fortezze catare: testimonianza di una strenua quanto sterile resitenza dell'eresia, sfociata in un bagno di sangue. Esse, distrutte, furono ripristinate dalla corona francese come cittadelle difensive. L'ultima roccaforte a cadere fu Montsegur. L'ultimo cataro fu arso vivo nel 1321.
- Cammino di San Giacomo: si può percorrere in Languedoc un tratto del pellegrinaggio per Compostela sulla "via Podiensis" o Chemin de Puy, sulla via Tolosana o Chemin d'Arles. Le tappe da non perdere sono l'abbazia di Saint Gilles, il Pont du Diable e Saint Guilhem le Desert. Un'altra abbazia da non perdere è Saint Michel de Cuxa.
-Dall'Oppidum d'Enserune, insediamento preromano, si può osservare il sito dello Stagno di Montady, ricoperto per ragioni di insalubrità. Si tratta di un avvallamento in cui i campi ricalcano la morfologia circolare del terreno.
-Le città: Montpellier e Narbonne. Montpellier con la sua zona pedonale tra le più grandi e belle della Francia. Narbonne, antica capitale della Gallia Narbonense.

Ci sarebbero tanti tanti altri luoghi da scoprire, ma questo è solo il sogno di un viaggio, non una guida dettagliata. A voi completarlo...
P.S. Progettare un viaggio è anche un ottimo laboratorio di geografia per i nostri studenti nativi digitali che spesso usano Internet solo per chattare e ne sconoscono l'utilità.

sabato 18 aprile 2009

Voglia di cambiare

Voglia di cambiare è il titolo. Seguiamo l'esempio degli altri paesi europei il sottotitolo. In questo libro edito da Chiarelettere, l'autore, Salvatore Giannella, ci porta a fare un viaggio molto istruttivo alla luce del principio della sana emulazione, per cui copiare qualcosa di buono è non solo accettabile ma giusto. Partendo dalla Svezia, dove in ogni impresa viene nominato un delegato alla sicurezza che ogni giorno, ricevute le segnalazioni degli operai, interviene risolutivamente per eliminare le problematiche. Risultato? Gli incidenti sul lavoro si sono dimezzati e continuano a diminuire. Si potrebbe passare poi per la Germania dove, a dispetto di condizioni meteo sicuramente meno favorevoli delle nostre, si sta investendo sulle energie ecosostenibili, come quella eolica o solare. E se volessimo fare una capatina nel Regno Unito? Potremmo copiare la politica britannica della casa popolare: non palazzoni di dubbio gusto e cattedrali nel deserto di quartieri deprivati, ma case ecologiche, belle a vedersi e desiderabili anche per i ceti più abbienti in modo da favorire una reale integrazione sociale e non la ghettizzazione delle fasce più deboli. Non dovremmo dimenticarci della Spagna che con la corsia dinamica (ossia utilizzabile all'occorrenza in entrambi i sensi di marcia) ha eliminato le code in ingresso e in uscita da Madrid. E che rimborsa il biglietto se il treno arriva con un ritardo superiore ai 5 minuti. Sì, 5. Avete letto bene. La Francia poi ci ha ampiamente superati nella classifica delle mete più frequentate dai turisti. Come? Con un coordinamento centralizzato e accorto delle politiche del turismo, con la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio, per esempio le stazioni termali (che attirano turisti anche d'inverno), i fiumi e i canali navigabili, le tracce che artisti e scrittori hanno lasciato negli angoli più reconditi, con l'eliminazione di ciò che è brutto e la promozione del bello, a cominciare da Parigi.
Perché l'Europa non arriva anche da noi?

martedì 7 aprile 2009

Un dolore di tutti: 6 aprile 2009

«Io vengo, carissimi fratelli e sorelle, per dirvi che siamo vicino a voi per darvi un segno di quella speranza, che per l’uomo deve essere l’altro uomo. Per l’uomo sofferente, l’uomo sano; per un ferito, un medico, un assistente, un infermiere; per un cristiano, un sacerdote. Così un uomo per un altro uomo. E quando soffrono tanti uomini ci vogliono tanti uomini, molti uomini, per essere accanto a quelli che soffrono. Non posso portarvi niente più di questa presenza; ma con questa presenza si esprime tutto». 

(Giovanni Paolo II in Irpinia, 1980)

Una proposta concreta qui.

Esercizi di grammatica

-Allora ragazzi, facciamo insieme gli esercizi. Prendete il libro a p...
-A paginAAAA?
-(grrr) A pagina 234. Bene, leggiamo cosa chiede l'esercizio... (lo dico perché, come sanno tutti gli insegnanti, i ragazzi pensano che si può fare l'esercizio senza leggere la consegna...)
Trattavasi di esercizio in cui occorreva sottolineare di rosso i verbi al passato prossimo e di blu quelli al passato remoto.
-Leggi tu, Nonhocapito.
-"Leonardo dipinse la Gioconda nei primi anni del Cinquecento".
-Allora, qual è il verbo?
Prima che Nonhocapito potesse rispondere, parla Tontoboy: "La!"
-E scusa che verbo sarebbe "la"? Comunque, avevo chiesto a Nonhocapito...
-Dipinse.
-Bene (mi ero illusa che stessimo cominciando a ragionare, ma non sapevo cosa mi aspettava...)
- Ma prof non ho capito (già) una cosa...
-Sì?
-Ma perché è così importante la Gioconda?
-Non c'entra questa domanda (è la frase che gli ripeto più spesso), questa è un esercizio di grammatica...
Ma ormai il dibattito era stato scatenato. A raffica ho sentito le seguenti amenità: "già, tutta quest'importanza a un quadro...", "mia zia mi ha detto che è anche piccolo", ce l'ha rubato Napoleone", "come rubato?" "e perché non ce lo restituisce?!", "vabbè, ma tanto non è importante"... 
(ma cosa ho fatto di male nella mia precedente vita perché mi toccasse tutto questo?). Il mio urlo per zittirli è stato mitigato ( ma neanche tanto) solo dal pensiero delle vacanze imminenti.

giovedì 2 aprile 2009

Primaria vs secondaria: mi devo sfogare


Al piano terra del nostro plesso di scuola media sono ospitate due quinte della scuola primaria. Ebbene: bagni distrutti, interruttore della luce e termosifoni divelti, pasticci nei muri. Ma no... le maestre dicono che non è possibile che siano stati i loro bambini (ma li hanno comprati? li considerano figli o propaggini del loro essere?); la vicepreside, che è un'ex maestra sostiene che i loro bambini fino alla quinta sono inquadrati e che poi sfasano in I media. Devono per forza essere quelli della scuola media che vanno a distruggere i bagni. Ma voi ve lo immaginate un bambino educato, buono e studioso diventare un delinquente nell'arco di un 'estate? Ma l'hanno spiegato alle maestre che se gli alunni si comportano male in bagno devono essere rimproverati e che non importa di chi siano alunni, ma i genitori andrebbero come minimo avvisati con una lettera scritta? Pensano forse che le punizioni e le bocciature fiocchino in I media perché gli alunni diventano improvvisamente cattivi e svogliati o piuttosto perché finalmente vengono sanzionati?

Pablo Picasso, Weeping Woman, 1937

mercoledì 1 aprile 2009

Il primo libro


In questo post Chichita, una collega blogger, ci chiede quale libro ci abbia segnato di più, al quale non rinunceremmo, insomma il primo nella classifica della nostra biblioteca ideale.
Ovviamente non è semplice scegliere, ma pensandoci meglio c'è un libro che mi accompagna, del quale mi ricordo le frasi, a cui ricollego spesso i fatti che mi accadono. La sua autrice è sconosciuta ai più, nonostante abbia ricevuto nel 1928 il Nobel per la letteratura: si tratta di Sigrid Undset. Danese di nascita, norvegese d'adozione ha profuso tutta l'atmosfera del Medioevo nordico nel suo capolavoro, "Kristin, figlia di Lavrans" , portando in un'altra epoca il lettore senza indulgere ai topoi più datati del romanzo storico. Il segreto, attualissimo, del libro, è tutto nel titolo: Kristin, il suo percorso, i suoi amori, le sue difficoltà sono definite dal rapporto con il padre segno di una positività che sta la fondo della vita pur attraverso le mille contraddizioni e approssimazioni. Perché leggerlo?
Perché, come dicevo, offre un affresco di un Medioevo lontano nel tempo e nello spazio. Perché ci catapulta in un affascinante e splendido paesaggio nordico della cui esoticità tutto parla, dalla toponomastica ai nomi di persona. E per la profondità di analisi dell'animo umano, soprattutto della protagonista, "una donna amata, che si getta via in una volubilità di sentimenti". Non a caso l'autrice è stata accostata ad un altro grande autore nordico, Ibsen.
Parla anche del rapporto con Dio, che Kristin capisce di aver amato  come suo padre "non tanto come la sua libertà, ma abbastanza per soffrire quando tra di loro sorgeva un dissenso". L'amore di Dio, infatti, non conduce alla perfezione, ma trascina con sè e purifica nel fuoco tutte le imperfezioni, la sporcizia, le ombre di cui siamo stati capaci. Accettare l'imperfezione, soffrirne senza preoccuparcene, questa è la santità in senso cristiano.

Caspar David FriedrichDonna alla finestra, Berlino, Nationalgalerie

domenica 29 marzo 2009

Da Probo a Google


Grazie ad una segnalazione di Francescaframes ho ascoltato un sunto dell'intervento di Norberto Bottani al Convegno Da Socrate a Google, che vi consiglio vivamente. Prendetevi mezzora per guardare con calma le slides e i video dei passi più significativi.
Pensavo già da tempo di essere in fondo solo un Probo del terzo millennio. Mi scuso con i letterati e i latinisti e vi presento Probo, maestro del III-IV secolo d. C. di cui ci è pervenuta una lista di correzioni rivolte ad allievi non tanto ignoranti quanto ignari testimoni dell'evoluzione della lingua dal latino volgare alle lingue romanze. La lista si compone di coppie come queste: speculum non speclum, columna non colomna, viridis non virdis... In realtà senza gli errori ripetuti e regolari di molti non saremmo mai arrivati al nostro verde, al nostro colonna etc.
Ebbene, cosa sono io se non un Probo quando dico e ridico ai miei alunni che po' si scrive con l'apostrofo e non con l'accento e che sui temi non bisogna usare la scrittura sincopata degli SMS? Cosa sono io in confronto al T9 che dai cellulari minuto per minuto suggerisce come unica grafia dell'apocope di poco?
Il convegno che vi ho segnalato mette in luce la realtà, una dura realtà contro cui la scuola sta per infrangersi come un Titanic dal destino segnato.
Vorrei mettere in risalto alcuni passi in particolare:
1) Non è successo che la scuola, basata sul testo scritto e sulla capacità di lettura, abbia davvero democratizzato il sapere.
2) Oltre al testo scritto oggi entra in crisi la scrittura stessa, basti pensare agli SMS. Siamo ritornati alla libertà precedente l'invenzione della stampa, quella delle abbreviazioni degli amanunesi medievali. Per questo alcune scuole inglesi accettano la scrittura dell'SMS anche nelle prove degli esami di maturità.
3) Oggi è un'occasione d'oro per dare una scossa alla scuola, che va modificata radicalmente.
4) Marc Prensky suggerisce ( e mi sembra una delle poche cose sensate che ho sentito nella mia vita sulla scuola) di "impegnarci ad eliminare la noia dalla nostra scuola, di chiedere agli studenti di dire quali lezioni li annoiano e perché, di indagare e di fare qualcosa", di promuovere "l'autoapprendimento assisitito, di togliere di mezzo lezioni e lavoro assillante".
5) Occorre fare qualcosa. Cosa? Il corso dà otto ottimi suggerimenti:
-un computer per ogni studente
-incrementare la conoscenza delle scienze cognitive e dell'apprendimento
-modificare il calendario e ritmi di lavoro della scuola
-modificare la formazione degli insegnanti e pianificare il cambiamento della professione
-organizzare la scuola non più per classi di età
-formare nuove figure come tutor dell'apprendimento, programmatori didattici
- modificare su vasta scala la valutazione
-ripensare l'edilizia scolastica

Adesso fateci una visita e poi ditemi...

sabato 28 marzo 2009

Torneo di calcio a 5

Venerdì, cinque ore, tre in classe incorniciate da due ore a disposizione. Mi ero preparata una lezione coi fiocchi sul mitico arazzo di Bayeux, due-tre schede per coloro che partono in gita e altre amenità. Vado per entrare con auto sgommante nel cortile-posteggio ancora assorta nelle note dell'autoradio e... cartello: Vietato entrare con l'auto al personale interno. Scendo. Il bidello Tornosubito mi spiega che c'è il Torneo di calcio a 5, indetto dalla nostra Dirigente. Cacchio, penso. Vero: le avevo viste le strisce bianche del campo di calcio, le avevo notate le porte ridipinte, lo sapevo che nella zona antistante la scuola non si poteva più posteggiare... lo dovevo sapere. Comunque ora lo so. Posteggio fuori. Entro con qualche residuo di baldanza: vedo altoparlanti, tavolino, ragazzi in maglie multicolori che si allenano, professori urlanti, ponpon girls saltellanti. Saluto le amate bidelle del piano terra, mie compagne di ore a disposizione e vado per entrare in classe appena svoltato l'angolo del corridoio, ma... cartello: Spogliatoio squadre ospiti. Ritorno dalle bidelle: "Eh, sì. prof... la Preside ha disposto che la sua aula oggi diventi spogliatoio". "E la mia classe dov'è?". Mi viene spiegato che ha semplicemente traslocato in un'aula detta del patentino. Vengo e mi spiego: trattasi di aula per poco tempo adibita a sala professori, poi tempestivamente dipinta di arancione (che secondo la mia Dirigente è colore della meditazione) e arredata con poltroncine con annessi tavolini pieghevoli, cartellonistica sui segnali stradali e piccola lavagna poggiata su un banchetto per accogliere le lezioni pomeridiane di scuola guida per il patentino.
Mentre inizia il torneo e orde di ragazzi urlanti fanno il tifo pericolosamente affacciati dalle finestre del primo piano, i miei ragazzi posti a piano terra scalpitano per unirsi al tifo collettivo. La collega di sostegno dà il permesso e prima che suoni la campana li vedo sciamare in cortile. Tutta la scuola sta sciamando in cortile, si prospetta una ricreazione di sei ore. Dalle facce attonite delle bidelle capisco che potrebbe essere molto pericoloso assecondare l'andazzo. Scorre un'oretta. Poi vengo raggiunta dal collega di sostegno/scienze motorie nominato arbitro delle partitelle che mi chiede disperatamente di far tornare in classe il pubblico vociante che invade i confini del campo e sta diventando incontrollabile. Così prendo il microfono e "prego" i colleghi di riportare in classe i propri alunni. Il tizio dell'autombulanza (che presenzia il torneo) mi chiede: "Ma come fate a starci tutti i giorni con questi ragazzini? Io già in mezzora ne avrei tolti di mezzo due o tre...". Sorrido. Un altro soccorritore mi domanda come penso di poter ottenere di farli tornare tutti in classe. Ma questo io lo so: confido nel fatto che in ogni professore c'è un pilota automatico. Quello che gli permette di tenere buoni venticinque undicenni scatenati, di metterli in fila all'occorrenza per trasportarli da un luogo all'altro, di riportarli sani e salvi dopo una gita lunga in una metropoli affollata e insidiosa o in una riserva naturale da brivido. E infatti la massa improvvisamente si dirada e prende la via del ritorno in aula.
Così io riesco a fare anche due ore di lezione e a spiegare l'arazzo di Bayeux (nell'aula arancione). Ma di questo vi parlerò poi.
P.S. Di giornate di torneo in tutto ce ne saranno sei. Ma le prossime volte si organizzerà un'opportuna turnazione per il tifo a bordo campo.

lunedì 23 marzo 2009

Piccolo libro adottasi


Entro il 15 aprile i signori insegnanti adotteranno i loro piccoli libri e lo faranno, grazie alla Gelmini non più per il prossimo ma per i prossimi due trienni. Dalla riunione del Dipartimento di Lettere oggi tenutasi sono emerse le seguenti considerazioni peraltro già note da tempo:
-la maggior parte dei libri in commercio è un restyling di libri vecchi. Faccio un esempio: c'è stato un libro di geografia, tal Georama, che mi ha perseguitato in tutte le scuole dove da fresca di ruolo sono approdata nelle annuali traversie per avvicinarmi a una distanza ragionevole da casa. Zeppo di errori di stampa e sbilanciato tra concetti lapalissiani e una lectio magistralis universitaria, lo hanno rieditato cambiando copertina e titolo. Diventato Oblò, tenta nuovamente la scalata per l'adozione. Così Biblioteca che è diventata Nuova Biblioteca e poi ha fatto il volo pindarico assurgendo al titolo di Oltrepagina. Così Terra che è diventato Marco Polo e Parole rosse e blu che è diventato Parole che contano: 'sti (biiip)... zzi)
-qua e là nascono dei progetti editoriali nuovi, ma non sempre sensati. E là entra in gioco il rappresentante che come un ventriloquo triste dà voce al povero pupazzo esanime. Se il ventriloquo funziona il libro viene adottato. Ecco che ci siamo ritrovati a prendere il libro di uno che, poveretto, ha l'apparecchio ai denti però è davvero simpatico. E a non prendere il libro di un altro che è trooooppo antipatico, non potete capire. Casualmente ma solo casualmente il libro adottato era ottimo e quello scartato no. Ma è stato un puro e semplice caso.
-ci sono libri che si impongono perchè sono buoni libri e diventano pertanto classici in molte scuole. Vorrei menzionarne uno, per fare adottare il quale avevo previsto di dover combattere all'ultimo sangue ma che invece è passato con plauso generale in più sezioni. Perché? Perché è un ottimo libro: Grandangolo, manuale di storia della fortunata coppia di autori Gentile e Ronga. Di questo libro solo dopo che era stato approvato qualcuno ha chiesto distrattamente: "ma chi è il rappresentante?". Eh, sì... è un ottimo libro.
Ah, dimenticavo... è passato anche Binario 9 e 3/4 di cui sopra.

Anonimo, Sequoyah Creator of Cherokee Sillabary, 1837

domenica 8 marzo 2009

Scuola media: conoscerla e amarla

Vi segnalo questa intervista con un dirigente scolastico ex docente di Lettere, che dice delle cose molto interessanti sulla tanto bistrattata scuola secondaria di I grado. Una scuola sandwich, stretta tra una primaria tanto osannata quanto misteriosa (certe volte, per esempio, mi chiedo come facciano gli alunni ad arrivare in I media senza una base decente di certezze ortografiche) e una secondaria paurosamente fossilizzata  sulla lezione frontale e sul nozionismo (me ne accorgo quando vedo sudare i miei allievi casalinghi di latino davanti ai sottogruppi della III declinazione o, peggio, davanti al complemento di... passaggio obbligato).
Segnalo dello stesso dirigente intervistato un'antologia molto interessante: Binario 9 e 3/4 ed. La Scuola.

mercoledì 4 marzo 2009

Lingua straniera

-Ragazzi, quando scrivete, cercate di rendere accattivante il testo...
Sguardi assenti.
- Per esempio, ricordate quella simpatica descrizione del gatto Attila che abbiamo letto? Non era accattivante? Non accattivava il lettore?
- Ma no, prof, dai...
-Ma come noooo? (pausa di riflessione)... Ehm, ehm... ragazzi lo sapete cosa vuol dire accattivare, no?
- Certo, prof... rendere cattivi!
Già.

martedì 3 marzo 2009

Noi si fa il Pon



Grazie alla Comunità Europea che ci classifica tra le aree depresse noi terùn possiamo fare il PON. Il Piano Operativo Nazionale che attua le indicazioni europee e smista gli stanziamenti per l'Obiettivo C (migliorare le competenze dei giovani) elargisce tanti soldini che le scuole possono impiegare in corsi e ambienti per l'apprendimento. Lingua madre, lingua straniera, scienze, matematica, competenze sociali e civiche sono solo alcuni dei sentieri che si possono imboccare. Il nostro Istituto ha scelto di concentrarsi sulle certificazioni linguistiche (i nostri alunni possono frequentare il corso per accedere agli esami Trinity, per l'inglese, DELF, per il francese, DELE, per lo spagnolo, e da quest'anno anche FIT, per il tedesco, tutti con un insegnante madrelingua), sull'espressione corporea per le prime, sull'orientamento per le seconde. Ci sono anche un corso sul riciclo  e sul compostaggio in vista di un piccolo orto nello spazio verde della scuola per la primaria e... dulcis in fundo, due corsi di potenziamento di italiano (uno per la primaria e uno per la secondaria). 
Ieri è cominciato il corso di Italiano a cui partecipano molti miei alunni. Il professore, che secondo le Indicazioni del PON, è esterno alla scuola (e selezionato mediante bando di reclutamento pubblico), si è soffermato sulla scrittura e sull'autocorrezione. I banchi erano sistemati a ferro di cavallo. Per il test di ingresso ha dato qualche suggerimento inziale, una traccia e poi ha lasciato gli allievi liberi di scrivere.
Poichè mi trovo a coordinare tutto l'ambaradan, ho assistito a queste prime battute del corso e ho osservato i miei allievi mentre, stirate le gambe sotto il banco, con la penna in bocca e lo sguardo per aria, immaginavano cosa scrivere sul foglio bianco davanti a loro.
E mi sono rivista io alla loro età: mi avessero dato un pomeriggio a scuola da impiegare per migliorare le capacità scrittorie penso sarei stata felice. Un pomeriggio per scrivere! Un professore messo là per guidarmi nella comunicazione scritta...
Forse ci sono scuole dove invece di fare i corsi PON per gli alunni, si cercano disperatamente gli alunni per i corsi PON. Ma non è sempre così. Qui da noi la selezione degli esperti è stata onesta, sono arrivati primi quelli che se lo meritavano (e vista la penuria di lavoro siamo stati travolti dalle domande!), i ragazzi sono stati guidati nella scelta più opportuna e la riuscita dei corsi appare probabile.
I corsi PON sono strumenti, sta a noi utilizzarli nel modo migliore.
Sta di fatto che il Ministero diminuisce i fondi e l'Unione Europea li aumenta di anno in anno. Nel giro di qualche anno sono stati triplicati. 
E noi terùn siamo in Europa.
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