mercoledì 24 giugno 2015

Il grande Gatsby



"Il suo era uno di quei sorrisi molto rari, quei sorrisi capaci di infondere coraggio che si possono incontrare quattro o cinque volte nella vita. Quel sorriso affrontava in un attimo, o sembrava affrontare, il mondo intero, e poi si raccoglieva con un’attenzione esclusiva sulla persona a cui era rivolto. Riusciva a capirti proprio fin dove voleva essere capito, credeva in te come a te sarebbe piaciuto credere in te stesso, e ti garantiva di aver ricevuto da lui l’impressione che pensava di produrre nella migliore delle situazioni. Giunto a questo punto il sorriso svaniva", bella descrizione del protagonista de Il grande Gatsby, romanzo suggeritomi da un giovane amico. 
Un sorriso che è metafora di una promessa non mantenuta. 
"Tutto il mondo ozioso e splendido della cosiddetta buona società di New York e di Long Island sfila in queste pagine", ha scritto un critico, tutto un mondo reso vacuo dalla caccia al piacere e alla ricchezza, intesa come «forza corruttrice che rischia di infrangere tanto il sogno di amore che l'esigenza della purezza". 
Un affresco della bella società in cui, dietro la luccicante facciata, l'horror vacui trova sempre la strada per insinuarsi nell'apparenza e ostentata felicità dei grandiosi party e delle spensierate chiacchiere festaiole.
Un bel classico da leggere o da rileggere.

2 commenti:

  1. Lo lessi tempo fa, ricordo che mi era piaciuto molto sebbene lasciasse per molti aspetti un po' di amaro in bocca... bellissimo, credo che sia venuto il momento di rileggerlo, con occhi diversi, a distanza di anni.. ^_^

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  2. l'ho letto di recente, è un libro che fa riflettere per diversi aspetti...mi è piaciuto.

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