martedì 8 dicembre 2015

Ogni mattina a Jenin


 "I palestinesi avevano pagato il prezzo dell'Olocausto ebreo. Gli ebrei avevano ucciso la famiglia di mia madre perché i tedeschi avevano ucciso quella di Jolanta": la storia della terra palestinese sembra essere il frutto di un perpetuarsi di errori e ingiustizie che vengono da molto lontano e che intrecciano famiglie, vicini, conoscenti in un groviglio di sangue e vendetta. Improvvisamente quella che era una terra dimenticata dai più diventa, dopo la Seconda Guerra mondiale, il prezzo di un impossibile risarcimento, quello dovuto agli ebrei dopo il nazismo. E così da ingiustizia nasce ingiustizia: gli arabi residenti vengono espropriati dai nuovi profughi e trasferiti in campi in cui i diritti umani vengono cancellati.
La storia del popolo palestinese viene raccontata attraverso le vicende di una famiglia e di un villaggio, Jenin: "una casa, una fattoria, un villaggio alla volta. demoliti, confiscati, rasi al suolo - un'incessante appropriazione della terra palestinese, 'imperialismo al millimetro', lo chiamava Haji Salim".
Una famiglia segnata dai lutti, dalle contraddizioni e dalle atrocità, eppure una famiglia. Un libro duro ma appassionante. Apre un varco su una storia taciuta e dimenticata e per questo andrebbe letto a scuola, accanto a quelli che raccontano l'Olocausto e che invece il mainstream ci restituisce amplificati.

1 commento:

  1. interessante e molto attuale... credo che lo inserirò tra le mie prossime letture.. grazie per averlo proposto, Palmy!

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