lunedì 16 febbraio 2015

Valutare sempre

Tra addetti ai lavori, parlare di valutazione dà a volte l'impressione di voler partire dalla fine: agli occhi di chi insegna appaiono immediatamente più rilevanti l'aspetto preparatorio della lezione e il suo concreto svolgersi.
Eppure, la valutazione, che normalmente viene percepita come la propaggine finale dell'insegnamento, è il primo dei segnali che arriva alle famiglie e l'inizio, volte burrascoso, del rapporto con esse. 
Non solo. Essa è soprattutto il principale segnale della validità dell'insegnamento stesso. Se la maggior parte della classe fallisce in una verifica questo risultato dovrebbe interrogare innanzitutto l'insegnante. La valutazione, infatti, costituisce forse l'unico feedback di cui insegnante dispone per calibrare la propria didattica. Del resto, a ben guardare, la valutazione avviene o dovrebbe avvenire non solo alfine del percorso di apprendimento, ma mentre l'apprendimento accade e si svolge. Si tratta del tanto caro e bistrattato concetto di valutazione formativa (cosa diversa da quella sommativa o finale di cui la pagella è l'evidenza più conosciuta).

Come favorire tale pratica valutativa continua? Ecco di seguito alcuni suggerimenti (per insegnanti, ma potrebbero essere utili anche ai genitori a casa):
-chiedi ai tuoi ragazzi di classificare con un sistema da 1 a 5 quanto hanno capito il concetto appena spiegato
-distribuisci delle schede alla fine della lezione con domande che incoraggino la pratica autovalutativa: in grandi linee cosa hai imparato oggi? quale dei concetti imparati non hai pienamente capito? Utilizza dette schede per calibrare la successiva lezione
-incoraggia l'analogia: chiedi di trovare delle analogie tra il concetto spiegato e qualcuno del passato o rinvenuto nella propria esperienza
-insegna e proponi di usare le mappe concettuali per schematizzare i concetti chiave e i nessi logici
-in coppia si può rispondere a domande come: studiando questa lezione, ho cambiato la mia idea su..., sono rimasto sorpreso da..., sono diventato consapevole di..., il concetto di... mi ha ricordato quello di... (come legame tra testo e testo, tra testo e se stessi, tra testo e mondo reale)
-punto della situazione finale: chiedi di scrivere sul quaderno i concetti imparato durante la lezione, anche come semplice elenco di argomenti
-punto della situazione iniziale: chiedi all'inizio della lezione di riprendere sommariamente ciò si cui si è parlato in quella precedente, anche con domande di comprensione

Post ispirato da questa utile scheda (in inglese)

4 commenti:

  1. Grazie! La valutazione è forse la pratica più complessa e delicata della nostra professione. Oggi si parla anche di flipped evaluation per facilitare gli studenti all'autovalutazione, cosa ne pensi in merito?
    Elisa

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    1. Le pratiche autovalutative sono da incoraggiare assolutamente in quanto colonna portante di ogni buon metodo di studio, tant'è vero che chi riesce a livello scolastico ha naturalmente spiccata la dote dell'autovalutazione

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  2. Ciao, gli spunti del tuo post sono molto interessanti. Da un po' sto raccogliendo materiale per realizzare un post sullo stesso argomento ma riservato alla fascia 3-6 anni. Tra l'altro ho notato che nel documento di valutazione la scuola dell'infanzia non compare neanche di striscio. Che ne pensi?

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    Risposte
    1. Una certa valutazione in termini di competenze è presente nel rapporto scuola-famiglia all'infanzia ma non si traduce, per fortuna, in una pagella o in un certificato, quindi credo sia tutto sommato comprensibile che non se ne parli, anche se il modello della scuola dell'infanzia appunto senza pagelle avrebbe molto da insegnare agli altri ordini di scuola...

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