domenica 10 giugno 2007

Insegnare un metodo di studio

Come studiare?
(liberamente ispirato a R. Mazzeo, Insegnare un metodo di studio, Il Capitello)

1.1 La lettura orientativa


Quello che appare un blocco unico, il testo, in verità è l’insieme di parti ben distinte, nel testo scritto anche graficamente (mediante i capoversi, i paragrafi, i titoli, indicazioni grafiche poste a margine, parole evidenziate con inchiostri o caratteri diversi...). ES. Se io voglio mangiare una torta incartata da una pasticceria, devo anzitutto scartarla, poi tagliarla con un coltello per prenderne una fetta e infine a pezzi inghiottirla. Così se voglio studiare un argomento di storia, es. l’Islam, devo anzitutto guardare la confezione (quante pagine sono? vi sono titoli o suddivisioni già poste nel testo che mi possono aiutare?), poi devo suddividere il testo in parti più piccole, ponendo attenzione alle cose più importanti, infine devo fare mio l’argomento assegnatomi. Esperimento del testo senza titolo:

La procedura è realmente molto semplice. Prima si sistemano le cose in gruppi differenti. Naturalmente un gruppo può essere sufficiente: dipende da quanto c’è da fare. Nel caso che non ci sia l’opportunità bisogna andare da qualche altra parte, e questo è il passo successivo, altrimenti tutto è apposto.
L’importante è non eccedere: cioè è meglio far subito troppo poco che troppo. Lì per lì questo non sembra importante, ma possono nascere delle complicazioni. Uno sbaglio può essere costoso. Dapprima l’intera procedura sembrerà complicata. Ben presto però diventerà un altro aspetto della vita. È difficile prevedere se avrà fine la necessità di questo compito nell’immediato futuro, ma non si può mai dire. Dopo che la procedura è completata si dispone il materiale in vari gruppi che possono essere poi messi in luoghi appropriati. Eventualmente essi saranno ancora usati e l’intero ciclo dovrà essere ripetuto[1].


Presentare questo brano senza il titolo significa impedirne la comprensione, che invece apparirà ovvia quando si svelerà il titolo. In tal modo sarà intuitivo afferrare la necessità di una lettura orientativa per affrontare qualsiasi argomento di studio. In che cosa consiste la lettura orientativa?
1) Sguardo d’insieme: rendermi conto della veste esterna della porzione di testo che mi è stata assegnata. Per un capitolo di storia, per es. mi devo rendere conto di quante pagine sono. Poi posso dare una lettura più attenta al titolo e ai sottotitoli. Guarderò anche le parole messe in evidenza graficamente (per es. con l’uso del neretto), le illustrazioni, gli eventueli riquadri e schemi.
2) Individuazione dei contenuti essenziali. Sulla base di quanto osservato nella lettura d’insieme, posso già individuare i contenuti essenziali di quanto sto per leggere. Essi possono diventare l’ossatura del mio schema sul quaderno. Appunterò gli argomenti suggeriti dai titoli alla debita distanza l’uno dall’altro per poi riempire e integrare il mio schema iniziale.
3) Le 7 domande di Aristotele. Già so di cosa mi parlerà il capitolo che sto per leggere. A questo punto posso anche vedere se già so rispondere alle 7 domande di Aristotele:
a) chi? che cosa?
b) come? dove? quando?
c) perché? a quale scopo?
1.2 La lettura sistematica e la schematizzazione

1) Estrazione delle informazioni. Posso ora leggere e individuare i contenuti principali sottolienenadoli e poi appuntandoli sul mio schema. Potrei applicare il metodo delle sequenze con titolo. Così avremo già una schematizzazione del testo, o in altra forma, un sommario.
2) Individuazione delle cose che non capisco. Devo subito appuntare le cose che mi sono poco chiare per poi ritornarci sopra o chiedere all’insegnante.
3) Gerarchizzazione delle informazioni. Distinguere le sequenze in principali e secondarie o accessorie. Due sequenze principali possono essere collegate tra loro da un qualche legame di causa ed effetto per esempio. In questo modo il testo potrà essere trasformato in uno schema grafico. Gli indicatori fondamentali per la gerarchizzazione di solito sono già presenti nel testo, basta fare attenzione. Essi sono: a) le anafore (rinvii, parole o espressioni che si riferiscono alla stessa cosa o ad una cosa precedentemente enunciata; es. L’Islam è una religione monoteista. Un’altra caratteristica è la sottomissione richiesta al fedele...); b) i connettivi (elementi che segnalano un legame tra pezzi di testo più o meno ampi; es. prima, dopo, inoltre, in conclusione, in primo luogo, innanzitutto, allo stesso modo, analogamente...). Un’altra tecnica da insegnare, a volte più semplice dell’analisi dei connettivi, è quella delle domande-ponte, cioè domande che permettono di passare da una porzione di testo all’altra: finora abbiamo visto l’Islam in generale, ma dove e come si è formata questa nuova religione? quali le conseguenze storiche della sua diffusione? essa ha influito anche sulla storia europea? quando? dove?...).


1.3 La preparazione dell’interrogazione

1) Riepilogo ed esposizione orale. A casa potrò ampliare lo schema rileggendo quanto già letto in classe e poi potrò ripetere oralmente l’argomento sulla base dello schema sul quaderno. Cercherò anche di chiarirmi le parti che in classe non avevo ben afferrato. C’è chi ha bisogno di ripetere più volte, c’è chi non ripete affatto: ognuno dovrà trovare il metodo adeguato a se stesso.
2) Svolgimento di eventuali esercizi.
3) Preparazione di un quesito da porre in classe al compagno interrogato. Non è un quiz per mettere in difficoltà il compagno, ma per aiutarlo a dire quello che sa.



[1] Il titolo è Il lavaggio del bucato

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