domenica 10 giugno 2007

Vi presento i ragazzini di oggi


Un sedicenne si suicida per aver subito continui insulti e vessazioni dai compagni che lo additavano come gay. Certo, quando in classe accadono episodi del genere (es. da me ultimamente succede che uno dice all'altro: "tu, zittA!) io come minimo blocco immediatamente il "gioco". Certo, anche che a me sembra impossibile che uno possa suicidarsi perché vessato dai compagni. I giornalisti semplificano, e vallo a sapere com'è andata veramente e quanti segnali di fumo avesse lanciato il povero adolescente senza che ci fosse uno disposto ad ascoltarlo!
C'è chi mi ha chiesto: ma sono così cattivi i ragazzini di oggi? Provo a presentarveli, non da mamma (perchè si sa ogni scarrafone...) ma da insegnante. I ragazzini sono piccoli uomini, ma senza l'esperienza. Ciò comporta che siano, come tutti gli uomini, buoni e cattivi nello stesso istante. Ma rispetto agli uomini fatti, la mancanza o la scarsezza dell'esperienza comporta che non abbiano (o abbiano in quantità trascurabile):
1) bon ton
2) mentalità politically correct
3) pietà
Il primo punto è un trascurabile dettaglio (poi ci fai l'abitudine), il secondo NON è un difetto, il terzo già comincia ad essere un problema.
Ed ecco che interviene o dovrebbe intervenire l'EDUCAZIONE, che parola grossa. E che fatica mettersi in gioco per comunicare, per aprire la mente, per introdurla alla realtà, per trasmettere la tradizione... Ognuno di noi, chi più chi meno, ha a che fare con un "ragazzino": adulti, svegliatevi!

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