lunedì 18 maggio 2009

Pastrocchi grammaticali


Oggi grammatica. Solita solfa dei manuali di scuola media: verbo transitivo uguale l'azione passa sul complemento oggetto/ verbo intransitivo uguale l'azione non passa.
Cheppalle.
Sensini (L'italiano di tutti, ed. A. Mondadori) a onor del vero introduce timidamente il concetto di argomento del verbo, dicendo che il verbo transitivo ha bisogno quantomeno di due argomenti (di cui uno è il soggetto) mentre a quello intransitivo ne basta uno.
Nella mia ormai decennale esperienza ho potuto notare che questo concetto del passa/non passa è molto aleatorio. Esempio: Matteo ha scritto un tema. E vabbé, l'azione di scrivere passerebbe sul tema. Ammettiamolo pure. Ma se dico: Matteo ha subito un'ingiustizia, ci vuol coraggio a sostenere che l'azione ha subito passa sul complemento oggetto... Così ho sostituito complemento oggetto con sintagma nominale e spiego che il verbo è direttamente attaccato al sintagma nominale che ne completa il significato, saturandone le "richieste". Il verbo scrivere nella maggior parte dei casi richiede di essere completato con un argomento che indica cosa si sta scrivendo. Questo argomento è direttamente unito al verbo senza ricorso ad alcuna preposizione, dunque nella grammatica tradizionale il verbo si classifica come "transitivo". Altrimenti, quando il verbo è monovalente (ha una sola richiesta, quella del soggetto), ad es. Marco corre, è detto "intransitivo". Ci sono verbi che richiedono altri sintagmi non nominali, ma preposizionali (in cui il nome è preceduto da una preposizione) e anche questi sono detti tradizionalmente intransitivi. Esempio: Giulia scende dal letto. In effetti dal letto completa il significato del verbo, ma in modo diverso dal tema di cui sopra, ha bisogno infatti di una preposizione per essere attaccato al verbo. Occorre poi far notare ai ragazzi che i sintagmi che indicano circostanze (tempo e luogo) per quanto possano essere tanto nominali che preposizionali (esempi: nel 1987, questa settimana, tutto il giorno, per la via, sulla strada, nel giardino...) possono essere tranquillamente tolti dalla frase senza alterare il senso del verbo e dunque sono un arricchimento della frase da considerare in modo diverso dagli argomenti del verbo.
E voi, cari bloggercolleghi di lettere come ve la cavate con i pastrocchi grammaticali dei manuali?

6 commenti:

  1. io sono una fan della valenza verbale. i mie dell'anno scorso hanno capito benissimo.
    vai così.

    ps - e vogliamo parlare degli odiosi soggeto e complemento oggetto partitivo? seguendo quella logica, qualunque complemento può essere "partitivo" se introdotto dall'articolo partitivo! io dico di tirare su una bella riga e non se ne parli più!

    pps - se vuoi ho una scheda preparata ad hoc, se ti serve scrivimi a lanoisette@ymail.com e te la mando

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  2. Son qui che striscio come un lombrico perché una spiegazione come quelle che hai citato non potrei farla nemmeno volendo: di teoria della grammatica non so un accidente. e per quel che ricordo nessuno ha mai provato a farmela. Di conseguenza non gli ho mai parlato di sintagmi (anche perché - giuro - non so cosa sono).
    E anche quella storia dell'azione che passa sul complemento oggetto non la sapevo.
    Di solito spiego che i transitivi sono quelli che non hanno il passivo, e dove l'azione non può essere rovesciata. Oppure che non reggono un complemento oggetto, almeno in quella specifica frase.

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  3. @Murasaki: ma guarda che la tua spiegazione non è affatto male, solo che così i complementi predicativi diventano un bel garbuglio. invece con la valenza diventano semplici anche quelli (per non parlare poi della trasformazione attivo/passivo).

    ecomunque io il concetto di valenza non lo spiego mica come me lo sono pappato all'università, semplifico mica da ridere! :)

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  4. @ lanoisette: sì, la cosa bella è che finalmente loro capiscono. La grammatica così è tutta un'altra cosa.
    @ murasaki: tranquilla... niente di difficile, solo una semplificazione. Se ti va puoi guardare questa dispensa: http://dolly.masterscienze.unimore.it/documenti/comunicazione/cei/2006/62/_8_Parola.pdf
    e leggere: Esperimenti grammaticali...

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  5. La difficoltà sta proprio nel semplificare senza scendere al terra-terra...
    Ciao, a presto

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  6. Io uso quasi sempre il concetto di "argomento" così come lo hai presentato tu. Predicati senza argomenti, a un argomento, a due, a tre...
    Poi magari aggiungo che nelle altre grammatiche troveranno la parola "complemento", ma che non si spaventino.
    Credo di aver trovato perla prima volta il concetto di argomento su una vecchia vecchia bella grammatica di Maria Corti (andrò a ripescarla :-)
    Quest'anno ho un'orribilerrima grammatica della deAgostini (bleah!)

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