lunedì 11 agosto 2014

Victoria & Albert

Rileggo con sguardo critico e ottimizzatore il programma del prossimo viaggio per Londra e incontro più volte i nomi della regina Vittoria e del consorte Alberto.



Si amavano? Il loro era vero amore? La collezione del Victoria & Albert Museum è il frutto dei loro viaggi e delle loro conoscenze?
Li osservo nelle fotografie d'epoca e mi appaiono intabarrati in abiti pomposi, con espressioni innaturali che non lasciano trasparire la realtà dei sentimenti e dei legami:


Lei, regina per un sessantennio tanto da dare la definizione di vittoriana all'epoca che la vide regnare, figlia unica nasce a Kensington Palace nel 1819. Forse le motivazioni che spingono Alberto a sposarla non erano limpide e disinteressate, ma il loro matrimonio è stato felice comunque.
La regina amava l'Irlanda, di cui affronta l'oscuro periodo della Grande Carestia, coinvolgendosi personalmente. Alla morte del principe consorte, nel 1861, entra in uno stato di lutto permanente da cui non si risolleva più. Vivrà quasi solo nelle residenze in campagna, interessandosi di botanica, cani e arti manuali.
Introdusse il trasporto ferroviario e il francobollo.
A lei sono dedicati uno stato in Australia, il lago Vitttoria e le omonime cascate, oltre che diverse città nel mondo. Molteplici i monumenti da Buckingham Palace all'India.
Il Victoria & Albert Museum mi incuriosisce molto: è un museo ed è anche il frutto del lavoro del principe consorte che trasformò la raccolta per l'esposizione universale in una collezione permanente e immensa. Andrò anche all'Albert Memorial e alla Royal Albert Hall e vi dirò cosa vi ho trovato, se dietro le facciate ornamentali e la ricchezza dei beni conservati  si percepisce una traccia del legame che in qualche modo li ha generati.

5 commenti:

  1. Sono contenta che alla fine hai deciso di visitarlo. Poi mi saprai dire. :)
    Buon viaggio!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono tornata, pronta per i racconti e i diari di viaggio!

      Elimina
  2. Mah !
    I pettegolezzi sulla passionalità (diciamo) di Vittoria e del suo consorte son parecchi, e sembrano ben fondati. Comunque non sembrano poi aver travalicato i limiti del loro privato, per quanto ne so, a parte il puritanesimo di facciata che venne imposto all' UK sotto il suo Regno, di certo grandioso e che vede il culmine della potenza britannica.
    Si dice (è scritto nei trattati di storia del costume) che ai tempi, delle donne che si incontravano per le strade di Londra, un terzo erano donne di servizio, un terzo donne di buona famiglia, un terzo prostitute.
    Mai la prostituzione a Londra, meno apparente che a Parigi, per dire, raggiunse i livelli numerfici di quel periodo, spesso si trattava di prostitute bambine, mentre nelle buone case borghesi le tovaglie coprivano le gambe dei tavoli e si mangiava "carne bianca" di pollo, non il "petto di pollo" .
    Sul coinvolgimento della Regina nella Grande Carestia d' Irlanda so poco, ma so che, sostanzialmente, milioni di irlandesi morirono semplicemente di fame tra l'ìndifferenza soddisfatta dei britannici. Se si pensa che allora il porto di Liverpool faceva + del 50 % del movimento merci mondiale, sarebbe stato fattibile rifornire gli Irlandesi: ma, appunto, erano irlandesi e cattolici e furono lasciati morire. Cosa fece la Regina ? Mi pare poco, a giudicare dai risultati.
    Poi, è vero, i musei etc.

    Anonimo SQ

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ho letto delle ambiguità della regina Vittoria e sicuramente l'epoca del suo regno era molto moralista come lo sono tutte le società puritane... (penso al film Il pranzo di Babette, per ricordare un affresco memorabile), fatto sta che ti devo dire che vedere l'Albert Memorial, il palazzo di Kensington, la Royal Albert Hall e il V&A museum mi ha lasciato esterrefatta...

      Elimina
    2. Effettivamente, in quanto a musei, sale da concerto e quant'altro c'è da restare a bocca aperta !!!
      Ricordiamoci però che allora la "perfida Albione" era la superpotenza economica, politica e militare che quelle di adesso (atomica a parte) fanno ridere: era un gigante in un mondo di nani.
      Resto dell'idea che qualche bambino irlandese in meno morto di stenti sarebbe stato meglio, ma la storia ha il suo contrappasso: quella moltitudine di irlandesi scappati oltreoceano per sfuggire alla fame costituirono una delle colonne portanti degli USA che (almeno per metà 20° secolo ha soppiantato l'Inghilterra nel dominio del mondo.
      E che ancora lo dominerebbe, se avesse avuto l' umiltà di imitare come l' Inghilterra lo ha controllato per 150 anni.
      Attendiamo le cronache ! Ciao !

      Anonimo SQ

      Elimina

Lascia una traccia...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...