lunedì 15 luglio 2013

Di blog in blog: sliding doors

La staffetta Di blog in blog è un'iniziativa nata da un gruppo di bloggers che si passano il testimone di un argomento scelto di mese in mese. 



Chi volesse unirsi all'iniziativa o saperne di più può andare su questa pagina.
I precedenti appuntamenti li trovate qui.
L'argomento di oggi è: sliding doors, tema che permette molteplici interpretazioni... del resto, è proprio questo il bello della staffetta, ogni partecipante ci mette del suo.
Il tema è, com'è noto, il titolo di un film del 1998 in cui la protagonista, impersonata da Gwyneth Paltrow, vive due versioni della stessa vita, che si divaricano a partire dall'apertura delle porte della metropolitana. L'idea in realtà non è originale, ma viene ripresa da un film del 1981 di Kieslovskij, Destino cieco, in cui le versioni della vita vissute dal protagonista sono tre, tutte generate dallo stesso incidente in stazione. Il titolo alternativo, Il caso, ci aiuta a focalizzare meglio il tema: il peso che la casualità ha nella vita di una persona.

La mia riflessione di oggi è proprio su questo: ma esiste il caso? E in fondo il caso cos'è? Casum, in latino, dal verbo cadere, vuol dire proprio accadere, capitare, cadere nella sfera d'azione, nello scorrere degli eventi. Ci sono talmente tante cose che frettolosamente attribuiamo al caso e che poi a distanza di anni rivisitiamo come gravide di conseguenze a tal punto da non poter essere considerate casuali.
E nell'universo, ci sono talmente tante cose che non sarebbero esistite, non ci sarebbero, se infiniti casi non si fossero combinati tra loro in un ingranaggio complicatissimo di coincidenze (casi che cadono insieme co-in-cidere, che è della stessa radice del verbo cadere). La probabilità che la vita si formasse, per esempio, era pari a quella che la Divina Commedia si potesse essere scritta da sola come combinazione casuale di lettere.
Questo ragionamento tutto sommato è accettabile se parliamo di avvenimenti positivi. Siamo disposti ad accettare che essi provengano da una generica buona fortuna o da un Dio provvidente. Ma se parliamo di avvenimenti non proprio belli? Sarebbe più consolante che fossero casualmente capitati a noi? Potremmo accettare che invece non siano così casuali? Avrebbero più senso? Forse è questa la sottile differenza tra la fede e la sua mancanza. Fede è fiducia che quello che accade possa essere un segno, un messaggio rivolto proprio a noi, perché la realtà e quindi ciò che capita è il luogo dove agiscono non solo i fattori e gli attori che vediamo, ma anche quel Padre che ci ha fatti e che ci ha voluti non per caso.
E adesso, dopo queste mie filosofiche riflessioni, ditemi la vostra.
Se volete, andate a trovare anche gli altri partecipanti della staffetta:

3. Cristina 
4. made in bottega http://www.madeinbottega.com
17 . Design Therapy : http://www.designtherapy.it/
20. MamiS - il gufo e la civetta - http://ilgufoelacivetta.blogspot.it/
25. Beat - Mamma...e ora che faccio?: www.mammaorachefaccio.com
26.Sara-NuvolositàVariabile http://www.nuvolositavariabile.com/
28. Antonietta Nido in famiglia gnometti&fantasia http://gnomettiefantasia.blogspot.it/
29. Norma Voglio il mondo a colori : http://voglioilmondoacolori.blogspot.it
30. Ilaria Maggi - La Via dei Colori -  http://laviadeicolori.wordpress.com/

13 commenti:

  1. mi piacciono molto le riflessioni filologiche sull'etimologia delle parole
    grazie
    s.

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  2. Ma che bel post filosofico! Ti confermo che nel mio caso non c'è granchè di consolatorio a pensare che eventi negativi possano accadere per coincidenza, ma tant'è, si prende quel che viene, non mi piace mai rimuginare su quel che è andato storto.
    Buon lunedì,
    Elisa

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  3. Mamma mia Tiziana, so che leggerai sicuramente il mio post per la staffetta di questo mese e mi chiedo quindi cosa ne penserai ...
    Certo, se devo essere sincera, mi piacerebbe parlarne con te a quatt'occhi, davanti a un cielo stellato
    ti abbraccio

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  4. Mio zio, l'Ozio, premio nobel per le materie scientifiche, sostiene che "le coincidenze sono inevitabili". E, se lo dice lui...

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  5. Mi piacciono le tue riflessioni :) Io credo che nulla accada per caso.. accade perchè deve accadere.. Non so se a deciderlo siamo noi o cosa, ma penso di sì.. direttamente o indirettamente credo che siamo artefici del nostro destino. Buona continuazione di settimana!

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  6. A parte che non conoscevo il film Destino Cieco ma complimenti per il post, belle considerazioni...è vero,c'è differenza su come interpretiamo eventi buoni e cattivi della nostra vita....

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  7. Sai che ti dico? Io vorrei credere che nulla accada per caso e che ogni cosa abbia un senso, vorrei avere fede, ma purtroppo razionalmente sento che siamo tutti in un grande caos........

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  8. Bellissimo, anch'io adoro le riflessioni sull'etimologia delle parole.
    Ciao
    Norma
    P.S. non conosco il film Destino cieco, penso che colmerò questa lacuna

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  9. wow...una notevole riflessione. io credo che niente succede a caso. Non ho molta fede in se per sè..lo confesso ma credo che ogni cosa che succede significhi qualcosa nella vita di un individuo. Purtroppo nella maggior parte dei casi non ci soffermiamo a pensare a riflettere..
    Bel post ciao Marzia

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  10. bellissimo questo spunto filosofico, veramente un bel post!

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  11. Chi ha la fede non crede al caso ma come dici tu ad un disegno fatto apposta per noi. Io credo che entrambe le versioni possano essere consolatorie. Nel disegno divino dobbiamo sentirci importanti protagonisti e ringraziare per gli eventi che accadono anche se avversi, nel caso... perché prendersela? E' stato un caso, preoccupiamoci di rialzarci e ritrovare rinnovata energia!
    Bel post, come mi aspettavo!

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  12. Penso che "cadere" e "accadere" non siano affatto verbi legati al destino. Ci dicono solo che una cosa sta appunto succedendo o è successa. E' una sovrastruttura culturale l'associazione che facciamo con il concetto di destino e casualità. In realtà ciò che accade è sempre una intricata consecutio di avvenimenti...hai presente la storia della farfalla che sbatte le ali e lo tsunami no? ;-)

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