domenica 2 febbraio 2014

Le disavventure dei miei viaggi

Partecipo ancora una volta all'iniziativa di Monica Viaggi e Baci, che in questa puntata de Il senso dei miei viaggi ci chiede di raccontare le disavventure capitate in vacanza. Non ho fotografie di tali momenti non piacevoli, anche perché è difficile che nel trambusto di certe situazioni ci si ricordi di immortalare l'evento… Per cui mi limiterò a fotografie generiche, partendo dalla capostipite delle disavventure, l'incubo di ogni turista: perdere l'aereo!

Parigi, aeroporto Charles de Gaulle



L'aereo era previsto per le 18 circa. Partiamo verso l'una dall'albergo di Disneyland per dirigerci allo stop del bus navetta che ci porterà all'aeroporto. Passano due bus, pienissimi, non si fermano. Passa un altro bus, ma l'orda di turisti che ci precede sgomita per salire e noi non riusciamo. Non siamo preoccupati, siamo ancora in tempo. Saranno le tre. Passa del tempo senza che passino bus. Poi arriva finalmente il bus che prendiamo. L'autista scherza sul fatto che siamo italiani. Sulle prime ridiamo, poi vedendo che insiste cominciamo a credere che sia ubriaco, supportati nella sensazione anche dal modo di guidare. Va lentissimamente. A un certo punto decide di fermarsi a una stazione di servizio. Noi protestiamo rendendoci conto che siamo in leggero ritardo, ma lui ci deride e fa finta di niente. Arriviamo all'aeroporto e a ogni terminal si ferma e fuma una sigaretta. Siamo sconvolti. Quando raggiungiamo il nostro terminal ci fiondiamo arrancando con le valige verso il check in e arriviamo nell'esatto momento in cui l'hostess sta togliendo i nastri davanti al bancone. Sentiamo chiamare il volo e, ancora calmi, parliamo con l'hostess. E lei impassibile: "No, mi dispiace, non è più possibile salire sull'aereo, il comandante aveva fretta ed è già in pista". Bene, vi risparmio il crescendo di battute e di discussioni che sono seguite, mentre al microfono continuavano a chiamare i passeggeri assenti, noi e un'altra famiglia della nostra stessa città che nel frattempo si era unita a noi nell'alterco. Le proteste servono solo a guadagnare la promessa di salire sul volo dell'indomani. Ci guardiamo con i nostri compagni di sventura che sembrano più disperati di noi: non hanno la carta di credito e hanno finito i soldi. Ci offriamo di pagare noi l'albergo, l'Ibis dell'aeroporto. Da lì è nata una bella amicizia che continua tutt'oggi… non tutto il male viene per nuocere! 

San Gottardo, autostrada

E se non si prende l'aereo ma si parte in macchina? Ti può capitare la fila in autostrada. Già, in Svizzera al san Gottardo, noi non lo sapevamo, ma è un classico. Eppure qui il tempo per fare una foto ce l'ho, quando spunta una mucca la classica mucca svizzera da dietro un albero, annunciata dal suo campanaccio:



Appennino toscano, autostrada


E se nevica? Si deve scendere dall'auto per mettere le catene. Diciamo che le catene non sono proprio un accessorio molto usato in Sicilia, nonostante le montagne non scarseggino  e l'Etna sia alta 3350 m. Per cui mio marito si arma di santa pazienza e si mette all'opera. Fuori continua a nevicare, noi siamo in Toscana fuori dall'autostrada. Ci sta almeno  cinquanta minuti. Partiamo con le catene. Facciamo duecento metri dopo l'ultima curva della strada che stavamo percorrendo e accadono due cose: vediamo il casello e smette di nevicare. Devo aggiungere altro?


10 commenti:

  1. Ciao, ti conosco oggi!
    Il bello delle disavventure di viaggio è che più il tempo passa è più sono divertenti da raccontare e da ricordare. Peccato che nel momento in cui le vivi non ti diverti allo stesso modo. Torno a trovarti, sento un feeling con il tuo blog...ciao

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  2. Posso dirti una cosa Tizi?
    Penso che in pochi si prenderebbero la briga di pagare l'albergo a degli illustri sconosciuti ...
    E se qualcuno mi mettesse davanti a 20 persone, una per ogni regione italiana, e mi dicesse "puoi chiedere a uno solo di loro; se ti va bene dormi al coperto, altrimenti passi la notte sotto il ponte" io non ho dubbi che proverei con il siciliano! Parola di friulana doc innamorata della Sicilia :)

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    1. Dici che non l'avrebbe fatto chiunque? E come avrebbe passato la notte quella famiglia? Comunque sì, faresti bene a chiedere a un siciliano perché in effetti io mentre leggevo già stavo pensando a come organizzare i sacchi a pelo per farvi dormire ;-)

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  3. ah ah ah quella delle catene è veramente il massimo della sfiga... mentre quella dell'aereo oltre che un incubo era da denuncia!

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  4. già le disavventure sono divertenti da raccontare, il problema è risolverle quando sei lì :(( buona giornata, ciao Andrea

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    1. Infatti, sul momento ci rimani secco...

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  5. Ma che belle avventure, davvero simpatiche, forse anche per te ma solo adesso.
    Bella l'amicizia nata da un contrattempo
    Ciao
    Norma

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  6. La paura di perdere l'aereo è stato anche il leitmotiv del mio post. Invece il San Gottardo e L'autostrada del Sole prossimità Roncobilaccio... la conosco molto bene, e so!

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  7. che bella la fotografia della mucca, hai fatto un bell'incontro. Ciao

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