sabato 16 agosto 2008

Progetto accoglienza?!

LaVostraProf di Dieci minuti di intervallo in un recente post parla di Progetto Accoglienza, vale a dire (per chi non fosse addetto ai lavori) quelle ore che nella prima porzione dell'anno si dedicano all'ambientamento dei primini. Paroloni e paroloni che si sprecano, attività che si propongono, buoni propositi che si auspicano... ma, si sa, l'importante è scioccarli all'inizio... poi tutto il resto vien da sé. Cosa faccio per ottenere l'effetto?
1) mi pongo sulla soglia della classe senza entrare e senza parlare, aspettando che si rendano conto della mia presenza. Poi faccio capire con poche e brevi parole che sto attendendo che si siedano e si stiano zitti. Solo dopo entro.
2) mi presento brevemente e dico la frase clou della giornata: non sono la televisione, quindi mentre io parlo voi non parlate, non vi alzate, non fate altro. Se io parlo voi ascoltate, così come farete fra di voi (n. d. r. questo secondo aspetto sarà molto più difficile del primo...).
3) faccio l'appello, cercando di superare da subito uno degli incubi peggiori di ogni insegnante: non avere la padronanza dei nomi. Vabbè che poi i nomi dei più discoli li sai già dopo tre minuti...
4) comunico quello che serve per il nostro studio insieme (quadernoni, titoli dei libri...) approfittando per una prima panoramica delle materie che faremo. Già che ci sono dico cosa portare l'indomani (tipo il quadernone da dedicare alla grammatica).
5) leggo loro qualcosa che dovranno solo ascoltare (perché libri di testo per le prime settimane manco a parlarne...): ancora devo scegliere cosa.
Non sono bastarda dentro, lo faccio per loro... per creare le condizioni adeguate perché possano davvero imparare qualcosa... il rispetto dei turni di parola e la capacità di ascolto per esempio... per far loro scoprire la faccia tenera del mio carattere c'è tanto tempo. Ricordo un alunno che verso novembre del primo anno a un mio cenno di sorriso mi chiese: "Prof, ma allora lei ride?". Eppure con la classe di quell'alunno nel corso del triennio ci siamo fatti un sacco di risate e abbiamo condiviso un profondo affetto reciproco :-)

4 commenti:

  1. Ma perchè a te funziona e a me no?!?
    Ci ho provato un sacco di volte. Niente. Lo capiscono subito, che il mio è un bluff, a dispetto della grinta più feroce ed impenetrabile che mi riesca di spremere. E il silenzio e la disciplina in classe diventano da subito il mio problema n.1: fin verso febbraio, quando scatta un improvviso senso di complicità che li fa sentire miei alleati, e li dispone all'ascolto.

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  2. Forse, cara Pokankuni, perché all'inizio non mi ci sono ancora affezionata, non li conosco, non mi fanno né simpatia né antipatia.. e dunque riesco a essere credibile come Cerbero!

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  3. sante parole palmy !
    ti saprò dire come andrà quest'anno, mi hanno cambiato le classi (ovviamente anche i programmi) e la scommessa è più ardua del solito...

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  4. Ciao, Palmy! Come va? Ci conosciamo virtualmente da un pezzettino, ma non passi mai da me!!! E questo scoraggia i miei passaggi da te;).

    Vabbé, non fa niente! Libertà di visita e di espressione;)...quando ci si trova si fa due chiacchere.

    Per quanto riguarda l'accoglienza, è un problema che si presenta ad ogni inizio di anno scolastico.
    Noi docenti adottiamo le nostre strategie per "conquistare" i primini. Mi ritrovo in diverse situazioni fra quelle che hai indicato...

    Per fortuna la disciplina non è un grosso problema, per quanto mi riguarda. In genere, riesco ad instaurare un rapporto di fiducia e a controllare il "comportamento" dei ragazzi.

    Certo, c'è da lavorare sodo!

    annarita

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