giovedì 7 agosto 2008

Suggerimenti didattici da L'eleganza del riccio


Oltre ad essere un bellissimo libro, L'eleganza del riccio è curiosamente disseminato di spunti per l'insegnamento...

A parlare è Paloma, una studentessa francese di scuola media:

"Il francese con questa prof si riduce a una lunga serie di esercizi meccanici, sia di grammatica che di analisi testuale. Con lei sembra che i testi siano stati scritti per poter identificare i personaggi, il narratore, i luoghi, il plot, i tempi del racconto, ecc. Penso che non le sia mai venuto in mente che prima di tutto un testo è scritto per essere letto e per suscitare delle emozioni nel lettore. Pensate un po', non ci ha mai chiesto: "Vi è piaciuto questo brano/libro?". Eppure è l'unica domanda che potrebbe dare un senso allo studio dei punti di vista della narrazione o della costruzione del racconto... Per non parlare del fatto che, secondo me, le menti degli alunni delle scuole medie sono più disponibili alla letteratura rispetto a quelle dei liceali o degli universitari. Mi spiego: alla nostra età, basta che ci raccontino qualcosa con passione, toccando le corde giuste (quelle dell'amore, della rivolta, della sete di novità ecc.) e il gioco è fatto". (p.150)


"Ma a cosa serve la grammatica?: ha chiesto Achille. [...] La professoressa ha fatto un lungo sospiro, tipo -sono costretta a sorbirmi delle domande stupide- e ha risposto: Serve a parlare e a scrivere bene. [...] Sostenere davanti a degli adolescenti che sanno già parlare e scrivere, che questa è l'utilità della grammatica è come dire a qualcuno che per fare bene la cacca e la pipì bisogna leggersi la storia del water attraverso i secoli. Non ha senso! [...] Io credo che la grammatica sia una via d'accesso alla bellezza. [...] Quando si fa grammatica, si accede a un'altra dimensione della bellezza della lingua. Fare grammatica serve a sezionarla, guardare com'è fatta, vederla nuda, in un certo senso. Ed è una cosa meravigliosa, perché pensiamo: Ma guarda che roba, guarda com'è fatta bene! Quanto è solida, ingegnosa, acuta!" (pp. 151-52)

3 commenti:

  1. carissima Palmy, eccomi qui nel tuo luogo dove trovo parecchie argomenti che ci accomunano:
    -da scripta manent: la frase di a. de saint Exupery è una mia citazione costante...un incipit ad ogni lavoro collaborativo
    -romano Guardini ho avuto modo di apprezzarlo in un recente coroso di studi
    -rivedere parigi è una mia costante aspirazione (già vista due volte) e il tuo itinerario mi sollecita nuovamente
    -infine ma solo perchè sto esaurendo i caratteri: sto leggendo "L'eleganza del riccio" dal quale mi piace estrapolare questa citazione:
    "Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica"......gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio....
    A presto,
    france

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  2. @france: ti ringrazio veramente per la puntualità e la ricchezza del tuo commento, immagino e spero che visti i punti in comune ci frequenteremo spesso in futuro!

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  3. Accidenti ma il tuo blog esiste da una vita! (la mia bimba è nata qualche mese prima di questo post e ora è una giovane donnina ;) ) non trovo l'archivio ma quando ha i pubblicato il primo post?

    Interessante questa chiave di lettura! La saggia ragazzina aveva ragione... ciao!

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