martedì 28 settembre 2010

Dipende dallo sguardo


La mia giornata passa spesso tra sequenze abitudinarie e normali in cui sembra non accadere nulla. Nulla di eclatante almeno. Eppure la mia vita non è per niente insignificante. Vi sono lampi di lucidità che me lo rendono evidente. Come sarebbe più umano vivere ogni istante così...
Oggi ho capito perché certi giorni scorrono come l'acqua di una fontana sempre aperta e altri invece appaiono pregnanti e densi tanto da ricordarli anche a distanza di anni. Dipende dallo sguardo.
Vi siete mai accorti che pur percorrendo ogni giorno le stesse strade se cerchiamo un negozio o una bottega particolare, che so io, una vetreria, improvvisamente ci accorgiamo che sulla strada quotidiana ci sono due, tre, diverse vetrerie? Oppure, in attesa di un figlio, notiamo tutti i negozi di articoli per bebè che diversamente non avremmo focalizzato?
La stessa esperienza accade quando osservo una bella fotografia non di un'esaltante tramonto o di una vetta dolomitica, ma di un panno steso ad asciugare o di un intreccio di foglie. Particolari. Ma guardati in modo da lasciar trasparire qualcos'altro.
Quindi dipende non dalla realtà, che è sempre là, ma dal nostro sguardo. Diventa significativo ai miei occhi ciò che incontra il mio interesse, il mio sguardo attento, il mio desiderio. Tutto il resto, anche il fatto o il volto più interessante, può scorrere via come se nulla fosse, se io non mi metto in gioco.

Giorgio Morandi, Natura morta

10 commenti:

  1. Il mio prof d'italiano delle superiori diceva che le cose accadono alle persone che sanno raccontarle e quindi vederle.
    Infatti alle persone tragiche accadono solo fatti tragici e a quelle gioiose solo fatti gioiosi. E così via.

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  2. Poco tempo fa ho affrontato un laboratorio didattico partendo proprio da Giorgio Morandi.
    Io amo le composizioni... non mi piace definirle "nature morte" perché, in realtà, possono veicolare tanti messaggi e arricchirsi di significato grazie al nostro guardo, come giustamente scrivi tu.
    Grazie per questa bella riflessione!

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  3. Come hai ragione! Prego di riuscire a trovare ogni mattina quello sguardo sul mondo, grazie!

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  4. È esattamente come tu dici. Infatti non è ancora chiaro se si guardi cio' che si pensa o se si pensi a cio' che si guarda. Ma poi, alla luce dei fatti, esiste veramente il verbo guardare? o lo si dovrebbe sostituire con l'espressione 'focalizzare la propria attenzione', piu' attinente. Grazie per aver condiviso questa riflessione.

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  5. Hai trovato perfettamente le parole giuste per questo concetto. Splendido post!

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  6. Condivido! Credo che comunque il nostro sguardo sia coerente con lo stato vitale in cui ci troviamo in quel momento, e se vogliamo che sia sempre "presente" dovremmo deciderlo noi, come dicevi tu, mettendoci in gioco e lavorando su noi stessi ogni giorno per poter vivere al 100% l'istante e non proiettati nel passato o nel futuro, perchè così quel che viviamo, vediamo e facciamo scappa via :)
    Grazie della riflessione
    una gioiosa giornata
    StefiB

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  7. @ speranza: le cose accadono alle persone che le vedono, certo... ognuno di noi sente come affini alcune cose altre no... eppure quei momenti di lucidità, per esempio davanti a un tramonto o a una frase vera di un amico, è come se le cose si chiarissero improvvisamente e questo funziona per tutti allo stesso modo, non credi?

    @ mugs: in effetti la scelta della composizione di Morandi non è casuale, voleva appunto rappresentare il fatto che la verità ci si comunica nell'ordinario...

    @ piccolalory e sybille: vi ringrazio per il vostro apprezzamento, i commenti mi sono graditi perché mi rendo conto se ciò che scrivo è utile

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  8. @ anna: sì, guardare era proprio in quel senso

    @ stefy: grazie, cara... hai ragione, noi tendiamo a sconfinare dal presente troppo spesso e questo è un leit motif nel mio blog...

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  9. Ops! La mia non doveva essere una nota polemica, ma volevo solo dire che hai perfettamente ragione e che molto di ciò che vediamo e osserviamo dipende dal nostro stato d'animo o dall'aprirci al mondo circostante.
    Mi scuso per l'incoveniente, mi rendo conto che scrivere non è come parlare. Chiedo venia: sono una principiante del mondo blog.

    P.S. La settimana scorsa ti ho mandato una mail. Ti è arrivata o se l'è tenuta tiscali nel cavo?

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  10. @ speranza: ma non sei stata polemica per niente...figurati, per la mail l'ho ricevuta... perdono per il ritardo nella risposta!

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