venerdì 25 ottobre 2013

L'arte di ascoltare i battiti del cuore per i venerdì del libro

Sulla scia delle letture sui migranti, mi giunge un consiglio che accolgo con curiosità: L'arte di ascoltare i battiti del cuore - mi viene suggerito - è un libro che lascia qualcosa. Ce l'ho in attesa da tempo e decido di cominciarlo. 


Una storia che riunisce diversi viaggi e diverse direzioni: quello di un birmano alla volta degli Stati Uniti, quello di una figlia alla ricerca delle origini del padre, nella direzione opposta; quello di uno sradicamento e quello di un ricongiungimento. La forza di questo romanzo sta anche nei personaggi. Ognuno di loro è un universo e racchiude in sé molte storie che si dipanano come fili e che man mano che il racconto procede formano un arazzo sempre più dettagliato e armonico. I temi messi in campo sono molteplici: il rapporto con i genitori e con la vita familiare che ha preceduto la nascita di ciascuno ("I figli vogliono veramente conoscere i genitori come persone dotate di una loro vita autonoma? Saremmo capaci di vederli davvero prima che arrivassero a noi?")  l'amore come dono sublime e imperituro, un amore a tratti incomprensibile tanto può essere grande ("Perché vediamo solo ciò che conosciamo. [...] Riconosciamo come amore solo quello che corrisponde all'immagine che ne abbiamo"). Ma del resto, "non tutto ciò che si può spiegare è vero... e non tutto ciò che è vero si può spiegare".
Il titolo che è secondo me parte della bellezza di questo libro non ve lo spiego, svelerei una delle idee più commoventi presenti nella storia... Buona lettura!

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